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Semifinale Centro-Nord 2009: interviste ai protagonisti (2/4)

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Il giovanissimo Sasha Orsi soddisfatto (foto G.Volpe)

Sasha Orsi, Teseo Tesei Portoferraio (LI), 4° Classificato:

Il primo giorno sono partito su una zona molto rotta che andava dai 18 a 20-22 metri di profondità con un 75 armato di fiocina.
Gli spacchi erano molto profondi, ma in preparazione avevo trovato diversi pesci affacciati all’ingresso(soprattutto saraghi). Sfortunatamente, nel giorno della gara c’era un taglio freddo ad un paio di metri dal fondo ed ho vagato per due ore e mezza senza vedere neanche un pesce.
Al momento dello spostamento, ovviamente, sono andato più a terra in poca acqua. La scelta si è rivelata vincente, perché in metà gara sono riuscito a rimontare quella che sembrava una giornata storta.
In una tana difficile ho fiocinato un bel sarago, poi ho catturato un paio di orate sotto delle spacchette ricoperte di posidonia. Erano pesci nervosi che si muovevano parecchio e non era facilissimo portarle a tiro.
Sul finire, facendo agguati ripetuti ai confini dell’alga, ho preso anche un bel labride. Non ho mai perso la lucidità e mi sentivo fiducioso, perché sentivo che in un modo o nell’altro avrei raggiunto un buon risultato finale.

La seconda giornata ero un po’ più tranquillo dato che avevo diversi punti segnati in cui avevo visto pesce. In più avevo da poco disputato una selettiva in quella zona e quindi mi ricordavo come pescarci. Le prime 2 ore e mezza, infatti, ho ho razzolato con molta attenzione, sempre con il 75 e la fiocina. Già dalla prima mezz’ora sono iniziate le catture, con un bel tordo e due saraghi. Al momento dello spostamento mi sono guardato intorno: i gommoni a terra venivano verso il centro campo gara, e quelli fuori lo stesso, quindi sono rimasto pressapoco sulla stessa batimetrica anche se mi sono allontanato un pochino dalla zona iniziale. Ho preso subito una bella murena, un marvizzo di circa un chilo e, negli ultimi dieci minuti, un altro bel tordo. Cinque pesci più uno a coefficiente mi hanno regalato un 6° posto di giornata ed il 4° assoluto.

Cagnolati col suo splendido carniere di orate (foto G.Volpe)

Leonardo Cagnolati, Arci Pesca San Vincenzo (LI), 5° Classificato:

Nella prima giornata ho fatto una scelta sbagliata: ho deciso di rischiare partendo fuori su una zona con piccole rocce dove in preparazione ho visto grossi saraghi e altro pesce molto mobile, ma sempre presente. Il giorno della gara le condizioni erano un po’ diverse, con l’acqua leggermente più fredda e velata, e dopo un’ora e mezza non avevo ancora trovato pesce. Ho deciso di dirigermi verso terra nella speranza di trovare nell’acqua più bassa qualche zonetta simile dove ci fosse pesce, ma purtroppo ho vagato per tre ore nel nulla senza fare nemmeno una cattura.

Nella seconda frazione sapevo da esperienze precedenti che in terra il campo gara si presentava più spaccato e che in preparazione quasi nessuno si era buttato a perlustrare quella zona a causa dell’acqua torbida. Ho iniziato a scorrere dal limite sud sbagliando subito un paio di cefali e al quinto tuffo ho strappato un dentice di un paio di chili. Tra il cappotto della prima giornata e gli errori iniziali ho dovuto ritrovare la concentrazione e ho iniziato a pescare in tana sui sette otto metri. Con tuffi ripetuti a ritmo altissimo ho fatto le prime catture e ho trovato le orate che mi hanno permesso il salto in classifica. Sapevo che potevano esserci e quindi ho battuto la zona con particolare cura.
Alla fine pensavo di non essermi qualificato perche sette pesci sicuri mi sembravano pochi e presumevo che ce ne volessero almeno dieci pesci per scalare la classifica, ma poi alla pesatura i due pesci al limite sono entrati, le orate a bonus sono risultate tre e non una come pensavo e ho vinto la giornata, risultato che mi ha permesso, nonostante la débâcle del primo giorno, di qualificarmi per l’assoluto. Ho utilizzato una giacca da cinque e pantalone da tre, come fucile in entrambe le giornate solo un arbalete da 75 cm con tahitiana, scelta che mi avrebbe permesso di catturare anche esemplari in acqua libera, come è accaduto per il dentice poi perso. Per questo motivo, nonostante l’acqua bassa, ho sempre fatto tuffi molto lunghi, iniziando con la pesca all’aspetto e proseguendo con l’esplorazione delle tane.
Nel complesso sono soddisfatto: sono state due giornate che mi hanno insegnato molto.

Maurizio Girolami al termine della prima giornata

Maurizio Girolami, Apnea Team Roma, 5° Classificato:

Dopo la preparazione ho deciso di impostare due giornate su zone interessanti più che sulle singole tane, perché il pesce si muoveva in continuazione e non mi fidavo del singolo segnale.
Il primo giorno sono partito su una zona in 24/25 metri dove avevo due lastre frequentate da qualche sparide. Naturalmente non c’era più nulla, ma dato che il posto era buono ho cominciato a frugare nei taglietti di un ciglio vicino. Ho trovato qualche sarago intanato ma era veramente difficile portarlo a tiro. Ne ho catturato uno usando il miniministen per colpirlo e tirarlo fuori da un taglio difficilissimo, poi altri due in due buchi un po’ più facili.
Mentre ispezionavo altre zone attorno mi è arrivato a tiro un bel dentice, ma impugnavo un fucile armato di fiocina e il pesce non si è avvicinato più di tanto, rimanendo fuori tiro.

Dopo le prime due ore e mezza avevo a disposizione lo spostamento, ma ho preferito rimanere in zona e spostarmi a pinne in un punto vicino, sui 16 metri di fondale, dove avevo un ciglio immerso in una zona interessante. Ho battuto il posto con attenzione, ma i pesci che incontravo erano tutti piccoli. Fortunatamente, in una spacchetta sopra la caduta, ho trovato un bel sarago (oltre 1200 grammi) che sono riuscito a colpire e recuperare in pochi tuffi. Ho chiuso la giornata con 5 pesci di cui 4 validi: tutti saraghi.

Nella seconda frazione avevo un posto in 10 metri d’acqua semplicemente meraviglioso: avevo trovato almeno 50 spigole girare sulla posidonia ed ogni volta che andavo erano lì. Tutti pesci da 1000/1500 grammi. Solo l’ultimo giorno di preparazione non ce n’erano più tante e, intuendo che anche il giorno della gara fossero lontane, ho preferito fare la partenza su una murena di 3 chili segnata in 10 metri di fondo.
Mi sono buttato sul posto insieme ad un altro atleta, ma alla fine sono riuscito io a prendere il serpente. A quel punto ho girato a vuoto per un bel po’ trovando tutte le zone vuote.
A metà gara ho fatto lo spostamento sulle spigole ma non c’erano e insistendo lì intorno ho catturato una corvina e un sarago, entrambi risultati fuori peso. A quel punto, non sapendo cosa fare e vedendo Ramacciotti nei pressi, ho provato ad avvicinarmi sperando mi portasse su una zona buona.
Il posto era bello ma solo in extremis sono riuscito a fiocinare un bel tordone e concludere la giornata con 2 pezzi. Sono soddisfatto del mio Campionato e non ho nulla da recriminare. Ho pescato quasi sempre con un’arbalete da 60 e fiocinella.

La gara è in pieno svolgimento ed i secondi seguono l’atleta (foto G.Volpe)

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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