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Semifinale Centro-Nord 2009: interviste ai protagonisti (1/4)

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Il Campione Stefano Bellani (foto G.Volpe)

Cerchiamo di ricostruire l’andamento di questa semifinale attraverso le interviste ai protagonisti. Troveremo l’analisi della condotta di gara, la tattica, le catture ed altri risvolti interessanti. Questa semifinale non ha regalato molto pesce, complice un terreno battuto ed ostico e l’influenza delle correnti, che da queste parti rendono il pesce molto mobile non permettendo al pescatore di reperire tane sicure, ma è stata combattuta fino all’ultimo grammo. Diverse le sorprese tra i giovani ed interessanti conferme. Tordi e saraghi sono stati i pesci più catturati, ma non sono mancate alcune belle corvine e diverse orate. Insomma: un Campionato pieno di insidie ma disputato con condizioni meteo perfette e guidato da un’organizzazione impeccabile.
Sentiamo i protagonisti.

Stefano Bellani, Ci.Ca. Sub Garibaldi(LI), 1° Classificato:

La prima frazione sono partito su una tana dove in preparazione avevo trovato 4/5 saraghi.
Mi sono tuffato, ma cercando bene ho ritrovato solo uno sparide, peraltro nascosto in un buco parecchio difficile. Ho sparato ma l’ho sbagliato.
Allora ho fatto un altro spostamento e mi sono diretto verso un segnale abbastanza vicino. Non era granché come posto, ma avevo visto un discreto movimento in zona e contavo di poter effettuare qualche cattura nell’alga.
Infatti al primo tuffo ho arpionato un bel sarago e poco dopo ne ho visto uno in lontananza. Con un agguato sono riuscito a portarlo a tiro e a catturarlo.
Ho continuato a fare planate in zona, intervallate da qualche aspetto. All’ennesima sommozzata ho trovato un taglio interessante, che ho ispezionato con cura riuscendo a cogliere un altro sparide sul fondo del cunicolo.
Allo scadere delle due ore e mezza ho effettuato lo spostamento sulla zona più fonda che avevo: un ciglio a 30 metri di profondità con parecchi saraghi a zonzo.
Durante la preparazione avevo trovato sempre acqua calda e pulita, ma in gara l’acqua s’era sporcata e, a causa di una fastidiosa corrente, il termoclino s’era alzato fino ai 20 metri circa.
Così, invece di fare tiri in caduta come speravo, mi sono trovato ad inseguire qualche pesce con planate a mezz’acqua. Ho catturato un altro sarago dopo un lungo inseguimento.
A quel punto per una buona mezz’ora non ho visto più nulla ed ho deciso di spostarmi a pinne verso il faro di Vada. Nel tragitto ho preso una murena e all’ultimo tuffo un bel tordo nell’alga.

Nella seconda giornata ho fatto la partenza su un bella tana in 10/11 metri dove contato di ritrovare un bello scorfano e alcuni saraghi di buona pezzatura. Ovviamente è bastato un tuffo per capire che non c’era più nulla.
Deluso, mi sono buttato in una zona dove conoscevo una bella spaccatura con alcuni sparidi. C’era già Sperandio che ne aveva appena catturato uno, ma quando mi sono immerso a mia volta sono riuscito a fiocinare un bel saragone. La zona tutto intorno era molto belle, così ho deciso di continuare a razzolare tra la posidonia ed alcuni catini. Tuffo dopo tuffo sono riuscito a prendere 3 bei tordi all’agguato.

A metà gara ho fatto lo spostamento su una bella tana dove speravo di catturare qualcosa, ma l’ho trovata vuota. Era una zona con diversi spacchi nascosti dall’alga. Cercando attentamente nelle vicinanze ho trovato un paio di saraghi in un buco. Con calma ho aspettato il momento giusto ed ho fatto una splendida coppiola con un tiro.
A quel punto ero galvanizzato ed ho deciso di andare a cercare il famoso cappone. Dopo un po’ di attenta ricerca l’ho trovato e catturato. Sempre lì attorno ho fiocinato anche un bel sarago nascosto nella posidonia ed un altro in uno spacco passante.
Ho concluso la gara nell’alga alla ricerca di tordi e sono riuscito a prendere altri due saraghi.
Ho sempre pescato col Geronimo 75.
Un plauso all’organizzazione che ha allestito un gazebo molto ben congeniato ed ha permesso a tutti di rimanere beatamente all’ombra durante l’attesa della pesatura.

Macchi col carniere della seconda giornata (foto G.Volpe)

GiamPaolo Macchi, Arci Pesca San Vincenzo (LI), 2° Classificato:

Durante la preparazione avevo capito che era inutile fare affidamento sul pesce in tana: nella zona del campo gara si muove parecchio ed era meglio cercare le zone giuste.
Alla partenza della prima manche mi sono diretto su una lastra trovata in 20 metri d’acqua dove avevo visto diversi saraghi. Non c’era nulla, ma intorno la zona mi piaceva ed ero convinto che, razzolando, avrei potuto prendere qualche pesce.
Ho cominciato così a sommozzare tutt’attorno con un arbalete da 90 centimetri, cercando di alternare agguati a veloci incursioni nelle tane più interessanti.
Dopo due ore però sono riuscito a catturare solo uno sparide in peso preso sotto una lastrina. Ero preoccupato perché ritenevo fondamentale fare un buon risultato in questa frazione d’apertura.
A metà gara ho deciso di fare almeno 3 spostamenti nei quindici minuti consentiti. I primi due non hanno dato gli esiti sperati, ma il terzo mi ha consentito di scovare 6/7 corvine in un bel ciglietto nell’alga. Sono riuscito a catturarne due con molta attenzione, ma le altre si sono buttate nella posidonia e mi è stato impossibile ritrovarle.
Ho insistito nella zona e, razzolando qua e là, sono riuscito a fiocinare un sarago ed in extremis un bel labride. Con 5 pesci e tre specie ho concluso una giornata soddisfacente.

La seconda giornata mi sentivo più tranquillo perché avevo parecchio pesce e, soprattutto, belle zone. Purtroppo mi sono reso conto da subito che la corrente di ponente che tagliava il campo gara avrebbe fatto sparire il pesce.
Comunque mi sono messo a pescare di buona lena a circa 3 miglia dal faro su medio fondale, al secondo tuffo, ho catturato un bel sarago. Poco dopo ho fiocinato un altro sparide sotto un sassetto appoggiato ad un ciglio, poi sono rimasto per un po’ senza vedere nulla ed allora ho deciso di portarmi su un ciglio nell’alga dove avevo alcune corvine. Anche qui ne ho catturate due in due tuffi, ma le altre si sono dileguate. Le ho cercate per un po’ ma senza successo.
Mancava poco alla fine ed ho deciso di prendere il 90 e pescare all’aspetto/agguato nell’alga alla ricerca di qualche tordo curioso.
Sono riuscito a catturarne uno di buone dimensioni e fare un carniere che mi ha regalato un bel secondo posto. Ho pescato sempre con un arbalete auto costruito da 67 centimetri con la fiocina ed un 90 con la tahitiana.

Andrea Settimi mostra il carniere della seconda frazione

Andrea Settimi, AS Progetto Apnea (Roma), 3° Classificato:

Credo come molti altri concorrenti, in preparazione ho cercato la zona pescabile più che la tana mastra. Si intuiva che il pesce era in perenne movimento e non potevi fare affidamento sulla singola tana, quindi all’avvio della prima giornata mi sono portato su una zona dove avevo marcato tre saraghi sotto un ciglio.
Sono sceso con un arblete da 40 centimetri perché i buchi da ispezionare erano piccolissimi. Ne ho catturato subito uno ma degli altri non ho trovato traccia.
A quel punto ho perlustrato altre zone interessanti, ma senza successo. Erano ciglietti che franavano e catini interessanti dove avevo visto girare qualche pinnuto. Non ho incontrato nulla di sparabile e sono arrivato a metà gara con un unico sparide in carniere.
Mi sono diretto in un punto tra i 17 ed i 20 metri di profondità dove con il sole alto contavo di poter catturare qualche labride. Erano vaste praterie di posidonia con qualche pietra sparsa.
Al primo tuffo ho catturato una corvina e, poco dopo, sono riuscito a fiocinare un bel sarago nascosto in un buchetto difficile.
Planata su planata mi sono girato il posto in lungo e in largo, e con attenzione ho catturato all’agguato due tordi in peso. Su una serie di lastrine bianche ho scovato e catturato anche una preziosa murena, che ho portato in superficie in un paio di tuffi.
Finita la gara ero molto contento, anche perché il giorno successivo mi sentivo più sicuro. Nel campo gara della seconda frazione il pesce mi sembrava più stabile e contavo molto su due o tre tane.

Alla partenza della seconda manche mi sono buttato su un ciglio di tufo in 13 metri d’acqua dove avevo marcato 5/6 saraghi. Mi sono trovato in compagnia di un altro concorrente: ne abbiamo catturato uno a testa e poi ne ho strappato un altro molto bello.
Lui s’è allontanato subito, mentre io mi sono fermato in zona a setacciare bene tutti gli spacchi possibili, ma senza successo. A quel punto mi sono messo di buona lena a razzolare tordi con agguati e aspetti nella posidonia e nei cigli. Ne ho messi in carniere ben sei, di cui almeno tre mi sembravano sicuramente validi.
Continuando con questa tattica sono riuscito a catturare anche un’orata di 700 grammi che stava sotto un ciglio, in una tana passante. Sono riuscito a spararla al volo col novanta e metterla a pagliolo.
Verso fine gara mi sono portato più in terra, in un punto dove avevo visto girare delle spigole.
Ci ho provato ma m’è andata male. Un paio le ho anche viste ma erano molto nervose e non si sono avvicinate.
La bilancia m’ha scartato ben 5 tordi (due di pochissimo), ma con un sarago, un labride ed un’orata ho strappato un terzo posto finale da brivido. Ho pescato all’agguato col 90 ed in tana con un sessanta e fiocinella. Tutti arbalete.
Un grazie al mio sponsor LeRoi design ed all’organizzazione, semplicemente impeccabile.

Riunione a centro campo gara (foto G.Volpe)

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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