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Pesca in Apnea N° 33 – Novembre 2005

| 2 novembre 2005 | 0 Comments
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La copertina del numero 33 di Pesca in Apnea

Il numero di novembre di Pesca in Apnea e’ in edicola e, come ogni mese, l’ultima pagina e’ dedicata ai negozi specializzati in attrezzature per la pesca in apnea. Di questi punti vendita, ad alta specializzazione, pubblichiamo su ogni numero una lista ed e’ sottinteso che si tratta di indirizzi preziosi, dove potere acquistare tutto quello di cui si ha bisogno. In questo numero, in particolare, parliamo del negozio Nettuno Sport di Catania con un’intervista al titolare, Carmelo Milone: ne viene fuori un simpatico ritratto. Del tema negozi e negozianti abbiamo parlato numerose volte, perché attribuiamo all’argomento una grande importanza. La figura del negoziante rappresenta la positiva mediazione fra chi produce le attrezzature e chi, per praticare l’attivita’, le acquista e questa connessione e’ il presupposto di un rapporto fiduciario che evita diffidenze e malintesi.
Il commerciante-mediatore, che e’ il penultimo anello della catena (l’ultimo e’ il consumatore), e’ cosciente di avere questo ruolo? Se anche non tutti rispondono in pieno, molti, moltissimi sono coloro che, per trasporto personale o per convenienza, sanno di avere questa responsabilita’. Ma come deve essere strutturato un negozio e cosa deve fare il suo gestore per assolvere questo compito? Esempio di quanto stiamo dicendo e’ Carmelo Milone del Nettuno Sport di Catania (servizio a pagina 110 del numero di novembre di Pesca in Apnea), che alla domanda dell’intervistatore: “Nettuno Sport “funziona” anche come punto di ritrovo degli appassionati, oltre che come centro commerciale?”, risponde :”Un negozio sportivo deve essere sempre luogo di aggregazione. E’ necessario non solo per l’incremento dell’attivita’, ma soprattutto per scambi di idee che la migliorano, per il lancio di nuovi prodotti, per l’organizzazione di manifestazioni sportive”. Ci sembra che Milone in poche parole abbia detto tutto quello che c’era da dire.
Su Pesca in Apnea ora in edicola, troverete un gran numero di importanti servizi, dei quali qui in basso diamo una breve sintesi. Questo di novembre e’ davvero un bel numero. Buona lettura a tutti gli amici di Apnea Magazine.

Pag. 18: CAMPIONATI / UN BEL SECONDA CATEGORIAdi Marco Bardi

Un campionato entusiasmante vinto dal forte De Silvestri, che ha sfoderato due maiuscole giornate di gara. Fatti curiosi e nomi nuovi hanno reso ancora più interessante la manifestazione.

‘ Venerdi’ 16 settembre: alle 7,30 del mattino il ritrovo e’ presso lo scivolo del porto turistico mette in fermento l’intera banchina, dove quasi cinquanta gommoni con relativi atleti e barcaioli danno vita a una riunione di mezzi e persone. Poco dopo tutti i concorrenti si dirigono fuori dal porto e seguono il gommone della direzione di gara capitanata da Roberto Borra e Fabio Fiori, che hanno deciso per il campo di gara più lontano che va da Cala Vinagra a Capo Sandalo, comprendendo l’isolotto del Corno e i relativi rimonti di roccia tutt’intorno’
‘ De Silvestri ingrana subito la quinta e mette uno dietro l’altro diversi pesci a pagliolo, cominciando a costruire la sua meritata vittoria. Antonini cattura subito un grosso sarago, ma poi incappa in una zona deserta e impreca continuamente contro la sfortuna, pur mantenendo la sua consueta grinta. Calvino parte su una zona di medio fondale, dove non ritrova le corvine segnate e, mentre si sposta più al largo su una zona di grotto sui trenta metri, subisce un problema di compensazione che gli causera’ la ritirata’
‘ Per la direzione di gara e’ stato un campionato faticoso per via dei numerosi partecipanti e per via delle condizioni meteo, ma i concorrenti sono stati davvero bravi a rispettare le regole e ad evitare discussioni. Sembra che cominci a tirare un’aria nuova e ci auguriamo che sia l’inizio di una nuova epoca agonistica’

Pag. 26: ATTREZZATURE / IL BELLO E IL CORTOdi Stefano Navarrini

Mentre una certa tendenza viaggia verso fucili sempre più lunghi, la pratica quotidiana e agonistica continua a esaltare i fucili corti, necessario complemento di ogni seria attrezzatura.

‘ Un fucile corto, a cui si chiedono prestazioni di potenza e precisione limitate, non richiede grande tecnologia. Conseguentemente, per quanto riguarda gli arbale’te, non si e’ quasi mai fatto ricorso a materiali costosi e sofisticati come il carbonio o il legno, salvo qualche eccezione’
‘ Un mini ad aria e’ per sua stessa costituzione e struttura più potente di un pari lunghezza a elastico. Se ben caricato, puo’ arpionare senza problemi una cernia di venti chili, ma, grazie al riduttore di potenza di cui sono provvisti molti modelli, puo’ adeguarsi a passare un sarago in tana senza spiaccicare l’arpione sulla roccia retrostante. Una duttilita’ di non poco conto, ma c’e’ di più’
‘ Generalizzando, potremmo quindi dire che un corto ad aria e’ più adatto per la pesca in tana, dove magari entri seguendo un sarago e ti ritrovi davanti una cernia di quindici chili. Un corto a elastici trova invece il suo ideale campo d’azione nel grotto, con prede sguscianti e di piccole dimensioni. In entrambi i casi, poiché tiri lunghi sono impossibili per varie ragioni,
va prevista una sagola corta’
‘ Montare una fiocina e portare sotto la muta un arpione di riserva sostituibile in meno di venti secondi, o viceversa, non e’ un problema. C’e’ magari da dire che se un arpione tradizionale, da scegliere comunque nella vasta offerta di mercato, puo’ andare bene per un pneumatico, su un miniarbale’te si dovrebbe montare un arpione leggero e sottile che offra il massimo della penetrazione’

Pag. 32: IN CARRIERA / CAMPIONI SI NASCE O SI DIVENTA?di Stefano Navarrini

Non si diventa campioni per caso, ma tutte le varie componenti che concorrono a creare un grande atleta raggiungono il vertice in un determinato arco di tempo: e’ l’eta’ d’oro dei campioni.

‘ Oggi la didattica impera, ci sono corsi specifici e le riviste coprono spazi tecnici amplissimi, la medicina iperbarica viene letta e diffusa, la pesca in apnea dispone di attrezzature sempre più sofisticate. Rispetto ad allora, in definitiva, di meno c’e’ una sola cosa: il pesce’
‘ In termini strettamente anagrafici, l’eta’ d’oro di un pescatore in apnea puo’ essere compresa fra i venticinque e i trentacinque anni, il momento in cui la risposta psicofisica più si adatta a uno sport che richiede in pari misura qualita’ fisiche e mentali. A fronte del risultato, certo, ma anche della sicurezza. Non e’ un caso che fra i grandi campioni del passato e del presente non si siano mai verificati incidenti, la’ dove purtroppo l’esuberanza giovanile porta spesso a rischiare oltre i limiti delle proprie possibilita”
‘ “Una gara durissima sotto il profilo fisico”, ama ricordare Renzo, “dodici ore totali di gara sempre oltre i 35 m e in piena corrente, ma a quell’epoca ero una belva per grinta, cattiveria agonistica e preparazione atletica”‘

Pag. 36: TECNICA / LA CAPOVOLTA PERFETTAdi Marco Bardi

Esistono più metodi per effettuare una capovolta, e ognuno ha caratteristiche differenti e vantaggi tecnici ben precisi.

‘ Fondamentalmente, esistono tre metodi per effettuare una capovolta perfetta, e ognuno si associa al gesto tecnico del tipo di pesca che si intende applicare.
L’esecuzione della capovolta, dunque, assume un’importanza cruciale, perché permette al corpo di vincere quella iniziale spinta di galleggiamento tipica della superficie e dei primi metri di profondita’. Una capovolta ben fatta consente di affondare quanto basta per sparire completamente sott’acqua, pinne comprese. Solo una volta immerso, infatti, il corpo avra’ maggiori possibilita’ di sfruttare la pinneggiata, efficace fin da subito proprio grazie alla completa immersione delle pinne. Si tratta, insomma, di un gesto del corpo che, sfruttando il peso delle gambe alzate verso il cielo, permette di affondare totalmente, senza altri movimenti’
‘ Il pescatore in apnea preferisce la capovolta a forbice appunto per tutti questi motivi e la predilige proprio in fondali medi, dove la discesa deve essere sia efficace che silenziosa, somigliante il più possibile a qualcosa di naturale, perfettamente integrata con l’ambiente. Nelle discese impegnative verso alti fondali e con poca zavorra in cintura, invece, anche il pescatore in apnea preferisce la capovolta in squadra per bucare meglio l’acqua nei primi metri’

Pag. 42: TECNICA DI PESCA / SANDRO MANCIA – UN CAMPIONE IN CARICAdi Stefano Navarrini

Fresco del titolo nazionale conquistato lo scorso giugno, Sandro Mancia si affaccia oggi sulla scena agonistica internazionale portandosi dietro l’esperienza e la tecnica maturate in oltre dieci anni di gare.

‘ Nato sotto il segno del capricorno, più esattamente il 12 dicembre del 1966, Sandro e’ a 38 anni ancora nel pieno delle sue capacita’ psicofisiche, e quindi capace di dare alla sua più recente e importante vittoria un corposo seguito. I suoi parametri fisici non sono lontani dallo standard, avendo 5 l di capacita’ polmonare, un’altezza di 174 cm per 69 kg di peso forma, ma colpisce il ritmo cardiaco di sole quaranta pulsazioni al minuto, un ritmo da grande atleta, che ha certo il suo peso nelle prestazioni di Mancia, atleta di grande resistenza, forte di gambe, agonista che ama la competizione spalla a spalla, dove c’e’ da combattere fino all’ultimo senza mai mollare’
‘ Non si diventa campioni se non si e’ in grado di adattarsi con facilita’ alle più diverse situazioni di mare e di fondale. E non si diventa campioni se non si lavora mirando sempre ai massimi risultati. Per questo Mancia, che e’ prevalentemente un pescatore di tana, quando si allena pratica tutte le tecniche possibili, dall’aspetto all’agguato, alla pesca in caduta, e poiché le competizioni si svolgono prevalentemente nelle ore centrali della giornata, e’ proprio in queste ore che Sandro esce in mare’
‘ “Scelgo sempre la tecnica più adatta al fondale su cui pesco, ma a volte cambio e improvviso per sfidare le prede più sfuggenti, quelle veramente laureate, divertendomi a tentare cose impossibili. In estate miro comunque alle grandi prede, come cernie, dotti, dentici e ricciole, mentre in inverno, soprattutto se il mare e’ calmo, mi piace pescare in tana a saraghi e corvine o, se il mare e’ mosso, andare a razzolare nella schiuma alla ricerca di spigole e cefali”‘

Pag. 48: ATTREZZATURE / BOE, SAGOLONI & CO. COME RENDERE SICURA (E COMODA) LA PESCATAdi Alessandro Martorana

Anche nel campo delle boe e delle sagole la tecnologia si e’ evoluta e oggi sono molteplici le proposte tra le quali l’apneista puo’ scegliere. Ecco i tipi di boe esistenti, come sfruttarle al meglio e come connetterle al sub in modo pratico ed efficace.

‘ Ogni boa ha un suo perché; esistono palloni indirizzati a quei pescatori che si immergono da terra e hanno bisogno di portarsi dietro un’infinita’ di cose ed esistono, al contrario, boe dedicate ai profondisti dotati di gommone e barcaiolo, che ricercano nel pallone segnasub il minore ingombro possibile. Con questo articolo vogliamo fare una carrellata su tutti i sistemi (boa e sagolone) che l’apneista usa per segnalare la propria presenza e sul modo migliore di tararli sul nostro metro e sulle nostre esigenze: non solo quelli che normalmente possiamo trovare in un negozio specializzato, ma anche quelli che moltissimi pescatori amano confezionarsi da sé’
‘ Le plancette più grandi sono infatti realizzate con il preciso intento di potere accogliere agevolmente il tronco dell’apneista, il quale, comodamente appoggiato sul “ponte” dell’attrezzo e in virtù del fatto di trovarsi quasi del tutto fuori dall’acqua, eleva la semplice boa segnasub al rango di piccola imbarcazione a motore. Nella fattispecie, il “motore” e’ localizzato nelle gambe del subacqueo, che, a forza di pinne, e’ in grado di spingere la plancetta a maggiore velocita’ e con minore fatica che se, invece, fosse costretto a trascinarla’
‘ Ed ecco la soluzione. Per rendere il collegamento tra pescatore e boa il meno visibile e il più idrodinamico possibile, basta usare un semplice monofilo in nylon trasparente, del tipo comunemente usato per il confezionamento dei palamiti.
In genere, la misura ottimale per questo uso va da 0.80 fino a 1.60 di diametro e lo si puo’ facilmente trovare in grandi matasse nei negozi specializzati in cordame e reti. In questi negozi viene venduto addirittura a peso e vi costera’ pochissimo’

Pag. 53: SEI PIÙ FURBO DEL PESCE? di Antonio Mancuso

Se i pesci sono diventati più smaliziati, tanto da evitare le insidie rappresentate dal pescatore in apnea, e’ necessario batterli con le loro stesse armi. Vediamo come si fa ad essere più astuti delle nostre potenziali prede.

‘ Non v’e’ dubbio che i pesci siano animali abbastanza complessi, dotati, cioe’, di organi sensoriali e ricettivi molto sofisticati, grazie ai quali il loro adattamento a un ambiente alquanto particolare, com’e’ appunto quello acquatico, e’ stato ottimale. A differenza della stragrande maggioranza degli animali che si sono evoluti per condurre la propria esistenza direttamente sulla terraferma, i pesci nascono gia’ autosufficienti. Essi, sin dalla nascita, portano impresso nel loro Dna le informazioni necessarie per essere immediatamente autonomi’
‘ La pesca in apnea e’ un’arte che va affinata con impegno e dedizione. L’allenamento e’ sicuramente una componente basilare che consente di migliorare le performance sportive di ogni atleta. Il salto di qualita’, pero’, si ottiene dedicando particolare attenzione alle specifiche tecniche di caccia. L’acume tattico che ognuno e’ capace di sfoderare nel momento necessario, infine, completa il quadro del pescatore in apnea che ha tutte le carte in regola per ottenere risultati di gran lunga superiori alla media’
‘ “Il fine giustifica i mezzi”, recitava il detto di macchiavelliana memoria. Trattandosi, quindi, di dover battere in furbizia le nostre prede, qualcuno ha pensato di “camuffare” la sua presenza in acqua ricorrendo all’escamotage del mimetismo. Nonostante i pareri discordanti sull’efficacia di questo metodo, oggi non c’e’ azienda del settore che non abbia nel proprio catalogo una linea di prodotti mimetici che riproponga le tonalita’ di colore dei vari ambienti subacquei, comprese quelle che confondono con l’ambiente il pescatore che predilige l’aspetto nel blu’

Pag. 58: LA NOSTRA ATTREZZATURA / IL PROMEMORIA DEL PESCATORE IN APNEAdi Marco Bardi

Quando si prepara l’attrezzatura da portare con sé durante una battuta, si ha sempre la sensazione di aver dimenticato qualcosa. Ecco un breve promemoria per aiutarvi ad avere con voi tutto il necessario. Inoltre, sono molti i casi in cui ci si trova di fronte ad attrezzature che richiedono cure e riparazioni.
Ecco perché un buon subacqueo deve avere sempre a portata di mano il suo piccolo kit di emergenza pronto a risolvere i problemi.

‘ Quante volte capita di preparare velocemente il borsone per la battuta di pesca e subito dopo avere la preoccupazione di aver dimenticato qualcosa? Puo’ sembrare maniacale, ma un inventario delle attrezzature necessarie da consultare per verificare se abbiamo preso tutto quello che serve non e’ cosi’ fuori luogo. Ognuno potra’ avere un inventario personalizzato con più o meno attrezzature, ma noi valutiamo lo standard che puo’ interessare quasi tutti i subacquei, tenendo conto che si puo’ trattare sia di una battuta singola che di una vacanza di più giorni, dove le attrezzature di scorta sono più necessarie’

Pag. 62: L’INTERVISTA / DAVIDE CARRERA – IL PELLEROSSA DEL BLUdi Giorgio Volpe

Abbiamo intervistato un “puro del mare”, che scende in profondita’ per il vero, genuino gusto di fare apnea e che pratica la pesca con lo slancio antico di chi attinge il proprio, necessario nutrimento dalle risorse della natura’ come gli indiani d’America cacciavano il bufalo.

‘ Dobbiamo necessariamente iniziare con una domanda scontata: come e’ nato l’amore per la pesca e l’apnea?
Fin da bambino, ho sempre trascorso l’estate ad Andora e questo mi ha dato la possibilita’ di iniziare molto presto a vivere un rapporto diretto con il mare. Inizialmente mi limitavo a giocare con gli amici: cercavamo conchiglie o tentavamo di spingerci in profondita’, fino a quando le orecchie non facevano male. Poi, con il tempo, sono arrivati i primi polpi e le prime scorribande con il fuciletto regalatomi da mio padre al termine delle scuole elementari, ma all’inizio dell’adolescenza ho momentaneamente abbandonato la pesca per dedicarmi all’apnea pura. Verso i dodici anni ho iniziato a dedicarmi con passione al nuoto agonistico, che mi aveva fatto conoscere e apprezzare la sfida continua con i miei limiti: questo approccio teso al costante’
‘ Per quanto riguarda le altre attrezzature che usi nelle tue battute di pesca profonda, che cosa puoi dirci?
Proprio perché amo la profondita’, mi piace muovermi liberamente: per questo assegno la mia preferenza a quelle attrezzature che possono garantirmi la massima leggerezza di assetto. Per quanto sia possibile, compatibilmente con la temperatura dell’acqua, cerco di utilizzare una muta molto sottile e una zavorra estremamente leggera: di solito carico un solo chilogrammo di piombo in cintura con la muta da 3 millimetri e due chilogrammi con quella da 5.
In caso di battute profonde, utilizzo due chilogrammi di zavorra anche con la giacca da 6 millimetri, fatto che richiede uno sforzo maggiore nella prima fase della discesa, ma che garantisce un corretto assetto sul fondo e un risparmio di energie e di ossigeno in risalita, nel momento in cui se ne ha più bisogno’

Pag. 65: STAGE / UNA SETTIMANA TUTTA EFFESUBdi Pietro Milano

Tanti giorni di mare nella bella Sardegna, per stare insieme, pescare, fotografare e testare le nuove attrezzature della Effesub, fra cui le attuali fodere mimetiche e la pala di una nuova pinna.

‘ La giornata era scandita da imperativi logistici a cui nessuno intendeva sottrarsi: colazione abbondante con’ scherzi a parte, panino e bevande alle ore più svariate e cena al ristorante per fare onore al pescato (con l’unica eccezione del venerdi’, in cui Daniel Gospic, Moreno Matiatich e il sottoscritto si sono improvvisati cuochi). Durante la colazione, dove la varieta’ di marmellate rasentava l’incredibile, si decideva il tratto di costa da battere. Purtroppo, tutta la costa più bella e più vicina e’ compresa nel parco di Molara e Tavolara e i nostri spostamenti dovevano necessariamente tenere conto di questo vincolo’
‘ In successive riunioni tecniche si e’ vagliato, con l’aiuto dei due testatori ufficiali, le varie opzioni, tenendo conto delle diverse tipologie di fondo.
Il passo successivo e’ stato quello di scegliere le tonalita’ di colore che meglio rappresentassero gli obiettivi iniziali, considerando che la fodera, quando e’ bagnata, subisce una perdita di brillantezza’

Pag. 69: EQUIPAGGIAMENTO / ACQUE DOLCIdi Stefano Marenco

Ambiente diverso, pesci diversi: quella del lago e’ una realta’ che si discosta da quella che siamo abituati a conoscere frequentando il mare. Analizziamo quali sono le attrezzature più consone per un utilizzo di tecniche di pesca adeguate a questo habitat particolare.

‘ Personalmente, indosso anche un leggero sottomuta di 1.5 mm, sempre in neoprene liscio-spaccato, che aiuta a mantenere senza riciclo quel velo di acqua che, riscaldandosi con il nostro corpo, ci tiene al caldo. Indispensabili i guanti da 5 mm a tre dita, le cosiddette manopole, che ci garantiscono un migliore riscaldamento delle mani e, rispetto a quelli a cinque dita dello stesso spessore, danno una maggiore sensibilita”
‘ La pesca alle anguille, sia nel fango o nel ranino o sotto le pietre, e la pesca nell’alga hanno in comune la peculiarita’ della brevissima distanza da cui si spara, massimo 1 metro dalla punta del fucile.
E’ percio’ indispensabile un corto oleopneumatico: per un neofita che non vuole comprare più di un fucile, la scelta migliore puo’ essere un 50 con regolatore di potenza’
‘ Accessorio importantissimo e’ il pallone: non e’ solo obbligatorio per legge, per segnalare la nostra posizione ai natanti, ma ci serve come appoggio per il portapesci e un fucile di scorta. Deve percio’ essere dotato di ganci che ci permettano di attaccarci le nostre attrezzature senza pericolo di perderle. Ai fini della sicurezza, la legge prevede che il complesso boa-bandiera sia visibile ad almeno trecento metri di distanza’

Pag. 72: IN MARE / SBAGLIANDO S’IMPARAdi Alessandro Martorana

‘ nessun detto fu mai cosi’ calzante come questo nella pesca in apnea. Nel nostro sport, infatti, ogni errore fattoin precedenzapuo’ diventare prezioso bagaglio d’esperienza per riuscire ad arricchireil nostro carniere. Ecco come imparare a non farsi prenderedal panico e a rifletteresempre su come si sta agendo sott’acqua.

‘ Purtroppo, con le condizioni di mare descritte, dobbiamo necessariamente cercare di localizzare un tratto di mare ridossato immune dall’azione locale del vento e, naturalmente, in cui ci sia qualche tana o, perlomeno, un po’ di roccia dove cercare. La visibilita’ forse non sara’ delle migliori e difficilmente il nostro carniere raggiungera’ in questo modo i suoi “massimi storici”, ma almeno avremo la “soddisfazione” di praticare la tecnica che avevamo deciso a priori (‘contenti voi’)’
‘ Lo dico sempre: in mare in genere, e nella pesca in apnea in particolare, non esiste la “verita’ assoluta”, e spesso potremmo incontrare personaggi che sembrano rifuggire da ogni logica e realizzare carnieri in maniera quasi irrazionale, andando controcorrente rispetto a cio’ che noi, invece, avevamo valutato’
‘ Crederci. Sembrera’ strano, ma, molto spesso, la causa principale di una bella “padella” non va ricercata in sofisticati errori di valutazione balistici e di traiettoria, molto più semplicemente, nell’aver premuto il grilletto nel momento in cui il cervello e’ ancora occupato a chiedersi: “Sara’ a tiro? Lo lascio avvicinare di più? Aspetto che si metta meglio?”.
Il colpo deve partire con la ferma convinzione che “questo” e’ il momento giusto, senza ripensamenti o dubbi’

Pag. 77: DIDATTICA / KIDS AS DOLPHINS – L’APNEA PER BAMBINIdi Roberto Tiveron

E’ stato elaborato un percorso didattico di insegnamento dell’apnea specifico per i bambini in eta’ scolare, che si articola entro giusti limiti e su principi ludici e altamente formativi.

‘ L’immersione e la pesca in apnea sono discipline che richiedono grande preparazione e maturita’, poiché si svolgono in un “teatro” che non consente disattenzioni o negligenze.
Il mare, infatti, e’ un “grande amico” che merita il massimo rispetto.
In ogni caso, c’e’ una considerazione importante da fare: se torniamo indietro di una ventina d’anni, le conoscenze generali sull’apnea erano molto minori rispetto a oggi e la possibilita’ di usufruire di corsi adeguati che potessero formare l’individuo in maniera globale, fornendogli una preparazione adeguata, era molto più remota, per non parlare degli anni ancora precedenti.
Oggi, per i ragazzi che desiderano avvicinarsi al mondo dell’apnea e della pesca in apnea, c’e’ molta più possibilita’ di usufruire di giusti canali didattici che possano garantire una evoluzione in regime di sicurezza’

Pag. 82/90: PARLIAMO DI TECNICA

SPORASUB: ARBALETE INSTINCT 90 ONE
Una nuova versione del gia’ conosciuto Instinct: più semplice e con meno accessori, ma con le stesse prerogative di affidabilita’ e precisione dei “fratelli” maggiori. Questo per offrire al pubblico un prodotto di qualita’, ma a un prezzo inferiore.

OMER: FUCILE XXV E XXV GOLD
Un nuovo fucile, prodotto di serie in due versioni, si affaccia nell’ampio parco delle armi Omer. I requisiti che lo diversificano sono soprattutto racchiusi nelle dimensioni, che facilitano il brandeggio, e nel nuovo sistema di testata.

EFFESUB: AIR PLUS MIMETIC – SAND – RED
Tre colorazioni per tre specifiche esigenze, snorkel studiati per le tecniche che oggi incontrano i favori del pubblico: agguato, aspetto e tana.

MAORI SUB: MULINELLO BIG TUNA
Molto capiente, semplice, robusto e in grado di affrontare qualsiasi preda senza danni: queste le caratteristiche che fanno di questo mulinello un vero attrezzo “da combattimento”.

GIMANSUB: ARBALETE LABRAX 90
Un fucile nato come arma “dedicata” alla pesca in risacca alla spigola, ma che ha trovato nel tempo vasto campo di utilizzo nella pesca rivolta alla cattura di prede di tutti i tipi.

NEOS: PLANCETTA GONFIABILE
Presentiamo uno dei più conosciuti e apprezzati prodotti dell’azienda pugliese. Visibilita’, praticita’ e robustezza, con una ricca dotazione di accessori, sono le sue caratteristiche più evidenti.

Pag. 98: DOVE ANDARE / TOSCANA – LE SECCHE DELLA MELORIAdi Pietro Milano

Si estendono per più di 40 chilometri quadrati e davvero in pochi le conoscono per intero. Sono un posto “storico” per la pesca in apnea e teatro delle prime gare, quando il nostro sport era agli albori. In queste pagine, una guida per andare a pescare sui punti migliori.

‘ Parlare delle Secche della Meloria e’ facile e difficile nello stesso tempo: nel primo caso la storia ci da’ una mano enorme con gli innumerevoli episodi legati al mare antistante la citta’ di Livorno; nel secondo caso, la vastita’ del bassofondo, che si estende per più di 40 km quadrati, da’ del filo da torcere agli stessi pescatori in apnea locali. Se, poi, consideriamo che le secche iniziano a più di tre miglia dalla linea costiera, vi rendete conto che prendere le mire e’ una cosa ardua e perdere il posto trovato con tanta fatica puo’ diventare una costante.
Oggi, per fortuna, ci vengono incontro i moderni gps, che dovrebbero essere totalmente a prova d’acqua, per portarli non solo in gommone, ma anche attaccati al pallone o alla plancetta.
Altre ancora sono le difficolta’ legate all’azione di pesca in questo particolare fondale, ma le tratteremo al momento opportuno’
‘ In più, visto il fondale particolare che hanno sempre avuto a disposizione, hanno perfezionato (se non inventato) il ben noto “Paperino” (una lunga cima tirata dalla barca a cui e’ attaccato il pescatore per l’esplorazione dei fondali). Sulla storia del paperino e delle sue varianti (le varie “ali subacquee”) si potrebbero scrivere fiumi di parole, anche se l’unico e più collaudato sistema (anche per avere le mani libere di impugnare un fucile) e’ quello che prevede l’utilizzo di un semplice bastone di 30 cm, assicurato a una lunga cima (30 metri minimo) che passa sopra la schiena del pescatore in apnea, quindi scorre tra le gambe, per poi posizionarsi, di traverso, sul pube’

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