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Pesca in Apnea N° 32 – Ottobre 2005

| 29 settembre 2005 | 0 Comments
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La copertina del numero 32 di Pesca in Apnea

Naturalmente, quando si argomenta sullo star bene, la prima cosa di cui parlare e’ l’alimentazione, che e’ la base del nostro benessere. Due sono i fattori dei quali tenere conto. Il primo e’ importante e generico e interessa la genuinita’ degli alimenti, se cioe’ sono frutto o meno di sofisticazioni e modificazioni varie che possono arrecare danno alla salute: ci sono strumenti di conoscenza che ci consentono di scartare le provenienze non chiare e le tipologie non adeguate, basta stare un po’ attenti e proteggerci. Il secondo fattore interessa il cibo nelle sue varie componenti, che devono essere considerate nei protocolli alimentari del pescatore in apnea e “calzare” perfettamente i suoi bisogni. Queste necessita’ sono in gran parte dipendenti da fattori soggettivi e, soprattutto, dal tipo di impegno fisico richiesto per la cattura della preda.
Sul numero di ottobre di Pesca in Apnea, Marco Bardi affronta quest’argomento con rigore scientifico, adattando tutte le tematiche sollevate alle necessita’ del pescatore. Dal materiale pubblicato si puo’ trarre una serie di consigli pratici molto importanti: sapevate, ad esempio, che “durante una battuta di pesca di molte ore si possono integrare i carboidrati, di cui abbiamo bisogno, semplicemente bevendo una bottiglia d’acqua in cui sono stati disciolti degli integratori di zuccheri in polvere equivalenti a un piatto di pasta”? Oppure che nella prima colazione ideale per un pescatore in apnea, prima dell’immersione, sono tassativamente da evitare “cornetti alla crema, paste fritte e farcite, cappuccino, latte, uova, prosciutto e insaccati? O che “quando i liquidi scarseggiano, il sangue diventa meno fluido, circola con piu’ difficolta’ e, dunque, un’abbondante idratazione mette al riparo da rischi cardiocircolatori e ne beneficia la prestazione?”. Il servizio di Marco e’ completato da un box ampio e informato in cui, con grande personalizzazione, si suggeriscono tutte le cose da fare e quelle da non fare per le varie tipologie di pescatori in apnea, dai piu’ attivi e impegnati a quelli che hanno appena iniziato. Ce n’e’ per tutti.
Questo e tantissimi altri servizi (e qui di seguito ne diamo le notizie essenziali) troverete sul numero di ottobre ora in edicola di Pesca in Apnea.
A tutti gli amici di Apnea Magazine, buona lettura!

Pag. 22: ATTREZZATURE – LA MASCHERA PERFETTA di Marco Bardi

Nonostante le centinaia di modelli di maschere esistenti, qualcuno ancora fatica a trovare quella giusta e molti altri vorrebbero invece trovare la maschera perfetta. Valutiamo gli aspetti generali, il volume, la vestibilita’, la tenuta, l’appannamento, il colore, la manutenzione di questo importante elemento della nostra attrezzatura.

‘ Quando si inizia a scendere sott’acqua, l’aumento della pressione schiaccia la maschera sul viso, comprimendo l’aria che ne e’ contenuta all’interno. Questa pressione provoca una vera e propria ventosa sul viso e gia’ intorno ai dieci metri puo’ causare una pressione tale da creare seri fastidi agli occhi’
‘ Quando accade che una certa quantita’ di acqua filtri nella maschera, non e’ detto che dipenda solo da quest’ultima. Spesso ci sono fattori esterni che ne condizionano la tenuta. Un classico caso e’ quello dei capelli che ricadono sulla fronte. Al momento della vestizione di una maschera spesso i capelli si frappongono tra facciale e viso, creando una via d’acqua fastidiosa’
‘ Alcune maschere, fin dai primi giorni di utilizzo, mostrano sui vetri la classica situazione di appannamento persistente.
In alcuni casi piu’ semplici, basta un comune antiappannante per maschere a risolvere, almeno parzialmente, il problema. Esistono anche altri metodi abbastanza comuni ma non sempre efficaci, come il dentifricio, oppure la patata sbucciata da passare sulle lenti della maschera, ma i risultati non sono sempre soddisfacenti’
‘ Infine, esistono le maschere con le lenti specchiate che nascono per favorire la visione nei punti di contrasto. In pratica, tramite queste lenti si riescono a distinguere meglio i contorni dell’orizzonte davanti alla propria maschera e a determinare meglio i contrasti tra gli oggetti, specialmente in condizioni di molta luce, proprio come accade con gli occhiali da sci con le lenti specchiate, che permettono di stabilire meglio i contrasti sulla neve.

Pag. 28: STRATEGIE / PESCA D’AUTUNNO di Stefano Navarrini

Quello che ci aspetta e’ forse uno dei periodi dell’anno piu’ interessanti per quanto avviene tra le specie sott’acqua. Di conseguenza, molte sono le tecniche ipotizzabili e le situazioni da valutare, tutte a vantaggio del divertimento.

‘ Ritornando sull’arma, la misura migliore che consente di fare fronte alle molteplici situazioni fin qui descritte e’ un 95-100 cm con mulinello di corredo. Nella pesca in caduta e in quella all’aspetto si possono presentare prede di dimensioni superiori a quelle abituali e quindi, su questa constatazione di base, l’utilizzo del mulinello associato a un’asta con punta unica (sconsigliata e’ la fiocina) o con doppia aletta sono due componenti da prendere in seria considerazione’
‘ Nella pesca autunnale, poi, bisogna tenere sempre in considerazione un altro fattore poco condizionabile e molto condizionante: il tempo o, se vogliamo usare un nome piu’ altisonante, le condizioni meteomarine’
‘ Nell’agguato e’ il pescatore che si muove alla ricerca delle prede, nell’aspetto si sfruttano le innate doti di curiosita’ delle stesse. In comune hanno gli orari: la mattina presto e il calar del sole, ore che vedono l’attivita’ predatoria ai massimi giornalieri (la predazione intesa anche solo come ricerca di cibo). Il pescatore in apnea che si accinge a operare nella mezza stagione deve in ogni caso fare i conti, molto spesso, con l’incontro dei due grandi pelagici, che in questa parte dell’anno fanno delle scorribande nel sottocosta: la ricciola (quasi sempre di peso da 10 a 30 kg) e la leccia (peso da 5 a 15 kg, nella media)’

Pag. 36: TECNICA DI PESCA / MASSIMO FAUCI – SPIGOLE E BOSSA NOVA di Stefano Navarrini

Attuale alfiere di una scuola, quella napoletana, che ha sempre espresso grandi pescatori in apnea, Massimo Fauci si divide come tanti fra il lavoro e la sua piu’ grande passione, esaltando la ricchezza del mare di casa, ed essendosi gia’ affacciato da qualche anno ai vertici dell’agonismo azzurro.

‘ “Il mio ideale di pesca? Trovarmi in mezzo al mare con sotto trenta metri di visibilita’ e guglie di cui appena si intravede la sommita’, incoronata da nuvole di castagnole, presagio per l’improvviso arrivo di prede ben piu’ importanti”. Si presenta cosi’ Massimo Fauci, forse non piu’ giovanissimo (e’ nato a Napoli l’11 dicembre 1972), ma sicuramente nuova forza del nostro agonismo piscatorio’
‘ Per diventare campioni, e soprattutto per restarci, e’ importante avere con il mare un contatto quotidiano, ma anche avere il fisico sempre in condizioni di rispondere prontamente alle esigenze dell’azione tecnica. Per questo occorre allenamento e, possibilmente, un lavoro che lasci tempo libero a sufficienza. Da questo punto di vista, Massimo, che gestisce nella zona di Pozzuoli un cocktail bar brasiliano di sua proprieta’ e che e’ quindi costretto a fare spesso le ore piccole, non ha vita facile’
‘ Per arrivare ai vertici dell’agonismo occorre essere pescatori completi, quindi preparati su tutte le tecniche, anche su quelle meno attraenti. Fauci, ad esempio, e’ un amante delle acque limpide e cristalline e della profondita’, pur non considerandosi un profondista e pur mettendo sempre la sicurezza davanti a qualsiasi performance impegnativa’
‘ Una grande ricciola, non ufficialmente pesata ma presumibilmente intorno ai 30 kg, e’ stata anche la preda piu’ grande mai catturata da Massimo, mentre a fargli compagnia (alla ricciola) ci sono una quantita’ di cernie fra i 15 e i 20 kg, che invece sui fondali del golfo non sono una rarita”

Pag. 38: ALIMENTAZIONE / MANGIARE BENE PER STARE BENE SOTT’ACQUA di Marco Bardi

Spesso ci si chiede cosa sia giusto mangiare prima di immergersi oppure quale alimentazione in generale sia piu’ indicata quando si pratica uno sport ad alta richiesta energetica come il nostro. Molti sono i fattori da prendere in considerazione, e in questo ampio servizio ne facciamo un’analisi completa.

‘ Per chi si appresta a effettuare una sola uscita di pesca alla settimana, diciamo che se la battuta dura fino a tre ore, non ci sono particolari provvedimenti da seguire, in quanto le risorse energetiche e liquide dell’organismo sono sufficienti a garantire le necessita’. Bisognera’ consumare solo un’adeguata colazione per introdurre energia fresca a base di carboidrati. Se, invece, la battuta dura oltre le quattro ore, allora si deve pensare anche a una corretta integrazione di liquidi, di sali minerali e di carboidrati. Basta portare con se’ due bottiglie distinte da un litro ciascuna di acqua, dove saranno disciolti rispettivamente i sali minerali e i carboidrati in polvere. Si berra’ dapprima la bottiglia con i sali, sorseggiando a piccole dosi con intervalli di venti minuti circa, e poi, con il medesimo intervallo, si passera’ alla bottiglia con i carboidrati. In alternativa, se non si dispone di integratori, si puo’ bere acqua naturale dove e’ stato disciolto del miele’

Pag. 46: SEGRETI / LA CATTURA DI UNA SPIGOLA di Pietro Milano

Facendo un attento lavoro di anticipazione, occupiamoci della pesca di un pesce tipicamente invernale, ma che si comincia ad avvicinare adesso alla costa. E’ un pesce difficile e la tecnica migliore da adottare, ossia l’aspetto, presenta in se’ molte variabili indipendenti. Facciamoci quindi trovare pronti a questa bella sfida.

‘ Nella maggioranza dei casi, il mutamento di direzione coincide con uno scatto repentino e con l’impossibilita’ di portare a termine l’azione. Altrettanto rapidi bisogna essere nello sparare se ci accorgiamo che il pesce ha innalzato le pinne dorsali, perche’ e’ un segnale di allerta che esso da’ e coincide con la successiva e immediata fuga: sono frazioni di secondo che ci puo’ concedere e non vanno per questo sprecati’
‘ Sul litorale tirrenico, interessato da molte precipitazioni atmosferiche, l’unica tecnica che da’ buoni risultati e’ e rimane l’aspetto; questo va portato in batimetrie che oscillano dai 2 ai 13-14 metri. Inizialmente, se troviamo un branco che ha preso dimora in una certa zona, cattureremo i primi esemplari alle quote piu’ basse e poi dovremo allargarci e agire a profondita’ maggiori per poterne catturare degli altri’
‘ Prima ho parlato di richiami e ho introdotto come elemento catalizzatore lo schiaffo sulla superficie del mare, specialmente quando e’ mosso, un sistema che ho imparato dai francesi nel 1980 in occasione delle gare di fine anno che venivano svolte a Lussino (Coppa Europa e Trofeo delle Citta’) e che ancora si svolgono’

Pag. 50: STRUMENTI / L’ORA GIUSTA PER PESCARE di Stefano Navarrini

Non e’ forse il principe delle attrezzature, ma pescando senza un orologio al polso difficilmente ci sentiamo a nostro agio. Se poi si tratta di un orologio-computer, meglio ancora. Commercialmente, pero’, siamo in un pianeta vasto e complesso, dove per scegliere bene occorre essere preparati.

‘ Una grande percentuale di orologi subacquei viene indossata da gente che con il mare ha un rapporto del tutto superficiale, mentre andando piu’ nello specifico vediamo spesso magnificare le doti di orologi capaci di resistere a 500 o a 1000 metri di profondita’, quasi dovessero essere indossati da capodogli a caccia di calamari giganti, quando se solo resistessero a cento metri sarebbe piu’ che sufficiente’
‘ Fatte le dovute premesse, due parole vanno spese sulle caratteristiche tecniche da tenere in considerazione, soprattutto sulla base delle esigenze di un pescatore in apnea o di un apneista, senza dimenticare il fatto che in un prodotto di qualita’ molte di queste caratteristiche inevitabilmente convergono. La cassa, ad esempio, ovvero l’elemento piu’ caratterizzante di un orologio subacqueo, deve offrire la massima robustezza, e se l’acciaio offre le piu’ evidenti e tradizionali garanzie, non si deve dimenticare che la moderna tecnologia ha messo a disposizione mescole plastiche con straordinarie doti di resistenza’
‘ Poiche’ la funzione primaria di un orologio dovrebbe essere quella di indicare l’ora, leggere il movimento delle lancette con facilita’ e immediatezza e’ requisito di grande importanza. Una necessita’ particolarmente sentita da un pescatore in apnea che spesso, in acqua o su un gommone in corsa, si trova in condizioni disagiate o di scarsa visibilita”

Pag. 54: PSICOLOGIA PRATICA / NON PERDETE LA CONCENTRAZIONE di Alessandro Martorana

In gara o durante una pescata tra amici, puo’ succedere a chiunque di perdere la concentrazione necessaria per portare a termine con successo la battuta. Nulla puo’ essere piu’ pericoloso e poco fruttuoso. Escogitate quindi il vostro “trucco” per essere sempre coscienti di cio’ che state facendo. E se proprio non ci riuscite, salite in barca e’ ricominciate tutto daccapo.

‘ La mente comincia a vagare e non ci accorgiamo che, tra tazze di cioccolato e poltrone, un testone grigio e’ in rapido avvicinamento dritto di fronte a noi, che sorvola il fondale a circa un metro da esso. I nostri occhi continuano a “scannerizzare” la fascia d’acqua coperta dal campo visivo della nostra maschera, ma ormai l'”unita’ centrale” e’ scollegata. La grossa spigola si ferma sospesa a circa due metri da noi, studiandoci con tutta calma, ma i nostri occhi continuano svogliatamente a “pennellare” la porzione d’acqua nelle immediate vicinanze del fondale e il nostro cervello non percepisce minimamente la presenza del grosso pesce, fermo e dannatamente a tiro, appena fuori del campo visivo dei nostri occhi, che continuano a scandagliare l’ambiente circostante solo con movimenti orizzontali, senza provare a sollevarsi’
‘ Tornando al discorso sicurezza, la concentrazione e’ anche essenziale per non strafare mai e avere sempre ben chiaro cosa stiamo facendo e dove ci troviamo. Nessun pesce vale, non solo la vita, ma non merita neppure lontanamente che ci accolliamo qualsiasi rischio che non sia stato piu’ che ponderato e ben valutato. La concentrazione aiuta il pescatore a essere sempre ben presente a se stesso, come se si guardasse continuamente in uno specchio’

Pag. 59: LE PREDE / PICCOLA, ROSSA E RAFFINATA di Stefano Navarrini

Non e’ detto che debbano sempre essere ricciole da venti chili. A volte anche pesci piccoli e facili, ad esempio le triglie, possono dare soddisfazione. Soprattutto a tavola.

‘ Le sue caratteristiche somatiche la rendono comunque inconfondibile, soprattutto a causa di quei due barbigli che gli pendono sotto il muso e con i quali la triglia fruga incessantemente il fondo alla ricerca di piccoli molluschi e crostacei che costituiscono il suo cibo preferenziale, tanto da meritarsi il titolo di regina fra i pesci grufolatori. Curioso notare il movimento di queste appendici: protese in avanti come una forchetta quando si tratta di smuovere il fondo, ripiegate all’indietro sotto la mascella in fase di nuoto’
‘ Naturalmente non si puo’ definire la triglia un pesce tecnicamente impegnativo, ma, come gia’ detto, in questo caso lo scopo primario sara’ quello di salvare una giornata messa male e arricchire la nostra tavola senza impoverire il portafoglio. E quindi non e’ detto che l’incontro sia casuale, nel senso che ci si puo’ mettere decisamente “a triglie” scegliendo un fucile e fondali adeguati’
‘ L’avvicinamento a un branchetto di triglie fermo sul fondo non presenta grosse difficolta’. Cio’ non toglie che sia sempre preferibile “atterrare” a breve distanza dalla nostra preda e portarsi lentamente a tiro strisciando sul fondo. Evidenziando il suo ben noto “occhio di triglia”, la nostra preda non mostrera’ particolari segni di allarme, consentendoci di arrivare a distanza utile di tiro e di avvalorare la tesi per la quale “occhio di triglia” equivale un po’ a “occhio da pesce… morto”‘

Pag. 63: L’AMBIENTE / OCCHIO ALLA COSTA! di Antonio Mancuso

Osserviamo la costa e impariamo a intuire le correlazioni con i fondali prospicienti. A volte essi ne sono una sua prosecuzione, altre volte no. Imparare a “leggere” la costa significa anche sapere quali prede troveremo sott’acqua e, quindi, come organizzarsi con un equipaggiamento ad hoc.

‘ Molti litorali della nostra penisola sono costituiti da rocce basse, con scogli che, partendo da riva, si spingono verso il mare aperto, per stabilizzarsi su quote piuttosto modeste. La natura delle rocce puo’ essere diversa, ma il comune denominatore di questi fondali e’ la possibilita’, per tutti, di effettuare una battuta di pesca: molti apneisti, infatti, hanno iniziato la loro “carriera” sportiva proprio in ambienti di questo tipo. Si tratta di zone senza particolari pretese, ma qui il neofita potra’ affinare la propria tecnica di pesca.!’
‘ I fondali di rocce laviche presenteranno aspetti graditi sia al neofita che al pescatore esperto: nell’immediato sottocosta, infatti, si dimostrano un buon terreno di caccia per il principiante. Alle quote piu’ impegnative, invece, e’ il sub di provata esperienza che potra’ ottenere le sue soddisfazioni migliori. La colata lavica, infatti, puo’ spingersi anche a profondita’ piuttosto rilevanti. In questi ambienti la roccia si articola in mille cunicoli tortuosi, lunghe cavita’, spacchi, fenditure e tane passanti, dove il pesce ha modo di vivere quasi indisturbato’
‘ Molti lettori, nelle riflessioni di pesca riguardanti i fondali colonizzati dalla posidonia, avranno sentito il termine “matte”, senza aver chiaro il suo significato. Le matte sono quei terrazzamenti che si creano alla base delle praterie: un intricato dedalo di radici, sabbia e fango che si eleva anche per diverse decine di centimetri, diventando uno straordinario supporto per le tane di alcune pinnuti tipici di questi ambienti, come le corvine e la quasi totalita’ delle specie di tordi’

Pag. 69: L’INTERVISTA / DAL NUOTO PINNATO ALL’APNEA di Giorgio Volpe

Abbiamo intervistato Massimiliano Crovato, un campione dell’apnea che proviene dal nuoto pinnato, origini poco comuni per un atleta di questa disciplina. Massimo cura l’apnea e la pesca in apnea con lo stesso entusiastico slancio.

‘ C’e’ chi di fronte alle performance ottenute con le bipinne da campioni del circuito Aida, come Mifsud o Sietas, ancora oggi si chiede se la monopinna sia effettivamente piu’ indicata delle due pinne per l’apnea. Tu cosa pensi?
Non c’e’ neanche da discuterne: la monopinna vincera’ sempre. E’ nata negli anni e proprio dall’esigenza di realizzare un mezzo di locomozione piu’ veloce delle pinne tradizionali. Credo che le performance ottenute dagli atleti citati siano frutto, essenzialmente, di due coincidenze: le ottime doti apneistiche dei due atleti, entrambi recordman di apnea statica con tempi superiori agli otto minuti (il tedesco Sietas ha gia’ superato i dieci minuti in allenamento) e lo scarso livello agonistico attuale dell’apnea. Il bacino di praticanti e’ ancora troppo piccolo e alcuni soggetti dotati di un’ottima apnea possono prevalere su chi usa la mono senza pero’ allenarsi in maniera corretta’
‘ Quali sono i tuoi luoghi abituali di pesca e le tecniche a te piu’ congeniali?
Per molti anni ho organizzato le mie vacanze estive scegliendo localita’ indicate per la pratica della pesca in apnea, anche perche’ le cene a base di pesce hanno sempre incontrato il favore dei miei compagni di villeggiatura. Cosi’ ho potuto visitare molti posti del Mediterraneo veramente belli: Grecia, Turchia, Baleari, Corsica. Negli ultimi anni, pero’, le mie uscite si sono concentrate nella vicina Croazia. Le coste croate sono disseminate di isole e secche, e con un po’ di fortuna si trovano posti capaci di imprimere un ricordo indelebile nella memoria’

Pag. 73: IL RACCONTO / UNA RICCIOLA A SORPRESA di Marco Bardi

Una mattina d’estate, l’alzataccia, le aspettative. E poi’ trovare una preda che e’ molto piu’ di quanto si sperasse. E la soddisfazione di caricarla sul gommone dopo una battaglia fatta di intelligenza e di piccoli particolari.

‘ Sospesi a circa cinque metri dal fondo, con fare deciso alcuni grossi dentici passavano ai margini del branco di piccoli pesci, pronti a entrarvi dentro per razziare le loro prede. Un intruso con muta mimetica e lunghe pinne s’intromise in quello scenario cosi’ particolare e si lascio’ cadere a foglia morta in mezzo ai piccoli pesci che, allargandosi, mostrarono una serie di massi poggiati sul fondale. Scelsi il masso piu’ grande che mi avrebbe nascosto meglio alla visuale di quei dentici che gia’ accorrevano decisi sull’intruso’
‘ Ebbi il tempo preciso per ritornare in superficie che il filo era terminato e la maestosa preda ancora tirava. Questa volta l’istinto mi convinse a tentare di chiedere aiuto e, grazie al mare calmo, alzai la testa per cercare di vedere Carlo. Nel frattempo Carlo aveva visto dei grossi dentici che nervosamente giravano sul fondo, ma non riusciva a portarli a tiro, pertanto aveva deciso di venire a chiamarmi per tentare assieme’
‘ Poco dopo ci trovammo in gommone ad aprire la ghiacciaia, ma non tanto per riporre il pesce, quanto per sfamarci e bere festeggiando le catture. Il dentice riusci’ a entrare nella ghiacciaia, mentre la ricciola fu coperta dal mio accappatoio preventivamente bagnato per mantenerla piu’ fresca’

Pag. 77: NAUTICA PER I SUB / IL GRANDE CIRCO di Stefano Navarrini

Appuntamento irrinunciabile per chiunque ami e frequenti il mare, sopra o sotto l’acqua, il Salone Nautico Internazionale di Genova si prepara ad aprire i battenti per offrire agli appassionati un mondo di sogni’ qualcuno raggiungibile.

‘ Straordinario e irrinunciabile appuntamento per chiunque ami il mare, e la nautica in particolare, il Salone Nautico Internazionale di Genova, giunto quest’anno alla 45a edizione, si prepara a vivere la sua grande kermesse dall’8 al 16 di ottobre. La gamma di interessi che questo, che e’ ormai considerato il piu’ grande “boat show” del mondo, e’ in grado di soddisfare e’ amplissima. Ci si puo’ divertire osservando barche che non trovano posto neanche nei nostri sogni piu’ astrali, ma si possono ammirare pure barche che e’ invece lecito sognare e altre ancora, nel nostro caso soprattutto gommoni, che possono invece essere concretamente considerate. Barche e tutto cio’ che ruota loro intorno: dall’universo dell’accessoristica ai motori, all’elettronica, al turismo, all’abbigliamento, alla pesca sportiva, alle associazioni e via dicendo, unico denominatore comune, il mare. E a cornice del tutto, una convegnistica sempre attuale e del massimo interesse. Tanto per dire che, anche se l’unica pesca sportiva presente a Genova e’ quella di canne e mulinelli, l’interesse specifico per gli appassionati di pesca in apnea e’ comunque alto’

Pag. 79: APNEA ACADEMY / CORSO ISTRUTTORI – UNA COSA SERIA di Roberto Tiveron

Come e perche’ un corso istruttori di apnea deve essere organizzato e svolto in un certo modo e perche’ deve avere una sua specifica durata. Un buon esempio viene dai corsi Apnea Academy.

‘ Ugualmente, non si puo’ pensare che un corso possa durare all’infinito, ma non si puo’ neanche accettare che si riduca a pochi giorni. Ugualmente, un corso per istruttori, affinche’ possa veramente aspirare a una formazione completa, necessita di un periodo di lavoro che sia diluito in un tempo non troppo breve, fermo restando che, dal momento in cui il corso sara’ terminato, il neoistruttore necessitera’ regolarmente di aggiornamenti indispensabili per poter essere sempre attuale ed effettivamente in grado di gestire la situazione all’altezza del nome della sua didattica’

Pag. 84/91: PARLIAMO DI TECNICA

CRESSI-SUB: FUCILE SL 100

Un’attrezzatura piu’ che collaudata negli anni alla quale i progettisti continuano a mettere mano per migliorarne ulteriormente le prestazioni. Tra i suoi punti di forza: materiali e semplicita’ costruttiva.

OMER: GREEN MIMETIC

La muta Green Mimetic Omer e’ il completamento della gamma di mute mimetiche Omer. Viene consigliata per la pesca lungo i litorali dove di solito si incontrano le tonalita’ di grigio, violaceo e verde dei bassi fondali costieri.

SEATEC: PLANCETTA NAUTILUS

Una plancetta creata per supportare con efficienza e comodita’ il pescatore che si immerge da terra e deve percorrere lunghi tratti a nuoto. Possibilita’ di accedere all’interno dell’attrezzo e tenere i fucili di scorta fuori dall’acqua.

PARISI SUB: MUTA 3D ZIGRINATA SPACCATA 5 MM
Una muta realizzata con un neoprene liscio-spaccato molto elastico. L’esterno zigrinato rende questa muta molto resistente, senza pero’ intaccare la coibenza termica del capo.

SEAC SUB: MASCHERA X-LOW

Una maschera adatta per l’apnea e per la pesca in apnea, non solo grazie al suo ridotto volume interno, ma anche per il comfort ottenuto con l’utilizzo di silicone morbidissimo per il facciale e mediante inedite soluzioni tecniche.

Pag. 92: CAMPIONI & CAMPIONATI / A PESCA CON GAIO TRAMBUSTI di Marco Bardi

Giovane, determinato, modesto’ ecco chi e’ Gaio Trambusti, componente da due anni del Team Omer e probabile futura convocazione in nazionale.

Pag. 94: MEDICINA / OCCHIO AI RENI! di Massimo Malpieri

L’apparato renale, responsabile di molte delicate funzioni del nostro organismo, deve essere tenuto in grande considerazione dai subacquei. Ve ne illustriamo i motivi.

Pag. 96: FILO DIRETTO CON MARCO di Marco Bardi

Come deve essere la muta per un neofita dell’apnea? Meglio aderente o comoda? Come andare d’accordo con i pescatori di superficie? E ancora: perche’ i campioni di pesca in apnea vengono tutti dalle stesse poche regioni italiane?

Pag. 98: DOVE ANDARE / LAZIO – LADISPOLI: ALLE PORTE DI ROMA di Alessandro Martorana

Il litorale di Ladispoli e’ la “riserva dietro casa” dei pescatori romani, ma e’ essenziale conoscere bene queste acque per avere buone possibilita’ di effettuare belle catture. In queste pagine, tutti i punti migliori e le informazioni piu’ importanti.

Pag. 104: ACCESSORI / PARLIAMO DEL PEDAGNO di Stefano Navarrini
Per alcuni accessori utili, ma non indispensabili, al pescatore in apnea, il bricolage risulta economico e funzionale. Il pedagno, multifunzione e snobbato dalla produzione industriale, e’ un caso emblematico.

Pag. 106: SAPORE DI MARE / IL TONNO DEI POVERI di Stefano Navarrini

Una preda poco comune, la palamita, ma sicuramente una cattura di soddisfazione, oltre che premessa per una gustosa cena. La sua carne, soda e saporita, si presta a essere cucinata in molti modi.

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