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Pesca Sportiva: scoperto mercato nero del pesce per centinaia di migliaia di euro

| 2 agosto 2015 | 0 Comments
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È stato solo grazie ad una lunga attività investigativa che la Guardia Costiera è riuscita ad avere conferma dell’esistenza di un fiorente mercato nero di tonno e pesce pregiato, che riforniva diversi ristoranti del nord Sardegna, e che veniva approvigionato con costanza da diversi pescatori sportivi della zona, per un giro d’affari di alcune centinaia di migliaia di euro.

Lo scorso anno, dopo le prime indagini, il distaccamento di La Maddalena era riuscito a farsi autorizzare dall’autorità giudiziaria la perquisizione di un casale nelle campagne di Santa Teresa di Gallura. Un ritardo di poche ore aveva fatto si che venissero rinvenute solo grandi quantità di esche per la pesca del tonno rosso, e i resti carbonizzati di alcune carcasse già accuratamente stilettate del prezioso e richiesto tunnide. Accertato che la pista era quella da seguire, dopo un anno di indagini e appostamenti anche a mare, sono scattati i primi blitz con relativi sequestri e denunce anche penali.

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Non solo tonno nei sequestri della GC

In pochi giorni sono stati sorpresi due sportivi, rispettivamente di La Maddalena e di Santa Teresa di Gallura, mentre tentavano di vendere esemplari di tonno rosso (85 kg nel primo caso, 35 kg nel secondo) a noti ristoranti di Porto Cervo e Poltu Quatu. Potevano sembrare episodi singoli se non fosse che nel secondo ristorante è stata rinvenuta la dettagliata contabilità della illecita commercializzazione di circa 4 tonnellate tra tonno rosso e pesce pregiato di taglia avvenuto negli ultimi 3 anni.

La corposa lista con nomi, cognomi e compensi – si parla appunto di diverse centinaia di migliaia di euro in totale – degli appartenenti al vorticoso giro del mercato clandestino messo in piedi da alcuni pescasportivi, è ora nelle mani della locale Procura della Repubblica che ha disposto ulteriori accertamenti.

Nel frattempo ai due pescatori e ai ristoratori coinvolti sono stati elevati pesanti verbali dell’ordine di 4000 euro per la pesca del tonno in periodo di moratoria (il tonno rosso è chiuso dal 24 di luglio), 2000 euro per la vendita illecita, 7500 euro tra sanzioni amministrative varie per la commercializzazioni di prodotti ittici totalmente privi dei dati di tracciabilità e dei controlli sanitari richiesti. A questo si aggiunge la totale confisca del pescato e, per i pescasportivi, anche delle attrezzature da pesca di cui risultavano in possesso al momento della contestazione.

L’operazione, volta alla tutela dei numerosi ristoratori e pescatori professionisti che rispettano le normative, sembra proprio essere partita a seguito delle lamentele di diversi esercenti e operatori della filiera ittica, esasperati da un fenomeno che aveva ormai raggiunto le proporzioni di un vero e proprio mercato ombra, mandando letteralmente in crisi il sistema.

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