Home » Articoli » Pesca invernale: Come Proteggersi dal Freddo

Pesca invernale: Come Proteggersi dal Freddo

| 10 marzo 2014 | 0 Comments
Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 27    Media Voto: 3.2/5]

Nonostante che nelle mie zone, ormai da anni, anche l’inverno sia divenuto una stagione tutto sommato mite, parlare di freddo a proposito della pesca in apnea ha comunque un senso. Sia perché comunque la nostra attività si svolge in acqua, dove la perdita di calore corporeo è 25 volte superiore a quella in aria, sia perché in ogni caso siamo nel periodo più instabile e possono capitare giornate veramente fredde, magari con quel vento teso di tramontana che acuisce la percezione della bassa temperatura e ti toglie la voglia anche solo di indossare la muta (magari dopo aver visto che la visibilità in acqua non supera i 50 cm…).

DSC_9974

Specie in inverno, le mute in liscio/spaccato sono da preferire (foto A.Balbi)

Credo quindi che qualche suggerimento su come proteggersi dal freddo, sia dentro che fuori dall’acqua, possa essere gradito. Intanto occorre fare una iniziale distinzione tra la pescata classica invernale con partenza da terra, molto meglio gestibile dal punto di vista della protezione termica, e la pescata con natante, ovviamente più problematica se effettuata col classico mezzo del pescatore in apnea, il gommone (con un bel cabinato dotato di riscaldamento e doccia calda il problema non sussiste!).

Partendo da terra

La pescata da terra spesso si effettua senza grosse pretese anche in posti che in piena stagione snobberemmo, ma che essendo facilmente accessibili d’inverno recuperano il loro fascino. Uno dei momenti critici in cui proteggersi dal freddo è ovviamente la vestizione che, ove il posto scelto sia facilmente raggiungibile con l’auto, potrebbe essere meno drammatico a patto di sfruttare appieno le opportunità che proprio la nostra auto ci offre: nel caso di mezzo con portellone posteriore, possiamo sfruttare il bagagliaio come spogliatoio e, tenendo il motore acceso utilizzare il riscaldamento dell’autovettura, pompato al massimo, per ritagliarci un angolino tiepido per spogliarci, comodamente seduti. I più raffinati potranno allestire una tenda, con i materiali più svariati che il fai-da-te può proporre, agganciata al portellone stesso, in modo da evitare la dispersione di calore.

DSC_8836 copia

Un capo foderato tarda ad asciugarsi (foto A. Balbi)

In questi casi è molto pratico utilizzare un tappetino in gomma o plastica (anche di questi ne esistono in commercio diversi tipi) per poggiare i piedi al riparo dal freddo del terreno e dalla polvere delle strade sterrate. Infine sarà opportuno dotarsi di una cospicua scorta di acqua bollente da utilizzare per indossare la nostra muta, aiutandosi con del bagnoschiuma. A tal fine esistono in commercio capienti thermos da 4 litri, molto pratici, ma è possibile utilizzare anche contenitori diversi inseriti in un capiente frigo portatile. La stessa procedura, all’inverso, potrà essere seguita al rientro a terra e, se saremo stati previdenti, avremo lasciato un po’ d’acqua calda per una veloce doccia ristoratrice e anche, perché no, per risciacquare subito la muta e le attrezzature.

Chiaramente, esiste la possibilità di indossare la muta direttamente a casa, magari sotto la doccia, e di togliersela allo stesso modo al rientro a casa, a patto di avere una moglie particolarmente tollerante e protezioni impermeabili per sedili e tappetini dell’auto, ma personalmente ho avuto poche volte questa possibilità…Ricordo che qualche anno addietro approfittai per un intero inverno dell’ospitalità di un amico, che aveva un garage vicino al porto, dotato di un piccolo bagno con doccia. Lì ci cambiavamo al mattino e ci toglievamo poi le mute al rientro sotto l’acqua bollente, soluzione questa che sicuramente rende molto più gradevole un’uscita di pesca invernale.

Ulteriore soluzione sperimentata in passato, e sicuramente da non scartare, è la pescata da terra con “squadra appoggio” composta di amici, magari pescatori di superficie, che si premureranno di accendere un bel fuoco al nostro ritorno, al fine di permetterci di cambiarci al calduccio e,  magari, di gustare un paio di salsicce alla brace appena arrostite, cosa che, anche in caso di devastante cappotto, renderà la giornata di pesca comunque memorabile.

Scegliere con cura muta, guanti e calzari

Passiamo ad analizzare quali accorgimenti adottare invece durante la fase di pesca vera e propria, in cui quello che fa la differenza è la qualità delle nostre attrezzature. Premesso che ciò che più conta quando siamo immersi è il nostro benessere, questo è tanto più vero in inverno, durante il quale indossare una muta calda, morbida e confortevole può significare la differenza tra un vero calvario ed una bella giornata di pesca. Le mute lisce spaccate sono da preferire, poiché non solo sono più morbide, a parità di spessore (parliamo di minimo 6,5 fino a 9 mm), rispetto alle foderate, consentendo una migliore libertà di movimento ed una agevole ventilazione, ma sono anche più calde in quanto non si intridono d’acqua e se esposte all’aria gelida (ad esempio sulla schiena quando siamo in superficie) non aumentano il raffreddamento corporeo per effetto dell’evaporazione dell’acqua stessa. Ma probabilmente gli elementi dell’attrezzatura più importanti, al fine del nostro comfort, sono calzari e guanti, proprio perché sono le estremità del nostro corpo che, a causa della vasocostrizione periferica cui si va incontro immergendoci, risentono maggiormente del freddo.

DSC_9327

I guanti sono fondamentali per una efficace protezione (foto A. Balbi)

Calzari e guanti troppo stretti (o anche pinne dalla calzata troppo sacrificata) accentuano questo effetto, provocando rapidamente intorpidimento di mani e piedi, fino all’insensibilità. Occorre utilizzare quindi guanti e calzari di spessore generoso (dai 3 ai 5 mm), possibilmente anch’essi esternamente lisci perché più caldi e morbidi dei modelli classici bifoderati, ma anche della misura giusta, anzi meglio se abbondanti. Specialmente i piedi, se indossiamo calzari bifoderati, vano soggetti a continua esposizione all’aria fredda, ogniqualvolta eseguiamo una capovolta; al contrario se saranno lisci si asciugheranno istantaneamente consentendo ai nostri piedi di stare al caldo.

Eliminare l’urina

Infine merita sicuramente un cenno la “questione” relativa alla minzione in acqua, oltretutto molto frequente a causa dei fenomeni fisiologici innescati dal peptide natriuretico atriale, secreto dal nostro cuore al fine di diminuire il volume sanguigno espellendo liquidi: una volta non ci si faceva molto caso e ce la facevamo “addosso” senza tanti problemi, ma oggi ci si è resi conto che all’istantaneo benessere, dovuto al fluire di questo nostro liquido a 36 gradi, che ci regala qualche breve momento di intensa goduria, segue poi un raffreddamento dell’urina che ristagna a lungo nelle moderne mute, molto più ermetiche di quelle di una volta. Questo liquido stagnante, ad un certo punto, comincia a sottrarci calore corporeo, aumentando la sensazione di freddo. Ecco perché oggi sono molto diffusi diversi accorgimenti (uridon, becco d’anatra) che favoriscono l’allontanamento dell’urina all’esterno della muta, fatto che non solo ci fa rimanere più caldi ma anche, una volta usciti dall’acqua, più profumati!

La pesca in gommone

foto (18)

Il gommone in inverno è per irriducibili (foto A. Balbi)

La battuta invernale col gommone è roba per veri duri, direi per masochisti, perché se è possibile trovare un angolino riparato a terra per cambiarsi, o farlo direttamente a casa, comunque poi è necessario percorrere miglia di mare su di un mezzo privo di protezioni, esposti al vento, al freddo ed agli immancabili schizzi d’acqua. Comunque può valere la pena affrontare le intemperie invernali, magari anche solo per raggiungere qualche isola con acque più chiare ed invitanti del torbido sottocosta.

In questi casi sarà d’obbligo dotarsi di un opportuno abbigliamento protettivo, da indossare anche sopra alla muta. Una giacca cerata imbottita non deve mai mancare a bordo del nostro gommone, così come una buona scorta di cappelli di lana da indossare sempre. Trovo estremamente utile anche utilizzare un paio di ciabatte in gomma chiuse frontalmente (tipo quelle utilizzate dagli infermieri, per capirci), per mantenere i piedi isolati dal freddo pagliolato del gommone e protetti dal vento. In caso di spostamento da uno spot all’altro con la muta bagnata, dovremo sempre indossare cerata imbottita, cappello e ciabatte, ma sarà importante avere a portata di mano anche un paio di guanti asciutti, magari del tipo da sci, al fine di evitare la totale perdita di sensibilità alle mani. Infine, se vorremo affrontare battute di pesca di questo tipo, dovremo forzatamente optare per una muta, dei calzari e dei guanti lisci esternamente, in modo che si asciughino immediatamente una volta usciti dall’acqua. Per le giornate veramente ghiacciate (mi è capitato di uscire in mare con temperature di diversi gradi sotto lo zero e il gommone ricoperto di ghiaccio!) sarà molto utile adoperare anche una maschera in neoprene, di quelle che si usano per sciare, che ci proteggerà dal freddo il volto molto meglio del vecchio passamontagna.

Pesca invernale: Come Proteggersi dal Freddo scritto da Massimiliano Volpe media voto 3.2/5 - 27 voti utenti

Tags: ,

Category: Articoli, Pesca in apnea: Tecniche e attrezzature

Leave a Reply