Home » Articoli » Pesca in Apnea N° 46 – Dicembre 2006

Pesca in Apnea N° 46 – Dicembre 2006

| 30 novembre 2006 | 0 Comments


La copertina del numero 46 di Pesca in apnea

Chi vuole amaramente divertirsi navigando dentro una giungla di interrogativi deve leggere sul numero di dicembre di Pesca in Apnea, ora in edicola, a pagina 74 e seguenti, l’articolo di Giorgio Volpe sul fermo biologico che ha per titolo “La nuova frontiera del mare proibito”. Si parla della pesca sportiva, della quale quella in apnea fa parte, e della emanazione, da parte delle autorita’ regionali (Sardegna e Sicilia), di provvedimenti sul fermo biologico. Ecco emergere una grande confusione discriminatoria fra i vari soggetti, addebiti errati sulla pericolosita’ dell’attivita’, proibizioni irrazionali, conflitti sull’applicabilita’ delle normative, disordine nelle disposizioni, con il rischio che si creino delle difformita’ di intervento delle autorita’ per situazioni assimilabili. Alla legittima difesa degli stock ittici, la risposta da parte delle istituzioni, per quanto riguarda la pesca sportiva, si esprime con provvedimenti esagerati o sbagliati, certamente confusi e assai spesso survoltati rispetto al danno dal quale ci si vuole proteggere. Infatti, come e’ stato ampiamente dimostrato, l’impatto procurato da questa pesca (e, dunque, anche da quella in apnea) e’ del tutto trascurabile. Il problema del fermo biologico non puo’ che essere risolto con interventi specifici e intelligenti, soprattutto sulla pesca professionale. Tutto il resto rischia di essere uno scomposto blabla’. Vogliamo aggiungere che e’ comunque indispensabile che l’autorita’ che emette provvedimenti in materia abbia la capacita’ di esprimersi in lingua italiana con estrema chiarezza e senza ambiguita’ di linguaggio, allo scopo di evitare equivoci e ripensamenti come e’ accaduto recentemente. Con questa introduzione abbiamo potuto solo sfiorare il servizio di Giorgio Volpe, che, essendo adeguatamente analitico e puntuale, solleva forti dubbi e preoccupazioni. Leggetelo. Ora, di seguito, come ogni mese, i brevi estratti dei servizi che sono pubblicati sul numero di dicembre di Pesca in Apnea, ora in edicola. Buona lettura agli amici di Apnea Magazine.

Pag. 18: AGONISMO / CHAMPIONS LEAGUE ASTYPALEA 2006di Marco Bardi

Un’isola di altri tempi e tanti campioni hanno dato vita all’entusiasmante quinta edizione della Champions League in Grecia.

‘ E cosi’ e’ giunto il momento della prima giornata di sei ore di gara. Tutti i partecipanti fremono perche’ un forte vento opposto a quello dei giorni precedenti rischia di compromettere il primo campo
di gara, la zona a nord-ovest dell’isola. Improvvisamente, pero’, si parte per il centro campo di gara, dove tutto avra’ inizio all’orario prestabilito. Quasi tutte
le imbarcazioni si dirigono verso la zona dove era previsto il maggiore affollamento, ovvero una punta vicino a un isolotto dove il fondale e’ formato da grandi agglomerati rocciosi e numerose risalite mozzafiato’
‘ Al termine, non ci sono dubbi: i vincitori sono i componenti di Italia 1 (Riccardo Molteni, Renzo Mazzarri e Natalino Giulianetti), che anche nella seconda giornata hanno costruito un carniere spettacolare con tre dentici, due barracuda e diversi saraghi. Vittoria piu’ che meritata, con due ottime prestazioni da incorniciare e un totale di trentaquattro prede valide. Al secondo posto, con merito, la squadra di Malta, composta da Borg, Saliba e Buttigieg, con ventidue prede valide, di cui una sara’ la preda piu’ grande della gara. Al terzo posto, Italia 2 con Bardi e Antonini, che totalizzano ventinove prede valide e due giornate di gara maiuscole. Quarta, Italia 3 con Cascone e Tortorella, che totalizzano ventotto prede per il quarto posto finale’
‘ Qualche squadra si sara’ sicuramente ritrovata in una zona di classifica che non gli competeva, ma, come sappiamo, questa e’ una costante di quasi tutte le competizioni. Cio’ che e’ importante, invece, e’ lo spirito che s’instaura tra vinti e vincitori, che nella pesca in apnea contribuisce a mostrare il lato migliore di questa disciplina’

Pag. 24: TATTICA / APPUNTAMENTO CON IL PESCEdi Alessandro Martorana

In queste pagine cerchiamo di analizzare insieme una delle variabili piu’ rilevanti ai fini della pesantezza del carniere: l’orario piu’ proficuo della giornata.

‘ Spero che tutti voi, almeno una volta, abbiate assaporato le intime sensazioni di pace e calma che avvolgono il mare di primo mattino, quando il sole non e’ ancora completamente divenuto il disco di fuoco che ci riscaldera’ nel corso della giornata. Sembra che l’intero creato abbia aspettato in silenzio questo magico momento per ridestarsi al nuovo giorno dopo una notte passata in completa immobilita’. Sembra’
‘ Non tutti, pero’, sono disposti a sobbarcarsi un’alzataccia a ore antelucane, preferendo invece svegliarsi con comodo e recarsi a pesca in assoluta scioltezza, assaporando l’intera giornata di mare con piaceri e sensazioni da vero buongustaio marino e devo dire che anch’io sono tra questi ultimi. Di solito, non abitando nelle immediate vicinanze del mare, preferisco partire con calma per poi passare l’intera giornata in mare, badando piu’ a divertirmi pescando che pensare solo ed esclusivamente al carniere’
‘ Le ore centrali della giornata posseggono anche un’altra peculiarita’: il sole alto e perpendicolare sul mare. Questa caratteristica puo’ essere interpretata sia in maniera positiva che negativa, a seconda della tecnica di pesca che decidiamo di attuare. Per la pratica della pesca all’aspetto, ad esempio, il sole alto e luminoso rappresenta un parametro negativo, in quanto permette alla preda in avvicinamento di smascherare la nostra insidia con piu’ facilita”

Pag. 28: I MAESTRI DELLA PESCA / IL BELLO DEL TORBIDOdi Stefano Navarrini

Non tutti possono avere sotto casa un mare limpido e una costa piena di ridossi, per cui spesso occorre adattarsi a pescare anche con mare mosso e acqua torbida: una situazione forse poco piacevole, ma spesso foriera di soddisfazioni. Per saperne di piu’ ci siamo rivolti a Davide Petrini, uno specialista in materia.

‘ L’acqua torbida e’ spesso scoraggiante e, se ci uniamo le temperature invernali, il rifiuto puo’ diventare totale: come fai a mantenere l’entusiasmo anche quando le condizioni sono negative?
Probabilmente e’ una questione di abitudine, che a poco a poco porta a una precisa forma mentale. A volte quello che per una persona puo’ essere deprimente, per un’altra e’ invece esaltante. Personalmente, quando mi sveglio, annuso l’aria e, se sento un leggero vento di scirocco, che da noi equivale a una giornata di brutto tempo, mi esalto, perche’ so gia’ che, dal punto di vista pesca potra’ essere una giornata ricca di soddisfazioni. Devo dire che questa formazione psicologica, forzata e non certo voluta, mi e’ tornata utile anche nell’agonismo. In varie occasioni mi e’ capitato di parlare con altri concorrenti praticamente disperati perche’ l’improvviso cambiamento delle condizioni climatiche rischiava di mettere in crisi tutta la loro preparazione. Ma a parte il fatto che una variazione del tempo, e quindi delle condizioni marine, e’ uguale per tutti, credo che una nuova situazione finisca col favorire chi ha piu’ fiuto del pesce, chi ama pescare improvvisando e senza tanti calcoli, ma anche chi e’ agonisticamente determinato e deciso a impegnarsi allo stremo per ottenere un buon risultato. In un certo senso mi riconosco in un pescatore di questo tipo’
‘ Anche se si pesca in pochi metri d’acqua, quando il mare e’ molto torbido, si fa presto a perdere un segnale: usi mai il mulinello pedagnato per marcare una tana?
Quando si pesca in acqua torbida o nella schiuma bisogna evitare ogni complicazione, inoltre pescando in acqua bassa il problema e’ molto relativo. In altre parole, non uso ne’ pedagni ne’ mulinelli, anche perche’ ho una buona dimestichezza con le mire a terra.

Pag. 32: INCONTRI / STAGE “EFFESUB” 2006di Pietro Milano

Come un team atletico interpreta teoria e pratica dell’azienda, con l’aggiunta di una vera gioia per tutti: la cattura di una ricciola intorno ai 40 chili.

‘ Giovedi’, finalmente, il tempo si e’ ristabilito e si e’ potuta programmare la giornata secondo esigenze e finalita’ aziendali; come luogo di immersione, non potevamo che finire sulle uniche due zone libere dai vincoli legislativi: il fermo e l’area del parco delle Bocche di Bonifacio, ossia la Secca dei Monaci o quella delle Bisce. Considerando alcuni fattori di carattere generale
(dodici-tredici persone in pesca e la vastita’ della secca), ha prevalso la seconda. Nel frattempo, la mattina ci aveva raggiunto Daniele Petrollini, che era stato trattenuto per impegni di lavoro’

L’impresa di Petrollini: una ricciola di 39 kg / Il gigante buono
‘ Si puo’ incontrare una ricciola in vari stadi della sua vita e, quindi, con dimensioni assai variabili.
Ma se fino a qualche chilo di peso e’ una preda come un’altra, se quando si aggira sulla decina di chili comincia a richiedere un’attrezzatura adeguata, a quindici la ricciola vuole che sia adeguato anche il pescatore, a venti e’ una preda da affrontare con la dovuta esperienza sia nel tiro sia soprattutto nel recupero, oltre entriamo in quel meraviglioso mondo dell’imprevisto dove e’ possibile tutto e il contrario di tutto, anche se le qualita’ dell’attrezzatura e del pescatore giocano sempre un ruolo di primo piano’
‘ Soprattutto sulle lunghe distanze, un’asta di questo tipo, che dovra’ necessariamente avere in punta alette doppie, lunghe e robuste, arriva a bersaglio ancora sufficientemente “carica”, la’ dove quella di un arbale’te, pur potente, potrebbe invece non avere la forza di penetrare o, meglio, passare la preda. In caso di asta armata ad arpione, sara’ comunque bene assicurarsi che la presa sulla filettatura sia ben salda e, eventualmente, assicurarla con alcuni giri di teflon’

Pag. 38: SICUREZZA / QUANDO RINUNCIAREdi Alessandro Martorana

Non sempre, quando ci troviamo in situazioni diverse da quelle abituali, vale la pena provare “la novita'”. E dovremmo imparare a dare piu’ ascolto a quelle “vocine” che si insinuano nel nostro cervello e che spesso, saggiamente, ci fanno sorgere dei dubbi’

‘ Nonostante la famosa vocina sia ormai diventata un vocione da Pavarotti, noi, suffragati dal fatto di aver trovato una zona con visibilita’ accettabile, ce ne restiamo granitici ad aspettare, immobili, sul fondo.
Il testone della grossa spigola che ci viene incontro mette definitivamente a tacere la voce della nostra esperienza e ci rende ora assolutamente sicuri di aver fatto bene a entrare comunque in acqua. La spigola e’ a tiro, ma, mentre premiamo il grilletto, ha la balzana idea di girarsi scodando. …
‘ All’ennesimo spostamento decidiamo di seguirli per vedere da vicino qual e’ il loro metodo di pesca e capire, invece, dove noi sbagliamo. L’acqua molto pulita permette di avere una visione molto chiara di come loro si muovano in acqua. I nostri amici praticano la pesca in coppia in maniera molto accorta ed efficace. Ogni volta che uno scende, l’altro rimane in superficie ad aspettarlo e, di tanto in tanto, si scambiano opinioni e impressioni sulla pescata’

Pag. 42: GRANDI GARE / COSA NE PENSI? I PERCHE’ DI UNA SCONFITTA

Torniamo ancora sui Mondiali portoghesi di Sines con le interviste a caldo ai protagonisti e ai dirigenti federali.

MAURIZIO RAMACCIOTTI
‘ Cosa ti ha colpito di piu’ del Mondiale?
Senz’altro il fatto che ci sono molti nomi emergenti e, dunque, bisogna rendersi conto che non si puo’ vivere di rendita, ma si deve cercare di essere sempre al passo con i tempi. Mi piacerebbe vedere volti nuovi anche tra gli atleti italiani, specialmente giovani determinati. Questo e’ uno sport difficile, adatto alle persone che hanno una grande passione e che lo affrontano per quello che vale’
‘ Come sempre accade dopo un risultato non brillante, ci sono state subito delle piccole polemiche e si presume che ci saranno anche dei cambiamenti importanti. Ma cosa e’ successo in Portogallo? Come hanno vissuto i protagonisti questa trasferta? Lo abbiamo chiesto direttamente agli atleti, alle riserve, al capitano e anche ai dirigenti federali che hanno seguito la squadra. Di certo, ogni esperienza e’ sempre positiva, anche quando il risultato non risponde alle aspettative, e quindi qualcosa di buono lo dobbiamo tirare fuori anche da questa trasferta portoghese. Tutti i commenti sono stati raccolti a caldo, appena terminato il Mondiale, e da essi si capisce ancora meglio che qualcosa bisogna necessariamente fare per diventare piu’ competitivi in oceano. Anche se restera’ da comprendere come e quando…

STEFANO BELLANI
‘ Qual e’ stata la tua scelta tecnica?
Durante la preparazione cercavo le zone meno evidenti per evitare di trovarmi in mezzo alla mischia, cercando anche prede piu’ grandi per fare la differenza. Trovate queste zone, ho continuato sulla stessa strada, sperando che il mare non cambiasse all’ultimo momento, come poi invece ha fatto.

Pag. 47: GENOVA PER NOI / IL SALONE DEI RECORDdi Stefano Navarrini

Insolitamente benedetta dal bel tempo, la 46ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova ha segnato una decisa evoluzione di quella che oggi puo’ essere considerata la piu’ bella fiera del mondo.

‘ L’edizione 2006 ha inoltre ospitato la barca piu’ grande mai presentata a Genova (il Maltese Falcon con i suoi 88 m) e il piu’ alto numero mai visto di yacht oltre i 30 metri (34). Poca meraviglia che da tutto questo sia anche scaturito un record di visitatori, che quest’anno ha toccato quota 324.000, dimostrando un interesse e una voglia di barca mai visti prima. Cifre impressionanti, che fanno guardare con nostalgica tenerezza a quel primo salone del 1962 che, forte dei suoi 430 espositori e dei 30.000 mq di area espositiva, si presentava per la prima volta alla nascente utenza diportistica italiana. Oggi il Salone di Genova si estende su oltre 300.000 mq e presenta 2350 barche, per un totale di 1650 espositori: come dire il piu’ grande e spettacolare salone al mondo’

Pag. 51: ACQUATICITA’ / QUANTO SEI SIMILE A UN PESCE?di Antonio Mancuso

Chi e’ predisposto, chi lo e’ meno, chi non lo e’ proprio: il nostro mondo e’ costituito da un variegata schiera di subacquei, ognuno con caratteristiche differenti. E noi a quale di queste categorie apparteniamo?

‘ Volendo descrivere la subacquaticita’, possiamo definire come tale il comportamento fisico e mentale che consente all’apneista di conservare il razionale controllo dei propri pensieri e delle proprie azioni durante le varie situazioni in cui si trova coinvolto in immersione. Andare sott’acqua, in effetti, significa trovare il giusto adattamento a un ambiente completamente diverso da quello a cui i nostri sensi sono abituati. ‘
‘ Dote fondamentale per un apneista, dunque, e’ la sua abilita’ nell’integrarsi con l’acqua: riuscire, cioe’, ad acquisire la giusta capacita’ di comportarsi in maniera acquatica (o subacquatica), facendo in modo di muoversi nell’elemento liquido senza sforzi e, percio’, senza inutili sprechi di energia.
E’ fondamentale, quindi, evitare di contrapporsi all’acqua, per diventarne, invece, parte integrante. Solo in questo modo sara’ possibile diventare un pesce tra i pesci.
Gli spostamenti a nuoto in superficie, la capovolta, la discesa verso il fondo, le azioni che il l’atleta compie durante l’immersione e, infine, la risalita, sono tutti elementi mediante i quali e’ possibile misurare il proprio grado di acquaticita’ e/o stabilire se si e’ piu’ o meno portati alla pratica dello sport subacqueo’

Pag. 55: ASSETTO VARIABILE / GENONI A-141′di Alberto Balbi

‘ Con 141 metri, il campione degli abissi stabilisce il nuovo record di discesa in apnea in assetto variabile e dichiara che questo e’ stato l’ultimo. Continuera’ a vivere il mare e di mare in maniera diversa. Lo abbiamo intervistato.

‘ E’ difficile chiudere la carriera quando sei ancora il migliore del mondo della specialita’. Sei sicuro di non avere, domani, nostalgia e ripensamenti?
Certo, e’ difficile e oggi, quando ci penso, mi trovo addirittura disorientato. Pero’ e’ giusto cosi’:
ci tenevo tanto ad arrivare ai dieci anni e a lasciare un segno positivo in tutto quello che ho fatto. Chiudere con i record non significa chiudere con l’apnea e le immersioni, ma un recordman finalizza la sua vita al raggiungimento di un obiettivo e per questo ci devono essere la giusta testa e le giuste motivazioni. Dopo dieci anni, lo spirito di conquista, sia da parte mia che dei miei assistenti, e’ calato: non ho piu’ ventotto anni, ma trentotto, e i metri sono passati da 106 a oltre 140. Capisci che, per me, trovare la motivazione giusta (la chiave del successo di certe imprese) e’ difficile. Se, poi, conti quanti rischi ci sono per te e per gli assistenti, ti chiedi se ne valga ancora la pena’
‘ A chi devi dire grazie per questi dieci anni?
Temevo questa domanda e ho pensato molto a cosa rispondere: dico grazie a tutti quelli che mi hanno fatto assistenza e mi hanno seguito in questi anni. E’ comunque difficile fare un elenco senza il rischio di dimenticare qualcuno, dagli sponsor all’ultima persona che, in qualche modo, ha contribuito alla riuscita delle mie imprese. Loro lo sanno, mi vogliono bene e mi hanno accompagnato in questo lungo cammino’

Pag. 58: SOTTO L’ALBERO / A PESCA DI REGALIdi Stefano Navarrini

Natale, un momento di magica suggestione, ma spesso, quando si tratta di fare regali, anche un momento di imbarazzo e indecisione. Per un appassionato di mare le cose sembrerebbero piu’ facili, ma in ogni caso, per chi e’ alla ricerca di idee, ecco una panoramica di suggerimenti per tutte le tasche.

‘ Quando il rapporto e’ veramente importante o quando magari il regalo di Natale decidiamo di farlo’ a noi stessi, le cose cambiano e possono salire ancora piu’ in alto. Molti pescatori in apnea hanno ormai integrato nella loro attrezzatura strumenti elettronici di vario tipo, in particolare ecoscandagli e chart-plotter o, meglio ancora, un multifunzione che comprende entrambi. Chi non si e’ ancora adeguato puo’ scegliere Natale per farsi, o farsi fare, un regalo veramente speciale. Le esigenze dei pescatori in apnea in tema di ecoscandagli non sono eccessive, non occorre quindi uno strumento di grande potenza, ma occorrono sicuramente buona leggibilita’ definizione, robustezza e totale impermeabilita’. Tutte doti presenti in modo piu’ o meno omogeneo nei prodotti offerti dal mercato, salvo ovviamente le piccole differenze estetiche e funzionali fra uno strumento e l’altro. Per un ecoscandaglio di base, con trasduttore monofrequenza e schermo Lcd monocromatico, si possono spendere 150-250 euro, cifra che puo’ salire fino a 5-700 euro se parliamo di un ecoscandaglio a doppio trasduttore (50-200khz) con display a colori’

Pag. 62: GRANDI EVENTI / CAMPIONI DEL MONDO!di Alberto Balbi

Il Campionato del Mondo di Apnea della Cmas “minuto per minuto”, in una suggestiva e trascinante intervista a Mimmo Blanda, direttore tecnico della nazionale maschile e femminile. Fatti, aneddoti, curiosita’ e classifiche.

‘ Il cammino sara’ ancora lungo, come dicevamo, gli atleti dovranno imparare ad allenarsi con costanza e ad assimilare quegli automatismi necessari per non incorrere in errori che possano compromettere il risultato, come nel caso di Paola Parenti, affiorata senza abbandonare il testimone.
Complessivamente, per la nostra nazionale, un mondiale da incorniciare’
‘ Ricordiamo che, in base alle regole della Cmas, in questa gara abbiamo potuto vedere atleti che fino a ieri hanno partecipato a competizioni “concorrenti”. E’ il caso, ad esempio, del russo Aleksey Molchanov, figlio di una delle migliori atlete di tutti i tempi, Natalia Molchanova, che difficilmente potra’ ripetere l’esperienza l’anno prossimo: infatti, dal 2007, le federazioni affiliate alla Cmas non potranno permettere la partecipazione dei propri atleti a competizioni al di fuori della confederazione’

Pag. 68: RECORD! / “FROG MAN” METTE UN ALTRO TASSELLO!di Alberto Balbi

Homar Leuci stabilisce, con -51 metri, il primato italiano d’immersione in apnea in assetto costante senza attrezzi, che viene certificato dall’Aida. E’ il primo record italiano di questa specialita’.

‘ La visibilita’ e’ incredibile: basta alzare lo sguardo per vedere Homar avvicinarsi al piattello. Il suo assetto negativo gli permette di rimanere rilassato fino al momento della virata. A pochi metri dal piattello afferra il cavo, raggiunge il cartellino e si gira verso chi gli sta facendo da angelo custode, quasi a ringraziare con un fugace sguardo. Lo seguo per qualche metro per immortalare il suo stile: passate di rana potenti e decise per raggiungere la sua dimensione di uomo terrestre’

Pag. 72: I SEGRETI DI BELLANI / L’ESTATE INDIANAdi Stefano Navarrini

Lo chiamano cosi’, Oltreatlantico, quel magico periodo autunnale in cui il tempo regala splendide giornate dalla luce calda e dorata. Ma in questo periodo d’oro e’ anche il mare, soprattutto il nostro mare, e per i pescatori in apnea si apre il momento fatato della stagione.

‘ Considerando i tuoi numerosi impegni sportivi e lavorativi (ricordiamo che Stefano Bellani gestisce un ristorante a Capraia), alla fine dell’estate dovresti aver solo voglia di riposarti. E’ cosi’ oppure il richiamo della foresta non smette di sedurti?
In realta’, e’ un po’ il contrario. Gestendo un ristorante in estate, soprattutto in luglio e agosto, gli impegni lavorativi mi tengono forzatamente lontano dal mare e pesco veramente poco. Prima e dopo ci sono gli impegni sportivi, durante i quali in preparazione i pesci li guardi solo, e in gara e’ tale la tensione che c’e’ ben poco da divertirsi. Quest’anno, poi, in particolare, c’e’ stato il campionato mondiale in Portogallo che mi ha portato via una ventina di giorni. Alla resa dei conti, quindi, e’ che quando finisce l’estate inizia in realta’ il periodo in cui torno a divertirmi pescando con la tranquillita’ necessaria a godersi il mare’

FERMO BIOLOGICO / LA NUOVA FRONTIERA DEL MARE PROIBITOdi Giorgio Volpe

A proibizioni si sommano altre proibizioni, che, inesorabilmente e in maniera piu’ che discutibile, allontanano i pescatori in apnea dal loro sport. Ecco le ultime novita’ che ci toccano da vicino.

‘ La situazione normativa, come si vede, e’ piuttosto confusa, infatti ci risulta che non tutti gli organi di controllo stiano interpretando il provvedimento in modo uniforme; il fatto che la competente Capitaneria di Porto abbia negato l’autorizzazione allo svolgimento di una gara di selezione sulla base del fermo biologico, pero’, non puo’ certo incoraggiare’
‘ I provvedimenti relativi al fermo biologico 2006 di Sicilia e Sardegna presentano un elemento di novita’ che sembra confermare quanto i pescatori in apnea sostengono da sempre: l’adozione, negli anni passati, di provvedimenti restrittivi nei confronti della pesca subacquea ha segnato solo l’avvio di un fenomeno di proporzioni ben piu’ ampie’

APNEA / APNEA E BENESSEREdi Roberto Tiveron

L’apnea puo’ essere una buona medicina per il corpo e per la mente: ci sono tante situazioni, spesso patologiche, che possono trarne grande beneficio. Ne esaminiamo alcune.

‘ La pratica dell’apnea in tutti i suoi risvolti qualsiasi sia l’applicazione sportiva che se ne faccia, e’ indubbiamente un’attivita’ in grado di offrire grandi vantaggi all’organismo, sia dal lato prettamente fisico sia dal lato mentale. Immergersi in apnea permette a moltissime persone di godere, durante la bella stagione, delle bellezze del paesaggio sottomarino: e’ sufficiente riuscire a trattenere il respiro per pochi secondi per immergersi a un paio di metri sotto la superficie e questo e’ cio’ che fanno coloro che praticano il cosiddetto snorkeling, costeggiando pareti rocciose che cadono in mare o perlustrando bassifondi ricchi di flora e di fauna marine’
‘ Quando si generano dei benefici consistenti a livello fisico, la conseguenza diretta e’ un notevole miglioramento anche a livello psichico: ormai non e’ piu’ un mistero che, quando accusiamo un qualsiasi problema mentale, anche a livello fisico si genera, di conseguenza, uno scadimento generale. Si puo’ fare la stessa considerazione ragionando in maniera contraria.
Per questo motivo sono del parere che fisico e mente non possono mai viaggiare su piste separate, ma, inevitabilmente, dovranno seguire uno stesso percorso che le mette costantemente in relazione’

Pag. 83/90: GUIDA TECNICA

SEATEC/VELA: Un modello di pinne che rende al meglio per le lunghe pinneggiate o nella necessita’ di imprimere al nuoto una spinta decisa. Due le durezze disponibili, sempre dotate di leggerezza e buona elasticita’.

MR-FLAG/ARBAETE TIGER TEAK 120: Un fucile artigianale in legno interamente realizzato con un’essenza robusta e pregiata: il teak. Potenza, precisione e brandeggio sono le sue caratteristiche piu’ evidenti, vediamo insieme le altre.

DESSAULT/MUTA XTEND 6.5: Un sistema di mute spaccate-foderate, composto da ben cinque spessori, ideato e realizzato per rispondere al pescatore in apnea che non desidera fermarsi di fronte alle temperature piu’ basse.

OMER/MOONLIGHT LED: Una nuova tecnologia Led si propone come rivoluzionaria per le lampade da pesca ed ecco la Moonlight Led.

SPORASUB/ARBALETE INSTINCT PRO 100: Un funzionale e ben realizzato fucile a elastici che presenta interessanti soluzioni tecniche, oggetto di migliorie rispetto al modello precedente.

EFFESUB/MASCHERA CAMU: Una grande novita’ nelle maschere studiate espressamente per la tecnica dell’agguato e dell’aspetto: la Camu, che continua degnamente la linea segnata dall’omonima muta e dal boccaglio Air Plus mimetico.

DOVE ANDARE / PUGLIA: LA COSTA DEL SALENTOdi Sandro Congedo

Un itinerario prodigo di sorprese: l’importante e’ sapere dove si va e che cosa si trova, per scartare i punti meno importanti e puntare con sicurezza sulle acque piu’ fruttuose. Tutte le informazioni utili in queste pagine.

Tags: , ,

Category: Articoli, Rivista pesca in apnea, Rubriche

Leave a Reply