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Pipin Ferreras, asso del blu

| 18 maggio 2002 | 0 Comments
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Photo Credit: www.iafdusa.com Pipin con Bob Talbot, regista di Oceanmen

Un personaggio come Pipin non ha bisogno di presentazioni.

Dopo Mayol e Maiorca, sono stati lui e Pelizzari ad incarnare la grande sfida negli abissi e a promuovere l’apnea a suon di record, didattica, eventi mediatici. Ora che Umberto si è ritirato dalle competizioni e dai record, Pipin è l’unico mito vivente dell’apnea ancora in attività ed ha intenzione per restarci per un bel po’, per regalare ancora emozioni a tutti gli appassionati che lo seguono.

Lo abbiamo intervistato poco dopo il Record di – 87 mt in assetto costante stabilito il 20 Aprile scorso nella Repubblica Dominicana da Patrick Musimu nell’ambito un una giornata di record organizzata dall’IAFD, l’associazione internazionale fondata da Pipin.

AM: E’ stata davvero una gran bella giornata di record quella in Repubblica Dominicana.

Il compito di Patrick Musimu non era affatto semplice, ma ha fatto registrare la bellissima performance raggiungendo i -87 metri.

Tu e Audrey, nonostante una fastidiosa influenza vi abbia creato problemi nei giorni precedenti il tentativo, alla fine siete riusciti a raggiungere il vostro obiettivo: 103 metri in Tandem maschile/femminile.

Vorresti condividere con i nostri lettori le tue impressioni su questa incredibile giornata IAFD?

Pipin Ferreras: Patrick è riuscito a sfoderare un tuffo incredibile, nonostante tutti i problemi e le discussioni che abbiamo avuto [n.d.r. vedi anche la lettera inviata da Pipin a Freediver.co.uk cliccando qui].

Dal momento che non era coinvolto nell’organizzazione dell’evento né doveva occuparsi degli aspetti tecnici, ha avuto la possibilità di concentrarsi al 100% sul record e raggiungere l’obiettivo che si era preposto.

Riguardo la prova di Tandem con Audrey, è stato relativamente facile nonostante avessimo avuto entrambi l’influenza. La settimana precedente ci eravamo allenati con Emmy, che inizialmente doveva fare un tuffo in tandem con Audrey a 92 metri, ma dal momento che anche Emmy si è ammalata, ciò non è stato possibile.

La cosa migliore accaduta durante questo evento nella Repubblica Dominicana è che l’IAFD ha dimostrato di essere sempre più forte nell’organizzare e realizzare eventi di questo calibro. L’IAFD sta anche acquisendo maggiore controllo sugli aspetti logistici e tecnici dell’organizzazione di un record, indipendentemente dalla disciplina, dalla profondità o dalla complessità.

Sei una leggenda vivente dell’apnea, sempre alla ricerca del limite umano negli abissi. Quali sono i tuoi obiettivi prima di abbandonare i tentativi di record e quali saranno i principali problemi che dovrai affrontare per raggiungerli?

Il mio obiettivo personale è quello di raggiungere -201 metri nei prossimi 5 anni. Attualmente ho 40 anni e sto pensando di ritirarmi a 45. Ma ad essere sincero la cosa che mi preme di più è un’altra: produrre una versione femminile del film Oceanmen, già registrata come Oceanwomen. Mi piacerebbe anche che una donna raggiungesse i -175 metri sempre entro tale scadenza. Il problema maggiore con cui ci confrontiamo al momento sono i problemi logistici comportati dall’assistenza a queste profondità. Probabilmente sarà questo il principale ostacolo da superare.

Photo Credit: www.iafdusa.com Pipin guida Patrick Musimu per il record

Oggigiorno ci sono molti apneisti in grado di raggiungere grandi profondità e di stabilire un record mondiale, ma resta il fatto che i media e gli appassionati hanno bisogno di “Oceanmen” come Mayol e Maiorca o te e Umberto.

Pensi che la fine dell’era degli “Oceanmen” avrà conseguenze negative sul mondo dell’apnea?

Credo di aver toccato questo punto nella mia risposta precedente: sento maggiormente la necessità di creare un’era delle Oceanwomen.

Chi sono le Oceanwomen? Ancora non lo sappiamo, ma sono convinto che verranno fuori e questo è il motivo per cui sia io che l’IAFD ci stiamo impegnando così tanto in questa direzione.

L’IAFD sta facendo grandi sforzi per promuovere l’apnea. Corsi, stage, record, grandi eventi mediatici: esattamente quello di cui il nostro sport ha bisogno per crescere. Cosa puoi dirci riguardo l’agonismo? L’IAFD ha intenzione di organizzare qualche tipo di gara internazionale?

Sì, stiamo giusto organizzando per la prima volta un campionato di apnea che si chiamerà IAFD DIVE OFF. Potete trovare notizie sul nostro sito (www.iafdusa.com). Non l’abbiamo fatto prima perché negli ultimi 4 anni abbiamo proposto all’AIDA di occuparsi dell’organizzazione degli eventi agonistici e dei record, così che noi potessimo occuparci esclusivamente della didattica. Abbiamo atteso per molti anni, sperando nel raggiungimento di un accordo. Volevamo dar loro accesso ai nostri manuali e alle nostre lezioni ed avere accesso ai dati relativi ai loro eventi e tentativi di record.

Non siamo mai riusciti a raggiungere questo accordo, soprattutto ultimamente. Questo ha suscitato la nostra attenzione, così abbiamo cominciato ad investigare attentamente su quanto stava accadendo. Quando abbiamo rilevato errori, omologazioni di record dubbie ed ingiustizie, abbiamo deciso di cominciare a fare record, omologazioni ed eventi per conto nostro accanto alla didattica. Per farsi un idea migliore di quanto accaduto, potete consultare il nostro sito.

Parlando del futuro dell’apnea, non posso non farti una domanda relativa al rapporto tra le varie organizzazioni. Sul sito IAFD ci sono molti documenti riguardanti il carteggio AIDA-IAFD: apneista contro apneista, campione contro campione. Cosa pensi che accadrà? Quando si troverà il modo di lavorare insieme per promuovere l’apnea nel rispetto del lavoro altrui?

Non credi che due campioni carismatici come te e Umberto potrebbero indicare insieme la via per risolvere questa impasse?

Ho sempre cercato di lavorare insieme agli altri, sempre rispettando tutti. Lasciami ricordare che abbiamo organizzato tentativi di record per Loic Leferme, Benjamin Franz, Mandy Cruickshank and Karoline Dal Toe, solo per citare alcuni degli eventi più recenti.

Ho lavorato e conosciuto bene personaggi come Enzo Maiorca, Jacques Mayol, Deborah Andollo e non ho mai avuto problemi con nessuno di loro, anzi sono tuttora in rapporti amichevoli con ognuno di loro

Photo Credit: www.iafdusa.com Pipin è un grande appassionato di pesca in apnea

Ora, dopo aver lavorato con Patrick Musimu durante la nostra trasferta in Repubblica Dominicana e osservando l’atteggiamento da “I wanna be a champion” (voglio essere un campione) che caratterizza molti apneisti dell’ultimo decennio, capisco perché Umberto si è ritirato: per evitare di avere a che fare con loro.

So che se Umberto avesse interesse a trovare un modo di promuovere il nostro sport e far sì che l’apnea continui a crescere, potrebbe farlo senza problemi. Se invece decidesse di ritirarsi completamente e non avere più niente a che fare con l’apnea, lo capirei ugualmente.

Mentre lavoravo con Patrick, il suo atteggiamento mi ha fatto venire voglia di mollare tutto per concentrarmi unicamente sulla carriera mia e di Audrey. Dopo tutto quello che ho organizzato gratuitamente per lui, con l’unico scopo di aiutare un nuovo apneista e dargli l’opportunità di iniziare bene la sua carriera – opportunità che non ho avuto all’inizio della mia, in quanto non ho ricevuto alcun aiuto da chicchessia – beh, non ho ancora ricevuto l’unica cosa che mi aspettavo da lui. Una semplice parola: Grazie. Sto ancora aspettando.

Dopo il record di 131 metri stabilito a Capri (omologato dall’IAFD) Umberto ha lasciato il mondo delle competizioni e dei record, ma ha detto che accetterebbe di competere con te in tutte le discipline. Pensi che sarebbe possibile?

Ja’Ja’Ja’non accadrà mai. Non posso fare una cosa stupida come quella che Umberto propone, non la farei per tutto l’oro o la pubblicità del mondo.

Lui sa che all’inizio, quando eravamo ancora amici, ha avuto l’opportunità di misurarsi con me in modo amichevole. La rivalità fra di noi ha accecato il suo ego e questo ha fatto sì che la nostra amicizia finisse.

Se il suo astio nei miei confronti raggiunge un livello tale per cui sarebbe contento che io accettassi una sfida…… beh, l’unica sfida che accetterei con lui – come gli ho già proposto – sarebbe sul ring, con guantoni e caschetto per non farsi troppo male. Credo che sarebbe più divertente e anche più soddisfacente per lui che fare l’errore di imbarcarsi in una sfida in cui senza dubbio uno dei due o entrambi finiremmo per subire danni irreparabili che ci impedirebbero di continuare a fare quello che amiamo di più: l’apnea.

Vuoi dire qualcosa su Pipin Production?

Beh, solo che ci stiamo concentrando sulla raccolta di fondi per la produzione del film Oceanwomen.

Grazie ancora, Pipin.

Seguiremo le tue imprese e gli eventi organizzati dall’IAFD, sempre più importanti.

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Category: Altre discipline, Apnea

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