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Pesca in Apnea n° 28 – Giugno 2005

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La copertina del numero 28 di Pesca in Apnea

Fra i tanti servizi che appaiono sul numero di giugno di Pesca in Apnea, ora in edicola, agli amici di Apnea Magazine ne vogliamo segnalare uno che ci sembra molto interessante: quello sulle videocassette che raccontano la nostra attivita’. Essere dentro una passione e’ allo stesso tempo esaltante e deprimente. Gli amori danno felicita’ e delusioni ed e’ cosi’ anche per la pesca in apnea, che e’ un amore profondo qualche volta, ahime’, non corrisposto. Per questo sentimento, ogni pescatore desidera in genere un risultato migliore delle sue possibilita’, e pur di raggiungerlo e’ disposto a tutto. Qualche volta non sono sufficienti corsi didattici, libri e riviste, consigli di maestri o l’appartenenza a circoli di rango. Per questo e’ nato e si e’ sviluppato un fenomeno relativamente nuovo: quello delle videocassette che trattano la pesca in apnea. Con le videocassette e’ possibile, infatti, ottenere informazioni preziose per migliorare la propria attivita’ venatoria con tecniche non ancora sperimentate che, visto il mezzo, possono essere visionate e ripetute tante volte quante ne bastano per approfondire il tema per poi ripeterlo in mare. Naturalmente questo mezzo non ha solo una funzione didattica. A questa se ne possono aggiungere tante altre, la piu’ importante delle quali e’ quella di comunicare alcuni punti essenziali della nostra disciplina: 1) una visione del mare come cultura e amore per l’ambiente/natura; 2) una forte promozione per il nostro sport che in questo contesto viene descritto per quello che realmente e’, e cioe’ una pura e semplice attivita’ sportiva come tante altre; 3) un suggerimento verso la sicurezza e la prudenza in mare; 4) una possibilita’ di vivere quest’amore fuori stagione per non perdere mai il contatto, anche insieme agli amici che normalmente sono i nostri compagni di pesca. Alessandro Martorana, che e’ l’autore dell’articolo, ha intervistato i piu’ importanti produttori italiani di video, persone che il fenomeno lo vivono dal di dentro perché per loro si tratta di un serio lavoro con il quale affrontare il mercato.. I loro nomi sono: Gianfranco Donati, Fabrizio D’Agnano, Stefano Nania, Giorgio Dapiran, Roberto Tiveron, Roberto Praiola e Sheilo Pisciottu. Tutto questo e cento altri servizi, sul numero di giugno di Pesca in Apnea, ora in edicola. Buona lettura a tutti gli amici di Apnea Magazine.

Pag. 28: LE NOSTRE PREDE / IL PESCE SERRA di Marco Bardi

Dire pesce serra, oggi, non causa piu’ sguardi perplessi come accadeva una volta. Da sempre conosciuto come specie oceanica, oggi il pesce serra e’ presente in tutti i mari. Questo periodo e’ il migliore per incontrarlo.

‘ Il pesce serra (Pomatomus saltator) e’ molto somigliante all’incrocio tra una ricciola e una spigola. Quando lo si incontra sott’acqua, c’e’ sempre l’indecisione se si tratti dell’uno o dell’altro, fino a che non si riesce a capire che in realta’ si tratta del voracissimo pesce serra’
‘ Si incontra lungo le nostre coste proprio nei mesi piu’ caldi, come a confermare una predisposizione per le acque temperate. Tutto questo coincide anche con il periodo riproduttivo, che inizia appunto ai primi tepori estivi, proprio quando le acque tendono a riscaldarsi’
‘ L’incontro e’ quasi sempre casuale e la tecnica per la cattura non puo’ che essere legata alla situazione del momento. Non e’ impossibile prenderlo addirittura dalla superficie, mentre sta passando accanto o sotto al sub, ma ci vogliono riflessi molto pronti, perché il tempo a disposizione e’ veramente minimo’
‘ Le attrezzature da usare per la cattura del serra sono le stesse che si usano per la tecnica di pesca all’aspetto: un fucile lungo e facile da brandeggiare per anticipare la fuga del pesce, un buon mulinello dotato di sagola robusta e frizione ben regolata per attenuare la forte reazione del pesce, che e’ un combattente di prima categoria.
Per il resto, ci si deve per forza affidare alla buona sorte dell’incontro, che e’ piu’ frequente nel basso e medio fondale di quanto non lo sia a profondita’ superiori. In certe zone, addirittura, sono frequenti gli incontri con il pesce serra nei primi quattro metri di profondita’ e questa diventa dunque la preda piu’ ambita dai principianti durante il periodo estivo’

Pag. 34: AGONISMO / UNA STAGIONE IMPORTANTE di Stefano Navarrini

Sulla scia di un significativo rinnovamento dello staff federale, la stagione agonistica dei grandi eventi si presenta decisamente interessante. Per l’Italia, un prestigio da difendere a livello di nazionale e per i singoli atleti una gran voglia di vincere.

‘ Maurizio Ramacciotti, uno dei nostri piu’ validi atleti, ha comunque accettato la nuova responsabilita’ con entusiasmo. Sara’ lui, quindi, a guidare la nostra nazionale nei prossimi impegni internazionali, e siamo certi che con l’esperienza maturata in tanti anni, facendo tesoro degli insegnamenti di Borra e delle sue conoscenze specifiche in qualita’ di atleta, Maurizio non potra’ che far bene’
‘ Nell’esame dei pur importanti impegni che aspettano la nostra nazionale, va pero’ considerato che questo, per la Federazione, viene considerato un anno di transizione, mirato alla preparazione per i mondiali del 2006 che si svolgeranno in Portogallo. Oceano di nuovo, dunque, come oceano sara’ quello degli europei di Biarritz, in Francia, in programma a ottobre. A questi eventi gia’ calendarizzati, va pero’ aggiunta un’altra importante competizione che sara’ il Campionato Europeo per Nazioni (anche questo in oceano), che segnerebbe un importante ritorno per dimostrare la validita’ di una scuola nazionale. Nell’ipotesi di questo doppio impegno, le intenzioni del nuovo capitano sarebbero quelle di far partecipare all’individuale i nostri atleti piu’ forti e lasciare spazio nella gara a squadre alle seconde linee, offrendo loro la prima squadra in funzione di barcaioli. Si realizzerebbe cosi’ un bello scambio di esperienze, che darebbe modo ai giovani di migliorare e contribuirebbe a creare quell’armonia di “spogliatoio” tanto ricercata’

Pag. 38: ATTREZZATURE / NEL MARE PROFONDO Alessandro Martorana

Profondita’ maggiori, piu’ attenzione alle attrezzature per garantirci comfort, sicurezza e successo nella battuta di pesca. Ecco cosa usare nelle immersioni a quote sotto i 15 metri.

‘ Sicurezza e prestazione: sono queste le “unita’ di misura” che definiscono la bonta’ del nostro successo in pesca e, soprattutto, in pieno divertimento e senza rischi. Chi, tra voi, e’ ancora molto lontano dalle profondita’ di cui stiamo parlando, ma desidera migliorare le proprie prestazioni con metodo e intelligenza, legga le prossime righe, considerandole come ausilio al proprio bagaglio di conoscenze tecniche e teoriche: un set di “mattoncini” che, ci auguriamo, servano a costruire il vostro personale trampolino verso il tuffo a profondita’ maggiori. Per migliorare i propri limiti non basta la sola teoria e non e’ sufficiente la sola pratica, ma servono dedizione, umilta’ e intelligenza e, soprattutto, non lasciare nulla al caso. Acquistare le migliori pinne sul mercato non significa automaticamente aumentare in un baleno le proprie profondita’ d’esercizio’
‘ Cominciamo ora a entrare nel vivo dell’argomento e vediamo insieme come scegliere le attrezzature “raccomandabili” oltre i 15 metri di profondita’ e quali sono le caratteristiche che ne determinano la scelta: prima fra tutte, la ricerca del minor freno idrodinamico’
‘ Stiamo parlando di un tipo di pesca che, nella maggior parte dei casi, affronteremo in piena estate e spesso in vacanza, quando il nostro stato fisico e’ al massimo grado d’allenamento e quando la temperatura e la visibilita’ dell’acqua invitano il pescatore a spingersi qualche metro piu’ giu’. Per quei pochi fortunati che sono soliti frequentare il nostro bel meridione, di solito una mutina estiva di tre millimetri e’ piu’ che sufficiente’
‘ L’applicazione dell’attuale tecnologia dei compositi e’ riuscita a rivoluzionare il mondo delle pinne d’apnea. Solo qualche anno fa l’entusiasmante spinta donata da un attuale paio di pinne in carbonio o in vetroresina era pura utopia. Attenzione, pero’, come piu’ volte detto, non basta acquistare un buon paio di pinne con pale realizzate in fibra composita per essere sicuri di aver trovato la “bacchetta magica” che ci trasformi da goffi rospi a principi e signori delle profondita’ dell’alto mare! La pesca profonda e’ uno stato fisico e mentale che richiede un necessario e insindacabile periodo di graduale assuefazione.’

Pag. 44: TECNICA DI PESCA / DE SILVESTRI RITMO E PASSIONE di Stefano Navarrini

Pescatore polivalente, innamorato del mare in tutti i suoi aspetti, Bruno De Silvestri e’ oggi uno degli atleti di punta
della nostra nazionale. Poco amante delle tattiche e della pesca a segnale, basa i suoi successi agonistici sul ritmo, sulla determinazione e sulla sua profonda conoscenza dell’ambiente.

‘ A forza di frugare nel passato di tanti campioni ce ne siamo fatta una ragione: quasi tutti hanno dato dimostrazione delle loro future ambizioni in tenerissima eta’, e Bruno De Silvestri, uno degli atleti di punta delle nostra nazionale, non e’ stato da meno. I suoi primi rapporti con i pesci, tutt’altro che pacifici, ha infatti cominciato ad averli a sei anni, quando con una forchetta, proprio quella degli spaghetti per intenderci, tentava di catturare sogliolette sulla sabbia. Un compito non facile, a cui Bruno si dedicava pero’ con terrificante costanza, cominciando appena mamma De Silvestri si siedeva sulla sdraio e finendo solo dopo alcune ore, quando l’ombrellone che si chiudeva era il segnale di fine gara. C’e’ da dire, per inciso, che Bruno non e’ cambiato molto negli anni, e ancora oggi grinta e determinazione sono le qualita’ che ne fanno un campione’
‘ E in tutto questo che tipo di pescatore e’ Bruno De Silvestri? “Mi considero un po’ un martello pneumatico, nel senso che non mi piace pescare a segnale, anche se amo il gommone, che mi consente di raggiungere zone lontane. Una volta entrato in acqua, pero’, mi piace pescare scorrendo il fondo, quindi dovrei essere avvantaggiato dal nuovo regolamento. Pero’, forse perché un po’ viziato dai bei carnieri che spesso si fanno in Sardegna, l’idea che per vincere un campionato si sia costretti a esultare per aver messo a carniere due salpe e un tordo, un po’ mi limita’
‘ De Silvestri riesce ad avere un ritmo impressionante, pescando per ore con tempi di recupero fra una discesa e l’altra che non superano il minuto, tanto da essersi guadagnato il soprannome di “Cormorano”. Il tutto senza essersi mai particolarmente dedicato al miglioramento tecnico dell’apnea, pur essendo un istruttore Apnea Academy brevettato da Umberto Pelizzari e senza avere alcuna particolare predisposizione fisica, considerando che ha 35 anni, e’ alto 1.77 m per 70 kg di peso e ha una capacita’ vitale di 5.5 l con un ritmo di 70 pulsazioni al minuto’

Pag. 50: VIDEO / A PESCA’ IN SALOTTO di Alessandro Martorana

Negli ultimi anni ha cominciato a diffondersi l’abitudine di godere della pesca in apnea magari attraverso un’ video visto in compagnia degli amici di pesca. Ma non e’ solo un passatempo. Vediamo cosa dicono i produttori dei video sulla pesca in apnea a proposito del messaggio che un documentario puo’ trasmettere’

‘ Lungi da noi l’idea che basti “drogarsi” di video di pesca per diventare bravi pescatori! Eppure crediamo che valga la pena sottolinearne anche il lato didattico, sia per chi desidera “rubare con gli occhi” ogni piu’ piccolo particolare dalle immagini di un bravo campione in azione di pesca, sia per chi desidera “rendere l’idea” di cosa sia la pesca in apnea a chi la conosce solamente attraverso i nostri racconti. Desideriamo porre l’accento proprio su quest’ultima considerazione, portando ad esempio un’esperienza vissuta recentemente. All’ultimo Eudishow tenutosi a Genova, molti produttori di video avevano allestito nel loro stand uno spazio attrezzato con monitor e lettore dvd e, a ciclo continuo, “sparavano” sui visitatori in transito le immagini dei loro video di pesca in apnea. Era molto interessante fermarsi a osservare le reazioni dei passanti, costituiti da ogni tipo di persona: dal pescatore in apnea evoluto e signora al neofita con amico; dal bombolaro, che era solo di passaggio tra uno stand di un diving a uno di attrezzature per immersione con ara, al semplice curioso, magari “ambientalista”. Ebbene, credo di non aver quasi mai visto reazioni negative di fronte al “povero pesce arpionato” nemmeno tra chi era palesemente lontano dalla nostra passione, ma, nel peggiore dei casi, ho notato semplice indifferenza.
Al contrario, la maggior parte del pubblico si riuniva in folti gruppi di fronte ai monitor e, osservando i loro visi, si intuiva quanto le immagini li “intrigassero”e li facessero idealmente pinneggiare con l’operatore’

Pag. 56: APNEISTI E PESCATORI / MONICA BARBERO: IL MARE A 360 GRADI di Giorgio Volpe

Davvero speciale Monica Barbero! E’ una campionessa di apnea,
ma anche fortissima nella pesca in apnea, due doti certamente rare in una donna.

‘ Quali sono le tecniche di pesca e le prede che preferisci?
Non so se sia dovuto alla mia innata avversione verso l’apnea statica, fatto sta che l’aspetto non mi attira piu’ di tanto: anche se ammetto di subire il fascino di un branco di dentici che si staglia nel blu, sono un’amante della pesca all’agguato e della pesca in tana, che pratico nei fondali liguri durante la stagione invernale e in Corsica e in Sicilia nei mesi piu’ caldi. Amo la pesca in movimento, la cattura di valore tecnico, e provo grande soddisfazione quando riesco a eseguire il tuffo alla perfezione e a portare a termine la cattura senza sbagliare nulla. Le mie prede preferite sono quelle che si possono insidiare con le tecniche che prediligo: principalmente saraghi, corvine e branzini. In particolare, sono molto attratta dalla corvina, un pesce che mi affascina per la livrea e il portamento elegante’
‘ Ci racconti una storia di pesca che ricordi con particolare piacere?
Ricordo con estremo piacere la cattura di una corvina. Mi trovavo in Corsica, dove ero andata a pescare con il mio allenatore, Mimmo Blanda. A quei tempi ero ancora agli inizi e praticavo la pesca solo a quote modeste, ma quella volta ci imbattemmo in una tana di corvine su un fondale molto bello, formato da un tappeto di posidonia costellato di massi, in circa 24 metri d’acqua. Ricordo l’emozione con cui iniziai la preparazione del tuffo, cercando di ripassare mentalmente tutte le operazioni che avrei dovuto compiere una volta giunta sul fondo. Mimmo mi aveva indicato la tana, ma dalla superficie era impossibile avvistarne l’imboccatura; durante la discesa sentii per la prima volta il classico suono che le corvine producono grazie ai loro otoliti e il cuore inizio’ a battere ancora piu’ forte. Negli ultimi metri di discesa individuai la fessura, e una volta sul fondo iniziai una lenta e silenziosa manovra di avvicinamento, che mi consenti’ di catturare un una bella corvina proprio all’ingresso della tana. Ricordo di aver provato una grande soddisfazione’

Pag. 62: ATTREZZATURE / LUCI NEL BLU di Stefano Navarrini

Anche in tempi di aspetti e di agguato, l’uso della lampada da parte
del pescatore in apnea e’ irrinunciabile. L’evoluzione ne ha fatto una piccola e potente sorgente di luce in grado di accompagnare il pescatore in ogni discesa.

‘ La funzione della parabola, in una lampada da pesca, e’ quella di concentrare al massimo il fascio luminoso, in modo da penetrare l’oscurita’ anche in caso di acqua non particolarmente limpida, evitando sbavature di luce dovute alla sospensione, ma anche di abbagliare la nostra eventuale preda impedendole la fuga.’
‘ La maggior parte delle parabole sono oggi studiate al computer per ottimizzare l’energia della lampadina e realizzate in policarbonato cromato con una specchiatura liscia o sfaccettata’
‘ La parabola liscia e’ indubbiamente piu’ adatta per lampade di grossa potenza, con dimensioni importanti della testa, dove con un’adeguata curvatura dello specchio riescono ad assorbire ogni imperfezione di luce. Queste lampade sono destinate a fornire una luce diffusa ad ampio angolo di campo, adatta per l’uso con le bombole o per esigenze video’
‘ Oggi che la pesca in tana non e’ piu’ tecnica leader, salvo nell’agonismo, la torcia viene spesso messa in secondo piano. Molti pescatori la tengono attaccata al pallone, altri addirittura sul gommone, ma a parer nostro, salvo casi o situazioni particolari, avere la torcia a portata di mano e’ sempre utile. Nel caso si puo’ scegliere se tenerla al polso, magari fissata con un cordino elastico per potersene liberare in caso di imprevisto incaglio, oppure incastrata nella cintura, cosa oggi facilitata dalle cinture elastiche’

Pag. 66: LA BARCA DEL SUD IL GOMMONE DEL PESCATORE IN APNEA di Marco Bardi

Il gommone e’ l’imbarcazione piu’ comoda per la pesca in apnea ed e’ il sogno di tutti gli appassionati, ma spesso sorgono dei dubbi che rendono difficile una decisione sull’acquisto. Valutiamo, dunque, quali sono le indicazioni per una scelta sicura del gommone, ma anche del motore e del carrello di trasporto.

‘ A parita’ di dimensioni e di peso, un gommone, al confronto con una barca, permette una comoda navigabilita’ con quasi tutte le condizioni di mare e, grazie alla superiore galleggiabilita’ fornita dai tubolari, rende il mezzo piu’ stabile e adatto al trasporto di un peso maggiore. Il gommone, grazie ai suoi tubolari consistenti e a specifici bottazzi salvaspruzzi, evita in modo efficace il formarsi di schizzi laterali che, sospinti dal vento, entrano a bordo della barca e bagnano continuamente attrezzature e persone’
‘ Certi gommoni sono proprio dei tavoloni che sbattono sull’onda per via della carena piatta e poco performante, mentre altri sono morbidi sull’onda rendendo piacevole la navigazione, anche con il mare mosso, che si presenta piu’ frequentemente di quanto non si pensi. Le carene piu’ morbide sull’onda, di solito, hanno la forma a “v” piu’ pronunciata e profonda nella zona di prua e questo esalta la docilita’ e la velocita’ del mezzo, adatto anche per motori con pochi cavalli’
‘ Come in tutti i settori, anche quello nautico ha visto numerose evoluzioni e si e’ passati dai motori a due tempi 25 hp per 360 cm3 di cilindrata degli anni Ottanta ai
25 cavalli attuali, che sono per la maggior parte quattro tempi e circa mille di cilindrata. La rivoluzione vera l’hanno fatta i famosi depotenziati, ovvero i motori da
60 hp trasformati, tramite una piccola modifica, in motori che erogano potenze inferiori, paragonabili a un 25 hp, che di conseguenza non ha necessita’ di patente, ma che, in realta’, con una semplice ed economica modifica ritornano i potenti 60 hp di nascita.

Pag. 70: ALLENAMENTO / TEMPO DI MARE; TEMPO DI APNEA di Roberto Tiveron

E’ tempo di ritornare al mare e all’apnea, ma non tutti si trovano nelle giuste condizioni fisiche. In queste pagine esaminiamo gli inconvenienti piu’ abituali ed elaboriamo un programma di allenamento veloce, che possa migliorare la situazione in tempi ragionevolmente brevi.

‘ Molti non si rendono conto di quanto sia importante conseguire una corretta e continua preparazione fisica sotto forma di allenamento, che, oltre a migliorare il nostro benessere quotidiano, permette di prepararci di tutto punto al momento in cui andremo a immergerci.
Certamente, qualcuno potra’ dire che fare un giretto con la maschera e le pinne in un metro d’acqua puo’ essere paragonato a una rilassante passeggiata in campagna, con la differenza che in campagna e in montagna ci si trova sulla terraferma e avremo sempre la possibilita’ di fermarci e sederci un attimo a riposare, mentre in mare cio’ non e’ possibile. Inoltre, le condizioni atmosferiche potrebbero cambiare velocemente ed e’ proprio allora che, soprattutto per i meno esperti e per i meno preparati fisicamente, potrebbero insorgere spiacevoli situazioni’
‘ La mancanza di esercizio e di allenamento, oltre al deteriorarsi delle capacita’ condizionali, costituisce un ulteriore freno alla giusta esecuzione del piu’ efficace gesto atletico in immersione, a causa dello scadimento inevitabile delle capacita’ coordinative e tecniche, entrambe con la necessita’ di un esercizio piu’ o meno costante affinché si conservino sempre ben efficienti’
‘ Non si deve, quindi, essere ossessionati dalla necessita’ di perseguire uno stato di forma eccezionale, ma neanche ci si deve lasciare all’abbandono piu’ totale, perché cio’ non e’ ammissibile per chiunque debba immergersi, e soprattutto se in apnea. Gli impegni quotidiani, lavorativi e familiari certamente rappresentano un piccolo scoglio per chiunque nella volonta’ di affrontare un lavoro di allenamento e di mantenimento fisico, molto spesso piu’ per stanchezza mentale che per effettiva stanchezza fisica, ma, a prescindere se ci si debba immergere o meno, dobbiamo considerare che uno stato di forma fisica migliore sotto tutti gli aspetti, a partire dalla salute e, non ultimo, da quello mentale (mens sana in corpore sano), favorisce anche gli scambi interpersonali e da’ maggiori motivazioni in senso generale’

Pag. 76: RICORDI DI PESCA COME SI FA FESSO UN LUPO FURBO E SOLITARIO di Getulio Stefani

Anni e anni dietro ai pesci, tanta esperienza alle spalle e un ricordo vivo e fortissimo: l’incontro con quel dentice che con lo sguardo voleva sfidare il mondo.

‘ Col tempo le mie capacita’ maturarono notevolmente, tanto da consentirmi gia’ a diciotto anni di impostare una pescata ben oltre i quindici metri d’acqua. Fu proprio a questa profondita’ che mi imbattei per la prima volta in quello che io chiamo, a causa della sua indole e del suo aspetto aggressivi, il “lupo di mare”, ovvero il dentice. Ricordo quel giorno come fosse ora: stufo di racimolare saraghi su un ciglio a dieci metri d’acqua, decisi di perlustrare la spianata di alghe che si estendeva sprofondando a circa quindici metri verso il largo, attirato dall’eccezionale limpidezza dell’acqua’
‘ Vorrei invece parlarvi di una cattura in particolare, per la quale sono rimasto stupito di me stesso e non so quanti complimenti mi sono fatto! Alla faccia della modestia’ Accadde un paio di estati fa, quando io e mio fratello Agostino alammo il gommone a nord di Civitavecchia con l’intenzione di battere all’aspetto quasi tutto il ciglio che dal Golfo di Sant’Agostino si estende fino a Torre Valdaliga, sulla batimetrica dai 13 ai 24 metri. Ci stavamo dirigendo al largo di Sant’Agostino per effettuare i primi tuffi, quando mi accorsi di aver dimenticato una “cosa” molto importante, una mia invenzione, che mi aveva permesso di catturare molti bei denticioni’

Pag. 80/90: PARLIAMO DI TECNICA

CRESSI-SUB: ARBALETE COMANCHE 90
Il fucile “campione del mondo” che mette tutti d’accordo: dall’agonista piu’ affermato al semplice neofita. Il Comanche riesce a coniugare con successo la semplicita’ costruttiva, anche se realizzata con i migliori materiali e tecnologie d’avanguardia, con l’estrema efficacia nella pesca. Affidabilita’ e precisione le caratteristiche principali di questo arbale’te.

OMER GOMME: LA RICERCA CONTINUA
Un assortimento Omer dell’ultima generazione contraddistinguele gomme per fucili arbale’te con alcune novita’.

MEDIVING: TORCIA LED
Di dimensioni contenute, nata per le immersioni Ara, e’ molto efficace anche per il pescatore in apnea e ha una lunghissima autonomia.

DESSAULT: PINNE PRESTAZIONE
Un paio di pinne in tecnopolimero con interessanti caratteristiche di resistenza, spinta e economicita’. Ridisegnate sia le pale che le scarpette e migliorate in molte parti.

MAT MAS: PINNE MIMETIC
Un paio di pinne realizzato in composito a base di fiberglass e resina epossidica. Pale molto efficienti in due durezze e scarpette realizzate anch’esse dalla Mat Mas.

BEST DIVERS: ACCESSORI IN NEOPRENE
Una carrellata su tutti gli accessori in neoprene prodotti dalla Best Hunter, la linea pesca e apnea della Best Divers.

MY FACTORY: SCHIENALINI SEA WEED
Due schienalini con diverse caratteristiche funzionali: uno con pesata fissa e molto comodo nell’uso, l’altro con la possibilita’ di intervenire sulla zavorra quasi “al grammo”.

Pag. 92: FILO DIRETTO CON MARCO di Marco Bardi

Quali sono le motivazioni per cui si puo’ sentire piu’ freddo in acqua tra inverno e primavera? E perché, nonostante una grande attivita’ e’, possibile che non si riescano a pescare prede degne di nota? Qual e’ la capovolta piu’ corretta? Lo jogging fa bene all’apnea?

Pag. 94: MEDICINA / EMBOLIA IN APNEA: REALTA’ E FANTASIA/2 di Massimo Malpieri

Continuiamo il nostro discorso sulla possibilita’ di essere soggetti a embolia immergendosi in apnea. In queste pagine, spieghiamo com’e’ possibile il fenomeno e che cosa bisogna fare per scongiurarlo.

Pag. 96: CAMPIONI&CAMPIONATI – CHAMPIONS LEAGUE, TRA SOGNO E REALTA’ di Marco Bardi

Abbiamo voluto ricostruire la storia di una competizione che, a pieno diritto, e’ diventata una delle piu’ importanti in Europa. I motivi sono molteplici e non solo agonistici. Dario Palomba e Manolis Peristeris, ideatori e organizzatori, ci raccontano storia e motivazioni di questa competizione.

Pag. 98: DOVE ANDARE / TOSCANA – ELBA: DA PUNTA DEI RIPALTI A FETOVAIA di Pietro Milano

Ecco il quarto itinerario di pesca in apnea dedicato all’isola dElba. Vi sveliamo posti interessanti per tutte le attivita’ venatorie: l’aspetto, la tana, l’agguato. A qualche specchio d’acqua si puo’ accedere anche da terra, per la soddisfazione di chi ha difficolta’ a procurarsi una barca.

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