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Pesca in apnea n° 60 – Febbraio 2008

| 3 febbraio 2008 | 0 Comments
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La copertina del numero 60 di Pesca in Apnea

Siamo pervenuti a una crisi di governo che si presenta di difficile soluzione. Nel mondo intero la situazione generale non e’ delle piu’ felici, ma in Italia tutto sembra senza soluzione. II nostro e’, ovviamente, un giornale apolitico e, dunque, non vogliamo entrare in temi che non ci competono. Dobbiamo pero’ registrare che, alla notizia della crisi, un sorrisino malizioso e’ affiorato sulle nostre labbra, perche’, sempre che siano leciti i sorrisini maliziosi, questa crisi di governo ‘ci priverebbe’ di un ministro dell’Ambiente (Pecoraro Scanio) che con la creazione indiscriminata di Amp in ogni angolo della costa italiana ha praticamente occupato quasi tutte le possibili aree dove esercitavamo la nostra attivita’ di pescatori in apnea.
Che dire di questa politica che consideriamo ingiusta e dissennata ? Lo ripetiamo e lo ripeteremo fino alla noia e, se sara’ indispensabile, lo urleremo: la pesca in apnea non danneggia l’ambiente e qualche saggio scienziato lo sa e lo dichiara apertamente. A questo proposito, se volete l’opinione di un importante biologo marino che insegna all’universita’ di Lecce, il professor Antonio Terlizzi, andate in edicola e prendete il numero di febbraio di Pesca in Apnea. Troverete una bella intervista di Giorgio Volpe al Prof. Terlizzi e capirete quali e quanti comportamenti equivoci si celano dietro le parole e i fatti di certi ambientalisti che con l’ambiente hanno poco a che vedere e che, invece, strumentalizzano la politica per usarla come palcoscenico per le loro recite a soggetto. Il numero di febbraio di Pesca in Apnea vi aspetta. Buona lettura agli amici di Apnea Magazine. Qui di seguito diamo qualche notizia sui servizi che pubblichiamo.

1) Pag. 20: STRATEGIE / IL MISTERO DEL BANCO (O BRANCO?)di Stefano Navarrini

Per il pescatore e’ un incontro fortunato e ricco di emozioni, ma per i pesci il banco e’ piu’ semplicemente una strategia comportamentale vincente e ricca di vantaggi: dall’offesa alla difesa, dalla facilita’ di procurasi cibo alla riproduzione. Con dietro un grande mistero: ma come fanno migliaia di pesci a muoversi tutti insieme in perfetta sincronia?

‘ Quando un muro di pesce si muove in perfetta sincronia di movimenti quasi fosse un unico immenso individuo, con scatti e cambi di direzione a volte repentini, ma sempre perfettamente in sintonia, quando capita (anche se oggi e’ sicuramente piu’ raro di ieri), prima di sparare vale la pena
di osservare e magari chiedersi quale magia biologica permetta un simile comportamento’
‘ All’interno di un banco non ci sono ne’ vittime ne’ predatori e ogni componente condivide le esigenze primarie del gruppo, che, in omaggio a quanto sopra detto, sono soprattutto quelle di mangiare e quelle di non essere mangiati’
‘ Decisamente piu’ accessibili i banchi tipici del sottocosta, dove se puo’ anche capitare l’incontro con grandi ricciole, la norma ci vede alle prese con barracuda, palamite, salpe, cefali, saraghi e via via fino alle occhiate. Qui l’arma, grandi ricciole a parte, piu’ che di una grande potenza d’impatto, ha bisogno di precisione, anche se la gittata utile resta importante. Il che vuol dire che il fucile deve certo essere lungo e dotato di un tiro utile superiore ai 3 metri, ma che l’asta non deve necessariamente essere pesante’

2) Pag. 28: IL CIRCOLO / A PESCA CON SUB NETTUNO CECINAdi Marco Bardi

Uno spazio dedicato alle societa’ sportive per scoprire quali sono i segreti del successo, le curiosita’, gli itinerari di pesca e i consigli per gli appassionati. In queste pagine presentiamo un sodalizio toscano, esempio di organizzazione e collaborazione, recente vincitore del Campionato Italiano per Societa’.

‘ Qual e’, attualmente, la struttura organizzativa del Sub Nettuno Cecina?
Il comitato organizzatore in carica e’ costituito da piu’ soci: Francesco Bettalli si occupa dei corsi di addestramento Ara, uscite in mare e viaggi; Riccardo Cipolla del bilancio, uscite in mare e viaggi; Franco Righi della segreteria, del bilancio e dei rapporti con il circolo nautico, di cui si occupa anche Claudio Scali insieme alle pubbliche relazioni, promozione e divulgazione. Poi c’e’ Alberto Sforzino, che e’ il responsabile agonismo, corsi di apnea e di pesca. Ci sono poi dei componenti aggiunti: Massimo Barlettani
per i corsi di addestramento Ara e assistenza attrezzature sub; Federico Parenti per i corsi di addestramento, agonismo, pesca sub e scienze ambientali; Giovanni Gasperini per il settore agonismo e pesca sub; Silvio Tonelli per le uscite in mare e viaggi e assistenza attrezzature sub.
‘ Quale e’ il fucile piu’ utilizzato dai vostri soci?
Il fucile piu’ utilizzato durante l’arco dell’anno dai nostri soci e’ l’arbalete da 90 cm, con gomme da 18 mm e asta da 6.3 mm, ma ovviamente ci sono soci che preferiscono soluzioni diverse.
In ogni caso, un’altra buona regola usata da tutti e’ il fucile corto armato di fiocina sempre attaccato sotto alla boa, perche’ da noi e’ abbastanza frequente il suo utilizzo.

3) Pag. 33: LE BELLE IMMAGINI / RITORNO AL MEDITERRANEOdi Alberto Balbi

Il mare e l’uomo: un amore e un confronto dai tempi di Ulisse sino ai nostri giorni, un rapporto a volte semplice e piacevole, altre volte tormentato e sofferto. In queste immagini, l’uomo e’ un grande campione di apnea: Gianluca Genoni.

‘ Il Mediterraneo: mi piace paragonarlo a una bella donna che si lascia scoprire poco a poco e che la magia del momento rende indimenticabile. Questo e’ il Mediterraneo: un mare che ci fa apprezzare la bellezza di un dentice in arrivo, del fluttuare di una gorgonia nella corrente, del verde delle praterie di posidonia solo apparentemente desolate. ´Mare dell’aria e della luceª, come ama definirlo Enzo Maiorca, quello con la ‘M’ maiuscola, che nasconde un pianoro policromo, dal turchese all’acquamarina, in grado di regalare forti sentimenti e candide emozioni’
‘ L’isola, cosi’ chiamata affettuosamente dai locali, rappresenta un paradiso di biodiversita’ e i suoi fondali appaiono incontaminati e d’incantevole bellezza.
Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni (un’ordinanaza della Capitaneria vieta qualsiasi attivita’ entro 200 metri dal litorale), ci siamo immersi con Gianluca Genoni alla ricerca di immagini emozionanti’

4) Pag. 38: AMP / CI DICA, PROFESSOREdi Giorgio Volpe

Abbiamo intervistato il prof. Antonio Terlizzi, biologo marino e docente universitario chiedendogli un parere sull’esclusione dei pescatori in apnea dalle aree marine protette in Italia

‘ La pesca sportiva in generale, e quella in apnea in particolare, non e’ finalizzata all’osservazione, ma alla cattura. Quindi, a rigor di definizione, non rientra nelle attivita’ ricreative descritte nel protocollo. Io non intravedo colpe della Fipsas e della Cmas nell’aver sottoscritto il protocollo. As, le ultime due lettere degli acronimi, fanno riferimento ad attivita’ subacquee, ed e’ a queste che il protocollo si riferisce. Se qualcuno vede il protocollo come un atto formale che esclude definitivamente la pesca in apnea dalle amp, o lo fa in malafede o agisce con superficialita’ o, probabilmente, non conosce nemmeno il contenuto del testo’

5) Pag. 43: TATTICA / MEGLIO L’ALBAdi Alessandro Martorana

Le primissime ore del mattino, ci offrono, in ognistagione, numerose possibilita’ di cattura, sia per il comportamento delle prede che per la luce. L’importante e’ entrare in acqua quando il buio sta ancora scomparendo’

‘ Ma l’alba non significa solamente poter contare su prede meno smaliziate e ancora poco nervose. Il vero e magico segreto delle prime ore di luce affonda invece le sue radici in un’altra certezza.
Le prime ore del giorno, infatti, sono generalmente quelle in cui la quasi totalita’ delle nostre potenziali prede ama dedicarsi alla loro principale attivita’: nutrirsi’
.., Le spigole all’alba si aggirano circospette tra un’insenatura e l’altra alla ricerca di lattarini e altri piccoli pesci da catturare, non disdegnando i tratti di fondale ribollente di risacca intorno agli scogli affioranti, in cui possono piombare sulle loro prede assordate dal rumore del mare che frange e ignare dell’insidia che si cela tra le nuvole lattiginose di bollicine’
‘ Le grandi estensioni di grotto, presenti un po’ ovunque nella nostra penisola, sono anch’esse ottimo territorio di caccia per il pescatore che decide di uscire all’alba’

6) Pag. 48: RACCONTO / INAUGURAZIONE FORTUNATAdi Marco Bardi

Ci sono strane coincidenze che fanno riflettere. Ecco cosa puo’ accadere durante il collaudo di un fucile’

‘ Il collaudo non e’ mai una prova semplice, sarebbe troppo facile e alla portata di chiunque. Nel caso di un nuovo fucile da collaudare c’e’ da verificare l’assetto, la precisione, il brandeggio e tutto quanto possa essere riscontrato a un primo esame. Dopo questa prima fase, l’azienda passa a una produzione limitata di una campionatura da collaudare in modo approfondito nell’arco di un piu’ lungo periodo’
‘ ´E’ giunto il momento di pescareª, mi dissi con soddisfazione, cosi’ almeno potro’ provare in modo pratico il fucile. Sparare a un bersaglio fermo e’ molto diverso dallo sparare a un pesce.
Ho conosciuto molti cecchini sott’acqua, durante la fase di pesca, che poi diventano mediocri tiratori al bersaglio e viceversa’
‘ Scivolai lentamente dietro questa sporgenza rocciosa e mi appostai con la testa alta e il corpo completamente nascosto. Il fucile puntava il largo, dove riuscivo a scorgere solo un colore piatto di acqua che non mostrava imperfezioni nella sua compatta tinta omogenea’

7) Pag. 51: LE NOSTRE PREDE / UN PESCE PER TUTTE LE STAGIONIdi Stefano Navarrini

Se non ci fosse bisognerebbe inventarla, perche’ e’ lei, spesso, a salvare la situazione quando in giro non si vede una coda. Ma anche quando c’e’ movimento, la salpa resta una cattura interessante: per i principianti che devono affinare la propria tecnica, per i pescatori di buon livello che vogliono arricchire il carniere e anche per gli agonisti in gara quando ogni preda porta punti preziosi.

‘ A ogni ora e in ogni stagione, quando il mare ringhia, arrampicandosi schiumante di rabbia sugli scogli, e quando sbuffa, ormai stanco, ammucchiando sulla costa onde lunghe e ormai morte. Lei c’e”
‘ La poca considerazione di cui godono le salpe, va detto, e’ anche conseguenza del loro scarso valore gastronomico, sul quale, pero’, come sempre occorre fare dei distinguo. Che siamo un po’ viziati non c’e’ dubbio, tanto che sembra non esista altro pesce degno di essere mangiato se non dentici, orate e spigole, e c’e’ chi gia’ tratta il sarago con sufficienza e storce la bocca di fronte a un cefalo’
‘ La salpa e’ giustamente ritenuta un pesce scuola, ovvero una di quelle specie su cui i principianti possono affinare le proprie tecniche, agguato e aspetto in particolare. Non si puo’, in altre parole, considerarla una preda da campioni ne’ si puo’ impostare la propria attrezzatura avendola come principale obiettivo’
‘ Trattandosi di fondali generalmente poco impegnativi, l’aspetto sara’ possibile anche per chi e’ poco allenato o non ha comunque grandi possibilita’ di apnea. Prima di effettuare la capovolta, che sara’ comunque perfetta e silenziosa per non allarmare i pesci, sara’ bene osservare i movimenti del branco, che generalmente alterna momenti di nuoto e di ricerca ad altri dedicati al ‘pascolo”

8) Pag. 56: TATTICA / L’IMPORTANTE E’ ESSERE VELOCIdi Alessandro Martorana

Velocita’ di spostamento, di decisione, di azione e di strategia: qualita’ importanti da coltivare per avere sempre maggiori possibilita’ di cattura con la minore fatica possibile.

‘ Le moderne attrezzature reperibili sul mercato di solito non pongono problemi di questo tipo, essendo realizzate proprio tenendo d’occhio le caratteristiche di penetrazione nell’elemento liquido e cercando, nelle fasi progettistica e costruttiva, di esasperarle il piu’ possibile . L’unica eccezione riguarda la scelta e la gestione della boa segnasub’
‘ Un’altra grande prerogativa del pescatore di successo e’ la velocita’ con cui riesce a prendere la giusta decisione, qualsiasi problema debba risolvere.
Molto spesso, la cattura di una preda particolarmente prestigiosa o il riuscire a ‘risolvere’ velocemente e con esito positivo una situazione potenzialmente pericolosa dipendono proprio dalla bravura del pescapneista nel riuscire a prendere la giusta decisione in pochi attimi di riflessione’
‘ Un esempio: abbiamo appena colpito una grossa cernia che si e’ profondamente nascosta in una tana particolarmente articolata, ancorandosi dietro un angolo di roccia. In questo modo, il grosso serranide, oltre a impedirci di vederla, rende inutile qualsiasi nostro vano tentativo di strapparla dal suo rifugio semplicemente agendo sulla sagola dell’asta’

9) Pag. 60: EQUIPAGGIAMENTO / UN MONDO DI PIOMBOdi Stefano Navarrini

Imprescindibile compagno delle nostre immersioni, il piombo, un tempo limitato alla zavorra da cintura, ha oggi una quantita’ di usi alternativi che rendono piu’ comode ed efficienti le nostre battute di pesca.

‘ Nel piu’ classico degli utilizzi, per bilanciare la spinta positiva della muta vengono utilizzati appositi piombi infilati nella cintura, il cui peso totale, con l’avvento delle mute in spaccato e soprattutto di quelle invernali ad alto spessore di neoprene, e’ diventato imponente’
‘ Nella versione fai-da-te il piombo-pedagno del pallone puo’ essere sostituito da un normale piombo da 500 g, a pera o a piramide (quest’ultimo sul fondo scorre meno), che in fase di spostamento puo’ essere infilato sotto il bordo della muta’
‘ Uno dei piu’ utili piombi ‘speciali’ resta pero’ quello a sgancio rapido, poco adatto al fai-da-te, ma fino a qualche anno fa monopolio di una sola azienda del settore. Il suo uso e’ fondamentale per variare il proprio assetto nel corso di una battuta di pesca, quando magari si passa da un bassofondo a quote piu’ impegnative. Il piombo in eccesso si puo’ agganciare al pallone o alla plancetta ed essere recuperato in caso di necessita”

10) Pag. 64: STRATAGEMMI / I MIEI SEGRETIdi Pietro Milano

Come prendere la decisione giusta in tempi rapidi? E in che modo far si’ che l’apnea si allunghi? nsieme alla passione, per un buon risultato bisogna che scendano in campo piccoli accorgimenti, la gran parte frutto di esperienza acquisita.

‘ Le successive prove di verifica, che servirono per constatare l’effettiva valenza dell’operazione, dimostrarono che in molti casi anche i saraghi piu’ restii, quando spaventati dalle fucilate a vuoto (perche’ ovviamente fuori tiro), si imbucano nella tana che e’ vicina e che gli da’ sicurezza. Anche in queste occasioni non e’ che la cosa sia automatica (sparo e successiva fuga in tana), ma e’ necessario che il pescatore scelga l’attimo giusto e la vicinanza opportuna con uno spacco’
.., E’ capitato di prendere qualche sarago in piu’, ma e’ anche successo di non poter sparare a una spigola o a un dentice che si sono mostrati di fronte nel classico avvicinamento da aspetto: che fare? Sta alla sensibilita’ del pescatore e alla conoscenza del posto se affrontare questa incognita o porsi classicamente’

11) Pag. 68: APNEA / GLI ‘AUTOMATISMI DELL’APNEA’di Roberto Tiveron

Le nostre azioni, quando siamo sott’acqua in apnea, dipendono da una serie di ‘automatismi’ derivanti dall’esercizio e dall’esperienza. Esaminiamone i meccanismi.

‘ Per possedere un ottimo automatismo e’ necessario aver maturato esperienza, e anche tanta! Al contrario, non sarebbe possibile avere degli schemi da utilizzare che si inneschino automaticamente, perche’ verrebbero fuori solo dei riflessi istintivi, che in situazioni delicate e difficili potrebbero non costituire la giusta risposta. Possedere un corretto automatismo richiede grande pratica ed esercizio’
‘ Purtroppo, questo e’ lo scotto che tutti gli amanti della pesca in apnea devono pagare prima di acquisire quegli indispensabili automatismi che permettono di non pensare troppo a che cosa fare nei decimi di secondo in cui si e’ a contatto con la preda. L’esperienza e la maturita’ portano, di conseguenza, ad automatizzare azioni e movimenti gia’ collaudati e vissuti e cio’ delimita la differenza tra coloro che tergiversano quando arriva il momento cruciale e coloro che, invece, agiscono, poiche’ avevano gia’ pensato prima cio’ che c’era da pensare’

12) Pag. 73: RACCONTO / LA RICCIOLA DI STROMBOLIdi Antonio Mancuso

Grinta, caparbieta’ e un’ineccepibile preparazione psico-fisica hanno permesso di concludere positivamente la cattura di un’imponente ricciola di oltre 40 chili, a dimostrazione del fatto che non bisogna mai darsi per vinti.

… Il racconto che segue vede come protagonista uno dei piu’ esperti pescatori in apnea calabresi, Giuseppe ‘Peppe’ Pratico’, in una battuta di pesca effettuata nelle acque limpide e profonde dell’isola di Stromboli, nell’arcipelago delle Eolie’
‘ Sono in acqua gia’ da qualche ora, ovviamente con Giovanni e Gregory, e abbiamo all’attivo, nel nostro carniere, un dotto di circa 3 chilogrammi e una cernia di 4. Decidiamo, quindi, di cambiare sito di pesca, facendo ricadere la nostra scelta sulla Secca di Scirocco, situata a circa 150 metri a sud-ovest di Strombolicchio. La secca, che noi pescatori chiamiamo ‘sommo’, e’ piuttosto impegnativa, in quanto il fondale risale da una batimetria superiore ai -50 metri fino ad arrivare a 23 metri dalla superficie.
‘ Mi ventilo accuratamente e, dopo la capovolta, mi dirigo verso quella che ritengo essere un’ottima zona per l’appostamento. Oriento le pinne in modo da planare nel punto stabilito, sto per nascondermi dietro lo scoglio quando, all’improvviso, eccola! Nuota a circa 3 metri davanti alla punta del mio fucile e posso rendermi conto delle sue reali dimensioni: e’ enorme!…

13) Pag. 78: TECNICA / L’IMPORTANZA DELL’OPERATIVITA’di Roberto Tiveron

Ci sono modi e modi per raggiungere il risultato durante una battuta di pesca in apnea. Quello migliore tiene conto delle piu’ importanti caratteristiche positive, come sicurezza e tranquillita’ in immersione.

… Sapere interpretare l’effettiva operativita’ di un apneista o di un pescatore in apnea non e’, pero’, compito facile, almeno per coloro che non possono contare su un livello di esperienza ottimale: infatti, questo calcolo non puo’ essere fatto unicamente su basi teoriche’
‘ C’era un bel branco di dentici, non enormi ma comunque di peso medio, intorno ai due chili e mezzo, e sembravano abbastanza tranquilli. Pescai vicino al mio compagno ancora per un po’, ma poi realizzai che con il suo fare nervoso, a ogni tuffo faceva allontanare il branco. Quindi, lo avvisai che mi sarei spostato di una cinquantina di metri e che ci saremmo rivisti in barca dopo un’oretta. Effettivamente, quel giorno il branco di dentici era molto tranquillo ed evitando di disturbarli, immergendomi con grande calma, grazie anche alla profondita’ che per me non era eccessiva, nel giro di poco piu’ di mezz’ora riuscii a portare a tiro tre pesci’

14) Pag. 84/91: GUIDA TECNICA

CRESSI SUB/MUTA APNEA: Una muta ben costruita, dotata di buone caratteristiche protettive e caratterizzata da un rapporto qualita’-prezzo assolutamente competitivo. Esternamente e’ foderata, all’interno e’ spalmata con una particolare verniciatura trasparente.

EFFESUB/SCHIENALINO CAMU: La linea Camu si arricchisce e viene completata da uno schienalino che contiene alcune soluzioni tecniche che riguardano la sicurezza e la praticita’.

MAORI SUB/MULINELLO BIG FISH: Un mulinello di grande capacita’, costruito con materiali accuratamente selezionati e che garantisce un valido aiuto nel fortunato caso di ‘combattimento’ con prede da sogno.

OMERSUB/SAGOLE DYNEEMA: Una gamma di sagole di alto livello fornisce nuove soluzioni per la pesca in apnea.

SEATEC/ALETTA 47 HRC: Una parte dell’asta di un fucile che non va sottovalutata, proposta al pubblico con particolari costruttivi e scelta di materiali che la rendono decisamente un prodotto di qualita’.

MAT MAS/AERATORE ECO: Analizziamo un attrezzo nato per il nuoto pinnato, ma che potra’ essere molto utile anche ai pescatori in apnea durante le loro sedute di allenamento in piscina.

15) Pag. 98: DOVE ANDARE / SARDEGNA: SANT’ANTIOCO, UNA META OBBLIGATAdi Marco Bardi

Una delle zone piu’ interessanti della Sardegna sudoccidentale, con ampie cadute rocciose, secche, franate e’ tante sorprese sott’acqua.

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