Home » News » News Normative » AMP Porto Cesareo: il Consiglio di Stato Boccia il Regolamento, Tutto da Rifare?

AMP Porto Cesareo: il Consiglio di Stato Boccia il Regolamento, Tutto da Rifare?


L’Area Marina Protetta di Porto Cesareo (LE) aveva generato forti contestazioni fin dal completamento del suo iter istitutivo. Non tanto per la sua esistenza, quanto per un regolamento che fin da subito, e da più parti, era stato considerato eccessivamente restrittivo al punto da costituire un freno, quando non un vero e proprio danno, per l’economia locale. Il regolamento della riserva venne approvato alla fine di dicembre 2009 dall’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, e già l’anno seguente arrivarono i primi ricorsi e la prima sentenza del TAR favorevole agli oppositori.

portocesareoCome è sempre avvenuto in questi casi, tra le parti in causa non vi è stato nessun confronto ma si è sempre proceduto a colpi di carte bollate, fino al 17 maggio, quando il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla disputa, respingendo il ricorso con cui il Minambiente chiedeva l’annullamento della sentenza del TAR del 2010, e quindi sentenziando che il regolamento della riserva deve esser considerato nullo per vizio di forma.

In verità i ricorrenti, perlopiù diportisti, pescatori sportivi e aziende operanti nel settore della pesca sportiva e nella nautica da diporto, avevano obiettato che oltre al vizio di forma (non era stato acquisito il parere obbligatorio della commissione di riserva sull’ultima stesura del regolamento), non sarebbero state coinvolte le categorie dei portatori di interesse, sarebbero stati introdotti dei limiti irrazionali e troppo generici, ed infine le previsioni di spesa sarebbero del tutto sproporzionate. Le due sentenze non sono scese nel merito di queste contestazioni, limitandosi a certificare che la mancanza del parere della commissione di riserva è condizione sufficiente per ritenere viziato il procedimento che ora dovrà ripartire dalla fase istruttoria.

In attesa di un nuovo regolamento non è certo il far west, anzi restano in vigore le prescrizioni (molto più stringenti) del decreto 12 dicembre 1997 istitutivo della riserva per cui praticamente ogni violazione prevede sanzioni di carattere penale. Quasi niente cambia per la pesca in apnea che completamente vietata in tutta la riserva era e tale rimane, cambiano però le sanzioni per la pesca subacquea di frodo che diventano molto più pesanti anche nelle zone a minor tutela.

area_ricorretta2Nonostante la grande soddisfazione degli avvocati Adriano Tolomeo e Vincenzo Mariano per la vittoria del ricorso, questa rischia di non essere affatto “una sonora sconfitta per il Ministero dell’Ambiente ed una grande vittoria per chi ama e vive il mare”, come dichiarato, quanto più un piccolo contrattempo di percorso. Scorrendo l’elenco dei soggetti che devono comporre la commissione di riserva, si comprende facilmente come non dovrebbe essere poi troppo difficile ri-approvare lo stesso identico regolamento, o uno molto simile, sanando il vizio procedurale, stroncando sul nascere ogni nuova concertazione delle regole e cancellando così anni di battaglie. Ovviamente ci auguriamo che non sia così, ma avendo già fatto i conti con la proverbiale sordità del ministero su queste questioni, l’esito ci sembra purtroppo prevedibile.

Tags: , , , ,

Category: News, News Normative

Leave a Reply