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Pesca in apnea n° 68 – Ottobre 2008

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La copertina del numero 68 di Pesca in Apnea

Le donne pescatrici in apnea

Si parla tanto di “quote rosa” in politica, nelle aziende, nelle amministrazioni locali, ovunque, quasi fosse possibile dividere al cinquanta per cento la presenza maschile da quella femminile come da programma istituzionale e non fosse piu’ logico affidare alle reali capacita’ dell’individuo (uomo o donna che sia) le mansioni che un soggetto puo’ realizzare al meglio. Certo, questa distorsione proviene da secoli di totale prevalenza del “maschio protagonista” e di accantonamento della donna in ruoli prevedibili e non dilatabili. A parte le storiche e straordinarie eccezioni a questa regola, possiamo affermare che il paradosso delle “quote rosa” e’ il frutto di una reazione al comodo accantonamento delle donne rispetto agli uomini. Visto che parliamo di pesca in apnea, chiediamoci come si comportano le donne quando esercitano il nostro sport.
Alberto Balbi che di donne se ne intende (ha una moglie bellissima), ci ha mandato per il numero di ottobre della nostra rivista Pesca in Apnea, ora in edicola, un servizio su due ragazze pescatrici, Elga e Francesca (aggiungiamo: due belle ragazze) che, insieme oppure ognuna per conto suo, ogni volta che possono, indossano la muta e, con il fucile, se ne vanno per mare a pescare in apnea con gioia e grande entusiasmo. Il servizio di Alberto e’ soprattutto impostato sulle fotografie (magnifiche) che si accompagnano a un’intervista completa e significativa a Elga e Francesca, dalla quale si trae una realta’ assai diversa da quello che potrebbe essere un giudizio superficiale sulla donna, fragile creatura esposta alle intemperie. Alle domande di Alberto, le due ragazze rispondono sempre con puntualita’, competenza, preparazione tecnica, senso delle proporzioni, equilibrio psicologico esattamente come farebbe un uomo di pari esperienza o addirittura un atleta vero, gran pescatore, di buone capacita’ che ha capito in pieno la “filosofia” della nostra attivita’ e la gestisce con sapienza. Dice Elga a una precisa domanda di Alberto «…l’istinto che mi ha avvicinato alla pesca e’ qualcosa di primitivo, non finalizzato alla cattura fine a se stessa, bensi’ alla possibita’ di procurarmi del pesce fresco da cucinare e mangiare con gli amici…». Piu’ maturi di cosi’!
Questo bel servizio e molti altri (di cui riportiamo qui sotto alcuni brevi stralci) sono presenti sul numero di ottobre di Pesca in Apnea ora in edicola. Buona lettura agli amici di Apnea Magazine.

1) Pag. 16: ASSOLUTI 2008 TORRE VADO/ NICOLA SEI GRANDEdi Marco Bardi

Nicola Riolo entra nella leggenda con una vittoria combattuta fino all’ultimo minuto, che porta a sei i titoli conquistati. Sorprese e delusioni sono stati gli ingredienti di questo campionato.

‘ Prima della gara, Riolo con grande emozione si e’ complimentato con Massimo Scarpati, confessandogli che e’ sempre stato il suo idolo, ma con dispiacere gli comunicava anche che stava cercando di battere il suo record. Scarpati, infatti, deteneva fino a quel punto il record di vittorie nei campionati assoluti con cinque titoli e Riolo era a pari merito. Scarpati, con la sua consueta simpatia, gli ha risposto: «Nicola, i record sono fatti per essere battuti, quindi non ti preoccupare, forse e’ questa la volta buona». Due giorni dopo Riolo e’ entrato nella leggenda e adesso e’ lui ad avere il record’
‘ 1° Nicola Riolo
Un campionato che e’ riuscito bene, tutti i concorrenti hanno preso pesce e soprattutto e’ stato aperto e non a esclusiva di pochi. Personalmente, in questi ultimi anni ho avuto una trasformazione, riuscendo ad adattarmi ai cambiamenti, sono quindi sicuro che questa sia l’arma del futuro. Infatti, il mare cambia, i regolamenti cambiano, i pesci cambiano’
‘ 2° Roberto Praiola
Un campionato aperto ma difficile, perche’ non consente certezze. Ho sbagliato tatticamente la prima giornata perdendo tempo in spostamenti inutili, mentre ho fatto un grande recupero nella seconda. Adesso ho la consapevolezza che posso farcela se smetto di fare qualche errore tattico.

2) Pag. 22: AMBIENTI / PESCA NELLA POSIDONIAdi Stefano Navarrini

Antica di oltre trenta milioni di anni e presente gia’ nei resti fossili di quando le Dolomiti erano un mare, la posidonia (Posidonia oceanica) viene spesso snobbata dai pescatori in apnea. Il che non e’ sempre una buona scelta, perche’ sotto l’intrico del fogliame possono celarsi prede di grande interesse.

‘ Perche’, soprattutto in primavera, quando piogge e perturbazioni rendono l’acqua mossa e torbida, le lunghe chiome della posidonia iniziano a muoversi seguendo l’andamento dell’onda, il che, unito
al freddo del mare primaverile, e’ il miglior passaporto per un sano mal di mare’
‘ I veri e propri signori delle praterie di posidonia, se si escludono le salpe che sono sempre presenti nei pressi, sono labridi e corvine.
I primi sono presenti con varie specie, dalle donzelle ai tordi pavone, dai piccoli tordi bruni alle pavoncelle, tutti pesci di scarso o nullo interesse per il fucile, mentre di ben altro peso sono specie come il tordo nero, il tordo verde (il famoso ‘verdone’), che neanche a dirlo ha sfumature identiche a quelle del fogliame della posidonia, e soprattutto il marvizzo, la cui livrea maculata e’ a volte di sorprendente bellezza, oltre al fatto di essere gastronomicamente un gradino piu’ su dei suoi confratelli’
‘ Dalla superficie zone di questo tipo possono apparire piatte e prive di interesse, ma basta un’occhiata ravvicinata per rendersi conto di essere su uno dei fondali piu’ promettenti che si possano incontrare’

3) Pag. 27: LE BELLE IMMAGINI / LA PESCA IN APNEA E’ DONNAdi Alberto Balbi

Elga e Francesca sono due belle ragazze che conservano intatto il loro fascino anche sott’acqua, quando vestono la muta e impugnano con passione il fucile subacqueo, trasformandosi in formidabili pescatrici in apnea.

4) Pag. 32: LA NOSTRA SALUTE / STO BENE QUANDO VADO A PESCA IN APNEAdi Alessandro Martorana

Pescare in apnea fa bene al nostro fisico? Chi sta bene fisicamente pesca in apnea con risultati migliori? Ecco le risposte!

‘ Chi incomincia la sua carriera di pescapneista in giovane eta’ (tra i 18 e i 25 anni) spesso affronta questa disciplina nella stessa identica maniera con cui interpreta il mondo che lo circonda: adotta un atteggiamento competitivo e desidera raggiungere presto buoni livelli di successo cercando di bruciare le tappe e di dimostrare, attraverso i traguardi raggiunti, qual e’ il suo valore’
‘ Adesso e’ arrivato il momento di cominciare a godere dei frutti di cio’ che si e’ seminato e di tirare qualche profondo respiro, dopo anni di corse a perdifiato’
‘ La nostra ‘pescata curativa’ dovra’ essere svolta a profondita’ di assoluto riposo, magari entrando comodamente in acqua da terra e senza l’assillo di dover tirare troppo l’apnea per la cattura di chissa’ quali prede’

5) Pag. 36: COME MIGLIORARE LE TUE PRESTAZIONI / ALLENAMENTO PER I PESCATORI IN APNEAdi Marco Bardi

Non e’ difficile migliorare le proprie capacita’ atletiche mirate alla pesca in apnea, specialmente se si segue uno schema specifico.

‘ Allenare l’acquaticita’
e’ una delle sequenze piu’ importanti, anche se presa poco in considerazione da tutti. Il problema e’ che il movimento ideale spesso viene trascurato, con la convinzione che la fatica e il lavoro intenso siano i metodi migliori. Invece e’ sbagliato ‘
‘ I periodi e la sequenza
degli allenamenti sono la parte piu’ impegnativa, perche’ ci obbliga a mantenere dei ritmi che non vanno interrotti. Con un allenamento casuale, si ottiene poco e spesso addirittura si peggiora’
‘ Allenamento specifico: 1/6 del tempo disponibile.
Si percorre in dinamica una distanza stimata pari a quella in cui operiamo abitualmente in profondita’. Stabilita la distanza, si raggiunge il punto dove abbiamo posizionato una seconda cintura di zavorra che permette di aggrapparci e si effettua un’attesa di 20 secondi che e’ pari al tempo ideale di un aspetto’

6) Pag. 41: VIAGGIANDO / SALUTI DAL MADAGASCARdi Pietro Milano

Due pescatori toscani ci raccontano perche’, ormai da anni, hanno scelto questi fondali per divertirsi con la pesca in apnea.

‘ La prima domanda che mi viene spontaneo fare e’: perche’ quella terra cosi’ lontana e fuori dalle rotte diciamo ‘consuete’?
La scelta e’ caduta sul Madagascar per una serie di fattori negativi che si verificavano in altri luoghi, anche li’ dove la pesca in apnea era consentita. In posti piu’ conosciuti, i diving avevano con i pescatori un atteggiamento poco amichevole (anche se, per regola, si spara solo al pelagico e non si disturba il pesce di barriera) oppure capitava che i pescatori del luogo ci vedessero come pericolosi concorrenti. Li’, invece, ci lasciano stare e, anzi, ci danno il benvenuto, perche’ tutto il pescato e’ mangiato e lasciato a disposizione dei barcaioli, che lo seccano (come lo stoccafisso) per i momenti peggiori’
‘ Ritorniamo alla pesca subacquea in apnea con una domanda di rito: dove si pesca e su che tipo di fondale?
Pur essendoci molti pesci anche lungo le coste, gli spot migliori rimangono le secche e le isolette a nord di Nosy Be (luogo scoperto a suo tempo da Rodolfo Betti): una quindicina, anche venti miglia a nord gli isolotti sono un luogo formidabile per catture mozzafiato di pelagici (carangidi, ricciole e red snapper)’

7) Pag. 45: ATTREZZATURE / VIAGGIO INTORNO ALL’ASTA

Nulla sfugge piu’ alla ricerca tecnologica della pesca in apnea, e anche un elemento apparentemente semplice come l’asta del fucile subacqueo e’ stato oggetto negli ultimi anni di sensibili innovazioni.

‘ Chi ha passato ore a scartavetrare le vecchie aste anni Sessanta in ferro (ma anche quelle successive in ferro zincato), quasi stupisce oggi di fronte a materiali che quasi non conoscono ruggine e, tutt’al piu’, mostrano qualche ossidazione dopo mesi di acqua salata’
‘ Se il diametro di asta forse piu’ utilizzato in assoluto e’ il 6.5 mm, va detto che esigenze particolari espresse dall’utenza hanno portato alla realizzazione di un diametro intermedio (6.25/6.30 mm), misura che rispetto al 6 mm offre maggiore rigidita’ e robustezza soprattutto a livello delle tacche di aggancio, e che gia’ consente di ricavare nel corpo dell’asta la fresatura richiesta per ‘nascondere’ l’attacco dell’aletta’
‘ Abbiamo piu’ volte accennato alle tacche d’aggancio come a uno dei punti deboli delle aste degli arbale’te, dato che in alcuni casi la fresatura arriva a mangiarsi quasi la meta’ del diametro dell’asta’

8) Pag. 50: NAUTICA A GENOVA / SALONE VECCHIO, SALONE NUOVO, SALONE BELLOdi Stefano Navarrini

Giunto praticamente alla fine della progettata e profonda ristrutturazione durata quattro anni, il Salone Nautico Internazionale di Genova presenta come sempre un mare di interessanti novita’, ma anche una nuova disposizione degli spazi espositivi alla quale i visitatori e’ bene siano preparati.

9) Pag. 53: TECNICHE DI PESCA / LA GESTIONE DEL FONDALEdi Roberto Tiveron

Se desideriamo un buon numero di prede da un tratto di fondale, e’ importante conoscere gli aspetti piu’ nascosti del mare.

‘ Come prima cosa, e’ importante studiare la zona, cercando di osservarne l’orografia in prossimita’ del mare e, soprattutto, studiare venti e correnti dominanti in funzione delle ore del giorno, in relazione alla presenza e al movimento dei pesci’
‘ Nella maggior parte dei casi, tutti i pesci, a partire dalla mangianza, orbitano proprio in prossimita’ di queste guglie o risalite appena sopra il termoclino ed e’ la’ che anche i predatori si concentreranno.
‘ Stabilita la zona di pesca e una volta in possesso di buone capacita’ venatorie nelle varie tecniche, si dotrebbe cercare di capire, dopo i primi tuffi, come impostare la pescata per sfruttare al meglio le possibilita’ e la zona. A meno che non si voglia usare a tutti i costi una precisa tecnica di pesca, si dovrebbe interpretare l’atteggiamento dei pinnuti presenti e adeguarsi di conseguenza’

10) Pag. 57: CONSIGLI / USARE BENE UN’ARMA MOLTO DIFFUSA COME EVITARE GLI ERRORI CON IL LUNGOdi Alessandro Martorana

‘ La pesca ‘ventre a terra’ veloce e serrata che abbiamo intrapreso finora assume una battuta d’arresto: dobbiamo assodare la ragione di questa strana percezione che stiamo provando. Ci blocchiamo smettendo di pinneggiare e, affondando lentamente in un catino di roccia, incominciamo a scandagliare con lo sguardo la zona di fondale che ci circonda, cercando anche di scrutare verso l’alto in direzione della superficie’
‘ Appena in acqua, ci rendiamo conto invece che i ‘poteri soprannaturali’ che avevamo visto nella nuova arma si trasformano in realta’ in una montagna di problemi e complicazioni cui non avevamo affatto pensato’
‘ Una volta ‘assimilate’ le necessarie correzioni e averle ‘fatte nostre’, potremo essere sicuri delle reali possibilita’ della nostra arma e non le attribuiremo colpe non sue’

11) Pag. 62: ITTIOLOGIA 2 / PARLIAMO DI LABRIDI, MORONIDI, MUGILIDI E MULLIDIdi Antonio Mancuso

Quanto e’ importante, per il pescatore in apnea, conoscere le proprie prede? Certamente molto di piu’ di quanto si possa immaginare: studiando, infatti, le caratteristiche dei pinnuti, ognuno di noi potra’ avere qualche possibilita’ di cattura in piu’. Ecco, dunque, i tordi, le spigole, i muggini e le triglie.

‘ Quanto e’ importante, per il pescatore in apnea, conoscere le proprie prede? Certamente molto di piu’ di quanto si possa immaginare: studiando, infatti, le caratteristiche dei pinnuti, ognuno di noi potra’ avere qualche possibilita’ di cattura in piu’. Ecco, dunque, i tordi, le spigole, i muggini e le triglie. ‘

12) Pag. 66: IL PESCATORE DEVE SAPERE / LA NEGLIGENZA NON PREMIAdi Roberto Tiveron

L’organizzazione perfetta di una battuta di pesca necessita di prontezza, determinazione, cura scrupolosa e adeguatezza dell’attrezzatura. Solo cosi’ possono aumentare le probabilita’ dei grandi risultati.

… Nelle gare, riesce a spuntarla chi e’ piu’ motivato e determinato, sfruttando anche gli ultimi minuti di gara, quelli in cui la stanchezza e un eventuale appagamento fanno mollare improvvisamente le briglie della situazione. In Italia abbiamo molti atleti che si sono sempre distinti sugli altri proprio grazie alla determinazione e alla ‘rabbia agonistica’ durante le gare’
‘ Tra le negligenze piu’ gravi, quelle relative alla cura e all’efficienza delle attrezzature possono vanificare catture importanti. Ad esempio, uno scollamento nella muta trascurato a lungo potrebbe costringerci a uscire dall’acqua, mentre un pronto intervento con il mastice nel momento giusto avrebbe risolto il problema’

13) Pag. 71: AMARCORD / VOGLIA DI VINCERE

L’Europeo di Arbatax, in programma per il mese di ottobre 2001, rappresentava l’occasione ideale per una dimostrazione di valore della nostra nazionale, ma la via per il successo era costellata di insidie.

‘ L’occasione di schierarlo nelle acque della sua Sardegna, comunque, era particolarmente ghiotta, a prescindere da ogni altra considerazione. Nicola Riolo, con la sua esperienza, il suo palmare’s e l’ottimo stato di forma (si sarebbe aggiudicato l’Assoluto a luglio) completava il terzetto dei titolari, mentre Bardi e Antonini, titolari a Tahiti, questa volta avrebbero dato un contributo diverso, coadiuvando la squadra’
‘ La pesatura non riservo’ alcuna sorpresa: con un bellissimo carniere, composto da una grossa cernia e diciotto prede valide, Bellani si aggiudico’ la frazione conclusiva e il titolo europeo, mentre De Silvestri dovette accontentarsi della seconda piazza finale, con una cernia e dieci prede’

14) Pag. 75/81: PRESENTAZIONE TECNICA

OMER SUB/PINNE STING RAY: L’evoluzione delle pinne passa attraverso le Sting Ray,
che presentano caratteristiche davvero innovative.

ARBATEC/ARBALETE ELBA 75: Un fucile a elastici da 75 centimetri realizzato con materiali naturali e contraddistinto da buona massa e ottimo brandeggio.

MARES/FUCILE CYRANO: La potenza e’ la caratteristica che identifica questa proposta storica dell’azienda, sempre valida. Con la canna da 11, l’asta raggiunge velocita’ estreme, rendendo l’arma ideale per la pesca ai pelagici.

ROFOS SUB/MUTA MUTA APNEA LADY 5 MM: Una muta calda e confortevole, realizzata per vestire il fisico femminile. Taglio preformato e fodera esterna molto elastica garantiscono apnee lunghe e piacevoli. Lo spessore e’ di 5 millimetri.

SEATEC/BORSA SPORTING: E’ indicata per chi spesso va a pescare in posti raggiungibili solo a piedi, per la comodita’ del trasporto anche in percorsi disagevoli.

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