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Semifinale Centro-Nord 2008: il campo gara secondo Gallinucci

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Alessio Gallinucci (foto A.Balbi)

In questo fine settimana prenderanno il via le due semifinali di pesca in apnea denominate zona A (centro-nord Lazio) e zona B (centro-sud Sicilia). Abbiamo sentito Alessio Gallinucci, ottimo atleta e profondo conoscitore delle coste Laziali, e gli abbiamo chiesto di parlarci dello specchio d’acqua in cui si disputerà la competizione.
Il tratto interessato è quello che va a a nord dall’inizio della Frasca a porto Clementino ed a sud da Torre Marangone fino a Porto S.Marinella. Qui verranno sorteggiati i 4 campi gara. In questa intervista Alessio lascia trasparire, senza apparenti riserve, la profonda conoscenza della zona, le tecniche di pesca più adatte, le specie più presenti e catturabili e diversi altri suggerimenti non meno importanti. Apnea Magazine lo ringrazie e augura a tutti i concorrenti un caloroso in bocca al lupo!

Che tipo di fondale presenta la zona di gara?

Tutti e quattro i campi gara prescelti presentano caratteristiche pressochè identiche e batimetriche molto simili. Sono zone molto estese e facilmente pescabili, adatte a svariati tipi di pesca e ricche di fessure.
Una costante presenza di grotto medio/basso entro i 12 metri e grotto più alto e ben fessurato intorno alla batimetrica dei venti metri. Di tanto in tanto si trovano zone circoscritte di posidonia e buche di sabbia poco interessanti e dunque da non tenere in considerazione.
Zone simili ma ben più estese, invece, sono presenti di fronte al camping “La Frasca”, situate davanti all’omonima zona, ma ben visibili in preparazione o sulle carte e, quindi, facilmente evitabili.
Da registrare a sud un punto di pietraforte o “fortieri” intorno ai 7/10 metri, molto spaccati e ricchi di anfratti interessanti per i pinnuti in movimento e stanziali della zona.
Identica situazione si ritrova nel campo nord di fronte agli stabilimenti balneari di Sant’Agostino, nella zona denominata “secca del Mignone”, segnata tra l’altro sulle carte.
Le batimetriche migliori, a mio parere, sono quelle che vanno dai 10 ai 20 metri.

Quali sono i venti e le correnti che influenzano maggiormente la zona?

La corrente di scirocco sporca a sud ma, se di debole intensità, mantiene un cappello in superficie di circa 5/8 metri ed una parte sottostante di acqua solitamente pulita e calda.
Lo stesso tipo di corrente, invece, pulisce i campi a nord più ridossati dallo scirocco.
Il maestrale sporca e sbianca l’acqua in tutti i campi gara, per cui avremo acqua molto pulita in superficie e sporca fredda e fumosa sul fondo.
I venti migliori, quelli che rendono la zona più adatta alla pesca, sono il ponentino leggero o il “forano”, vento da ovest-nordovest molto lento che permette all’acqua pulita degli alti fondali di fare ingresso nella zona di gara.
Molto interessanti anche le prime entrate di scirocco o di libeccio (quelle delle prime tre o quattro ore) con presenza costante di acqua pulita un po’ovunque.

Un bel grongo appena fiocinato (foto A. Balbi)

Che tipo di prede s’incontrano sui campi gara della zona?

Le zone della gara sono molto adatte ad ospitare parecchie prede di varie specie (sia stanziali che in movimento) e di buona mole.
La presenza costante di saraghi e corvine (quest’ultime più facilmente localizzabili dai 15 ai 30 metri) nel corso degli anni scorsi era facilmente riscontrabile. Quest’anno, a causa della stagione inclemente ed in forte ritardo, salvo entrate dell’ultima ora, sembrano praticamente spariti.
Sarà una gara completamente differente rispetto quella dell’anno precedente, con presenza di un minor numero di prede proprio a causa della elevata variabilità del tempo e del mare.
Naturalmente non sarà difficile incontrare, per chi razzola o porta agguati con attenzione, tordi, capponi o orate, magari accostate tra i funghetti di grotto, perchè spaventate dalla presenza degli atleti in acqua.
In alcune zone, per chi ha la costanza di cercare e dedicarvisi, è possibile incontrare branchi di dentici anche di buona taglia, ma sempre condizionati dalla stagione e quindi, con ogni probabilità, nervosi.
Nelle zone a sabbia alla base dei cigli sul grotto, specie negli angoli più bui, armati di una buona torcia e di tanta pazienza, sarà facile incontrare qualche bel grongo o, sulle pareti, qualche murena.

Un sub ispeziona un piccolo spacco di grotto (foto A. BAlbi)

Che tipo di arma e di tecnica è consigliabile per pescare in queste zone?

La tecnica della pesca in tana ed al razzolo è ciò che consiglio. L’uso di un cinquantino o di un sessantino armato di fiocina, specie nelle zone di grotto un po’ più spaccate ed alte, è imprescindibile.
Oleo o arbalete non è importante (questione di gusti ed adattabilità), importante invece è avere una buona fiocina morbida e di ottima tenuta.
Comunque, visto la stagione attuale e le condizioni meteomarine in corso, non disdegnerei affatto l’uso di un 90 o di un cento (a seconda della visibilità e del posto) e la tecnica dell’agguato a scorrere buone porzioni di fondo a buona velocità, magari alternando al momento più opportuno un attento aspetto o un rapido cambio con un corto e fiocina.

Considerazione finale: per quanto mi riguarda credo che la gara, rispetto al campionato del 2007, vedrà una minore presenza di prede alla bilancia ed una pesatura al cardiopalma per quanto riguarda il decimo posto disponibile per accedere in prima categoria.
Diversi carnieri, saranno molto simili come numero di prede, pertanto sarà molto importante differenziare le catture (o cercare la preda grossa) per aggiudicarsi coefficienti di specie o bonus.
Consiglio sui fucili lunghi armamenti leggeri per pesce bianco (elastici morbidi ed aste da 6 mm) e sui corti fiocine a 4 punte per il razzolo ed a 5 punte con base bianca per le tane più buie.

Un bel sarago, preda usuale della zona (foto A. Balbi)

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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