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Pesca in Apnea N° 42 – Agosto 2006

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La copertina del numero 42 di Pesca in Apnea

Discutere di morale in questi tempi bui non ci sembra proprio il caso. I troppi “interventi” hanno contribuito a dissociare questo concetto in mille e mille altri “concettini” piu’ per giustificare il nostro agire e le nostre intenzioni che per creare regole e principi. Certo e’ che della morale abbiamo bisogno, perche’ senza non si puo’ vivere, perderebbe senso qualsiasi attivita’. Sul numero di agosto del mensile Pesca in Apnea, ora in edicola , c’e’ un bell’articolo di Stefano Navarrini su quest’argomento. Nel dissertare di morale, bisogna, giocoforza, fare quadrare i conti fra principi astratti e situazioni concrete. Entriamo nello specifico.
Nel nostro caso, il principio astratto e’ la difesa dell’ambiente, che noi non potremmo neppure mettere in discussione, perche’ non esiste al mondo pesca piu’ selettiva della nostra. Nessun pescatore in apnea trae gratificazione dal catturare un pesce sottotaglia e, dunque, il rispetto della selettivita’ diviene un agire naturale. Se il principio morale e’ dunque questo, se ne trae che nel nostro caso esiste un’aderenza perfetta fra principo e attivita’. E se a questo aggiungendosi che ne’ il gesto atletico del pescatore in apnea ne’ l’esigenza di procurarsi il cibo dalla natura in qualche modo offendono l’ambiente, se ne puo’ dedurre che siamo delle figure innocenti quasi serafiche.
Ma non e’ sempre, cosi’ perche’ qui interviene il comportamento pratico del soggetto e spesso le regole che possono sembrare ovvie sono trascurate e possono farci giudicare negativamente.
A questo proposito, Stefano Navarrini traccia un decalogo molto importante in cui vengono segnalate le cose che non bisogna fare per essere a posto con se stessi e con gli altri. Ecco, per ragioni di spazio, solo le prime tre: 1) non tenere mai carico il fucile fuori dall’acqua; 2) non fare inutile sfoggio del proprio pescato; 3) rispettare sempre la distanza di sicurezza dal pallone’ Le altre sette preziose regole le potrete trovare a pagina 52 del numero di agosto di Pesca in Apnea ora in edicola. Per rispettare il principio morale, ma anche per avere l’accortezza di applicarlo nella concreta pratica quotidiana.

Pag. 20: AGONISMO / I CAMPIONI DI FOCE VERDE 2006 di Marco Bardi

L’apnea Team di Roma vince per la seconda volta consecutiva il Campionato Italiano per Societa’.

‘ Alla vigilia del Campionato le aspettative erano buone per via delle ottime condizioni del mare e, tra le squadre favorite, i nomi piu’ gettonati erano quelli dell’Apnea Team di Roma, che, oltre a essere una forte compagine, presenta in squadra Roberto Praiola, che e’ in splendida forma oltre che esperto di queste acque. Tra i favoriti seguiva l’Arco Muto di Anzio, con il prima categoria Volpicelli, ottimo conoscitore di questo mare, a seguire il Foce del Mignone, gruppo gia’ vincitore nell’edizione del 2000 proprio negli stessi fondali, ma naturalmente erano presenti molte altre societa’ piu’ o meno papabili per un risultato di prestigio’
‘ Il giudice di gara, Francesco Lanna, raduna tutti gli equipaggi e dispensa le ultime informazioni sulla gara, poi decreta l’inizio della competizione. Alcuni equipaggi partono di gran carriera verso i propri segnali, mentre altri temporeggiano per studiare la disposizione degli avversari’
‘ Nella seconda frazione accade quello che e’ considerato un limite dell’attuale regolamento: mentre l’Apnea Team ha completato la categoria dei saraghi e non ha molte probabilita’ di catturare altre prede (peraltro assenti da quasi tutti i carnieri), altre squadre cominciano una rimonta sfruttando la loro possibilita’ di catturare ancora i saraghi fino al limite di dieci’
‘ Al termine delle pesature non ci sono dubbi sulla societa’ campione che si riconferma l’Apnea Team di Roma con quindici prede valide, composte da tre specie di cui dieci saraghi, uno scorfano e quattro tordi, totalizzando 14.205 punti’

Pag. 29: GRANDI EVENTI / ANCORA BOSA di Alberto Balbi

Ecco un gustoso “dietro le quinte”: aneddoti, fatti, curiosita’ sul campionato di prima categoria, dal tempo inclemente, che poi si addolcisce, alle varie fasi della gara, con pesci pescati, speranze, delusioni e’ tanto divertimento.

‘Cappucciati e Lo Vicario, campioni si simpatia: i due veterani delle competizioni e amici di vecchia data hanno diviso un appartamento poco lontano da Bosa. Voci di corridoio mormorano di grandi risate e poca tensione pregara e, soprattutto, nobili mangiate di pesce portato dalla Corsica dall’atleta ligure, che proprio in territorio francese ha ultimato la preparazione per il campionato. Anche nei momenti precedenti la gara, tra Capucciati e Lo Vicario le battute non sono mancate, ma poi, durante la competizione, i due hanno utilizzato strategie e punti di immersione totalmente differenti’
‘Durante la seconda giornata, mi sono calato in acqua nella mischia iniziale per fare un po’ di scatti.
In breve mi sono trovato a fare la spola tra De Silvestri e Bellani, che si marcavano a vicenda. Difficile capire chi dei due marcasse l’altro. La verita’ e’ che si controllavano spesso, soprattutto tenevano d’occhio le catture. Tuttavia, i due campioni del team Cressi hanno pescato leggermente piu’ in profondita’, ma la scarsa presenza di pesce non ha permesso a nessuno dei due di bissare il successo del giorno prima’
‘Presenti per i due giorni di gara, il presidente Alberto Azzali e il direttore tecnico della nazionale, dottor Luigi Magno, hanno espresso soddisfazione per lo svolgimento della competizione e per il luogo scelto: infatti, pur essendo Bosa un luogo dove non si sono mai fatti campionati, ha riservato sorprese sia come varieta’ di prede sia come tipologie di fondale’

Pag. 33: PARLIAMONE’ / BRUNO DE SILVESTRI NEL BUIO DI UNA TANA di Stefano Navarrini

Bruno De Silvestri, e’ una delle punte di diamante della nostra nazionale ed e’ un amante della pesca in tana. Con lui abbiamo sviscerato questa sempre fruttuosa disciplina.

‘ E’ possibile pescare in tana con un arbale’te da spetto, ovvero di lunghezza intorno al metro? Quali accorgimenti si possono usare per gestirlo nel modo migliore?
Il mio fucile ideale, quello che uso piu’ di tutti, e’ un 75. Al massimo, per avere un’arma piu’ polivalente arrivo al 90 quando la situazione lo richiede, e questo dovrebbe farti capire quanto mi appassioni la pesca in tana. Anche quando pesco all’aspetto, magari impugnando un 115 e insidiando pesci come dentici, ricciole, barracuda, se non vedo pesci in giro non posso fare a meno di andare a curiosare nel primo buco che trovo. Per questo, fra l’altro, anche quando pesco all’aspetto porto sempre dietro la torcia. Per quanto riguarda la gestione di un lungo arbale’te in tana, certo non e’ facile.
Per abitudine tengo sempre gli elastici sulla prima tacca e carico il fucile al massimo solo quando so di dover fare un tiro molto impegnativo. Tenendo il fucile al minimo ho il vantaggio di non rovinare l’asta sparando in tana e di non farla incastrare malamente, e la potenza e’ comunque sufficiente perche’ riesco ad avvicinarmi molto al pesce. Un sistema per sparare in tana con un lungo arbale’te, magari non troppo lungo, e’ quello di tenere l’impugnatura del tutto arretrata cercando di affacciarmi alla tana contemporaneamente con la testa e la punta del fucile per non allarmare i pesci prima di vederli’
‘Quali possono essere le sorprese, gradite e sgradite, all’interno di una tana?
La piu’ gradita e’ ovviamente quella di trovare la tana piena di pesci, meglio se di diverse specie, soprattutto in gara quando la diversita’ fa punteggio. Una sorpresa gradita e tentatrice e’ quella di trovare nella stessa tana un astice e un branchetto di corvine. Resistere alla tentazione e’ consigliabile non solo perche’ lo dice la legge, che vieta ai subacquei la cattura dei crostacei, ma anche perche’ l’astice ha la prerogativa di tenere molto pulita la tana. Le sorprese piu’ sgradite sono i gronghi e le murene, perche’ al primo sparo, probabilmente eccitati dall’odore del sangue, attaccano il pesce ferito facendo scappare gli altri. Quando mi capita, infatti, sparo sempre per primo il serpente di turno. Con gronghi e murene non ho invece mai avuto alcuna esperienza negativa, anche se so che a qualche sub e’ capitato. A volte mi e’ addirittura successo, entrando in tana, di poggiare la mano sul corpo di una murena, ma e’ stata lei a spaventarsi e a schizzare via’

Pag. 39: TATTICA / SCIPRIRE LA PESCA DI GRUPPO di Alessandro Martorana

Pur essendo la pesca in apnea uno sport generalmente “solitario”, molti di voi apprezzeranno l’esperienza dell’andare a pescare in compagnia, con un gruppo affiatato di amici tra i quali dovra’ necessariamente prevalere la legge della democrazia. Per divertirsi di piu’ e pescare meglio.

‘ Cinque amici, un’auto e un gommone sufficientemente ampio per ospitare tutti a bordo abbastanza comodamente.
Uno entra in acqua qui, due un po’ piu’ avanti, un altro si fa lasciare in quella punta piu’ in fondo e l’ultimo si va a ancorare in quella baietta di ciottoli dove l’onda frange allegramente. Dopo due ore, l’ultimo disancora il gommone e torna al posto dov’era sceso il primo amico, confabula con lui, confrontano le proprie impressioni e, insieme, decidono di impostare la battuta in maniera diversa o vanno a sentire cos’hanno combinato gli altri per cambiare completamente posto o invertire tra loro i ruoli relativi alle tecniche adottate…
‘ Questo e’ solo un esempio delle potenzialita’ della “pescata di gruppo”, potrei citarvene molti altri, ma penso di aver reso l’idea dei lati positivi di questo diverso modo di improntare una battuta di pesca in apnea. Ma, naturalmente, non sono sempre “rose e fiori”. Esistono anche degli aspetti meno funzionali, ai fini della resa della battuta, quando si parte dal porto in parecchi sullo stesso gommone.
Il primo, e il piu’ importante, e’ quello legato alla cattiva interpretazione della tecnica di cui stiamo parlando. All’inizio abbiamo affrontato il tema relativo alla naturale tendenza verso un marcato individualismo del pescapneista. Ebbene, se tale prerogativa rimane presente e costante anche quando ci si immerge in gruppo, tutte le caratteristiche positive di questo diverso modo di intendere la pesca in apnea vanno “a farsi benedire”‘

Pag. 44: CATTURE / INCONTRO CON I PELAGICI di Pietro Milano

Sono quelle specie che si materializzano dal blu profondo e che danno del filo da torcere al pescatore in apnea. Avere a che fare con loro significa avere esperienza, effettuare scelte tattiche impegantive e attrezzarsi adeguatamente.

‘ Sebbene la reazione del pelagico sia potente, questa non e’ quasi mai repentina: dopo un primo momento di intontimento, dove il pescatore lesto puo’ mettere una seria ipoteca sulla vittoria finale (abbracciandola o colpendola con il coltello, come e’ gia’ capitato), la ricciola partira’ con il solito nuoto cercando il fondale per forzare la freccia e romperla. Alcuni pescatori in apnea hanno come abitudine di portare un secondo mulinello in cintura: puo’ essere vantaggioso nel caso in cui si riuscisse ad arpionare un esemplare particolarmente grande’
‘ Il pescatore in apnea che avesse la ventura di imbattersi in una leccia deve ricordare bene alcune cose: la sua reazione e’ molto violenta e anche se e’ un pesce di mole minore, a parita’ di figura, puo’ mettere sotto scacco l’attrezzatura. Per quanto riguarda le mie esperienze, ho notato che, dopo essere stata colpita, esplode in pochissimo tempo tutta la sua riserva di energia, per cui si consiglia, ancora piu’ che per la ricciola, l’uso della tahitiana con doppia aletta’
‘Parleremo invece di un pesce che ultimamente si e’ fatto piu’ presente e con cui l’incontro non e’ piu’ un fatto casuale: il luccio di mare o barracuda mediterraneo (Sphyraena sphyraena). Non so esattamente se lo possiamo considerare un pelagico, anche se comportamento e luoghi d’incontro fanno propendere per il si’, tuttavia sistema di cattura e armi non si discostano dai precedenti’
‘Come tutti i predatori, il luccio predilige le ore crepuscolari e lo si puo’ trovare sia in branchi fittissimi (giovanile) sia isolato (adulto) nei posti piu’ disparati: nelle costiere e nelle secche, dove contende al dentice e alla palamita gli stessi piccoli pesci’

Pag. 50: PUNTI DI VISTA / L’ETICA DI OGGI PER LA PESCA DI DOMANI di Stefano Navarrini

Nel momento in cui l’estate riversera’ in mare un fiume di bagnanti, diportisti e pescatori d’ogni tipo, sarebbe bene dedicare un momento di riflessione all’oggi e al domani della pesca in apnea, per garantire un buon futuro alla nostra passione.

Pag. 55: IN PRATICA / COME ABBINARE LE ATTREZZATURE di Antonio Mancuso

Non sempre quando si e’ giovani e inesperti, si e’ in grado si sapere come mettere correttamente insieme i vari componenti della nostra attrezzatura. Vediamo di chiarirci le idee.

‘I singoli componenti o accessori della nostra attrezzatura, ovviamente, sono concepiti per soddisfare appieno l’uso per il quale il progettista li ha ideati. Preso singolarmente, quindi, ognuno di essi ha specifiche caratteristiche, che ne garantiscono la massima efficacia soprattutto se adoperati in condizioni d’impiego ottimali. Puo’ capitare, tuttavia, che, abbinato ad altre componenti della nostra attrezzatura, l’utilizzo puo’ risultare snaturato, creando, sotto certi aspetti, situazioni paradossali. Una delle problematiche che riguardano i giovani e inesperti pescatori in apnea, quindi, consiste nella corretta valutazione di come accoppiare le varie parti della nostra attrezzatura al fine di riuscire a ottimizzarne l’uso complessivo del nostro corredo subacqueo. Ma quali sono gli abbinamenti “anomali”? Si chiederanno alcuni dei nostri lettori meno esperti. Cercheremo di chiarirci le idee’
‘Per molto tempo si e’ data alla muta la semplice, anche se fondamentale, funzione di protezione termica. Con il passare degli anni, pero’, la muta si e’ perfezionata sia per cio’ che riguarda i tipi di neoprene impiegati sia per il loro spessore’
‘Proseguendo la nostra panoramica a 360 gradi nel campo degli accessori, parliamo, adesso, della cintura di zavorra e del coltello. La cintura di zavorra, per quanto possa sembrare strano, va scelta in funzione delle nostre specifiche esigenze di pescatori in apnea. I requisiti che questo semplice accessorio deve avere non sono certamente indispensabili, ma la sussistenza di alcune qualita’ lo rende decisamente piu’ funzionale’

Pag. 60: CONSIGLI PER CHI COMINCIA / PRIMI PASSI, PRIME EMOZIONI di Stefano Navarrini

Facile da un lato, difficile dall’altro. Per chi si avvicina oggi alla pesca in apnea c’e’ il confronto dei corsi e didattiche contro la difficolta’ di vivere le prime catture. Ma se il germe e’ nato, sappiamo tutti che sara’ difficile farlo morire e a chi deve muovere i primi passi fucile in mano, le vacanze estive offrono tutto il tempo necessario per fare le esperienze iniziali.

‘ Per quanto riguarda il fucile, ad esempio, spesso sopravvalutato come passaporto per carnieri grondanti di pesce, inutile, anche avendone le possibilita’, buttarsi su modelli superpotenti (e anche ultracostosi), che non ci darebbero, come neofiti, alcun vantaggio in piu’. Anzi, un fucile molto potente, sia a elastici che ad aria, richiedera’ per essere caricato uno sforzo e una tecnica che un principiante difficilmente possiede. Inoltre, una volta caricato stressando all’estremo i nostri muscoli, finiremo per centellinare ogni tiro sotto l’ansia di dover ricaricare l’arma’
‘ Altro acquisto tecnicamente ed economicamente importante sono le pinne, cui spesso si addebitano ingiustamente le nostre scarse prestazioni, pensando sempre che se avessimo “quelle pinne la'” anche noi scenderemmo Pelizzari style. La realta’ e’ come sempre piu’ cruda, ma e’ certo che la scelta di una pinna idonea alle nostre caratteristiche facilitera’ l’andamento della pescata’
‘ Una delle principali componenti che portano risultato nella pesca subacquea e’ la capacita’ di mantenere la propria lucidita’ nel momento topico dell’azione. Spesso basta un’inezia per spaventare o allarmare un pesce quel tanto che basta a portarlo fuori tiro, e sott’acqua un’inezia vuol dire un movimento sbagliato, un rumore in piu’ fatto magari picchiando contro uno scoglio, una lampada accesa prima del necessario’

Pag. 65: VITA DI SQUADRA / RADUNO 2006 TEAM OMER

Il raduno del Team Omer quest’anno si e’ svolto a Sant’Antioco, in Sardegna, e come al solito si e’ trattato di un evento da cui trarre utili esperienze.

Pag. 69: NON SCORAGGIARSI MAI / COME AFFRONTARE L’IMPREVISTO di Alessandro Martorana

Problemi di attrezzature, maltempo o strategie di pesca. In ogni momento, anche nel bel mezzo di una battuta, ci si puo’ porre dinanzi a un problema. Ecco qualche suggerimento.

‘Avevamo parlato di “divertirsi in sicurezza” come linea guida della nostra attivita’: ebbene, riuscire a salvare la pescata in corner, grazie a una vecchia pinna orfana della sorella, non vi sembra una “mossa” astuta e, per certi versi, divertente? O pensate, forse, che e’ meglio smettere perche’ le uniche pinne utilizzabili sono un po’ diverse l’una dall’altra?’
‘Anche i problemi di natura squisitamente strategica, che tanto condizionano l’esito di una bella e divertente battuta di pesca, vanno affrontati soprattutto consultando in maniera ordinata e selettiva il nostro data-base d’esperienze, valutando questo o quel file che puo’ essere assimilato a quello di fronte al quale ci troviamo. Inoltre, dobbiamo sempre cercare di attingere il piu’ possibile dalle esperienze dei nostri amici e compagni di pesca, che potrebbero aver gia’ fronteggiato un caso ancora piu’ simile. L’optimum si otterra’, poi, quando, insieme ai nostri amici, arriveremo a creare una sinergia tale da riuscire a confrontare le nostre esperienze incrociandole tra loro e ottenendo cosi’ una casistica ancora piu’ vasta e funzionale’

Pag. 74: I GRANDI DELL’APNEA / GIANCARLO BELLINGRATH: APNEA TARGATA NAPOLI di Giorgio Volpe

Una chiacchierata con un grande nome dell’apnea, un giovane che ha raggiunto livelli importanti per il suo carattere determinato e vincente e, soprattutto, per l’amore che nutre per questo nostro sport.

‘ Quali sono le tue esperienze in ambito agonistico?
Purtroppo non ho avuto occasione di partecipare a molte competizioni di apnea. A Napoli si tenevano corsi, ma non erano finalizzati all’agonismo’
‘Ebbi occasione di partecipare a una gara di allievi a fine corso, dove riuscii a stabilire il miglior tempo in statica, e restai subito affascinato dall’idea di un agonismo in questa disciplina, ma purtroppo ero il solo a volerlo sviluppare. Riuscii, comunque, a organizzare una squadra per partecipare a Coppapnea di Milano, dove guadagnammo il quarto posto in classifica. Questa esperienza mi convinse ancora di piu’ a tentare di sviluppare l’agonismo nella mia citta’, cosi’, al rientro, decisi di organizzare un circolo per poter diffondere l’apnea non solo con l’attivita’ didattica, ma anche con un approccio agonistico’
‘Che rapporto hai con la pesca in apnea?
Ho imparato a fare apnea pescando: sin da giovanissimo andavo a pesca in compagnia di mio padre, che mi ha insegnato i primi rudimenti. Purtroppo, ho poco tempo per pescare, perche’ spesso nel fine settimana esco in mare con i ragazzi dei corsi di apnea o con gli atleti.
Non mi sembra giusta la scelta di proibire del tutto la pesca in apnea nella zona C delle aree marine protette. Un brevetto federale di pesca potrebbe davvero bastare per insegnare cosa, come e quando pescare nella zona C’.

Pag. 78: APNEA / PREVENIRE I RISCHI di Roberto Tiveron

L’approccio all’estate puo’ essere un momento delicato, quando non si sanno valutare situazioni ed eventuali rischi. Ecco una serie di casi per imparare a gestirli.

‘ Una delle regole principali che chiunque voglia immergersi deve conoscere e’ la manovra di compensazione, che ha lo scopo di evitare che la spinta della pressione idrostatica possa nuocere all’integrita’ della membrana timpanica e di tutto l’apparato uditivo. Questa e’ una delle regole principali da rispettare sempre nell’immersione, eppure alcune persone sprovvedute omettono di compensare perche’, spingendosi a 2-3 metri sott’acqua, ritengono la manovra superflua’
‘ Calcolare male la zavorra puo’ significare esporsi a sforzi eccessivi, specialmente quando, senza barca appoggio, essendo entrati in mare da terra, non si ha la possibilita’ di togliere qualche chilo di zavorra dalla cintura. In questi casi ci si potrebbe trovare a operare su batimetriche dove la zavorra richiesta e’ minore a causa della pressione idrostatica, con la conseguenza che a ogni emersione lo sforzo muscolare e il consumo di ossigeno saranno elevati’
‘Nella prevenzione dei rischi legati all’apnea rientra anche la conoscenza e l’interpretazione degli eventi naturali e, in particolare, delle condizioni meteorologiche e della loro influenza sulla zona scelta per le nostre immersioni’

Pag. 82/91: GUIDA TECNICA

POLO-SUB/MUTA MIMETICA SPACCATA 3 MM:Un capo estivo con un mimetismo rivolto al camuffamento del pescatore in apnea su un fondale vario e in tutte le condizioni di visibilita’. Materiali buoni e taglio con comode performature sono le caratteristiche di questa muta su misura.

SEATEC/FUCLILE TORNADO: Nella lunghezza dal 100 al 140, questa serie di pneumatici e’ destinata a chi scende in cerca di prede importanti. I componenti garantiscono infatti potenza e affidabilita’. Di serie vengono montate le nuove aste australiane monoaletta.

SPORASUB/MASCHERA SNIPER: Una bella maschera concepita per incontrare le esigenze di tutti gli apneisti, dal principiante all’esperto, in qualsiasi tecnica di pesca. Silicone, cristallo temperato e policarbonato sono i materiali utilizzati.

ANTOLAS DESIGN/SISTEMA DI OGIVE EUREKA: Un semplice ma funzionale sistema modulare creato per vincolare gli elastici all’arbale’te in maniera comoda e sicura. I kit possono essere usati sia sugli elastici circolari che su quelli tradizionali.

OMERSUB/COLTELLO MINILASER: Il coltello minilaser e’ un classico stiletto da pesca poco ingombrante e studiato per essere posizionato al braccio, ma anche in altre sedi.

PARISI SUB/ARBALETE 106 DOPPIO ELASTICO: Un arbale’te in legno ideato per l’aspetto a prede lontane e difficili. Potente e preciso, questo fucile e’ dotato di doppio elastico e carenato a “osso di seppia”.

SEAC SUB/BORSA APHNEA: Una borsa estremamente capiente e comoda da usare per il trasporto delle nostre attrezzature. I materiali sono di qualita’ e tutte le rifiniture riflettono la luce al buio.

Pag. 98: DOVE ANDARE / LIGURIA: INTORNO AD ALASSIOdi Alberto Balbi

Fra zone di pesca, scorci mozzafiato e lo storico “muretto”: un itinerario poliedrico, per pescatori e non, nell’incantevole Ponente Ligure.

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