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Pesca in Apnea N° 76 – Giugno 2009

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La copertina del numero 76 di Pesca in Apnea

Un racconto sulla cernia

Come sanno bene i lettori di PESCA IN APNEA, in ogni numero della rivista appare il racconto di un lettore su una pescata particolare, corredato da una o piu’ fotografie nelle quali si vede il narratore che tiene bene in evidenza un grosso pesce che ha catturato e di cui e’ particolarmente orgoglioso. Il racconto viene premiato con una maglietta offerta da Apnea Magazine e con un abbonamento annuale alla nostra rivista. Visto che lo spazio da dedicare a questa iniziativa e’ assai limitato, non riusciamo a soddisfare tutti i lettori (e sono tantissimi) che mandano i racconti a Giorgio Volpe. Di questo ce ne scusiamo, ma questo sistema di comunicazione crea una triangolazione positiva fra il lettore che scrive il racconto, quello che lo legge e la rivista.
Naturalmente, il regista che conduce questo gioco e’ il lettore che scrive, colui che vuole raccontare a dei soggetti a lui assimilabili una storia che potenzialmente interessa tutti i pescatori in apnea. Perche’ lo fa? Le motivazioni potrebbero essere tante e tutte diverse: un po’ di orgogliosa vanita’, per esempio, oppure il desiderio di far partecipare alla gioia di una bella cattura amici conosciuti e sconosciuti, la voglia di vedere stampata su una rivista l’interpretazione di un fatto realmente avvenuto, la speranza di insegnare a qualcuno un gesto tecnico che ha portato buoni risultati, ecc.
Queste e tante altre motivazioni possono essere all’origine del desiderio di vedere pubblicato un racconto riferito a un fatto che ha dato una forte emozione, ma tutte convergono verso un unico desiderio, magari anche inconscio, che e’ quello dell’appartenenza.
Chi spedisce il suo racconto sa di fare parte di un gruppo, di una collettivita’, di essere cellula di un corpo che nella sua interezza esprime una serie di pulsioni comuni: desideri, bisogni, vocazioni, conflitti, contraddizioni. E questo inserimento gli permette di far parte di una societa’ strutturata e omogenea. Chi racconta la sua avventura venatoria lo fa anche per divertirsi, ma soprattutto per partecipare a un tutto. Se la nostra rivista, pubblicando in ogni numero il racconto di pesca di un lettore, contribuisce a tenere stretti i legami fra i componenti di un organismo che ha nel suo dna correttezza e lealta’, rispetto per l’ambiente e onesta’ intellettuale, allora ne siamo un po’ orgogliosi.
Per questo ringraziamo Domenico Lezzi, l’autore del racconto che appare sul numero di giugno di PESCA IN APNEA ora in edicola (a pag. 111, con il titolo ‘Cernia a sorpresa’) e con lui diciamo grazie anche agli altri ormai innumerevoli lettori che ci hanno fatto pervenire, via Apnea Magazine, il resoconto di una loro avventura.
Qui di seguito, come per ogni numero di PESCA IN APNEA, pubblichiamo un estratto dei servizi che appaiono sulla rivista.

1) Pag. 18: LE PREDE / LA RICCIOLAdi Marco Bardi

E’ la preda da sogno che tutti si aspettano di incontrare, ma c’e’ bisogno di tante attenzioni per avere successo.

‘ Ha un corpo alto e compatto, molto possente negli esemplari di taglia media, fino ad assumere forme sgraziate negli esemplari piu’ adulti. Puo’ arrivare a 200 cm di lunghezza e superare i 60 kg di peso’
‘ I momenti di pesca piu’ indicati vanno dai primi di maggio alla fine di novembre, un periodo piuttosto ampio che si concentra soprattutto fine giugno, quando si ha la riproduzione’
‘ Al cospetto di una ricciola occorre molta potenza e meno precisione di tiro, pertanto, pur perdendo qualcosa in precisione, si puo’ aumentare la potenza. Una buona impiombatura dell’asta con monofilo da 160 e ottimi anellini mettono al riparo da spiacevoli sorprese’

2) Pag. 26: VIDEOPESCASUB / A PESCA CON LA VIDEOCAMERAdi Roberto Tiveron

Si puo’ andare a pesca di pesci e di immagini: molti pescatori in apnea sono dei bravi realizzatori di video con avvincenti scene venatorie. Vediamo che cosa occorre e come si fa.

‘ Il pescatore-operatore deve sviluppare anche le capacita’ di narratore per provvedere alla stesura dei testi e, per motivi contingenti, deve apprendere l’arte del montaggio video, con programmi software piu’ o meno professionali e complessi: sarebbe impensabile delegare a un montatore professionista, che non sia anche un bravo pescatore, il montaggio di un filmato di pesca in apnea’
‘ Nel settore delle videocamere, per chi non vuole spendere grandi cifre, che sarebbero giustificate solo in un ambito professionale, la scelta ricade sulle videocamere a nastro Mini Dv, che offrono
il migliore compromesso qualita’/prezzo’
‘ Esistono, poi, degli artigiani che sono in grado di costruire custodie su misura e personalizzate a piacimento in funzione degli apparecchi da scafandrare, anche se i costi sono piuttosto elevati’
‘ Naturalmente, ogni software ha caratteristiche differenti, ma prima di acquistarlo e’ possibile verificarne sulle specifiche i requisiti minimi di sistema, per capire se potra’ funzionare in modo adeguato sul nostro pc’

3) Pag. 30: INTERVISTE / DUE CONTRO TUTTI (I PESCI)di Stefano Navarrini

Faccia a faccia tra un campione di oggi e un campione di ieri, per scoprire i segreti dell’aspetto. Daniele Petrollini e Fabio Antonini, due atleti di primo livello e due diversi stili di pesca, ma un unico risultato: un portapesci sempre pieno.

‘ Quali sono, secondo te, le principali difficolta’ dell’aspetto?
Petrollini. Dal punto di vista fisico, sicuramente la necessita’ di avere abbastanza allenamento, e quindi fiato, per effettuare aspetti lunghi quanto serve per far venire a tiro i pesci quel giorno, in quel posto e in quelle particolari condizioni. Ritengo pero’ che questo sia un aspetto abbastanza secondario rispetto a quello tecnico, che puo’ consentirci di portare a tiro pesci in modo migliore e in un tempo minore a parita’ di prestazioni fisiche’
‘ E’ possibile praticare l’aspetto nel bassofondo e quali pesci si possono eventualmente insidiare?
Antonini. E’ sicuramente possibile, soprattutto insidiando spigole e saraghi, senza escludere il colpo di fortuna di una grossa ricciola o di una leccia in caccia di cefali. Quando pero’ c’e’ mare, piu’ che un vero e proprio aspetto conviene alternare agguato e aspetto. In questo modo, ad esempio, mi e’ capitato di prendere un dentice di 5 kg in 2 metri d’acqua. Occorre fare attenzione anche al taglio d’acqua fredda, tenendo presente che i pesci preferiscono stare al di sopra’

4) Pag. 35: LE BELLE IMMAGINI / QUANDO UN GOMMONE E’ UN OPTIONALdi Alberto Balbi

Entrare in mare da terra e’ il sistema di pesca piu’ immediato, piu’ comune e piu’ economico, a meno di non avere velleita’ di prede particolari. Ecco alcuni accorgimenti per evitare brutte sorprese e per vivere giornate super.

‘ Le caratteristiche proprie della pesca con entrata in acqua da terra, attivita’ che non ha la possibilita’ di un’assistenza e dell’intervento di una barca appoggio, obbligano il pescatore a prestare particolare attenzione ad alcuni parametri di sicurezza che prescindono dalle quote raggiunte in immersione’
‘ L’attrezzatura deve essere particolarmente curata, perche’ qualsiasi avaria, in assenza di ricambi, ci costringerebbe a un rientro anticipato. Anche la scelta del fucile deve essere ponderata, ponendo attenzione al tipo di pesca e al fondale in cui ci immergeremo. Utilizzando la plancetta (scelta consigliata), un corto con fiocina puo’ trovare posto sotto di essa, insieme con un terzo fucile di lunghezza media’

5) Pag. 40: FIPSAS / PRESIDENTE, CI DICAdi Giorgio Volpe

In questa intervista, Alberto Azzali, Presidente del Settore Attivita’ Subacquee della Fipsas, ci racconta quanto e’ stato fatto per il nostro settore nel precedente quadriennio e quello che si fara’ nel prossimo.

‘ Sul fronte della tutela della disciplina, la sfida e’ sempre piu’ complessa: ci sono le amp e l’esigenza di un apparato normativo piu’ armonico ed equo. In un contesto di divieti e limitazioni sempre piu’ asfissiante, quali sono i principali obiettivi federali?
Come ho accennato in precedenza, uno degli obiettivi primari del settore anche per il prossimo quadriennio sara’ il tentativo di risolvere alcuni problemi che coinvolgono il libero esercizio della pesca in apnea in Italia A tale fine, si dovra’ trovare una soluzione al divieto della pesca in apnea all’interno delle amp. A questo proposito, la federazione ha proposto al Ministero competente uno studio serio e scientificamente attendibile, che certifichi in modo incontrovertibile l’impatto ambientale di questa tipologia di pesca sportiva: siamo in attesa di una risposta positiva’

6) Pag. 44: TECNICA / IL TIRO COME SCIENZAdi Marco Bardi

Il rapporto con il proprio fucile e la capacita’ di centrare un bersaglio lontano e’ una disciplina scientifica tutta da studiare.

‘ Cosi’, quando giunge il momento del tiro, spesso nel tempo di un flash come il riflesso argenteo del pesce, l’asta colpisce il bersaglio con precisione. Il pescatore rimane a bocca aperta, sbalordito, e il tiro diventa piu’ soddisfacente della stessa preda. L’acqua e’ limpida, ma la risacca smuove il fondale, quindi condizioni eccellenti per la pesca all’aspetto in acqua bassa’
‘ In pratica, e’ un allineamento perfetto tra gli occhi, l’asta e il bersaglio. Il braccio e’ leggermente flesso e gli permette di vedere l’arma in tutta la sua lunghezza, in modo da ottenere il migliore allineamento. Il braccio flesso e’ fondamentale anche al momento del tiro, perche’ il fucile scarica il colpo di frusta proprio sul braccio, che se fosse teso non lo potrebbe ammortizzare, facendo quindi muovere in punta il fucile. Sempre con il braccio flesso e il polso morbido, ruota il fucile di lato con un movimento lento, cercando
di incrociare la direzione dei pesci’
‘ L’allenamento al tiro e’ il metodo piu’ semplice per mettere in pratica tutte le nozioni di cui si dispone. Primo fra tutti e’ il vantaggio di acquisire un tiro spontaneo e poco ragionato’

7) Pag. 50: COME SIAMO

‘ Come succede a noi di imparare e di immagazzinare esperienze, la e’ anche per i nostri antagonisti’
‘ L’acquaticita’, intesa come capacita’ di trovarsi a proprio agio nell’acqua, e’ fondamental per risolvere positivamente determinate situazioni che potrebbero degeneare anche pericolosamente’
‘ Non va dimenticato che in mare esistono dei periodi piu’ o meno favorevoli per la pesca e questa stagionalita’ si riflette inevitabilmente sul numero delle catture: solo insistendo si puo’ capire quando e’ necessario smettere perche’ quel giorno il pesce non gira o perche’ siamo noi a commettere errori di strategia’

8) Pag. 54: ATTREZZATURE / MASCHERA E BOCCAGLIO A OGNUNO IL SUOdi Alessandro Martorana

Senza questi due elementi dell’equipaggiamento, difficilmente potremmo parlare di pesca in apnea. In relazione alle diverse tecniche, esaminiamo quali specificita’ devono avere per far si che il loro utilizzo sia al meglio delle possibilita’.

‘ Questa e’ la prima valutazione da effettuare, a prescindere dalla bonta’ del modello scelto. La seconda considerazione, che puo’ essere valutata nella stessa modalita’ appena descritta, riguarda il comfort generale dell’oggetto. Se, quando appoggiamo la maschera al viso, avvertiamo in qualsiasi zona di quest’ultimo un senso di compressione generato dal telaio rigido o da altre parti della maschera, soprassediamo immediatamente all’acquisto, anche se si tratta della maschera dei nostri sogni’
‘ L’ideale, comunque, e’ che si adatti molto bene alla nostra impronta dentale, specie nella flangiatura da inserire tra bocca e denti,
a contatto con le gengive. Come per la maschera, anche in questo caso e’ molto importante che il contatto con la nostra anatomia sia morbido e confortevole, in modo da potere sopportare la presenza del boccaglio per molte ore di piacevole utilizzo’
‘In quei casi era necessario aspettare che la preda, dopo essere transitata tra maschera e fucile, si allontanasse per tentare il colpo. In acque pulite non sarebbe male scegliere una maschera di colorazione mimetica. Se ci pensate bene, infatti, spesso la zona del viso e’ proprio quella che la preda in avvicinamento nota per prima’

9) Pag. 59: COME UN PROIETTILE / OCCHIO ALL’ASTA!di Roberto Tiveron

In genere se parla poco: ci riferiamo all’asta del fucile subacqueo, in un certo senso il suo elemento piu’ importante, che la sofisticata tecnologia del fucile scaglia contro la preda.

‘ Per questo motivo fondamentale, l’asta merita attenzioni uguali, se non addirittura superiori, a tutto il resto del fucile. Troppo spesso mi e’ capitato di osservare fucili subacquei di tutto rispetto completati da aste inadeguate alla loro potenza oppure rovinate irrimediabilmente dal lungo uso’
‘ Per quanto riguarda il fucile pneumatico, il discorso e’ un po’ diverso, perche’ durante la sua accelerazione l’asta subisce una quantita’ di oscillazioni notevolmente inferiore rispetto a quanto accade con l’arbale’te, anzi si puo’ tranquillamente affermare che le oscillazioni, fintanto che l’asta non lascia la testata, sono pressoche’ nulle, in quanto essa e’ vincolata nella canna nel momento di massima accelerazione, quello piu’ critico, in cui si generano le oscillazioni’

10) Pag. 63: ESPERIENZE / PRIME PREDE, PRIME EMOZIONIdi Stefano Navarrini

Per chi inzia anche una preda tecnicamente banale puo’ essere fonte di grandi emozioni. L’importante, anche ai fini della sicurezza, e’ procedere per gradi, gestendo al meglio le proprie capacita’, ma anche rispettando l’ambiente in cui operiamo.

‘ Questo sara’ ancora piu’ vero al momento topico, quando, cioe’, avremo avvistato la preda e cercheremo di portarci a tiro. E’ questo il momento in cui occorrera’ mantenere tutta la possibile lucidita’, il che, al di la’ del contenimento dell’emozione, sara’ certo piu’ difficile se saremo ai limiti della nostra apnea’
‘ La situazione cambia notevolmente con i cefali, un tempo preda classica del principiante, date le basse profondita’ frequentate da questi pesci, ma oggi bersagli spesso allarmati e sfuggenti. Il cefalo e’ una preda agile e veloce che richiede tiri al libero, tiri lunghi e di grande precisione, tanto che, nonostante il bersaglio sia ridotto ed estremamente mobile, si preferisce usare una tahitiana piuttosto che la fiocina’
‘ Al momento di togliere il pesce dalla fiocina attenzione pero’ alle spine, soprattutto le dorsali e le opercolari, dotate di ghiandole velenifere’

11) Pag. 68: LE GRANDI QUALITA’ / IL CORAGGIO E LA PRUDENZAdi Antonio Mancuso

Il coraggio e’ una componete essenziale della nostra esistenza, che ci permette di affrontare anche le situazioni meno piacevoli. Un eccesso di coraggio in acqua, pero’, potrebbe significare il rischio e il gioco non varrebbe la candela.

‘ Se nella vita ci e’ stato insegnato a non agire con impulsivita’ e a contare almeno fino a dieci prima di reagire a una situazione difficoltosa, quando si va in mare e’ ancora piu’ richiesto un atteggiamento di prudenza e razionalita”
‘ Sfogliando l’album dei miei ricordi, ritorno agli anni Settanta, quando, ancora molto giovane, ma gia’ con un discreto bagaglio d’esperienza, aspettavo le giuste condizioni meteomarine per immergermi nell’immediato sottocosta, dove riuscivo a tirare fuori prede di tutto rispetto’
‘ E’ indubbio che il coraggio ci fa riscoprire un po’ valorosi, ci dona nuove energie e, a volte, riesce a fare emergere l’essere audace che e’ dentro di noi’

12) Pag. 73: IL NOSTRO AMBIENTE / CON IL MARE NON SI SCHERZA di Alberto Balbi

Prima di frequentare il mare, bisogna imparare a conoscerlo bene, non solo per il successo delle nostre battute di pesca in apnea, ma soprattutto per la sicurezza della nostra attivita’.

… Certamente, anche se non e’ un dato generalizzabile, ogni regione, ogni costa, ogni luogo fanno storia a se’ e, soprattutto, influenzano il comportamento dei pesci. Tutto cio’ e’ verificabile solo con l’esperienza, la frequentazione assidua di un dato luogo e l’osservazione diretta del comportamento dei pesci presenti in concomitanza delle svariate condizioni atmosferiche’
‘ Abbiamo deciso di pinneggiare controcorrente, nella speranza che tutto fosse rimasto immutato e la direzione fosse quella giusta. Dopo piu’ di un’ora, con l’acido lattico che infiammava i muscoli, stremati e impauriti, fortunosamente siamo arrivati sulla spiaggia, a un paio di chilometri dal punto di partenza’

13) Pag. 78: STRATEGIE / VINCE LA SEMPLICITA’ NELLE TECNICHE DI PESCAdi Alessandro Martorana

Attraverso l’analisi di alcune situazioni-tipo, vediamo quanto sia conveniente affrontarle in maniera ‘easy’ piuttosto che farsi prendere da contorte elocubrazioni mentali.

‘ Un paio di volte ci siamo imbattuti in esemplari immobili che non ci hanno consentito di effettuare il tiro perche’ si sono immediatamente e diabolicamente dileguati nell’alga, ma la visione del cavetto portapesci che penzola vuoto sotto la boa ci ricorda quella del grillo parlante di Pinocchio che, seppur senza parlare, ci comunica che forse abbiamo sbagliato qualcosa a dispetto dell’impegno atletico e mentale profuso’
‘ Adesso riusciremmo sicuramente a muoverci in maniera corretta nel bassofondo, riuscendo a rimanere ben fermi sul fondale senza sudare sette camicie e, soprattutto, senza creare il vuoto intorno a noi’
‘ Vi assicuro che una bella battuta nel bassofondo in cerca di polpi o un paio d’ore con maschera, pinne, costume e fuciletto passate a esplorare la scogliera prospiciente la spiaggia dove abbiamo lasciato moglie e figli al sole, sono ancora in grado, per chi ama veramente la nostra attivita’, di regalare sensazioni e piaceri dimenticati e di donarci attimi di semplice e pura serenita’. Ecco un esempio’

14) Pag. 88/94: PRESENTAZIONE TECNICA

SPORASUB/MASCHERA MYSTIC E BOCCAGLIO BREEZE: Due attrezzature che sono il completo da apnea nel catalogo Sporasub per il pescatore piu’ esigente.

SEAMANN/PINNE STREAM FIN: Pinne studiate per l’apnea ricreativa e per lo snorkeling, caratterizzate da materiali di qualita’ e da una sapiente progettazione, e ideali come atrezzatura di scorta o per i viaggi in aereo.

EBANSUB/ARBALETE EVO 90 MIMETIC STEEL: Legno lamellare, interessanti soluzioni tecniche e cura dei dettagli. La testata e’ australiana, ma l’elastico lavora parallelamente all’affusto.

GISMONDI CUSTODIE/CUSTODIA RIGIDA PORTAPINNE: Una custodia rigida appositamente creata per stivare in maniera sicura e funzionale le nostre costose pinne in composito, preservandole da urti e schiacciamenti nei viaggi aerei.

TECNOBLU/MUTA MIMETICA FODERATA SPACCATA CAMUFLEX 5 MM: Una muta adatta per qualsiasi tipo di fondale. Fodera e neoprene non fanno rimpiangere la morbidezza di una liscia.

15) Pag. 96: IMMAGINI DI PESCA / NUOVI VIDEO DVD OMER

I video dvd sono diventati uno degli strumenti piu’ ricercati dai pescatoi in apnea, perche’ regalano emozioni mente si impara sempre qualcosa di nuovo.

16) Pag. 104: A COLPO SICURO / LIGURIA: DA ARMA DI TAGGIA A BUSSANAdi Stefano Marenco

Gli appassionati di pesca alla spigola, qui, lungo questo tratto di bella costa ligure, trovano pane per i loro denti: la facilita’ di entrare comodamente in acqua da terra e la possibilita’ di splendidi carnieri di pesce bianco.

17) Pag. 106: A COLPO SICURO / SARDEGNA: GLI SCOGLI PEDRANIdi Pietro Milano

In vicinanza di Porto Ottiolu, un gruppo di scogli segnala un fondale interessante per i pescatori in apnea. E’ frequente la cernia di dimensioni medie, ma non manca neppure il bestione. Per il resto, tutte le specie per carnieri pregiati.

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