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Pescasub e Apnea: Muta e Irritazioni della Pelle, Cause e Rimedi.


Andando in mare con la muta addosso, la comparsa di qualche fenomeno irritativo a carico della pelle è solo una questione di tempo. Le cause possono essere numerose, non tutte facilmente risolvibili, ma una prima infarinatura che possa aiutare ad escludere quelle più semplici, può essere di grande aiuto. La sintomatologia può variare da prurito più o meno insistente, ad eruzioni cutanee anche diffuse, fino ad arrossamenti dolenti e talvolta sanguinanti. Vediamo quali possono essere le cause.

lavaggio mutaScarsa igiene della muta – L’accurato lavaggio della muta dopo l’attività subacquea è una buona abitudine che permette di evitare qualsiasi proliferazione batterica sul neoprene e, soprattutto, evita lo sviluppo di microspore fungine. Perchè l’operazione sia svolta bene, dopo il lavaggio, sarebbe opportuna anche un’adeguata asciugatura in un ambiente aerato. Tuttavia sappiamo bene tutti che dopo una faticosa giornata di pesca, lavare la muta non è certo la prima preoccupazione ed anzi è facile riporla nella cesta dell’attrezzatura per lavarla solo alcuni giorni dopo (i più diligenti) o dimenticarsela fino alla prossima uscita, tutti gli altri. Se si è piuttosto pigri e se non si urina dentro la muta, già sciacquarla bene dopo ogni uscita, anche con la sola acqua calda, durante la doccia, è sicuramente meglio di nulla. Ad ogni modo irritazioni di questo tipo non sono così frequenti.

Saponi e bagnischiuma – Indossare un capo in neoprene liscio spaccato richiede una adeguata miscela lubrificante che faciliti lo scivolamento della gomma sulla pelle. A questo scopo la maggior parte dei subacquei è solita usare una piccola quantità di sapone o di bagnoschiuma diluita in acqua. Non bisogna dimenticare che tutti i prodotti da bagno nascono per pulizia ed hanno quindi una formulazione chimica sgrassante e, soprattutto, concepita per rimanere a contatto con l’epidermide per un breve periodo. Durante una giornata di mare rischiamo di avere questi prodotto sulla pelle anche per molte ore e non è quindi difficile che diano luogo ad irritaizoni cutanee anche importanti, soprattutto se parliamo di prodotti a basso costo e con PH non neutro. In caso di problemi la soluzione è quella di passare ad usare creme idratanti oppure oli ad alta degradabilità.

Carbamix e colle – diverso è il caso in cui si verificano delle eruzioni cutanee di tipo allergico, la cui causa scatenanante è da ricercare nella sensibilità verso componenti o additivi chimici contenuti nel neoprene. In questi casi è facile scoprire una intolleranza alle colle bicomponenti usate per assemblare le mute, oppure ad un complesso di additivi contenuti nel neoprene e che prende il nome di Carbamix. Sono impiegati dall’industria per velocizzare la reazione di vulcanizzazione e, in soggetti particolari, possono essere fonte di fastidiosi problemi dermatologici. Alcuni soggetti riescono a risolvere il problema passando ad utilizzare capi in foderato interno e liscio esterno. Volendo restare sul liscio-spaccato è bene ricordare che ll neoprene originale Yamamoto, una delle aziende leader al mondo nella produzione di neoprene, è prodotto a partire da una base calcarea (e non dal petrolio), ed è molto meno allergizzante. Bisogna però fare attenzione perchè è un materiale molto “imitato”.

irritazione gomitoAbrasioni da usura – Il neoprene si usura anche se spesso ci si accorge di questo fenomeno più con la pelle che con gli occhi. Ieri le abrasioni da sfregamento erano tipiche delle  mute in neoprene bifoderato, oggi capita anche sullo spaccato, su capi ormai datati o di qualità scadente che, nonostante calzati con le solite miscele lubrificanti, riescono a produrre delle abrasioni da sfregamento molto dolorose. Tali lesioni si verificano nelle zone in cui si verificano movimenti continui e in cui il neoprene è costretto a formare delle pieghe, classico l’esempio del cavo popliteo (dietro il ginocchio) o dell’interno del gomito in corrispondenza della caratteristica piega cutanea di flessione. La soluzione è quella di calzare la muta aggiungendo un abbondante strato di crema idratante nelle aree di sfregamento.

Prurito post pescata – Qualche volta capita che, dopo esserci spogliati della muta, lavati e rivestiti, ci scoppi un prurito, spesso di breve durata ma molto fastidioso, all’altezza di caviglie, polpacci e tibie. È facile dare la colpa alla muta ma il più delle volte la causa è prettamente fisiologica. Il problema è legato alla vasocostrizione periferica che consegue al Diving Reflex, il quale provoca un accumulo di acido lattico e la liberazione di sostanze cosidette vasoattive tra cui l’istamina. La reazione può intensificarsi in con il freddo, il caldo o i violenti sbalzi termici. Non esiste una soluzione farmacologica, nemmeno gli antistaminici possono qualcosa sia perchè hanno bisogno di tempo per agire e sia perchè, anche se i tempi lo consentissero, non potrebbero arrivare in zone in cui la vasocostrizione periferica è ancora in atto. Sembra che con il tempo il fenomeno tenda ad attenuarsi anche se non sparisce quasi mai del tutto.

Taravana – Seppur non di frequente, può capitare che manifestazioni di carattere cutaneo siano in realtà la manifestazione di un episodio di Taravana. Sono infatti stati documentati alcuni casi in cui si è manifestato con linfedema a carico degli arti inferiori ed estesa eruzione cutanea caratterizzata da assenza di prurito. Come tutte le problematiche iperbariche necessiterà di appropriata terapia di ricompressione.

calendulaLe proprietà lenitive della Calendula – In tutti i casi in cui il problema sia di carattere dermatologico, un valido rimedio può essere quello di spalmare le zone colpite dallo sfogo con una crema che contenga estratti di calendula (Calendula officinalis). Si tratta di prodotti di facile reperimento in erboristeria, senza bisogno di ricetta medica, realizzati a partire da un’erba con riconosciute proprietà antinfiammatorie e lenitive della mucosa infiammata. Diluita in acqua calda, può anche essere spruzzata utilizzata per creare un’ottima miscela lubrificante per calzare la muta, e che proteggerà la nostra pelle durante le lunghe ore di mare.

Come abbiamo potuto vedere le cause dei problemi cutanei del subacqueo possono essere molto diverse e non sempre di facile individuazione. Qualora il problema dovesse diventare particolarmente fastidioso e non eliminabile con le prime semplici regole di igiene e utilizzo di prodotti non aggressivi, un consulto dermatologico sarà imprescindibile, anche solo per poter effettuare qualche semplice test allergologico. Non c’è tuttavia da scoraggiarsi, una soluzione per ritornare a vivere il mare in relax si riesce a trovare quasi sempre.

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Category: Articoli, Medicina e biologia, Pesca in Apnea

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