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Pesca in Apnea N° 15 – Maggio 2004

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La copertina del n° 15 di Pesca in Apnea

Il tempo (quello atmosferico naturalmente) fino ad ora non ci e’ stato amico, ma la passione resta immutata. E allora concediamoci qualche buona lettura, per esempio quella di PESCA IN APNEA, la rivista che e’ ormai entrata nel cuore e nelle abitudini dei pescatori subacquei italiani e soprattutto nella grande fascia di amici e navigatori di APNEA MAGAZINE. Sul numero di maggio di PESCA IN APNEA troverete una serie di servizi non solo di buona qualita’, ma certamente e soprattutto utili. Il perche’ di questo taglio funzionale e’ presto detto. Una rivista di settore (in particolare se si tratta di un settore piccolino come e’ il nostro), ancor prima di raccontare splendide avventure o commentarle con belle immagini, si deve occupare di suggerimenti pratici sulle cose da fare.
E’ in questa chiave che sul numero di maggio di PESCA IN APNEA, “prendono la parola” Marco Bardi, Pietro Milano, Nino Piras, Alessandro Martorana, Stefano Navarrini, Roberto Tiveron, Massimo Malpieri, Luca Bartoli e altri collaboratori che hanno contribuito a costruire un bel momento di passione per tutti voi. Come facciamo tutti i mesi, ve ne diamo un assaggio, pubblicando qui di seguito alcuni estratti degli articoli piu’ importanti e significativi.
Buona lettura.

1) Pag. 24: UTILE O INDISPENSABILE? / MULINELLO: TECNICA ED ESPERIENZA, di Marco Bardi

Come si usa il mulinello? A cosa serve? Come bisogna regolare la frizione? Quale filo usare? Suggerimenti e trucchi per una buona conoscenza e un utilizzo ottimale di questo importante complemento del fucile subacqueo.

… Spesso si esagera, pensando al mulinello solo come l’unica possibilita’ di portare a termine la cattura di un pesce grande, ma in realta’, anche se non e’ solo quello il suo utilizzo, questo accessorio del fucile non dovrebbe mai mancare, e un pescatore che si rispetti deve imparare a usarlo correttamente, ma soprattutto ad avere con lui un certo “feeling”.
In generale, il suo piu’ consueto utilizzo e’ riservato a tutte quelle situazioni in cui si deve lavorare una preda colpita male, che tirandola con forza si rischierebbe di lacerare. Con il mulinello si attenua la trazione, consentendo al pesce di rimanere nella sagola dove sara’ piu’ difficile che si strappi…
… Armare un fucile e’ un rituale sacro: ogni cacciatore che ama la sua arma dovrebbe controllarla bene prima dell’uso.
Oltre al mulinello, sono indispensabili anche le consuete passate di filo libero tra asta e mulinello stesso. Passate libere, che consentono all’asta di raggiungere la sua distanza ottimale senza gravare sull’attrito della bobina, che potrebbe condizionare il tiro…
… Le principali attenzioni in caso di cattura di una preda notevole saranno concentrate sul fatto che non vi siano abrasioni della sagola, che non effettui troppa resistenza sollecitando la rottura dell’asta o dell’aletta e, infine, che non si rischi di causare la forzatura del mulinello fino a staccarlo dal fucile. Ecco quindi che un filo meno elastico, ma piu’ resistente alle abrasioni e ben avvolto in bobina, potra’ dare maggiori garanzie. Il resto sara’ tutto a carico della capacita’ di utilizzo di chi impugna l’arma e lavora la preda colpita…
… Per un perfetto funzionamento del mulinello, occorre che tutte le parti meccaniche a scorrimento non abbiano attriti causati da sabbia, sporco o agenti corrosivi. Chi ha la pazienza e il piacere di effettuare la manutenzione alle proprie attrezzature dovra’ applicare con cura un risciacquo con acqua dolce all’intero mulinello e di tanto in tanto smontarlo e lubrificare tutte le parti con del silicone spray o grasso di vaselina. Un mulinello perfettamente funzionante e’ sinonimo di garanzia e nel momento del bisogno e’ fondamentale che rispetti la richiesta…

2) Pag. 32: SENZA ETA’ / SUB CARTA D’ARGENTO, di Stefano Navarrini

Una passione che non molla, quella della pesca in apnea, e per fortuna una passione che ci puo’ accompagnare anche quando la vera zavorra diventa quella degli anni. Ma prima di appendere le pinne al chiodo…

… In tempi di salutismo spinto, mentre le piu’ crudeli malattie cedono il passo a cure miracolose, c’e’ un male per il quale molto si e’ fatto ma di piu’ non si puo’ fare: la vecchiaia. Detta cosi’ e’ cosa brutta e crudele, ma poiche’ il passare del tempo e’ una delle poche certezze ineluttabili della vita, proviamo a prenderla diversamente, soprattutto noi pescatori in apnea, che da questo punto di vista siamo dei privilegiati. Perche’? Perche’ il nostro e’ uno degli sport piu’ longevi, anche dal punto di vista agonistico, tanto che l’eta’ d’oro dell’agonista e’ tradizionalmente posta fra i 30 e i 40 anni, eta’ in cui confluiscono potenza fisica, esperienza e maturita’ necessarie a dosare le proprie forze in piena sicurezza…
… Se la profonda conoscenza del pesce acquisita in anni e anni di pratica sul campo, l’esperienza capace di ottimizzare tecnica e tattiche, l’abilita’ di sfruttare al meglio le attrezzature di pesca e di ricerca, se tutto questo consente a un buon pescatore in apnea di fare risultato anche quando al peso dei piombi si aggiunge quello degli anni, non bisogna dimenticare che la pesca in apnea e’ comunque uno sport impegnativo…
… Tant’e’ che Renzo Mazzarri e Riccardo Molteni (49 anni il primo, 51 il secondo) si sono tolti la soddisfazione di vincere per due volte consecutive la Coppa dei Campioni organizzata in Grecia, e stanno facendo un pensierino anche per la prossima edizione, come dire… attenti a quei due! Uscendo dall'”isola dei famosi” non si creda che anche fra i pescatori della domenica non ci siano poi nonnetti terribili. Certo, non li vedrete partire da terra per farsi qualche miglio a nuoto, ma osservando fra barche e gommoni, pescatori di pelo bianco non mancano mai. Il che e’ una bella consolazione, soprattutto immaginando che quella nuova coscienza ecologica oggi sempre piu’ dominante, individuati e corretti i veri fattori del degrado marino a cui la pesca in apnea e’ del tutto estranea, ci regali un mare piu’ ricco di pesci…

3) Pag. 36: IL RECUPERO / COME TI METTO A PAGLIOLO, di Nino Piras

Perche’ le prede non basta individuarle e colpirle, ma bisogna anche saperle recuperare. Vediamo come, a seconda del pesce che abbiamo catturato.

… Per rendere piu’ facile il recupero della preda, diventa di primaria importanza verificare sempre lo stato della nostra attrezzatura. Infatti, strappare una preda non solo e’ fonte di dispiacere momentaneo, ma puo’ provocare il ferimento inutile del pesce.
Molte volte aver bene controllato l’asta, il fucile, gli elastici, la sagola e il mulinello puo’ evitare la perdita di un pesce. Non si puo’ pensare di andare in mare utilizzando un’asta dotata di una punta poco acuminata, a causa dell’usura, e che non puo’ garantire un tiro preciso e penetrante, anche a fondo corsa. Rifare la punta alle aste dovrebbe essere una buona abitudine di ogni pescatore…
… Un’altra tecnica utilizzata per il recupero della cernia consiste nell’attaccare la sagola dell’asta direttamente al pallone, che andra’ spinto e legato ad almeno due metri sott’acqua, in modo tale che la sagola stessa rimanga in trazione costante. Il pesce sara’ sottoposto cosi’ a una forza continua e, a ogni suo movimento, la trazione esercitata sull’asta lo tirera’ sempre piu’ vicino all’uscita della tana, talvolta fino a farlo uscire completamente.
Tra i pesci di acqua libera troviamo prede come il cefalo, la spigola, l’orata, il dentice e la ricciola. Le tecniche di pesca utilizzate sono, in questo caso, l’aspetto e l’agguato. Il recupero, per quanto riguarda le prime tre specie, e’ piu’ facile, poiche’ la pesca si effettua in acque relativamente poco profonde. L’accorgimento piu’ importante e’ che, una volta sparato, si deve avvicinare il pesce molto rapidamente e recuperare insieme sia la sagola che l’asta, per afferrarlo ed evitare che si strappi, visto che la loro natura li spinge a dibattersi continuamente per guadagnare il mare aperto…

4) Pag. 41: IL FUTURO / IN BOCCA AL LUPO RAGAZZI, di Stefano Navarrini

Per avvicinarsi alla pesca in apnea, e soprattutto all’agonismo, serve una grande passione, ma anche strutture in grado di assecondarla. Non ultimi, servirebbero, poi i pesci… Ma questo e’ un altro discorso.

… In una situazione in cui la pesca in apnea cerca di evolversi e riguadagnare immagine, una delle maggiori preoccupazioni del settore e’ la mancanza di una base giovanile in grado di offrire il necessario ricambio generazionale. Nel considerare la situazione, resta naturalmente da vedere se si tratti semplicemente di disamore per l’attivita’, le cui componenti sportive ed emozionali non soddisfano piu’ i ragazzi d’oggi attratti da altre situazioni, oppure di scarso coinvolgimento per mancanza di stimoli adeguati da parte dei circoli, delle riviste o delle associazioni di settore. Difficile credere invece a un problema economico, in anni in cui vengono spese cifre di non poco conto per telefonini (gestione inclusa), computer, motorini e via dicendo. Anche perche’ nessuno dice che si debbano muovere i primi passi con le attrezzature piu’ sofisticate, e una normale attrezzatura da pesca in apnea, fucile incluso, puo’ costare quanto un buon telefonino senza doverne poi sopportare i costi di gestione…
… “Effettivamente”, ci ha confermato il presidente del Settore Mare della Fipsas Alberto Azzali, “il ricambio generazionale e’ un problema sentito, ma noi stiamo facendo il possibile per facilitare l’accesso dei giovani all’agonismo. Inoltre, attraverso una politica mirata a un ridimensionamento delle ordinanze balneari, spesso penalizzanti per il nostro sport, e spingendo per avere accesso anche alle zone “C” delle riserve marine, stiamo cercando di creare una situazione piu’ invitante per chi si affaccia oggi alla pesca in apnea”…

5) Pag. 44: PARLIAMO DI FUCILI / E ORA CARICHIAMO L’ARMA, di Alessandro Martorana

Quali sono le tecniche, i trucchi e le “scorciatoie” per caricare il nostro fucile subacqueo nella maniera piu’ veloce e piu’ pratica e, soprattutto, cercando di impiegare la minor forza possibile?

… Dopo la fortunata parentesi storica dei fucili a molla, gli arbale’te e gli oleopneumatici hanno colonizzato il mercato delle armi subacquee, resistendo al tempo e alle mutate condizioni ambientali in cui pratichiamo il nostro sport preferito, forti di continui sviluppi piu’ o meno influenzati dalle esigenze di mercato. Una delle ragioni della loro longevita’ e del loro successo vanno ricercati anche nella regolamentazione delle gare di pesca in apnea che stabilisce che il fucile deve essere obbligatoriamente caricato con la forza muscolare dell’atleta senza dispositivi o aiuti interni o esterni all’arma…
… Nel caso del caricamento di un arbale’te particolarmente lungo senza essere dotati di braccia “da scimmia”, sara’ piu’ efficace e comodo, prima di posizionare l’impugnatura sullo stomaco, prendere un elastico con una sola mano e, mentre lo tiriamo a noi, aiutarsi con l’altra per “piazzare” saldamente l’impugnatura sopra la cintura. Solo adesso potremo lasciare l’impugnatura e agguantare l’altro elastico…
… Per il caricamento dei “cannoni” ad aria compressa si rende spesso indispensabile l’uso di un carichino con bretelle. Infatti, l’eccessiva lunghezza del sistema asta-fucile spesso non e’ gestibile da persone di altezza media per evidenti motivi naturali.
Per ovviare alla cosa bastera’ realizzare, se non lo troviamo in commercio, un carichino allungato mediante uno spezzone di sagola annodato a due fori praticati ai due lati estremi del carichino…
… Per finire, una raccomandazione.
Tutti i fucili subacquei, a prescindere dalla loro propulsione, vanno caricati e usati solo in acqua, mai in aria.
Un eventuale colpo sparato fuori dall’elemento liquido potrebbe creare danni a noi, a chi ci sta intorno e al fucile stesso.
Ricordiamoci quindi di scaricare sempre l’arma prima di uscire dall’acqua: l’arbale’te, sganciando gli elastici e accompagnandoli con le mani, l’oleopneumatico, sparando verso il basso e facendo sempre attenzione a dove andra’ l’asta…

6) Pag. 49: AMBIENTE / PESCA IN APNEA ED ECOLOGIA: UN BINOMIO POSSIBILE, di Pietro Milano

Il pescatore in apnea non e’ un distruttore: l’uomo ha sempre pescato per procacciarsi il cibo e, quindi, fa parte dell’ecosistema. È comunque importante essere “educati’ anche sott’acqua e non pretendere troppo, specialmente nei periodi piu’ delicati. Ecco qualche sano accorgimento per preservare l’ambiente e conservarlo… ricco di pesce.

… Ecco, dunque, il succo della nostra chiacchierata: anche i pescatori in apnea fanno parte di quel delicato meccanismo (tutti noi, prelevando, possiamo arrecare danno) e solo con una condotta accorta potremo condurre quelle battaglie in difesa del mare, affinche’ esso ci possa regalare, ancora per lungo tempo, delle giornate ricche di soddisfazioni, intaccando minimamente le popolazioni di animali che sono oggetto della nostra attivita’ (alla fin fine, questo e’ anche un discorso egoistico!)…
… Il primo esempio che mi viene in mente, dunque, e che spesso predico ai miei amici di pesca, e’ quello di non sparare ai labridi, anche se sono di mole notevole: questi pesci gia’ subiscono delle “mazzolate” durante le competizioni, quindi e’ proprio il caso di lasciarli stare durante le normali battute di pesca. Inoltre, sono poco appetibili, culinariamente parlando, non presentano difficolta’ di cattura e in piu’ attirano, nei luoghi in cui vivono, altre specie piu’ nobili. Capisco che chi e’ alle prime armi si senta gratificato dalla cattura di peso, ma, passato il momento iniziale di “apprendistato”, l’obiettivo deve essere quello di crescere e di rivolgersi a prede piu’ difficili e, quindi, di maggiore soddisfazione…
… È vero che di pescatori in apnea ve ne sono pochi disposti a sfidare le acque piu’ gelide dell’anno per qualche bella cattura, ma anche se il danno causato e’ di modestissima entita’, varrebbe la pena di autolimitarsi ed evitare di sparare alle femmine in procinto di fecondazione: la cosa e’ facilissima, dato che il loro ventre prominente e’ facilmente riconoscibile…

7) Pag. 52: EMERGENTI / LA VOLPE DELLA MAREMMA, di Stefano Navarrini

Dopo tanti anni di gare, Massimiliano Volpe affronta quest’anno il suo primo campionato di 1ª categoria, un’occasione per mettere in luce le sue notevoli doti fisiche.

… Personaggio un po’ atipico nel mondo dell’agonismo subacqueo, Massimiliano Volpe, conosciuto anche come Max Fox, si fa notare, oltre che per il suo fisico imponente, anche per alcune sue particolarita’, come quella della cura nel vestire, o quella un po’ piu’ criticabile del fumo (ma non e’ il solo, anche in campo agonistico). Carattere allegro e aperto, pescatore ognitempo e di lunga esperienza, con la sua discrezione, disponibilita’ ed educazione e’ un piacevole compagno di pesca…
… Che differenze noti nell’uso pratico fra un pneumatico e un arbale’te?
Ho utilizzato gli oleo agli inizi della carriera. Ho ancora un vecchio 115 che non ho mai avuto il coraggio di dare via, vuoi per motivi affettivi vuoi per la speranza di poterlo un giorno adoperare in qualche mare tropicale ricco di pescioni. Ma ormai sono anni che utilizzo esclusivamente arbale’te, dai 40 ai 110 cm di lunghezza, e questo perche’ sono convinto della loro superiorita’ rispetto a criteri che sono del tutto personali e che sono riferiti al tipo di pesca che pratico di solito. In effetti, le armi ad elastico sono piu’ precise e veloci, meno rumorose, dalla manutenzione piu’ agevole, sebbene di potenza, a parita’ di lunghezza, inferiore a un oleo. Ormai di pescioni se ne vedono veramente pochi, quindi non ha piu’ molto senso puntare sulla potenza: meglio brandire un’arma dal tiro preciso e veloce, in grado di inchiodare prede di stazza medio-piccola, pure se sono in movimento o a notevole distanza. Anche l’opportunita’ di gestire autonomamente la manutenzione e’ un vantaggio di non poco conto…
… Com’e’ costituita l’attrezzatura che usi abitualmente?
Utilizzo esclusivamente attrezzature Omer e in dettaglio: mute da 5 mm spaccate/foderate per l’estate, in cui la maggiore frequenza nelle battute suggerisce l’uso di una muta piu’ robusta, e da 6.5 mm lisce/spaccate per l’inverno, scelta dettata dall’esigenza di lunghi spostamenti in gommone durante i quali, con una muta foderata esternamente, si rischia il congelamento; pinne Bat 20 tutto l’anno; maschera Abyss; torcia Moonlight; fucili della serie Excalibur, con gomme da 16 mm fino al 75, da 18 dal 90 al 110. Per le aste monto sempre un 6.5 inox, che ritengo essere un giusto compromesso fra robustezza e velocita’. Fanno eccezione solo le aste con filettatura per i fucili corti, che hanno un diametro di 7 mm. Nei fucili lunghi monto, a seconda delle esigenze, sia la monoaletta che la doppia. La prima e’ ottima sulle cernie in caduta, la seconda d’obbligo con dentici e ricciole…
… Che tipo di allenamento ritieni migliore per la pratica della pesca in apnea?
Credo che per quanti ne hanno la possibilita’, andare per mare con qualunque condizione meteomarina sia comunque l’allenamento migliore. Capisco che per coloro che vivono a molti chilometri dalle coste la piscina rappresenti una valida alternativa, ma personalmente preferisco pescare il piu’ possibile, anche perche’ in piscina si possono migliorare le condizioni fisiche e atletiche, ma nella pesca in apnea conta molto di piu’ l’assuefazione al mare e l’esperienza, e queste le maturi solo andando per mare. Tutt’al piu’ affianco al mare un po’ di sana palestra, specialmente nei periodi in cui le pessime condizioni meteo mi costringono a diradare le uscite in mare…

8) Pag. 56: SUL FUCILE / PICCOLI IMPORTANTISSIMI DETTAGLI, di Stefano Navarrini

Parlando di fucili ci si occupa sempre di fusti e di gomme, di potenza e di precisione, dimenticando tanti particolari che, nell’uso pratico, hanno invece un’importanza non secondaria.

… Che il mare non ammetta certezze non vuol pero’ dire che si debba lasciare troppo spazio al caso, ovvero, in altre parole, che, a parte l’impostazione generale del proprio stile di pesca, non si curino anche quei dettagli apparentemente insignificanti che sono poi la vera differenza di qualita’ fra pescatori. Ad esempio quelli che riguardano l’oggetto piu’ amato di ogni attrezzatura da pesca: il fucile. Senza avere la presunzione di farne un discorso esaustivo, anche per ristrettezze di spazio, vediamo allora alcuni di questi dettagli, pur ricordando che, alla fine, e’ il singolo pescatore, sulla base delle proprie esigenze di pesca, a fare le scelte definitive.
L’IMPUGNATURA
Uno dei componenti su cui fino a oggi si e’ giustamente concentrata l’opera dei progettisti e’ indubbiamente il fusto. Meno invece si e’ fatto, per lo meno a livello industriale, sull’impugnatura, trascurando un particolare di grande importanza per la precisione e per la potenza del tiro…
… Dai tempi di quella geniale invenzione che fu l’ogiva snodata, fine di un incubo per chi aveva vissuto l’esperienza del classico archetto in tondino d’acciaio, o meglio la sua rottura con conseguente apertura di falange, non si erano viste nel settore specifico grandi evoluzioni…
… L’OGIVA
Dai tempi di quella geniale invenzione che fu l’ogiva snodata, fine di un incubo per chi aveva vissuto l’esperienza del classico archetto in tondino d’acciaio, o meglio la sua rottura con conseguente apertura di falange, non si erano viste nel settore specifico grandi evoluzioni…
… LA SICURA
Chi non ha mai perso un bel pesce perche’ al momento di premere il grilletto se lo e’ ritrovato bloccato dalla sicura, scagli la prima pietra…
… LA SAGOLA
La sua evoluzione e’ stata lunga e ricca di varianti, ma oggi la scelta tendenziale della maggior parte dei subacquei sembra essere univoca: il monofilo in nylon…
… LO SGANCIASAGOLA
Ecco un altro particolare del fucile subacqueo su cui per anni e anni e’ vissuto il piu’ totale immobilismo progettuale…
… IL TENDISAGOLA
E visto che siamo in argomento, spendiamo due parole per un microaccessorio assai piu’ utile di quanto sembri…
… CORRETTORI D’ASSETTO
Non sono certo una novita’, perche’ i subacquei di pelo bianco ricorderanno di sicuro quegli strani aggeggi scorrevoli che la Mares applicava sui cannoni della serie Sten…

9) Pag. 62: IN PRATICA / NON FARTI COGLIERE MAI DALL’ANSIA DELLA CATTURA, di Marco Bardi

Senso di disagio generale, paura di non risalire in tempo, ansia di non riuscire a catturare la preda. E poi la competizione con il compagno, l’incubo del cappotto,
la paura dell’inconscio, l’acqua torbida… Tutti fattori che influiscono in modo negativosulla nostra battuta di pesca e che bisogna imparare a controllare.

… Mario e Luca, da poco compagni di pesca, decidono di andare a pescare insieme. Quel giorno il mare ha determinate condizioni che potrebbero essere definite positive, e che non possono essere mutate se non da un condizionamento soggettivo. Ed e’ proprio quanto accadra’.
I due amici, dopo una lunga assenza dal mare, sono finalmente pronti per una battuta di pesca e gia’ sperano di realizzare i propri sogni. “Oggi potrebbe essere giusto fare l’aspetto in poca acqua perche’ il mare e’ leggermente mosso, dopo una settimana di calma piatta” dice Luca. “Forse potremo trovare di nuovo quei grossi saraghi visti l’ultima volta!”, risponde Mario. Chissa’ se gira ancora qualche bel dentice sotto costa? La fantasia gia’ corre sui binari, che in un attimo portano i due amici fino ai fondali del loro angolo di mare. Un treno d’immaginazione che non arresta la sua corsa nemmeno davanti agli ostacoli. Dopo pochi chilometri da casa, proprio mentre i due amici pianificano la battuta, Mario si ricorda di avere lasciato a casa il fucile corto: “E se poi mi serve? Torniamo indietro Luca, ti prego!”.
Dopo il rapido rientro in casa a recuperare il fucile corto, Mario saluta la moglie che non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa sia successo. Mezz’ora di auto e i due amici sono gia’ sulla scogliera.
Il mare e’ bello, l’acqua sembra limpida e promettente. La passione scatena l’adrenalina e la voglia di entrare in acqua e’ fin troppa.
Mario diventa frettoloso gia’ sulla riva, mentre indossa la muta, ed e’ eccitato piu’ di Luca, che, invece, riesce a conservare una certa calma. Mario pensa che dovra’ cercare di arrivare per primo alla punta dove di solito c’e’ piu’ pesce. Oggi ha anche il fucile nuovo, appena comprato ed e’ ovviamente curioso di provarlo…

10) Pag. 66: TECNICA / UNA QUESTIONE DI IMPUGNATURA, di Pietro Milano

Come si impugna il fucile subacqueo? Solo i pescatori con tanta esperienza si soffermano su questo argomento, che non e’ affatto scontato ne’ poco producente. Un fucile ben impugnato significa facilita’ nel prendere la mira, velocita’ di brandeggio e certezza di fare centro.

… Impugnare il fucile con il braccio disteso implica uno sforzo notevole, che stanca velocemente l’arto e spesso vanifica la precisione del tiro. Per questo motivo, durante i piccoli trasferimenti o quando peschiamo all’agguato di superficie, la migliore soluzione consiste nel rovesciare l’arma e far si’ che il calciolo forzi contro il palmo della mano: il fucile assume una posizione che non ostacola il nuoto, il braccio risulta in posizione naturale (perche’ disteso all’indietro) e non viene affaticato. Inoltre, l’arma e’ costantemente puntata…
… Praticamente, a pensarci bene, lo abbiamo gia’ detto: il tiro subacqueo e’ un tiro d’intuito e d’imbracciatura, in cui concorrono il brevissimo tempo che intercorre tra l’avvistamento, l’allineamento e la frazione di secondo che il cervello impiega a far giungere al dito indice il comando di azionare il grilletto e il successivo sparo…
… Fino a questo punto abbiamo trattato l’argomento della posizione in funzione della tecnica di pesca, ma, rifacendoci a quanto detto sopra,
una buona posizione, in cui il busto non e’ troppo appiattito, permette una postura non affaticante sia per la parte del corpo maggiormente sollecitata (il tratto cervicale della colonna vertebrale) sia per il braccio che sorregge l’arma.
Non fatevi scrupolo di abbandonare subito la posizione, se questa non risponde a questi canoni: meglio cercarne una piu’ opportuna che posizionarsi malamente e compromettere tutta l’azione…

11) Pag. 70: AGONISMO / IV TROFEO POLO SUB, di Alessandro Martorana

Piu’ di sessanta agonisti provenienti da tutta Italia hanno partecipato in un clima disteso alla competizione organizzata a Civitavecchia dalla Polo Sub. Premi anche in denaro e successo finale di Alessio Gallinucci su Daniele Colangeli.

… Il 28 marzo scorso, il IV Trofeo Polo Sub, ormai diventato una “classica” competizione di pesca in apnea, ha avuto luogo in una splendida giornata di sole primaverile. La gara, in realta’, costituiva il recupero dell’edizione 2003 dello scorso dicembre, che non era stata effettuata a causa delle avverse condizioni meteomarine.
Ben sessantaquattro concorrenti si sono dati battaglia nell’incantevole rada della Lega Navale Italiana di Civitavecchia ed erano molti anni che una competizione individuale non annoverava un numero di partecipanti cosi’ alto. Per questa edizione la Polo Sub ha messo in palio tre sostanziosi premi in denaro: 500 euro per il vincitore, 200 per il secondo classificato e 100 per il terzo. La Polo Sub si e’ avvalsa del contributo tecnico-organizzativo del Tirreno Sub Roma, storico circolo della capitale che, con l’appoggio logistico delle strutture della Lega Navale di Civitavecchia, ha garantito il regolare svolgimento della manifestazione con la collaborazione delle unita’ marine della Protezione Civile-Misericordia di Santa Marinella e dei Vigili del Fuoco di Roma…

12) Pag. 73: APNEA / UN ALLENAMENTO “FATTO IN CASA”, di Roberto Tiveron

Parliamo di stretching, un argomento interessante non solo per gli sportivi, ma anche per chi vuole recuperare un fisico con tutte le sue potenzialita’ muscolo-articolari. Per l’apneista, lo stretching e’ importante per iniziare l’attivita’ nel migliore dei modi.

… L’apnea e’ diventata una realta’ importantissima nell’ambiente sportivo italiano, nasce quindi l’esigenza di avere tecnici e allenatori sempre piu’ preparati, che possano fornire servizi di qualita’ elevata ai numerosi praticanti…
… La bellezza dello stretching consiste nella possibilita’ di praticarlo in tutta tranquillita’ anche all’interno delle mura domestiche e senza necessita’ di particolari attrezzi. Le sedute di allungamento devono essere interpretate come un momento di rilassamento, in cui si cerca di restituire alla muscolatura e alle articolazioni l’originaria elasticita’. Come abbiamo gia’ accennato, lo stretching giova notevolmente all’apparato muscolo-scheletrico anche senza l’abbinamento di uno specifico allenamento, che e’ comunque sempre consigliato…
… Come regola generale, e’ importante praticare stretching in modo generale, si’ da donare un’elasticita’ complessiva e una buona mobilita’ articolare al fisico intero. Ognuno di noi ha una struttura muscolare e una conformazione fisica diverse, quindi si dovra’ verificare, in prima analisi, quali sono i settori corporei che necessitano di piu’ di un intervento mirato, affinche’ si possa donare una giusta armonia al movimento complessivo; quindi, si svolgera’, al tempo stesso, un lavoro specifico, indirizzato a particolari distretti, associato anche a un piu’ generico lavoro…

13) Pag. 77/86: ANALISI TECNICHE

EFFESUB: ARBALETE BLACK BLAZE
Un nuovo arbale’te con soluzioni tecniche inedite. Leggerezza, potenza, brandeggiabilita’ e tanta praticita’ sono le caratteristiche di questo fucile.

OMER: MASCHERA ALIEN E ZOOM MIMETICO
Due attrezzature che fanno parte di una linea progettata per chi ama il mimetismo.

ELIOS: MUTA BLACK SHADOW
Una muta estiva con buone soluzioni tecniche e ottimi materiali. Taglio anatomico, esterno foderato ultraelastico e particolarmente robusto, interno spaccato e verniciato con un’esclusiva spalmatura.

CRESSI-SUB: ELASTICO G20
Elemento determinante per l’efficienza di un fucile, analizziamo questo prodotto dalla notevole velocita’ di rilascio.

MAORISUB: FUCILE MAMBA 110
Un fucile oleopneumatico, dall’innovativo funzionamento “sottovuoto”, potente, preciso, maneggevole e affidabile.

GIMAN SUB: MULINELLO ARCHIMEDE 910
Un mulinello di buona qualita’ tecnica e di incredibile praticita’. Un supporto ai nostri fucili nella cattura di grosse prede combattive.

14) Pag. 88: CAMPIONI & CAMPIONATI / UN CAMBIAMENTO NECESSARIO, di Marco Bardi

… Il circolo triestino Ghisleri, pur essendo posizionato in una zona meno vantaggiosa rispetto ad altri, vanta una prestigiosa storia agonistica. Venne fondato nel lontano 1959 da un gruppo di volenterosi che vollero intitolarlo all’esploratore e geografo Arcangelo Ghisleri.
Andando a ritroso nella ricerca delle radici, e’ emerso che il sodalizio e’ nato come circolo speleologico, che successivamente ha avuto una rapida evoluzione passando per necessita’ alla speleologia subacquea, e poi, nel 1962, approdando definitivamente all’attivita’ subacquea e alla pesca sportiva.
Negli anni il circolo ha potenziato la sua attivita’ impegnandosi su piu’ fronti: pesca in apnea, nuoto pinnato, fotografia subacquea, producendo diversi campioni nelle varie specialita’.
Il Ghisleri si e’ sempre adeguato alle nuove esigenze, dando molto spazio all’agonismo locale e alle numerose attivita’ ricreative.
Per quanto riguarda la pesca in apnea agonistica, il periodo a cavallo tra gli anni 1970 e 1985 e’ senz’altro quello maggiormente costellato di soddisfazioni, scandito dai successi di due figure storiche della pesca in apnea internazionale: Claudio Martinuzzi e Milos Jurincic…

15) Pag. 90: MEDICINA / I SUB E LE ALLERGIE, di Massimo Malpieri

Le allergie sono patologie da affrontare con le dovute cautele. Vi sono allergie, tipiche del pianeta sommerso, alle quali i subacquei possono essere particolarmente esposti. Affrontiamo questo argomento certamente interessante.

… Possiamo dire che ogni manifestazione di carattere allergico e’ la risposta difensiva a una sostanza estranea alla normale struttura del corpo umano.
In effetti, il problema e’ molto piu’ complesso di quanto possa sembrare, poiche’ spesso, in una risposta di tipo allergico, entrano in gioco dei fattori legati all’ereditarieta’ e alla reattivita’ individuale, nel senso che cio’ che e’ innocuo per la maggior parte degli individui puo’ essere nocivo per alcuni, in seguito a un alterato stato di sensibilita’ di quell’insieme di cellule deputate alla difesa dell’organismo (sistema immunitario)…
… La forma clinica ad esordio ed evoluzione piu’ grave di questo gruppo, e che si puo’ manifestare, nel subacqueo o nel semplice bagnante, in seguito alla puntura accidentale di alcuni pesci, e’ il cosiddetto shock anafilattico.
I pesci che piu’ frequentemente sono responsabili della comparsa di uno shock allergico con la loro puntura sono gli scorfani, le tracine, i trigoni, i pesci scorpione, i pesci pietra, i pesci prete. Stesso effetto possono sortire alcuni molluschi gasteropodi (gonidi)…

16) Pag. 92 RIABILITAZIONE / UNA SPALLA DOLENTE, di Luca Bartoli

La spalla e’ una parte del nostro apparato scheletrico molto complessa, che puo’ comportare, se sollecitata malamente, dei problemi che si manifestano sempre con dolori persistenti o sporadici. Vi raccontiamo il caso esemplare di una spalla male in arnese, in un certo senso risolto con una terapia fatta di esercizi ben studiati.

… A qualcuno potra’ sembrare strano leggere di problemi alla spalla relativamente all’attivita’ di pesca in apnea. In effetti, se si pensa alle condizioni operative dell’attivita’ subacquea, non si riesce a trovare una correlazione evidente fra questo particolare fenomeno e l’immersione.
Il motivo per il quale abbiamo deciso di affrontare questo problema e’ stato determinato da alcuni casi, pervenuti presso il nostro centro, di pescatori con sofferenze alla spalla. In tutti i soggetti, la causa dell’insorgenza dolorosa era spontanea o traumatica, non legata direttamente all’attivita’ subacquea, ma correlata ad alcuni gesti tipici della pratica sportiva. In nessun caso la sofferenza alla spalla era conseguenza della pesca in apnea, anzi, chi ne soffriva trovava difficile eseguire alcuni movimenti caratteristici della pesca in apnea, come la vestizione della giacca della muta e il caricamento del fucile subacqueo.
Per comprendere meglio il problema, racconteremo la storia di Fabio…

17) Pag. 94: FILO DIRETTO CON BARDI, di Marco Bardi

Pinneggiare affatica o aiuta a smaltire la fatica? E la muta mimetica e’ veramente utile? In quali casi? Perche’ due mute ugualmente spesse possono avere caratteristiche molto diverse? E poi, conviene veramente caricare il fucile con un secondo elastico? Queste le domande alle quali diamo risposta.

18) Pag. 96: PINOCCHIO SUB / PINOCCHIO D’ORO 2004

Centoventi persone hanno applaudito l’ultima fatica degli intraprendenti organizzatori che, come al solito,hanno offerto premi di sorprendente simpatia. La festa e’ stata onorata dalla partecipazione di numerosi personaggi della pesca in apnea e dai sindaci dei comuni locali.

19) Pag. 98: DOVE ANDARE / SICILIA: NEL MARE DI LIPARI, di Antonio Mancuso

Davanti al Golfo di Patti, lungo la costa nordorientale della Sicilia, le isole Eolie sembrano incastonate in un mare cristallino e profondo. Andiamo a pesca nelle acque di Lipari, la piu’ grande delle Eolie.

20) Pag. 106: SAPORE DI MARE / UN MARE DI GUSTO… PER UN GUSTO DI MARE, di Stefano Navarrini

Come verificare i preparativi per una grande manifestazione gastromarinara in eccellente compagnia? Un po’ in mare e un po’ a tavola, come insegna l’etica del buon pescatore in apnea.

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