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Pesca in Apnea N° 49 – Marzo 2007

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La copertina del numero 49 di Pesca in Apnea

ALLORA ESISTIAMO DAVVERO!

Il miracolo e’ avvenuto: si parla di noi e a parlarne non sono gli eterni nemici, quelli ci considerano il male assoluto, ma addirittura la Comunita’ Europea, che con il nuovo regolamento n. 1967/2006 del 21 dicembre 2006, entrato in vigore il 29 gennaio 2007, nel trattare lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo, riconosce la figura del pescatore in apnea con alcune limitazioni che poi sono quelle che gia’ da molto tempo sono proprie della normativa italiana. Puo’ sembrare poco e la nostra gioia nel dare la notizia puo’ apparire esagerata, ma non e’ cosi’, perché questa conferma autorevole, che viene da lontano, mette a tacere tutte le bugiarde cavillosita’ che davano alla nostra attivita’ una valenza fortemente negativa con conseguenti responsabilita’. Esistiamo, dunque, e per raccontare, in sintesi, quello che si dice nell’articolo di Giorgio Volpe (“Ora siamo europei”), che appare sul numero di Marzo del nostro mensile Pesca in Apnea alle pagine 45-48, pubblichiamo qui di seguito la chiusura del pezzo di Giorgio, che ci sembra essere il miglior commento a quanto e’ avvenuto. Seguiranno, come sempre, le presentazioni dei piu’ importanti articoli che appaiono su Pesca in Apnea ora in edicola. Buona lettura a tutti!
Ecco cosa dice Giorgio Volpe:

Occupandomi del tema delle normative che regolamentano (e troppo spesso affliggono) la pesca in apnea, mi ritrovo spesso a dare cattive notizie. Non e’ un segreto che i provvedimenti degli ultimi anni siano stati prevalentemente restrittivi, e in generale posso affermare che spesso la migliore notizia si ha quando… non c’e’ alcuna notizia. In questo caso, pero’, posso finalmente portare una buona nuova al popolo dei pescatori in apnea: il tanto temuto giudizio comunitario sulla nostra disciplina non e’ stato affatto negativo, tutt’altro! La pesca in apnea e’ stata “sdoganata” a livello europeo con due uniche limitazioni: divieto di pesca notturna e divieto di pesca con apparecchi ausiliari di respirazione, a conferma dell’opinione, diffusa prevalentemente all’interno della categoria, che la pesca in apnea resti un’attivita’ altamente selettiva e sicuramente compatibile con le innegabili esigenze di tutela del nostro mare. Adesso che anche l’Unione Europea ha individuato le giuste limitazioni alla pesca con il fucile subacqueo, classificato (e legittimato) come un attrezzo da pesca sportiva, possiamo dormire sonni piu’ tranquilli e guardare al futuro con rinnovata fiducia. Chiaramente, lo scenario e’ in continua evoluzione e se le nuove misure adottate con il regolamento 1967-2006 non daranno risultati apprezzabili, non e’ da escludersi un nuovo giro di vite nei prossimi anni. Sta dunque a noi appassionati dimostrare, con la nostra condotta impeccabile e il nostro senso di responsabilita’, che la fiducia accordata dagli organi comunitari ai pescatori in apnea e’ ben riposta e che la pesca sportiva in apnea non richiede altri e piu’ stringenti “paletti”.

Pag. 22: ALLENAMENTO / COME MI PREPARO PER L’ESTATEdi Marco Bardi

Tra poco inizia la stagione estiva e per chi d’inverno e’ stato pigro o per chi e’ addirittura rimasto fermo, c’e’ bisogno di riprendere l’attivita’ nel modo corretto.

‘ Gia’ con l’allenamento cardiovascolare miglioriamo anche l’elasticita’ alveolare nei polmoni. Inoltre, sarebbe opportuno conoscere anche il metodo di respirazione idoneo a incamerare piu’ aria possibile. Tutti gli esercizi di elasticita’ della gabbia toracica e di respirazione diaframmatica sono perfetti per questo scopo, ma per non sconfinare in un altro argomento molto ampio, quale la respirazione, ci limitiamo a semplificare al massimo l’argomento’
‘ Per molti anni ho interpretato le sedute d’allenamento in modo errato. Pensavo che fosse importante lavorare e faticare.
Solo dopo numerose prove di preparazione sono riuscito a capire che avevo perso tanto tempo inutilmente. Alla fine, grazie ai tentativi, ho capito quale fosse la strada migliore da intraprendere. Ero arrivato da solo e dopo tanti sacrifici a fare quello che oggi si puo’ imparare subito grazie alla didattica. Tutt’oggi sono ancora molti gli appassionati che vogliono prepararsi, fantasticando sedute di allenamento da incursori, oppure molti altri che sperano nella serie personalizzata del “tutto e subito”.
Allenarsi in modo confusionario, in effetti, e’ meglio che non fare niente, ma non per questo si puo’ definire un “allenamento”‘
‘ L’organismo ha bisogno di raggiungere gradualmente la sopportazione delle forti pressioni dell’acqua durante la discesa, non e’ solo un parametro di numeri e di tempi di apnea. Quindi comincio in pochi metri e aumento gradualmente fino a che non mi sento pronto. Solo allora riprendo la consueta attivita’ da dove l’avevo abbandonata nella stagione precedente.
Non dimentichiamo che, mentre si allena il corpo, si deve allenare anche la parte emotiva.
Quindi, una graduale ripresa muscolare deve andare di pari passo con l’abitudine mentale ad affrontare l’apnea’

Pag. 28: DA NON DIMENTICARE / SEMBRANO BANALI MA SONO IMPORTANTIdi Pietro Milano

Una serie di piccoli accorgimenti importanti, che migliorano la sicurezza e la praticita’ dell’immersione in apnea.

‘ Cominciamo da una serie di piombi (cavigliere a sgancio rapido) che non tutti usano, ma che potrebbero essere prese in considerazione dopo avere ascoltato quanto sto per dire. Le cose vanno viste almeno da due punti di vista: sicurezza e idrodinamicita’. Le cavigliere attualmente in commercio si dividono essenzialmente in due tipi: quelle esterne, con clip di tenuta, e quelle di piombo nudo, malleabili, ricavate da una lastra di 7-8 mm di spessore.’
‘ Parlando del pedagno, un accoorgimento intelligente ma poco usato e’ quello di utilizzare un grosso moschettone che si aggancia direttamente alla cintura e che, all’occorrenza, diventa pedagno (per il peso intrinseco) se viene abbandonato sul fondo collegato alla sagola del pallone. La soluzione ha senza dubbio il pregio della semplicita’ e della sicurezza. Di contro, c’e’ il costo elevato del moschettone d’acciaio inox di grandi dimensioni, che e’ possibile reperire presso i negozi di articoli nautici’
‘ La prima lunghezza della sagola, quella prossima al pallone, e’ meno importante e si puo’ utilizzare senza problemi la treccia di poliestere, che e’ galleggiante ma di robusta fattura. Per le altre tecniche di pesca non occorrono altri accorgimenti, quindi si puo’ impiegare quanto abbiamo fatto per l’aspetto. Sembrerebbe una banalita’, ma quando si pesca a varie profondita’, c’e’ sempre il problema di accorciare e poi, successivamente, allungare la suddetta sagola’

Pag. 32: OBIETTIVI / SE LA PREDA E’ OVERSIZEdi Alessandro Martorana

Nelle nostre battute di pesca puo’ capitare di imbattersi in pesci molto piu’ grandi del normale. Cosa fare in queste occasioni? Innanzitutto, controllare le emozioni. E poi sapere che, talvolta, le nostre prede cambiano comportamento.

‘ Puo’ sembrare scontato, eppure e’ proprio quando ci imbattiamo in una preda particolarmente prestigiosa che dovremmo inserire il turbo della concentrazione e fare ancor piu’ attenzione a quello che facciamo e a come ci muoviamo. Questo non solo per ragioni “tattiche”, ma soprattutto per impedirci di oltrepassare inconsciamente i nostri limiti personali, andando cosi’ a infrangere l’invisibile bolla di sicurezza che dovrebbe sempre circondarci…
‘ Anche per i saraghi, pero’, possiamo adottare la stessa riflessione. Gli esemplari piu’ corpulenti, specie quando ce li ritroviamo tra quattro pareti di roccia all’inizio dell’estate, sono infatti molto spesso i piu’ tranquilli e meno smaliziati. In acqua libera, invece, la musica cambia. I saraghi piu’ grossi sono infatti di solito i meno facili da catturare, arrivando all’aspetto per ultimi e concedendoci solo qualche attimo per tentare il tiro’
‘ Le spigole piu’ corpulente hanno invece la particolarita’ di offrire una reazione quasi inesistente alla freccia che le ha colpite: piu’ la spigola e’ grande e piu’ possibilita’ avremo di vederla accasciarsi come uno straccio dopo averla centrata, anche in zone non particolarmente vitali. Anche dal punto di vista dell’avvicinabilita’, molto spesso le spigole di maggiori dimensioni dimostrano una tranquillita’ e un’arrendevolezza difficilmente riscontrabili in una spigolotta di 700-800 grammi’

Pag. 36: CAMPIONI / SARANNO FAMOSI?di Stefano Navarrini

Quando si entra nelle competizioni internazionali e il confronto si fa duro, oltre alla tecnica e all’esperienza serve anche la potenza atletica, e qui a volte l’eta’ si fa sentire. Per questo, pensando al futuro della nostra nazionale, la Federazione ha fatto nuovi programmi.

‘ Eccoci, allora, alla base della nostra riflessione. Stefano Bellani, il piu’ titolato fra gli atleti attualmente in attivita’ federale, ha da poco passato la boa dei quaranta. Maurizio Ramacciotti, un altro pezzo pregiato del nostro team azzurro, di primavere ne ha gia’ viste quarantadue, Nicola Riolo e Aldo Calcagno oscillano intorno ai quarantacinque, mentre Fabio Antonini, altro, ahimé, ex punto di forza del nostro team, e’ gia’ in vista della boa dei cinquanta’
‘ A guidare la carica dei rampanti potrebbe essere Daniele Petrollini, che giovanissimo non e’ neanche lui (34 anni), ma che puo’ ancora esprimersi al meglio per un intero ciclo della nostra nazionale’
‘ Altro elemento che ha gia’ assaporato la “muta” azzurra” e’ Davide Petrini, che ha avuto modo di dimostrare il proprio talento anche in campo internazionale’
‘ Alle spalle di questi troviamo una seconda fascia di pretendenti, piuttosto affollata, con un mix di nomi nuovi e di vecchie conoscenze, e dov’e’ difficile fare graduatorie anche solo a volersi basare sui risultati. Giorgio Sirchia, ad esempio, e’ uno che la nazionale l’ha gia’ conosciuta, cosi’ come Ottavio Micalizzi’

Pag. 40: LA BARCA DEL PESCATORE / IL GOMMONE IDEALEdi Pietro Milano

Il gommone e’ la migliore barca per il subacqueo e per il pescatore in apnea. Ma quali caratteristiche deve avere quello che puo’ servire meglio per la pesca subacquea? Ecco come la pensa l’autore di questo articolo alla luce della sua lunga esperienza.

‘ Il primo presupposto indispensabile e’ la carena in vetroresina, e su questo punto penso che siano d’accordo quasi tutti, pescatori accaniti o familiari desiderosi di godersi il sole. Le prestazioni, il comfort in navigazione, la resa in velocita’ e la stabilita’ di forma e di progetto hanno ormai convinto tutti quelli che si intendono di cose marine. L’avvento della vetroresina per la costruzione dei semirigidi (definizione piu’ giusta e antesignana di tutte le altre) ha portato a un’enorme semplificazione delle tecniche costruttive e della fedelta’ nel riportare le direttive di progetto sul manufatto’
‘ Con un minimo di quattro gavoni si ottiene un’ottima serie di vantaggi: l’ancora e’ ferma nel suo gavone a prua e non scivola pericolosamente sui paglioli durante la navigazione su acque agitate; le dotazioni sono conservate in un luogo chiuso, al riparo da intemperie e da occhi indiscreti; il serbatoio sotto la consolle e’ riparato dalla pioggia ed e’ ben fisso (specialmente quando il mare e’ mosso)’
‘ A mano a mano che saliamo come lunghezza, aumenta anche tutta una serie di problematiche che sino a 6- 6.5 metri possono essere gestite in prima persona. Dando per scontato che piu’ e’ grande il battello piu’ si sta comodi, e’ altrettanto vero che, superate le suddette dimensioni, l’utilizzo di un carrello per l’alaggio e il varo diventa quasi improponibile all’utenza normale’

Pag. 45: NORMATIVA CEE / PESCA IN APNEA – ORA SIAMO EUROPEIdi Giorgio Volpe

Un passetto in piu’ per il nostro sport, bistrattato da chi non si rende conto delle vere cause del depauperamento ittico del nostro mare. Un regolamento comunitario “fresco di fabbrica” da’ una giusta limitazione all’uso del fucile subacqueo e consente, cosi’, una serena pratica della pesca in apnea, senza assurde costrizioni.

Pag. 52: ATTREZZATURE / SOLUZIONE NEOPRENEdi Alessandro Martorana

Morbido, confortevole, caldo, protettivo. Questo materiale puo’ essere utilizzato in mille modi dal pescatore in apnea, e non solo acquistando accessori gia’ pronti, come i guanti, ma applicandosi in un divertente e distensivo “bricolage” finalizzato a ottimizzare l’attrezzatura da pesca.

‘ Ma quali sono le indispensabili caratteristiche affinché un paio di guanti in neoprene possa essere definito “buono”? Innanzitutto lo spessore del materiale deve essere il minimo indispensabile. E’ infatti perfettamente inutile indossare dei “guantoni da pugilato” per salvaguardare dal freddo le nostre mani’
‘ Anche i calzari non sfuggono alle leggi e ai criteri di scelta che abbiamo finora analizzato per i guanti. La loro ragion d’essere e’ quella di tenere al caldo le nostre estremita’ inferiori, specie nel periodo invernale. In estate possiamo usare semplici calzini di spugna o, ancora meglio, un calzare bifoderato leggero da 1.5 mm. Nella bella stagione, infatti, il loro scopo principale e’ quello di proteggere i nostri piedi dagli urti con il fondale e dalle immancabili escoriazioni prodotte dal contatto tra le pelle e la gomma della scarpetta, contatto amplificato dall’azione di pinneggiata’
‘ Il bermuda in neoprene e’ un attrezzo specificatamente creato per essere utilizzato nella stagione invernale dai tipi piu’ freddolosi che, indossandolo sopra la muta, scongiurano in questo modo ogni infiltrazione d’acqua tra i pantaloni e la giacca. Specie se la muta non ci calza a pennello, e’ infatti sempre possibile, specie quando entriamo in acqua da un’imbarcazione, che fastidiosi rivoli di acqua gelida penetrino all’interno della muta dalla base della giacca, andando pericolosamente a raffreddare proprio una della parti del nostro corpo che dovremo sempre tenere al caldo: i reni’

Pag. 56: STAGIONI / PRIMAVERA DI MAREdi Stefano Navarrini

Sono le acque piu’ fredde dell’anno, ma e’ anche la stagione del primo sole, e per molti e’ il momento di fare pace con il mare. Anche se alla luce delle piu’ recenti variazioni climatiche c’e’ da chiedersi quanto ancora durera’ la primavera.

‘ La pesca in apnea e’ uno sport? Sicuramente si’, e chi pratica uno sport sicuramente ama l’attivita’ fisica a prescindere che sia in mare, in piscina o su un campo da tennis. Questo per dire che, probabilmente, chi sta per tornare in acqua in questo periodo non e’ caduto in letargo durante l’inverno, ma ha continuato a praticare un qualsiasi sport’
‘ Le maggiori attenzioni, pero’, vanno ovviamente dedicate al fucile, che non e’ solo la parte piu’ importante della nostra attrezzatura, ma anche quella piu’ delicata. A prescindere dalla cura posta sull’attrezzo in chiusura di stagione, una spruzzata di Crc all’interno del meccanismo di sgancio per ripristinare la scioltezza dei meccanismi non puo’ fare che bene, un discorso che vale sia per gli arbale’te che per i pneumatici’
‘ Sott’acqua la vita va riprendendo i suoi ritmi abituali anche nel sottocosta, ma anche se diverse specie sono in periodo di riproduzione, la vita sui fondali non e’ ancora esuberante. Un discorso che va tuttavia parametrato in base alle diverse caratteristiche zonali, che in una penisola lunga piu’ di mille chilometri possono variare sensibilmente, ma che possono risentire anche di situazioni locali come le foci dei fiumi, le zone prossime a centri urbani, le isole piu” isolate, e via dicendo. E se le variazioni climatiche geografiche rientrano nel tradizionale e nel prevedibile, vai a sapere cosa ci riservera’ nei prossimi mesi questo clima sempre piu’ pazzo e imprevedibile. Sia quel che sia, in mare ci andiamo lo stesso, intanto per scoprire che alcune specie che hanno rallegrato le giornate dei sub invernali sono ora un po’ piu’ presenti’

Pag. 60: I SEGRETI DI BELLANI / DI TUTTO’ E ANCORA DI PIU’di Stefano Navarrini

La ricerca del “piu'”, adottata sullo scorso numero della rivista, e’ stata un ottimo sistema per stanare segreti e ricordi di Stefano Bellani, tanto da meritare una seconda puntata per conoscere meglio aspetti umani e avventure di pesca di un grande campione.

‘ Certo le competizioni sono sempre piene di imprevisti e a volte basta una stupidaggine per vanificare mesi di preparazione. Ma ci sono anche imprevisti piu’ che prevedibili: ad esempio, gli avversari. Qual e’ stato l’avversario piu’ difficile con cui ti sei confrontato in gara e quello fisicamente piu’ dotato?
Il piu’ forte fisicamente, fra i tanti pescatori italiani e stranieri che ho incontrato, e’ certamente Alberto March, una vera forza della natura. Anche se altri atleti come Gabriele Del Bene o Guerrino Casini, o anche Riccardo Molteni, hanno tutti grandi capacita’ di apnea e forti doti di recupero. Nell’insieme di tutte quelle caratteristiche che formano un campione, tecniche e tattiche, oltre che fisiche, e che in gara ti spaventano veramente, se dovessi pero’ fare un nome direi Pedro Carbonell. Forse fisicamente non era straordinario, ma era ed e’ ancora un grande della pesca in apnea, una vera macchina da guerra: intelligente, furbo, con
uno straordinario fiuto del pesce. Non per niente nipote di uno che con caratteristiche molto simili alle sue ha scritto il proprio nome nella storia della pesca in apnea, e parlo di Amengual’

Pag. 64: PESCA SUBACQUEA AL FEMMINILE / QUANDO SONO LE DONNE A IMMERGERSIdi Luca Bartoli

Se volessimo tracciare un profilo del pescatore ideale indicando quali sono le caratteristiche fondamentali, scopriremmo che queste sono molto piu’ presenti nel sesso femminile che in quello maschile. La donna ha quindi ottime possibilita’ di diventare un’apneista eccellente e una brava pescapneista.

‘ Non stiamo parlando di donne nate dai fumetti dei supereroi, ma semplicemente di donne che, nella loro cultura, hanno sempre avuto l’immersione in apnea come attivita’ quotidiana. Quando mi si chiede se le donne possono praticare la pesca in apnea, la risposta e’ contenuta nella storia di queste straordinarie donne che, oltre alla necessita’ di lavorare per sopravvivere, hanno la passione per il mare e per l’immersione’
‘ Chi volesse avvicinarsi allo splendido mondo della pesca in apnea al femminile dovrebbe innanzitutto capire se l’apnea provoca quella speciale sensazione di benessere e di simbiosi con l’elemento acquatico. In questi casi i corsi di apnea che molte organizzazioni propongono nelle piscine di tutta Italia sono il punto di partenza piu’ corretto’

Pag. 68: PERSONAGGI / PELIZZARI E GENONI: CAMPIONI A CONFRONTOdi Alberto Balbi

I due campioni dell’apnea hanno risposto alle nostre domande su quello che era la loro specialita’ agonistica e che per loro e’ rimasta un’enorme passione ed elemento fondamentale della vita: l’apnea. Ma ci hanno espresso le loro opinioni anche su altro: dal rapporto con la pesca in apnea e con i miti del passato a come come vivono la nuova dimensione pubblica, ai loro sogni nel cassetto. E Umberto e Gianluca si “scoprono” molto diversi.

‘ Cosa pensi dell’apnea agonistica?
Pelizzari: E’ difficile parlare dell’apnea agonistica. C’e’ una federazione che se ne occupa e un organo internazionale – la Cmas -, riconosciuto dal Cio, che ha l’onere di gestirla internazionalmente. Certo, vedere che i migliori apneisti del mondo sono fuori dalle competizioni Cmas induce a riflettere. Credo che ci sia ancora molto da lavorare, anche se penso che la strada sia quella giusta. Non e’ facile educare gli atleti a non andare oltre il limite, ma tutti – scuole, associazioni, allenatori – devono lavorare per migliorare.
Genoni: L’apnea agonistica e i record sono sicuramente un traino per tutto il movimento apneistico, anche se durante le gare e durante le fasi di preparazione si verificano diversi incidenti piu’ o meno gravi e questo non e’ per niente bello, sia per i rischi degli atleti che per l’immagine della disciplina.
Quindi, sono combattuto: se guardo l’apnea agonistica dal punto di vista dell’atleta sono favorevole, mentre dal punto di vista didattico-educativo sono per lo meno dubbioso’

Pag. 72: L’AZIENDA / UNA GIORNATA PARTICOLAREdi Epinephelus

Unica nel suo genere, l’iniziativa della Effesub offre a chiunque la possibilita’ di visitare i propri stabilimenti e conoscere materiali e tecniche produttive. Una breve ma intensa full immersion per conoscere meglio i prodotti che porteremo poi in acqua.

Pag. 75: APNEA / TECNICA E MATURITA’di Roberto Tiveron

Il corpo si allena, ma e’ importante che l’allenamento si mantenga e questa e’ anche una questione di maturita’ e di conoscenze specifiche. Vediamo che cosa fare per conservare immutata una buona forma fisica con una valida pianificazione del da farsi.

Pag. 80: AGONISMO / LE GRANDI GARE DI CAGLIARIdi Gianni Risso

Al Secondo Trofeo del Mediterraneo di pesca in apnea, che si e’ svolto a Cagliari, ha vinto l’Italia, di misura sul Portogallo. Grande successo anche del Trofeo Motomar Sarda.

Pag. 82/90: GUIDA TECNICA

CRESSI-SUB/PINNE REACTION PRO: Un paio di pinne corte, ma di grande contenuto tecnologico. Adatte alla pesca invernale in poca acqua, quando e’ richiesta una grande liberta’ di movimento, sono l’ideale per chi comincia o per chi desidera una pinna multiuso da portarsi in vacanza.

POLOSUB/MIMETICA SPACCATA FODERATA A SPESSORE DIFFERENZIATO 5-3 MM: Una muta mimetica spaccata e con fodera esterna costruita usando neoprene di due spessori diversi, a seconda di dove e’ richiesta maggiore o minore protezione dal freddo. In questo modo si alleggerisce la zavorra necessaria senza comprometterne le caratteristiche di coibenza termica.

OMER/FUCILI CAYMAN: Affascinante e accattivante, la serie Cayman scatena subito la voglia di provare i tre fucili che la compongono. Belli gia’ al primo impatto, trasmettono anche il fascino di un prodotto completo che racchiude molte qualita’.

BEST HUNTER/BORSA PORTAFUCILI CON SCOMPARTI: Una sacca realizzata per contenere e custodire i nostri fucili da pesca. Per ogni fucile c’e’ un suo scomparto “dedicato” apribile con cerniera. Materiali di qualita’ e cura dei particolari sono le altre sue caratteristiche.

MEROU/OGIVE PER ARBALETE: Due serie di ogive per arbale’te: una per elastici tradizionalmente imboccolati, l’altra per elastici che prevedono l’inserzione dell’ogiva al loro interno con successiva strozzatura con Dyneema.

DOVE ANDARE / SICILIA: NELLO STRETTO E DINTORNIdi Antonio Mancuso

Un tuffo fra i relitti dello Stretto di Messina, un mare tra i piu’ affascinanti e misteriosi della nostra penisola, dove troveremo tratti di fondale con il discreto fascino dell’imprevisto.

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