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Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a nuotare

| 25 luglio 2011 | 1 Comment
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Ormai ci siamo, l’appuntamento clou della stagione è alle porte: sabato 30 Luglio prenderanno finalmente il via le gare del Mondiale Assoluto di nuoto pinnato. Come da tradizione degli ultimi anni presentiamo ragazzi e ragazze della Nazionale che scenderanno in acqua per difendere i colori azzurri.

Molti atleti non avrebbero in realtà bisogno di presentazioni, ma al loro fianco saranno ai blocchi di partenza anche alcuni nomi nuovi, rivelatisi nel corso della stagione. Iniziamo però ovviamente dai primi, i pilastri della squadra nonché quelli su cui è caricata la responsabilità maggiore, conquistare le medaglie! Da questo punto di vista siamo abituati bene, questo è certo, ma se possibile le ambizioni di quest’anno sono addirittura maggiori rispetto alle ultime occasioni, un nome su tutti: Cesare Fumarola. Nel palmares il campione modenese vanta già un titolo iridato, conquistato a Bari nel 2007, oltre a quello Europeo (Eger 2008) e ai vari nelle staffette, ma una o più medaglie d’oro in Ungheria avrebbero un peso diverso se non maggiore. La qualità degli avversari nei 100 e 200 np in cui Cesare nel corso dell’anno ha stabilito i primati mondiali sarà di livello altissimo e il cronometro conterà fino ad un certo punto: l’importante sarà soltanto piazzare una mano, un dito, un unghia, sulle piastre prima degli altri. Al fischio di partenza quanto è stato fino ad oggi verrà azzerato, tutti sullo stesso piano e vinca il migliore. Sul valore dell’atleta non si discute, rimane l’incognita della preparazione che già in primavera l’ha portato a nuotare su limiti mai solcati finora da nessuno. Se quei tempi erano l’antipasto, il piatto forte potrebbe essere davvero memorabile. Ovviamente gli avversari non staranno a guardare, il che con nomi come Kabanov e Kokorev può significare soltanto spettacolo, quello che tutti ci auguriamo di vedere in vasca.

Di certo le finali dei 100 e dei 200 sono le gare più attese e nel presentarle non bisogna limitarsi ai campioni già citati. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo come dimostrano per esempio le prestazioni dei greci Sismanidis e Baldwin lo scorso anno a Kazan o del padrone di casa, l’ungherese Kanyo a San Pietroburgo nel 2009. Della partita saranno ovviamente anche Andrea Nava e Stefano Figini. Il primo viene da un anno particolare dove si è preparato senza un allenatore a bordo vasca, seguito a distanza da Valter Mazzei. Dovrà rinunciare alla gara individuale che l’ha visto trionfatore nel 2008 proprio in Ungheria in favore di Fumarola e Figini, ma potrà nuotarli comunque in staffetta. Nei 100 invece proverà a dire la sua come sempre: non parte come favorito ma la grinta non gli farà difetto per questo, la stessa grinta che ne fa anche un uomo squadra e il capitano della Nazionale, non fosse altro per il numero di convocazioni alle spalle.

Figini invece è Figini: probabilmente vincere tanto quanto Torino 2006 o Bari 2007 sarà un’impresa irripetibile non solo per lui ma per chiunque altro, ma ad ogni modo lui c’è sempre, in forma o meno in forma è il più temuto dagli avversari e la certezza più grande del nuoto pinnato italiano. Nei 200 lo scorso anno quando tutti davano per quasi scontata la vittoria di Kokorev sarebbe bastata una vasca più lunga di un metro per scrivere una storia diversa. Quest’anno la sfida si ripeterà con ancora più protagonisti. I 400 rimangono suo territorio prediletto mentre negli 800, nonostante l’assenza di Lutzkendorf, i pretendenti al titolo sono forse meno celebrati ma non per questo meno pericolosi, Shafigulin e Odynokov su tutti. Capitolo a parte i 1500. Negli ultimi anni Stefano ha preferito non nuotarli per vari motivi, in primis la vicinanza nel programma con i 400. Ma la giornata di Bari con i due record a distanza di circa un’ora è ancora vivida nella memoria di tutti gli appassionati: un’impresa impossibile… per tutti, tranne che per lui! Ci riproverà?
Accanto ai tre campioni di sempre ci saranno anche tre nomi relativamente nuovi per questi palcoscenici. Julio Tugnoli ha esordito lo scorso anno in Nazionale Assoluta dopo l’esperienza in Giovanile, pagando a caro prezzo l’inesperienza e l’emozione con una controprestazione nella 4×200. Durante questa stagione però, salvo gli Assoluti Estivi, ha dimostrato più continuità, nuotando regolarmente sotto l’1’26” e attorno ai 38” nei 100. Gli si chiede di confermare questa tendenza, o possibilmente migliorarla. Sono tempi sicuramente nelle sue corde, ora c’è “soltanto” da nuotarli al momento giusto! Oltre a Tugnoli lo staff tecnico della Nazionale ha deciso di convocare, abbastanza a sorpresa, anche due giovani: Kevin Zanardi e Giona Cristofari.

Il portacolori della Bruno Loschi con una splendida prestazione nei 200 agli Assoluti si è guadagnato la fiducia dei tecnici e la convocazione. L’alfiere della Sub Baracca Lugo ha fatto altrettanto nei 100. Entrambi partono come riserve ma è probabile che il quarto componente della staffetta con Figini, Fumarola e Nava venga scelto sul campo dopo le batterie del mattino, dove i tre pretendenti verranno schierati nelle frazioni lanciate, quindi in pari condizioni, dando spazio al pomeriggio a chi avrà nuotato più forte. Tutti dovranno in ogni caso dimostrare che l’investimento fatto su di loro è stato azzeccato non solo in questa gara ma soprattutto nel futuro prossimo. Sono due dei nomi su cui più si punta per il ricambio generazionale, ma per il livello assoluto internazionale è richiesto un altro enorme salto di qualità.
Della squadra piscina farà parte anche Alberto Rota, ma il suo vero obiettivo saranno le prove in acque libere.

Discorso a parte merita Andrea Rampazzo e lo stile bipinne che nel padovano avranno l’unico interprete al maschile in questa spedizione. Andrea non ha vissuto negli ultimi anni due stagioni facili, guastate come sono state da guai fisici e impegni professionali. Se non fosse stato per la promessa fatta a tutti i medagliati di Kazan di essere “lasciati tranquilli” durante l’anno per concentrarsi solo sull’appuntamento finale, probabilmente non sarebbe stato convocato visti i tempi nuotati in questa stagione. Il livello nello stile pinne si è alzato notevolmente dalla loro introduzione nel 2007, specie dal 2009 con l’arrivo di atleti provenienti dal nuoto tradizionale come Arbuzov, Zotov, Broda e Rubacek che addirittura giungerà a Hódmezővásárhely direttamente da Shangai dove è impegnato in questi giorni ai Mondiali di Nuoto. I tre ori con record del mondo del 2008 a Eger sono lontani ma è anche vero che Rampazzo è uno di quegli atleti capaci di compensare con la testa gli eventuali svantaggi fisici e almeno una medaglia l’ha sempre portata a casa: ci proverà anche in questa occasione.
Nel fondo la 4×3000 si presenta da campione d’Europa in carica, titolo meritatissimo ma conquistato in condizioni un po’ particolari. I russi sulla carta sono obiettivamente più forti del confermatissimo quartetto azzurro composto da Alex Battista, Davide De Ceglie, Simone Mallegni e Alberto Rota, ma il fondo è una specialità talmente ricca di incognite che i pronostici valgono relativamente. Allo stesso modo nelle prove individuali in particolare De Ceglie nella 6km e Mallegni nella 20km proveranno a dire la loro. I conti si faranno alla fine.

La squadra femminile si presenta notevolmente rimaneggiata dopo l’abbandono di Claudia Ammetto e l’esperienza scolastica inglese di Roberta Mastroianni che le ha impedito di allenarsi durante l’anno. L’atleta di punta sarà Giorgia Viero che a Kazan stupì con delle prestazioni che non vogliamo definire eccezionali perché significherebbe credere che non siano ripetibili. Il record europeo negli 800, prima ed unica donna del vecchio continente sotto il muro dei 7’, rimarrà nella storia ma, se affermarsi è difficile, ripetersi forse lo è ancora di più. Giorgia non ha particolarmente brillato durante l’anno – in realtà ad inizio stagione era addirittura indecisa se continuare l’attività – ma è in Ungheria che le si chiede la prestazione e magari di trovare le motivazioni per continuare ancora la propria carriera agonistica.
La polivalente Silvia Baroncini sarà la seconda atleta di esperienza della squadra. La duttilità della campionessa bolognese è davvero encomiabile: dallo sprint fino al fondo la portacolori della Record Team in Italia è costantemente presente nelle posizioni di vertice, rispondendo sempre presente anche a livello internazionale dove le migliori sono lontane, ma regalando ciononostante performance fondamentali per raggiungere medaglie storiche come quelle delle staffette a Eger 2008 e Kazan 2010.

Come tra gli uomini, anche tra le donne saranno al via alcuni nomi nuovi, almeno a livello assoluto. Laura Battilani ha il merito di non essersi rilassata nel suo primo anno dopo le categorie giovanili quando un certo calo è spesso fisiologico. A livello assoluto la concorrenza è di tutt’altro livello e la strada è ancora molta, ma la direzione sembra buona. Nella 4×100 sulla carta le possibilità di medaglia sono quasi nulle con Russia, Cina, Ucraina di un altro pianeta e Grecia e Colombia probabilmente superiori (oltre all’incognita Ungheria), però corre obbligo provarci sempre. Lo dovrà fare anche Debora Chiarello che sicuramente sarà una pedina importante nel futuro di questa Nazionale, ma che già nel presente potrà dare un contributo fondamentale. In primavera la giovanissima romana aveva stupito tutti con due tempi superlativi nei 100 e 200 che l’avevano proiettata di diritto nel gotha del pinnato. Gli Europei Giovanili purtroppo non sono stati all’altezza delle aspettative specie nei 200 dove potrà prontamente rifarsi in questi Mondiali Assoluti.
Federica Longo Vaschetti parte invece come riserva delle due staffette in virtù del quinto tempo nel ranking italiano dei 200 e il sesto nei 100, ma vale il discorso fatto per la squadra maschile: i titolari verranno probabilmente scelti sul campo dopo le batterie del mattino e anche la torinese potrà giocarsi le proprie carte insieme a Viola Donadello che oltre a contendersi un posto nella staffetta scenderà in acqua anche nel mezzofondo. Qui l’ingresso in finale è obiettivamente difficile ma con la gara perfetta e un po’ di fortuna una sorpresa, specie nei 1500, potrebbe arrivare. La padovana, all’esordio assoluto in senso letterale visto che si tratta della prima convocazione in Nazionale se si esclude la partecipazione a gare di secondo piano come il CMAS Trophy di qualche anno fa, dovrebbe poi completare la squadra di fondo. La sfortunatissima Noemi Melotti, convocata dopo l’ottima stagione, a causa di un banale infortunio domestico non potrà infatti essere della partita e sarà rimpiazzata dalla Donadello, scelta azzardata vista la totale inesperienza nella specialità, quanto obbligata data l’impossibilità della sostituzione se non con una nuova convocazione.
L’assenza della Melotti diminuisce le già scarse possibilità di una squadra femminile di fondo che purtroppo stenta a decollare, anche se Russia a parte sono diverse le Nazionali che si presentano al via con squadre nuove e forse non così superiori all’Italia rispetto al recente passato. Sara Turrini si è rivelata l’anno scorso con una medaglia a sorpresa nella 6km e dopo un anno particolare trascorso in Australia dove si è comunque allenata regolarmente, proverà a confermarsi anche in Ungheria. Al suo fianco, assieme alla Baroncini, partirà Elisa Giubileo che già lo scorso anno avrebbe forse meritato la convocazione e avrà qui l’occasione di mostrare il proprio valore.

Infine le bipinne. Due saranno le azzurre in gara, Elisa Mammi e Francesca Fusco. Il discorso è simile a quello fatto per Rampazzo: neppure loro hanno nuotato tempi straordinari durante l’anno ma è stata giustamente concessa fiducia in virtù di quanto fatto nel recente passato. Per il podio potrebbe però non bastare nuotare al livello 2010 visti i tempi registrati da russe e ungheresi nel corso della stagione e, non ultimo, agli Europei Giovanili appena conclusisi. Serviranno le migliori Elisa e Francesca di sempre.

Atleti e rispettive distanze

Stefano Figini: 200 np, 400 np, 800 np, 1500 np, 4×100 np, 4×200 np
Andrea Nava: 50 np, 100 np, 4×100 np, 4×200 np
Cesare Fumarola: 50 np, 100 np, 200 np, 50 ap, 4×100 np, 4×200 np
Julio Tugnoli: 400 np, 4×100 np, 4×200 np
Andrea Rampazzo: 50 pinne, 100 pinne, 200 pinne
Alberto Rota: 800 np, 1500 np, 4×3 km, 6km, 20 km
Kevin Zanardi: 4×100, 4×200
Giona Cristofari: 50 ap, 4×100
Davide De Ceglie: 4×3 km, 6 km, 20 km
Simone Mallegni: 4×3 km, 6km, 20 km
Alex Battista: 4×3 km, 6km, 20 km

Giorgia Viero: 400 np, 800 np, 1500 np, 4×100 np, 4×200 np
Elisa Mammi: 50 pinne, 100 pinne, 200 pinne
Francesca Fusco: 50 pinne, 100 pinne, 200 pinne
Silvia Baroncini: 50 np, 100 np, 200 np, 100 vs, 4×100 np, 4×200 np, 4×3 km, 6 km, 20 km
Debora Chiarello: 100 np, 200 np, 4×100 np, 4×200 np
Viola Donadello: 800 np, 1500 np, 4×200 np, 4×3 km
Federica Longo Vaschetti: 400 np, 4×100 np, 4×200 np
Laura Battilani: 50 np, 50 ap, 4×100 np
Sara Turrini: 4×3 km, 6km, 20 km
Elisa Giubileo: 4×3 km, 6km, 20 km
Menzione doverosa merita anche Noemi Melotti, convocata dopo un’ottima stagione in acque libere, cui vanno gli auguri di pronta guarigione da parte della redazione di Apnea Magazine.

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