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Pesca in Apnea N° 39 – Maggio 2006

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La copertina del n° 39 di Pesca in Apnea

Cari Amici di Apnea Magazine,
il “cappelletto” che normalmente pubblichiamo per presentare il numero di Pesca in Apnea questa volta viene sostituito da una notizia che appare a pagina 18 del numero di maggio 2006 di questa rivista, ora in edicola. Il titolo della notizia e’ “Solidarieta’ con le pinne di Mazzarri” e racconta di un’asta benefica che consente al migliore offerente di acquistare le prime pinne di Renzo Mazzarri. La promotrice e’ l’associazione “Aiutare i bambini”, che sta cercando, in questo modo, di irrobustire finanziariamente un piano per la ricostruzione di una scuola distrutta dallo tsunami nello Sri Lanka. E’ una cosa seria, provate a farci un “pensierino”.
Per il resto, ci sembra che il numero di maggio di Pesca in Apnea sia proprio un bel numero. Buona lettura a tutti!

Solidarieta’ con le pinne di Mazzarri

Nel mese di maggio, per una settimana, il portale ebay (www.ebay.it) ospitera’ la nuova asta di solidarieta’ organizzata dalla fondazione “Aiutare i bambini” Onlus. Saranno messe in palio le pinne del campione mondiale di pesca subacquea Renzo Mazzarri. Si tratta del suo primo paio di pinne, che risalgono a quando aveva quattro anni: sono veri e propri pezzi per collezionisti, un’autentica chicca per gli appassionati.
Renzo Mazzarri, nel 2004 aveva donato alla fondazione “Aiutare i bambini” le “prime pinne della sua vita” insieme con la muta da sub con cui vinse l’ultimo campionato mondiale e cinque poster autografati. Questi ultimi pezzi sono gia’ stati comprati in una precedente asta, raggiungendo una notevole cifra. Restano le pinne, un vero pezzo da collezione.
Con questa nuova iniziativa, la fondazione “Aiutare i bambini” intende raccogliere fondi per il progetto “Ricostruiamo una scuola distrutta dallo Tsunami, villaggio di Payagala – Sri Lanka”. Payagala e’ un povero villaggio di pescatori sulla costa sud-ovest dell’isola: qui il maremoto del 2004 ha portato via quattrocento persone, e la scuola, che si trovava proprio sulla spiaggia, e’ stata completamente rasa al suolo. “Aiutare i bambini” contribuisce a far rinascere la scuola, piu’ grande e solida, ma soprattutto piu’ sicura. Nel maggio 2005 e’ avvenuta la cerimonia della posa della prima pietra e nel febbraio di quest’anno, grazie a uno sforzo notevole, si e’ conclusa la costruzione del piano terra e delle prime classi. Tante cose restano ancora da fare: l’area circostante la scuola va organizzata, messa in sicurezza e ripulita; l’arredamento va completato; i piani superiori sono ancora da costruire. Con il vostro gesto di solidarieta’, le pinne di Renzo Mazzarri, di quando era bambino, diventeranno un prezioso simbolo per aiutare i bambini.
Per informazioni:
Lorenza Zelante e Luisa Bruzzolo, fondazione “Aiutare i bambini” – Onlus, via Ronchi 17, Milano.
Tel. 02/70603530, www.aiutareibambini.it, ufficiostampa@aiutareibambini.it
Per donazioni:
c/c postale 17252206 intestato a “Aiutare i bambini”.

Pag. 22: TATTICA / HOT SPOT: I PUNTI SEGRETI di Alessandro Martorana

Per assicurarsi delle pescate di soddisfazione e l’emozione di trovarsi in luoghi poco frequentati da altri pescatori, l’ideale e’ trovarsi i propri “hot spot”, i “punti caldi”, un po’ nascosti, imprevedibili, da non depredare, ma in un certo senso da “coltivare” per trovarli sempre ricchi di prede.

‘ Ma l'”hot spot” e’ valido sempre e comunque oppure va “visitato” solo con particolari condizioni?
E inoltre, queste particolari zone sono quasi impossibili da trovare in poco tempo oppure ci sono dei sistemi per accellerare l’individuazione, magari quando ci troviamo in vacanza e abbiamo poco tempo da dedicare alla loro ricerca senza buttare giorni e giorni di preziose vacanze?
Vediamolo insieme’
‘ La temperatura e’ ottimale e il pesce dovrebbe venire rasente il fondale. Dieci, venti secondi di aspetto e finalmente arrivano. Sono tanti e dietro ai primi ci sono degli esemplari superbi. I dentici si avvicinano abbastanza facilmente in maniera poco smaliziata, grazie all’assoluta unicita’ dell’hot spot che abbiamo trovato, e una volta di piu’ ci complimentiamo con noi stessi per essere riusciti a lasciarlo sempre quasi incontaminato.
Il dentice di quasi sette chili che si dibatte sulla tahitiana e’ il coronamento dell’avveduto e saggio comportamento che abbiamo sempre tenuto nella frequentazione del luogo’
‘ Anche qui si vede lo “stato dell’arte” del bravo pescapneista.
Un pescatore in apnea puo’ essere dotato di prestazioni fisiche invidiabili, attrezzature di prim’ordine, conoscenza approfondita delle varie tecniche di pesca, ma solo se riesce a valutare e interpretare con velocita’ e precisione la sfera liquida che lo circonda puo’ riuscire a “spremere” il meglio, in termini di catture’

Pag. 27: ATTREZZATURE / INDISPENSABILE MULINELLO di Marco Bardi

Quante volte ci siamo chiesti se usare o meno il mulinello e quali caratteristiche deve avere, che tipo di sagola e come posizionarlo. Analizziamo ogni dettaglio su questo accessorio indispensabile… anche quando non sembra.

‘ In generale, il suo piu’ consueto utilizzo e’ riservato a tutte quelle situazioni in cui si deve lavorare una preda colpita male, che tirando con forza si rischierebbe di perdere lacerandone le carni. Con il mulinello si attenua la trazione e si consente al pesce di rimanere nella sagola dove sara’ piu’ difficile che si lacerino le carni. Subito dopo, conviene doppiarlo con un secondo e definitivo tiro del fucile di riserva’
‘ Un filo morbido si riavvolge molto meglio di un filo rigido: esso non crea effetti “memoria” nel riavvolgimento, prendendo la forma della bobina, e si adatta bene allo spazio disponibile, facilitando quindi il riavvolgimento e, di conseguenza, il rilascio del filo.
Il filo in nylon intrecciato, meglio conosciuto come “sagolino”, di solito e’ il piu’ utilizzato proprio per queste caratteristiche’
‘ Per agevolare il lavoro del mulinello, si consiglia di far passare il filo dall’anellino specifico situato su ogni testata di un fucile. L’anellino lavora come un tradizionale passante di una canna da pesca, favorendo la lavorazione del filo svolto, ed evita, in caso di rottura accidentale del mulinello, che il pesce fugga con asta e filo. Se il mulinello si spezzasse oppure la bobina si staccasse dal corpo del mulinello, l’anellino guida-filo in testata bloccherebbe la perdita della bobina e permetterebbe di riprendere il controllo della situazione’

Pag. 34: PESCI DOC / SPIGOLA: LA MIA PREDA PREFERITA di Pietro Milano

E’ nota come “la regina dell’inverno”, ma cio’ non significa che d’estate non s’incontri: la spigola non conosce stagioni, e’ una preda onnipresente, anche se d’inverno e’ piu’ abbondante. In alcune zone, d’estate si trova il Dicentrarchus punctatus, che differisce dal piu’ noto Dicentrarchus labrax per la livrea punteggiata.

‘ Il pescatore in apnea attento, salvo i casi in cui il tempo e la torbidita’ dell’acqua lo impediscono, non dovrebbe colpire l’esemplare femmina, dimostrando rispetto della natura. Fortissimo predatore, e’ da questa caratteristica che spesso dipende la sua sfortuna: la sua curiosita’ ne fa a volte una facile preda, se non banale. In questi ultimi anni la specie si e’ un po’ rarefatta (per lo meno in Toscana) e le cause penso siano da ricercarsi nella pesca intensiva e nell’appropriazione dei medesimi luoghi da parte del voracissimo pesce serra’
‘ Tuttavia e’ e rimane un rischio dare modo a questa di soddisfare la sua curiosita’, per cui continuo a dare la preferenza al primo. Quando questa appare di muso e’ perche’ e’ stata attirata dalle vibrazioni che il pescatore in apnea ha prodotto, se invece la nostra posizione rispetto al fondo o alla corrente ci fa transitare il pesce di fianco, il tiro, pur rimanendo un colpo difficile per il profilo esile, si semplifica’

Pag. 37: QUATTRO CHIACCHIERE CON’ / FABIO ANTONINI di Stefano Navarrini

Nonostante un palmare’s di tutto rispetto, che ne ha fatto un protagonista assoluto del piu’ recente agonismo, Fabio Antonini non ha minimamente perso la voglia di pescare e di gareggiare. Affiancando la sua grande esperienza a un fisico ancora integro, ma senza dimenticare i suoi impegni familiari e sociali.

‘ Se il buonumore aiuta a prendere pesci, questo e’ certo il segreto di Fabio Antonini, un personaggio che, se non ci fosse, la pesca in apnea dovrebbe inventarlo. Sempre allegro, sempre disponibile, sia con i grandi personaggi del nostro sport che con i giovani che lo assillano di mille domande’
‘ Fabio, praticare la pesca in apnea ad alto livello vuol dire andare in mare almeno tre-quattro volte la settimana, essere spesso impegnati anche la domenica, dedicare all’attivita’ una parte del proprio budget. Tutto questo non si concilia sempre con le esigenze della famiglia: com’e’ la situazione in casa Antonini?
Beh, le cose sono un po’ cambiate con gli anni. Prima potevo dedicare molto piu’ tempo alla pesca in apnea, non solo perche’ gli impegni erano minori, ma soprattutto perche’ le condizioni climatiche erano molto piu’ favorevoli. Ricordo che dalle mie parti gli inverni erano molto piu’ miti, e non parlo del secolo scorso, ma gia’ solo di cinque anni fa. In questo periodo ho visto un cambiamento climatico incredibile. Prima in pieno inverno era possibile uscire anche tre o quattro volte a settimana, e il mare era spesso calmo. Oggi puo’ capitare che passi piu’ di un mese senza riuscire a mettere la testa in acqua. Per quanto riguarda il vero e proprio rapporto con la famiglia, non ci sono mai stati seri problemi, perche’ tutto era stato molto ben chiarito prima. Cioe’ prima di sposarmi, quando spiegai alla mia futura moglie che poiche’ non fumavo, non bevevo, non giocavo a carte, non passavo le mie serate al bar e che avevo un unico vizio chiamato pesca in apnea’ su quello non mi doveva intralciare.
E devo dire che in questo e’ stata splendida, e nella mia famiglia, figlia inclusa, l’armonia e’ totale…
‘ E quale tipo di alimentazione consigli per chi pratica la pesca in apnea con un certo impegno?
Parlando sulla base di quello che mi hanno insegnato i miei preparatori, un’ora o due prima di una prestazione importante sarebbe sempre consigliabile un bel piatto di pasta scondita: e’ un carburante ottimo, fornendo degli zuccheri di facile assimilazione. Sinceramente e’ un consiglio che non ho mai seguito, ma per il resto sono molto attento alla qualita’ dei cibi, cercando di limitare la quantita”

Pag. 41: TATTICA / PRONTI A TUTTO! di Alessandro Martorana

La parola d’ordine e’ pianificare. Pianificare il luogo dove si andra’ a pescare, l’arma da usare, la tattica da adottare. Ma le sorprese possono attenderci dietro l’angolo e qualcosa potebbe essere diversa dal previsto’ Ecco come trasformare un’uscita imprevedibile in una pescata fruttuosa.

‘ La moderna pesca in apnea puo’ essere considerata, piu’ che uno sport, una vera e propria disciplina, questo ormai lo sappiamo molto bene. E proprio perche’ di “disciplina” si parla, per riuscire ad avere successo nella nostra attivita’ abbiamo bisogno, oltre che di un sano entusiasmo, anche di un minimo di dedizione psicologica, consapevoli che sott’acqua in apnea si va piu’ con la mente che con il fisico’
‘ Il fucile ideale non credo che esista. Esistono fucili molto duttili e affidabili e fucili particolarmente dedicati a questa o a quella tecnica di pesca, ma fucili adatti a qualsiasi impiego a 360 gradi non credo ne siano stati ancora realizzati. Va da se’ che, quindi, l’arma piu’ adatta per “quella” pescata e’ quella che, statisticamente, presenta il minore rischio di essere inadeguata alla bisogna. Mi spiego meglio.
Su un pianoro di grotto estivo basso e fessurato, un fuciletto corto armato di fiocina con base in nylon e’ l’arma che, statisticamente, ci mette piu’ al riparo da cappotti e ipoteca in maniera sensibile la realizzazione di un carniere vario e divertente’

Pag. 45: IL PARERE LEGALE / LE LEGGI DEL MARE di Giorgio Volpe

Ogni anno, d’estate, qualche pescatore in apnea vede comminarsi una multa salata che gli fa passare l’entusiasmo per il nostro sport. Conviene, dunque, sapersi destreggiare fra le “nostre leggi”, che a volte non sono proprio fra le piu’ chiare o vengono interpretate dalle Forze dell’Ordine in maniera non univoca a seconda delle aree dove si svolgono i fatti. Cerchiamo di vederci chiaro.

‘ In teoria, e’ possibile utilizzare un’unica boa per segnalare validamente piu’ subacquei, che devono solo avere l’accortezza di restare sempre nel raggio di 50 metri dalla verticale del galleggiante, ma per maggiore sicurezza e’ sempre preferibile che ciascun pescatore si doti di autonomo segnale, anche per evitare che nella concitazione della cattura o in un momento di distrazione uno dei pescatori possa allontanarsi troppo.
Chi si reca sul luogo di pesca con il mezzo nautico di appoggio, invece, deve usare qualche accortezza in piu”
‘ Una sentenza del Tribunale Civile di Roma del maggio 2005 ha addirittura smentito la circolare ministeriale, considerandola contraria alla lettera del decreto e ribadendo che l’obbligo di assistente a bordo del mezzo e’ riferito “semplicemente e generalmente all’attivita’ di pesca subacquea”. L’unico consiglio possibile e’ quello di portare sempre con se’ una copia della circolare, reperibile su Internet, all’indirizzo: www.apneamagazine.com/gfx/circolare.gif Tale circolare vincola sicuramente la pubblica amministrazione e, quindi, anche gli organi di controllo’

Pag. 48: PESCA AL CEFALO / FIGLIO DELLA SCHIUMA di Stefano Navarrini

Facile, difficile, difficilissimo, ma anche squisito o ai limiti della mangiabilita’. Con il cefalo nulla e’ scontato e tutto dipende da dove lo si pesca, fermo restando che per il pescatore in apnea si tratta di una preda onnipresente e sempre divertente.

‘ Il cefalo, o muggine che dir si voglia, e’ pesce prevalentemente d’acqua bassa, a volte bassissima. Non e’ infatti raro trovarlo addirittura in meno di un metro di profondita’, mentre svicola fra le rocce che orlano il bagnasciuga ai piedi di una franata o anche nella schiuma di risacca, quando il mare frange e mette in movimento una quantita’ di microrganismi assai apprezzati dal cefalo, che e’ di base un pesce grufolatore, ma che sotto fame arraffa tutto quel che puo’.
Il termine grufolatore dovrebbe essere autoesplicante, ma per maggiore chiarezza diciamo che si riferisce a un pesce che si nutre “grufolando” sulla sabbia o nel substrato molle alla ricerca dei piccoli organismi di cui si nutre’
‘ Chi ha sulle spalle qualche decina d’anni d’esperienza, ricordera’ che, nei tempi che furono, portare a tiro un branco di cefali con un buon aspetto non presentava alcun problema. Questo puo’ accadere ancora oggi in quelle, ahime’ assai poche, zone non battute dai sub, e non necessariamente solo dai sub pescatori. Nella normalita’ dei casi il pesce pero’ puo’ o non puo’ arrivare, ma spesso arriva quasi per caso, tanto che puo’ essere intelligente mettersi all’aspetto cercando di incrociare il suo ipotetico percorso. Meglio, quindi, se allarmando la nostra preda senza pero’ terrorizzarla, riusciremo a spingerla in una situazione (cala, canalone, frana cieca ecc.), da cui potra’ uscire solo passandoci vicino’

Pag. 53: IN MOSTRA / 14° EUDISHOW: UN SALONE DI RIFLESSIONE di Stefano Navarrini

Il buon successo di pubblico ha messo in secondo piano il momento di stasi che sta attraversando la subacquea nel suo insieme. La pesca in apnea e’ ancora viva, come ha dimostrato l’interesse dei visitatori, ma dormire sugli allori sarebbe un errore.

‘ Specchio di un momento non certo brillante per il settore del tempo libero, di cui la pesca in apnea e’ certo protagonista, la XIV edizione dell’Eudishow ha fuso luci e ombre in quella che in ogni caso resta la grande festa della subacquea italiana. Fianco a fianco con il mondo dei diving e della subacquea ad aria compressa, la pesca in apnea si e’ presentata all’appuntamento genovese con qualche assenza, sintomo di un momento di transizione che siamo certi ritrovera’ entusiasmo fin dalla prossima edizione, prevista dal 9 al 12 marzo del 2007 non piu’ a Genova, bensi’ a Roma.
Chi c’era non ha comunque mancato di riscuotere l’interesse di un pubblico appassionato e comunque assetato di vedere, toccare, valutare, confrontare, sognare. Ammirando le nuove attrezzature, ma anche guardando negli occhi i propri idoli e scambiando opinioni con i tanti personaggi del nostro mondo presenti al salone.
Una rapida panoramica fra gli stand che quest’anno hanno occupato il piano terra e la galleria del padiglione C della Fiera di Genova ci svela novita’ e personaggi che hanno segnato l’edizione 2006 dell’Eudishow.
Nei megastand dei grandi nomi del settore attrezzature’

Pag. 57: PALESTRA/2a PARTE / RIPRESA DI PRIMAVERA di Luca Bartoli

Per non perdere il proprio stato di forma, si puo’ dare continuita’ all’attivita’ fisica anche attraverso esercitazioni a secco. Ovviamente, cio’ necessita di un vero e proprio metodo. Vediamo come si fa.

‘ Da sempre si sostiene che la pesca in apnea si allena con la pesca in apnea. In realta’, studi piu’ recenti hanno dimostrato come questo luogo comune sia dettato solo dalla poca conoscenza delle opportunita’ che un allenamento differenziato poteva dare al pescatore in apnea. Per quanto mi riguarda, ho dovuto cambiare alcune convinzioni, alla luce di interessanti risultati ottenuti negli ultimi anni. In passato si considerava l’allenamento a secco quasi un ripiego forzato per non stare in ozio quando non c’era di meglio da fare’
‘ Tra le varie metodiche di allenamento, quella che maggiormente si addice al miglioramento dell’endurance organica e’ l’allenamento di lunga durata a intensita’ costante. Tale allenamento si esegue utilizzando uno degli esercizi sopra descritti e applicando una intensita’, in termini di carico interno, pari al 75% circa della frequenza cardiaca massima raggiungibile dal soggetto’

Pag. 62: AGONISMO / 5° MASTER CITTA’ DI PALMA: QUATTRO VOLTE MARCH di Jordi Chias

La quinta edizione del Master, che riunisce i migliori pescatori subacquei del momento, ha visto il maiorchino Alberto March aggiudicarsi la vittoria per la quarta volta in una prova che conferisce un po’ di vivacita’ a un calendario invernale piuttosto monotono.

Pag. 64: I SEGRETI DI BELLANI / PESCARE FONDI, PESCARE BENE di Stefano Navarrini

Scendere oltre i trenta metri e’ un gesto atletico alla portata di molti, ma e’ opportuno farlo avendo la capacita’ tecnica e un livello d’esperienza che lo consenta consapevolmente.

‘ Vediamo di capire meglio cosa si riesce a fare a trenta metri di fondo in venti secondi.
Innanzitutto, se parliamo di aspetto, e’ importante capire che l’azione inizia ben prima di raggiungere il fondo. Personalmente, dai 10-15 m in giu’ io non pinneggio piu’ e cerco di arrivare sul fondo con una lenta planata che mi porta direttamente sulla postazione scelta. Di solito, nel caso dei dentici ad esempio, accade che appena i pesci scorgono il pescatore che cala dall’alto tendono a scappare, ma gia’ negli ultimi metri della caduta, se ben fatta, i pesci incuriositi cominciano a riavvicinarsi. E’ di fondamentale importanza arrivare direttamente e con la massima precisione nella posizione prescelta, perche’ nel momento in cui sei sul fondo devi mantenere un’immobilita’ assoluta. I dentici, se sono in giro, arrivano a tiro in una manciata di secondi. A quel punto cerco sempre di non esporre troppo il fucile, tenendolo pero’ gia’ indirizzato verso il punto da cui presumo arrivi la preda, e questo si puo’ capire osservando le reazioni della mangianza’

Pag. 66: COME I COLORI DEL MARE / A PESCA CON LE OMER MIMETICHE di Alessandro Martorana

Piu’ si e’ mimetizzati con il fondale e piu’ l’aspetto diventa vincente. Si puo’ scegliere tra tante soluzioni, ma la parola d’ordine e’ “piu’ mimetici possibile”.

‘ Bastera’ un minimo movimento scorretto o la visione nitida del corpo del subacqueo per far fuggire la preda. Da queste logiche e’ nato il mimetismo subacqueo, che e’ anche una prerogativa naturale di molti pesci sia che aggrediscano sia che si difendano. Nascondersi significa essere poco identificabili e non per forza si deve essere mimetici per farlo, ma nella maggior parte delle occasioni non si hanno nascondigli ideali e allora si escogita qualunque soluzione possibile per non farsi notare troppo, come ad esempio la muta mimetica’

Pag. 69: CAMPIONATI / A MILANO 4a COPPAPNEA di Alberto Balbi

Una bella gara di apnea nelle sue varie specialita’ ha messo in evidenza atleti vecchi e nuovi, nomi noti e giovani leve. Ecco la cronaca di due giornate appassionanti con tanti bei risultati

Pag. 72: IN AZIENDA / AI PIEDI DEL VESUVIO di Stefano Navarrini

Realta’ intermedia fra le piccole aziende artigianali e i colossi dell’industria subacquea, la Merou dimostra come una grande passione puo’ trasformarsi in un’attivita’ di successo. Una produzione curata nel dettaglio, basata piu’ sull’intera linea che su un singolo prodotto, e destinata a un target di livello medio-alto.

Pag. 75: APNEA / ALLENAMENTO ED ESPERIENZA di Roberto Tiveron

Esperienza e controllo attivo del corpo nell’apnea tramite le capacita’ mentali. Ritorna, dunque, il grande ruolo della mente nel coordinare le nostre azioni, coadiuvata dalla esperienza.

‘ L’esperienza, una volta acquisita, difficilmente svanisce completamente: essa resta patrimonio culturale dell’individuo e accresce di volta in volta, immersione dopo immersione, situazione dopo situazione, anche se e’ necessario che poi il meccanismo generale rimanga ben lubrificato, altrimenti di sola esperienza non si vive’
‘ Nell’apnea, colui che comincio’ per primo a praticare e a professare le tecniche di rilassamento e di respirazione fu proprio Jaques Mayol, che ha aperto una nuova via di praticare l’apnea.
Nel numero di aprile 2003 di “Pesca in Apnea” e’ stato pubblicato un articolo riguardante gli esercizi di training autogeno e rilassamento piu’ comuni ed efficaci per un apneista, ma c’e’ un’altra tecnica di autocontrollo molto efficace per poter controllare le proprie azioni e, soprattutto, il proprio gesto atletico: questa sfrutta dei feedback (effetto retroattivo di un’azione o di un messaggio sui promotori dell’azione o del messaggio stessi) sensoriali che arrivano al cervello durante qualsiasi azione’

Pag. 80/87: GUIDA TECNICA

SEAC SUB / ARBALETE X-FIRE 105: Un fucile con affusto in alluminio ma con caratteristiche di rigidita’ simili a quelli in materiali compositi. Realizzato con tecnologie d’avanguardia, l’X-Fire presenta grande equilibrio generale in pesca, precisione e affidabilita’ esemplari.

EFFESUB / CHAMPION 20 GUANTO MIMETICO: Vestibilita’, scelta appropriata di materiali e colori e sensibilita’ sono le caratteristiche salienti del nuovo Champion 20, un guanto che ha la funzione di dissimulare la parte anatomica piu’ in vista.

CRESSI SUB / COMPUTER EDY Sara’ a breve disponibile sul mercato questo nuovo strumento che pensiamo possa soddisfare le esigenze degli apneisti, dei subacquei con bombole e perfino dei sub tecnici. Ha le dimensioni di un orologio e un costo contenuto.

DESSAULT / ASTE CON SPESSORINI EXOCET L’azienda produce e commercializza un tipo di asta universale con elevate caratteristiche di robustezza e penetrazione. Al posto delle tacche ci sono degli speroni robusti e la punta e’ sfaccettata.

BEUCHAT / MASCHERA X-CONTACT: Una maschera di buon campo visivo e volume ridotto. Comoda e confortevole, e’ tranquillamente impiegabile in tutti i tipi di pesca a tutte le profondita’.

Pag. 89: MUOVERSI IN MARE / CONSIGLI PER GLI ACQUISTI di Stefano Navarrini

Gommoni e fuoribordo, un’accoppiata perfetta per il pescatore in apnea che, grazie al mezzo nautico, puo’ notevolmente ampliare il proprio range d’azione. Per una scelta felice e’ bene pero’ tenere conto delle rispettive caratteristiche.

Pag. 93: ARBALETE / IVAN MANCA SI RACCONTA’ di Alessandro Martorana

Parlando con il giovane titolare della ditta Gimansub di Lecce scopriamo cosa c’e’ dietro quei fucili in legno che sono dei veri prodotti artigianali.

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