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Pesca in Apnea N° 35 – Gennaio 2006

| 5 gennaio 2006 | 0 Comments
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La copertina del numero 35 di Pesca in Apnea

Nel rapporto con i lettori di un periodico di settore come il nostro, il successo si misura non solo attraverso la qualita’, ma anche la quantita’, e talvolta avviene che quest’ultima prenda il sopravvento. E quando questo accade, c’e’ il rischio di non riuscire a individuare le differenze.
E’ quello che e’ accaduto con la pubblicazione dei racconti dei lettori. Fin dall’inizio siamo stati sommersi (noi, ma soprattutto “Apnea Magazine” di Giorgio Volpe, che ci ha dato una mano nel promozionare l’iniziativa) da una tale massa di racconti che ci e’ sorto il dubbio che l’input principale, per i nostri lettori, non fosse tanto la pesca in apnea, ma piuttosto scrivere sulla pesca in apnea. Scherzi a parte, con una certa preoccupazione abbiamo visto crescere la pila di racconti che per mancanza di spazio non riuscivamo a pubblicare e si trattava (non sempre, ma abbastanza spesso) di descrizioni emozionanti e di buona qualita’, tali da meritare almeno una segnalazione. Che fare? Siamo stati colti da molti scrupoli e abbiamo dunque deciso di dare spazio agli “arretrati”.
Per questo sul numero di gennaio di Pesca in Apnea (ora in edicola) troverete ben nove pagine dedicate ai racconti dei lettori. Vogliamo fare ora nomi e cognomi, perche’, senza alcuna falsa modestia, ci sembra che, nella loro semplicita’, queste siano in assoluto le migliori pagine che in tre anni di vita siano apparse su Pesca in Apnea: le pagine piu’ pertinenti, quelle che con precisione colgono lo spirito della nostra appartenenza.
Ecco, dunque, i nomi dei lettori/narratori autori dei dieci racconti pubblicati: Roberto Costa, Salvo La Porta, Ugo Demaria, Oscar Saccares, Giovanni Metafuni, Massimo Elzeri, Nicola Mancini, Giacinto Pichierri, Alessandro Notarnicola, Marco Melis. Grazie a tutti di cuore.
Sul numero di gennaio di Pesca in Apnea, oltre a questo servizio, ne troverete molti altri, tutti interessanti e pregnanti il nostro modo di vivere quest’attivita’. Come nel passato, qui di seguito troverete delle brevi note sui temi principali. Buona lettura agli amici di “Apnea Magazine”.

Pag. 20: A PESCA CON’ / IL FUCILE MEDIOdi Marco Bardi

Spesso si tende a cercare nel fucile medio un compromesso adatto a tutto, ma in realta’ quest’arma ha una sua specifica utilita’ anche se talvolta si adatta molto bene a diverse situazioni. Vediamone caratteristiche e tecnica di utilizzo.

‘ Il fucile medio, dunque, permette la messa in pratica di molte tipologie di tecniche, specialmente le piu’ utilizzate, come l’agguato, l’aspetto in bassi fondali e la tana in determinate occasioni.
Prendiamo come esempio i modelli piu’ utilizzati tra i fucili medi, ovvero l’arbale’te dai 75 ai 90 cm.
Spesso ci si trova a decidere a priori su quale modello usare e tutto questo varia dalla visibilita’ dell’acqua e dalla tecnica che si pensa di intraprendere. Ovviamente, chi ha il gommone porta tutto quello di cui dispone e decide direttamente sul posto, ma chi si deve immergere da terra deve decidere a priori. Con l’esperienza, in acqua libera si impara a pescare agevolmente anche con un fucile piu’ lungo del dovuto, nel senso che se ci si trova a brandeggiare un 90 la’ dove sarebbe stato meglio un 75, si riesce a sopperire alla lunghezza con l’esperienza nel muovere e impugnare l’arma. Quindi, nel dubbio, spesso il 90 prende il posto del 75, ma questo vale per gli esperti’
‘ Se, invece, si puo’ incontrare il dentice, in acque torbide, allora il fucile medio puo’ andare bene, perche’ cio’ che perde in distanza di tiro lo si guadagna in velocita’ di brandeggio e di tiro. Il dentice e’ molto rapido nei suoi movimenti laterali e spesso occorre cambiare improvvisamente ma in modo cauto il puntamento, fatto reso possibile solo da un fucile non troppo lungo. Quando, invece, le acque sono molto limpide, il dentice non si avvicina troppo, ma lo si puo’ mirare in anticipo e il fucile lungo acquisisce il vantaggio di sparare piu’ lontano’
‘ La ricciola puo’ essere pescata in modo specifico andandola a cercare sulle secche nelle stagioni ideali oppure la si puo’ incontrare anche casualmente lungo i litorali a caccia di cefali e di occhiate. Nel primo caso la scelta e’ forzata verso un fucile lungo, nel secondo, invece, si tratta quasi sempre dello stesso fucile che si sceglie per tentare la cattura di cefali e spigole, ma cio’ non toglie la possibilita’ di catturare anche un grosso pelagico che in acqua bassa rimane meno lontano dal sub. Concludendo, non e’ affatto controproducente insidiare le prede con un’arma media, pur restando pronti a sostituirla con quella di scorta alla boa. Ecco perche’ esistono tante misure e modelli di fucili!’

Pag. 28: IN ACQUA / FREDDEZZA E OPPORTUNISMO DOTI VINCENTIdi Alessandro Martorana

Freddezza e opportunismo nel prendere decisioni rapide, a volte non piacevoli, ma necessarie per raggiungere l’obiettivo di tornare a terra con un carniere pieno. Ecco in che modo esprimere queste doti, applicandole alle varie tecniche di pesca.

‘ Ma nel titolo di questo servizio, oltre alla freddezza, facciamo riferimento all’opportunismo.
Mi riferisco a quella particolare dote che ogni bravo pescatore dovrebbe tenere sempre ben affilata e affinata, costituita dalla sensibilita’ nel cogliere velocemente e senza tentennamenti non solo ogni singola occasione di cattura, ma anche e soprattutto quei particolari “segnali” che possono indirizzarlo verso questa o quella tecnica oppure verso questo o quello “speciale” posto’
‘ Anche nella pesca in tana un pescatore dotato di una superiore lucidita’ e un istinto opportunista e “rapace” possiede sicuramente una marcia in piu’ degli altri.
Riuscire a valutare da una miriade di piccoli “segni” qual e’ la tana abitata, scartando tutte le altre, a un esame poco approfondito puo’ sembrare una “botta di fortuna”, ma se cio’ avviene quasi sistematicamente, allora si tratta di qualcos’altro’
‘ Anche nella pesca in caduta freddezza e opportunismo sono quanto mai preziose e redditizie.
Riuscire a cogliere al volo l’occasione offerta da un bel pesce affacciato alla sua tana o intento a banchettare sul fondo, piombargli sopra prima che si renda conto del nostro arrivo o, quantomeno, prima che si accorga di cio’ che siamo e quanto gli siamo arrivati pericolosamente vicino, e’ una bella “prova d’esame” che inorgoglisce’

AMBIENTI DI PESCA / NEI BASSIFONDI DEL MAREdi Stefano Navarrini

Non e’ una tecnica legata all’inverno, ma in questa stagione occorre fare di necessita’ virtu’ e la pesca a basso fondale diventa la palestra in cui mettere in mostra tecnica ed esperienza.

‘ In effetti, nella stagione delle ombre lunghe l’unica consolazione e’ che anche chi dorme e’ probabile che i pesci li prenda lo stesso. Infatti, non c’e’ alcun bisogno di svegliarsi all’alba, perche’ le ore migliori per pescare sono spesso quelle del sole alto. Inoltre, c’e’ un fattore che di anno in anno cambia le carte in tavola offrendo l’emozione dell’imprevisto: la tropicalizzazione’
‘ Se dai punti di vista fisico e prestazionale la pesca in acqua bassa e’ accessibile a tutti, dal punto di vista tecnico – ovvero, in definitiva, per riempire il portapesci – servono comunque esperienza e buona conoscenza del comportamento dei pesci. Qualunque sia la tecnica prescelta, data la situazione, si avranno comunque risultati migliori pescando in condizioni di mare mosso o anche durante la scaduta che segue una mareggiata’
‘ Le basse profondita’ consentiranno un’ottima gestione dell’apnea, quindi la facilita’ di sfruttare il percorso usando eventuali ripari e alternando fasi di movimento a brevi aspetti. Un tipo particolare di agguato puo’ poi essere portato addirittura dalla superficie’

TECNICA DI PESCA / MARCO BARDI PER TUTTE LE STAGIONIdi Stefano Navarrini

Non necessariamente quelle meteo, ma anche quelle dei vari campi della pesca in apnea, settore in cui Marco Bardi rappresenta qualcosa piu’ di un campione, spaziando dalla progettazione al giornalismo, dal marketing all’agonismo.

‘ Il Marco Bardi campione aveva mosso i primi passi e gettato le radici per quello che e’ poi diventato: un pescatore in apnea tecnicamente polivalente, caratterialmente determinato, maniacale nella cura e preparazione delle attrezzature. Con un inizio del genere, il passaggio all’agonismo era quasi inevitabile e. dopo aver avuto per maestro Andrea Berardinone, con cui divise 18 mesi di leva in marina, Marco si affaccio’ alle gare’
‘ Oggi, almeno al di fuori delle gare, Marco pesca prevalentemente all’aspetto, che e’ la tecnica piu’ redditizia nel mare che frequenta piu’ spesso, vale a dire la costa del grossetano, isole toscane comprese. “Dalle mie parti e’ l’unico modo per catturare qualche preda, ma in inverno pratico anche l’agguato in acqua bassa, mentre in tana non pesco mai, anche perche’ non ci sono prede da insidiare’
‘ Ma di Marco Bardi, oltre che come campione di pesca, occorre parlare anche come personaggio. Intanto, parlando delle passioni che alterna alla pesca in apnea, come lo judo, di cui e’ diventato un fedele discepolo, e come il suo cane Nando, un pastore corso di ben 55 kg. Vere e proprie passioni e non semplici hobby: “Dopo venti anni di vita controllata, dedicando ogni attenzione solo all’agonismo, adesso mi sento di vivere piu’ intensamente anche altre passioni’

AGONISMO / COME SI ORGANIZZA UNA GARAdi Alessandro Martorana

Quali sono i provvedimenti da prendere sia dal punto di vista burocratico sia da quello organizzativo? Quanta fatica e quanta competenza ci vogliono per allestire una gara? Ecco in cosa consiste il lavoro di un circolo’

‘ Ogni regione organizza un certo numero di competizioni valide per la qualificazione ai Campionati di Seconda Categoria.
Per dare organicita’ alla cosa, e per evitare l’accavallamento di gare nella stessa giornata, si tengono delle riunioni con i rappresentanti dei circoli organizzatori per stilare un calendario di massima che tenga conto anche di tutti gli altri appuntamenti agonistici a cui, potenzialmente, voglia partecipare un atleta in lizza per la qualificazione’
‘ Il primo punto da tenere in considerazione e’ quello che riguarda la sicurezza degli atleti in acqua. Rispettando cio’ che e’ specificato nella Circolare normativa in vigore, dovremo predisporre un adeguato numero di imbarcazioni in grado di fornire assistenza agli atleti con sommozzatori di provata esperienza e capacita’. A bordo delle imbarcazioni, oltre ai sommozzatori, dovra’ essere presente anche personale specializzato in grado di fornire assistenza medica, e un’imbarcazione veloce sara’ “dedicata” al medico di gara’
‘ Questo e’ il momento di tirare le somme. E’ andato tutto bene? Potevamo fare di piu’? Sicuramente qualcosa ci e’ sfuggito e qualcosa non e’ andata del tutto bene e ci ripromettiamo di ricordarcene la prossima volta’

PESCA AGONISTICA GARE SI’ GARE NOdi Giorgio Volpe

Cosi’ si divide l’opinione pubblica e i pescatori in apnea a volte sono visti come degli atleti, altre volte come dei distruttori. In ogni caso, sarebbe il caso di approfondire meglio le gare di pesca in apnea per saperne di piu’ ed essere in grado di dare un giudizio piu’ attento.

‘ Gli atleti non uccidono “per gusto di competizione”, perche’ se si accettasse una visione cosi’ distorta e riduttiva delle competizioni, per coerenza si dovrebbe anche ammettere che tutti i pescatori sportivi, con fucile o senza, uccidono o seviziano (catch and release) i pesci per divertimento. Ridurre il fenomeno della pesca sportiva a una sorta di tiro al piccione, a un rito sanguinario per individui sadici, rozzi e incivili, significa disconoscere la storia dell’umanita’ e rinnegare la cultura del mare di cui gli 8000 km di coste del nostro Paese sono impregnati’
‘ Dando per scontato che la pesca sportiva e’ un fenomeno previsto e regolamentato dalle leggi del nostro ordinamento e che non si discute sul diritto delle persone di trascorrere una giornata di pesca in mare ed eventualmente catturare il pesce da consumare con parenti e amici, possiamo riassumere e integrare i concetti sin qui esposti per cercare di fornire una sintetica visione d’insieme’

RACCONTO DI VIAGGIO / L’INCONTAMINATA REPUBBLICA DELLE AQUILEdi Alessandro Martorana

Sono passati tredici anni, quel tratto di Mediterraneo era un vero paradiso per i pescatori in apnea. Tantissimi pesci ancora “ingenui” e non smaliziati permettevano di riempire carnieri davvero notevoli. Ecco il racconto di una delle prime spedizioni di pescatori subacquei nella Repubblica delle Aquile.

‘ L’acqua era limpidissima e piena di mangianza e cominciammo a pescare tra i 15 e i 20 metri di profondita’. Le immersioni si alternavano e qualche pesce cominciava ad arricchire il nostro carniere, ma non trovammo quella ricchezza di prede che ci aspettavamo in questa particolare condizione. Che strano!
Eppure i presupposti c’erano tutti. L’acqua era calda e pulita e il termoclino praticamente inesistente alle profondita’ in cui pescavamo. Il fondale era fantastico: frane ciclopiche di grandi massi di granito e di basalto si rincorrevano lungo la parete in piu’ punti e di vita ce n’era tantissima. Qualcosa non ci tornava. Eppure questo avrebbe dovuto essere il regno della cernia’
‘ Facevamo a gara nel contare le cernie e nel vedere quanto ci potevamo avvicinare prima della loro fuga; fuga che avveniva, anziche’ verso il mare aperto come nella solida tradizione dei serranidi di casa nostra, verso la battigia. Le cernie che incontravamo in acque libere, una volta ripresesi dallo stupore, correvano tutte a rintanarsi sotto le rocce piu’ vicine alla riva’
‘ Ogni scoglio era una scoperta e ogni caletta incontaminata ci garantiva incontri di grande emozione. Le catture si susseguivano con estrema velocita’ e il Mediterraneo albanese ci fece dimenticare le difficolta’ della pesca in apnea praticata nei nostri mari, sicuramente piu’ sfruttati’

STRUMENTI / GEONAV 4Cdi Pietro Milano

Un palmare polivalente che con le ultime cartine Platinum si pone al vertice della strumentazione elettronica marina. Chiara e leggibile quella terrestre, che con il kit vivavoce ci indirizzera’ non solo sulle secche ma anche nei percorsi stradali.

‘ I waypoints memorizzabili sono illimitati e la loro memorizzazione e’ una delle cose piu’ semplici: questo particolare rende facile l’utilizzo dello strumento, anche da parte di una persona digiuna di ogni minima cognizione tecnica (nel caso potrebbe essere l’amico, la fidanzata o un occasionale barcaiolo che ci hanno accompagnato nella battuta di pesca)…

Scheda tecnica
Schermo Lcd (cristalli liquidi), Tft (visibile in piena luce solare) da 3.5 pollici a colori e retroilluminato. Risoluzione: Pixel 240 x 320. Antenna Gps integrata a 12 canali paralleli con sistema Waas-Egnos per migliorare la precisione. Impermeabile con Standard IPX 7. Portatile. Installazione a pannello o su staffa, carta generale del mondo incorporata. Dimensioni: mm 164x45x85. Connessione Usb, Nmea cartografia Navionics Gold.

PESCA IN APNEA / L’IMPORTANTE E’ PREPARARSIdi Antonio Mancuso

E’ indiscusso che per ottenere buone prestazioni, il pescatore in apnea necessiti di un’adeguata preparazione. Solo in questo modo egli avra’ modo di assaporare appieno le soddisfazioni che questa affascinante disciplina e’ in grado di offrire.

‘ La programmazione all’asciutto di alcune iniziative finalizzate a ottenere il meglio dalla nostra passione puo’ essere lo stimolo che spinge molti di noi ad approfondire la materia e a ricercare momenti di aggregazione. Iniziative che, in poche righe, possono essere sintetizzate nella stesura di programmi di allenamento mirati al conseguimento di uno stato di forma sempre migliore, nell’organizzazione di viaggi mirati alla pesca in apnea, nella preparazione di competizioni sportive di settore e, perche’ no, nella programmazione di serate e convegni dedicati alla nostra disciplina subacquea e, in sintesi, di tutto quanto possa permetterci di ottenere il massimo appagamento dal nostro sport’
‘ Data per scontata la possibilita’ di riuscire a pianificare una buona preparazione atletica, a questo punto non resta che organizzarsi per migliorare le proprie strategie di pesca. Infatti, se un’adeguata base atletica permette di gestire meglio un battuta di pesca sul piano fisico, le giuste strategie sono fondamentali per fare di un buon atleta un pescatore in apnea completo. In tutto cio’, quindi, l’esperienza assume un aspetto importante. Certo, i consigli di pescatori piu’ esperti possono aiutare a crescere, ma e’ l’esperienza acquisita “sul campo” che permette di interiorizzare tutta una serie di situazioni che consentono, poi, all’apneista, di agire con atteggiamenti quasi istintivi nelle piu’ svariate circostanze in cui verra’ a trovarsi nel corso delle successive battute di pesca. Per acquisire l’esperienza necessaria, quindi, e’ indispensabile non fossilizzarsi immergendosi sempre nei “soliti” fondali ed e’ fondamentale non limitarsi ad applicare una sola tecnica di pesca’

APNEA / MUSCOLI E APNEAdi Roberto Tiveron

La pratica dell’apnea richiede un impegno muscolare prolungato, quindi una specifica preparazione. Quali sono i muscoli che intervengono di piu’ in questa disciplina e quali problemi possono essere causati da una loro scarsa efficienza? Come renderli sufficientemente attivi?

‘ Una muscolatura posturale tonica permettera’ anche una migliore capovolta, fondamentale in inverno, quando mute spesse ci fanno galleggiare come sugheri.
Una parete addominale solida facilita non poco il caricamento dell’arbale’te, che riesce cosi’ a trovare appoggio su qualcosa di stabile, che evita lo slittamento laterale del calciolo del fucile e il dolore, a volte eccessivo, che si ripercuote internamente all’addome. E’ importante che anche i pettorali abbiano un po’ di consistenza per garantire appoggio durante il caricamento della seconda tacca dell’arbale’te: e’ meglio, infatti, appoggiare il calcio sui muscoli piuttosto che sullo sterno, che non ha alcuna protezione’
‘ Cominceremo sempre con gli addominali, sia quelli alti sia quelli bassi, cercando di eseguire tre serie di esercizi di venti-trenta ripetizioni ognuna, con un intervallo di due minuti tra una serie e la successiva. Gli esercizi per gli addominali, cosi’ impostati, richiederanno almeno una ventina di minuti per lo svolgimento e il recupero. Passeremo, in seguito, agli esercizi per i dorsali e per i lombari, applicando stessi tempi di esecuzione per ripetizioni serie e recupero. Infine, effettueremo tre serie di venti-trenta ripetizioni per i muscoli pettorali, sempre con le stesse modalita’ di tempi di esecuzione e recupero’

GUIDA TECNICA

OMER: PINNE MILLENNIUM ICE
La pala invisibile di una pinna non e’ piu’ un sogno. Le pale trasparenti Ice della Omer sono invisibili sott’acqua e guardandole la sensazione e’ quella di un sub senza pinne.

EFFESUB: NUOVA MUTA CAMU 55
Qualcosa di veramente nuovo nel mimetismo integrale, una livrea che e’ frutto di un attento studio dei fondali marini e della fattiva collaborazione della ditta fornitrice del materiale.

CRESSI-SUB: GUANTI ULTRA STRECH
Questi guanti, di grande qualita’, sono realizzati in tre diversi spessori. Molto elastici, hanno la prerogativa di proteggere la mano del subacqueo dal freddo e dalle escoriazioni, ma senza intaccare le sue caratteristiche di sensibilita’.

DESSAULT: ELASTICI PER ARBALETE
Questi elastici da 16 mm sono realizzati interamente nella fabbrica francese usando lattice della migliore qualita’. Le loro caratteristiche di potenza ne fanno uno dei piu’ conosciuti e apprezzati prodotti Dessault.

SCL: PALE IN CARBONIO
Un nuovo paio di pale realizzato in sola fibra di carbonio di qualita’, senza l’inserimento di altri materiali nel composito. Grande robustezza e affidabilita’ e buona resa con poco sforzo sono le caratteristiche principali di questo prodotto.

MEROU: ARBALETE CARBON 60
Un piccolo arbale’tecon buone caratteristiche di robustezza e versatilita’. L’affusto in carbonio lo rende assai maneggevole nei meandri del grotto e nella risacca piu’ torbida.

TOTEM SUB: ARBALETE GUIZZO 90
Visto il successo del modello da 80 centimetri, la Totem Sub ha Deciso di produrne uno con maggiori potenzialita’ e con identiche caratteristiche di grande brandeggiabilita’ ed equilibrio.

Pag. 93: DOVE ANDARE / TOSCANA – TALAMONEdi Pietro Milano

Questo itinerario, che dal paese di Talamone giunge fino alla Bocca d’Ombrone, fa parte del complesso naturalistico dei Monti dell’Uccellina, unico e importante. Questi luoghi, che si sono salvati dalla speculazione edilizia (grazie ai lungimiranti proprietari del latifondo), sono meta preferita per tutta la selvaggina che da millenni transita e vive nell’oasi piu’ bella e rappresentativa della Maremma toscana. Grazie a cio’, il posto e’ frequentato da molti naturalisti, che qui ritrovano una natura intatta dove osservare le specie piu’ belle, migratorie e stanziali. Per i turisti che amano questo tipo di vacanza (natura e spiaggia con cucina tipica) sono previsti numerosi sentieri escursionistici lungo il baluardo montagnoso, che comprende alcune vestigia storiche risalenti ai primi del 1200.

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