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Parliamo di regolamenti con Luciano Cottu – I° parte

| 11 giugno 2002 | 0 Comments

 

Questo il tipo d’imbarcazione che l’organizzazione brasiliana metterà a disposizione degli atleti al campionato mondiale che si terrà a Novembre 2002

Con il Campionato assoluto di prima categoria, la stagione degli appuntamenti agonistici del 2002 entra nel vivo. Questo è un anno importante non solo per il fatto che il prossimo Novembre (dal 7 al 10) si svolgerà in Brasile il campionato mondiale di pesca in apnea, ma anche perché il regolamento gare nazionale è stato rivisitato e presenta novità salienti.

Facciamo il punto della situazione con Luciano Cottu, componente delle commissioni sportive di FIPSAS e CMAS, che ha gentilmente accettato di illustrarci le scelte operate dagli organismi collegiali di cui fa parte.

Il Mondiale del Brasile

Apnea Magazine: La Federazione Brasiliana ha richiesto alla Commissione pesca in apnea CMAS la possibilità di disputare il campionato con formula a nuoto. Inizialmente si è parlato di una imbarcazione per team, poi di plancette. Alla fine cosa è stato deciso?

Luciano Cottu: Purtroppo, i costi delle imbarcazioni oramai pesano eccessivamente a tutti i livelli; prevedevamo che molte nazioni non potessero coprire i costi di decine di barche, ossia una per atleta più tutte le altre di assistenza, e abbiamo cercato di trovare delle soluzioni adeguate, con 5 nuove formule diverse di svolgimento oltre l’attuale.

Ma il Brasile ha scelto anche la possibilità data dal Regolamento Generale CMAS, di ridurre il numero delle Nazioni a 20, sempre per disponibilità organizzative.

Inizialmente, il Brasile aveva offerto unicamente una barca per Nazione con la possibilità di ulteriori spostamenti in barca. Questa formula non è stata accettata dalla commissione sportiva CMAS, che ha autorizzato l’opzione di svolgimento denominata “Tipo C”, che prevede sì una barca per Nazione ma spostamenti a nuoto dopo l’ingresso in acqua. Questo perché la formula proposta dall’organizzazione aumentava la possibilità che gli atleti fossero lasciati in mezzo al mare, col Capitano impegnato a spostarli continuamente da un punto all’altro del campo gara.

Inoltre, si è cercato di non creare un precedente che consentisse alla Nazione organizzatrice di strutturarsi le regole del Campionato a proprio piacimento.

Abbiamo richiesto che in ogni barca assegnata alle nazioni di circa 8 metri, vi sia un sommozzatore pronto all’azione e un rianimatore specializzato, e sembra che il Brasile accetti la soluzione. Inoltre:

– é obbligatoria la plancetta e vietata la sola boa; cosa molto giusta.

– il peso minimo è fissato in 500 gr e non è stata accettata la proposta di avere uno scarto di + o – 5 gr.

– è stata avallata la scelta di limitare a 3 esemplari per specie la cattura di BADEJOS, CHERNES e GAROUPAS (la garoupas è la nostra cernia bruna) da parte di ogni atleta in ogni giornata.

– idem per le specie non valide proposte, segnale che denota l’esempio/ modello che valorizza la pratica della pesca in apnea. A tal proposito, credo che sia giustissimo rendere non valida la Epinephelus ItaJara (una cernia che può arrivare a 300 kg).

– Abbiamo richiesto che le ore di gara siano ridotte a 5 a giornata, anziché 6.

Per la prima volta si è posto un limite al numero di prede catturabili in un campionato del mondo. Non più di dieci pezzi per specie e non più di 3 cernie al giorno per ogni atleta. Ciò è dovuto al fatto che la competizione si svolgerà in una riserva di pesca oppure si tratta di un segno dei tempi che cambiano e di una maggiore attenzione ai problemi ambientali?

Penso che questo rappresenterà un trend comune a tutte le Nazioni. Anche in Mediterraneo, per quanto riguarda le gare Internazionali si potrà pescare solo una cernia e massimo 10 prede per specie.

Un chiarimento importante: il Mondiale del Brasile si farà in una riserva di pesca, ma attenzione a non confondere il termine con quello di area marina protetta di tutela biologica: la “Reserva extrativista de Arail” di Cabo Frio è in pratica una zona dove si sono consorziate circa trecento famiglie che vivono di pesca, quindi è una zona pescosissima. E sarà la prima volta che la pesca in apnea si svolgerà in quest’area, aperta proprio (ed esclusivamente) per il Mondiale.

Le gare internazionali

Si parla di crisi delle gare internazionali. La formula a nuoto favorisce la partecipazione di quelle nazioni la cui federazione non dispone di budget rilevanti; quali altri accorgimenti possono favorire un leale confronto tra le varie compagini e in qualche modo attenuare l’influenza della maggiore disponibilità economica sul risultato finale?

Sinceramente, penso che attualmente neanche l’Italia possa più permettersi di organizzare gare internazionali tipo Mondiale o Euroafricano con la formula tradizionale, perché questo comporta un budget di una cinquantina di milioni solo per le barche. Salvo che non si trovino una sessantina di appassionati che le mettano a disposizione, come penso farà il Portogallo, che ha presentato la candidatura per l’Euroafricano del 2003. Senz’altro la formula senza spostamenti rapidi in barca, ma solo a nuoto, si allinea con le esigenze di tutte le nazioni.

L’anno scorso, dopo la vittoria dell’Italia in Sardegna, Apnéa Francia pubblicò la notizia dell’ “ovvia” vittoria degli atleti di casa, sminuendo la loro prestazione. Il fattore campo in una gara di pesca subacquea non può essere eliminato, ma si può fare qualcosa per evitare che le nazioni disertino le gare a risultato “dichiarato”?

Sarebbe opportuno che queste dichiarazioni Apnéa Francia le facesse anche quando raramente la nazionale francese vince qualche Campionato in casa propria. Loro si lamentarono del fatto che si poteva pescare una sola cernia per atleta a giornata, dicendo che questo avrebbe danneggiato la loro performance anche se da loro la cernia è specie protetta:i fatti hanno dimostrato che non tutti hanno preso una sola delle cernie consentite a giornata.

Pensiamo che un possibile rinnovamento dell’appannato sistema consista in:

– spostamenti a nuoto, anche se si dispone come augurabile di una barca per atleta;

– punti di partenza dentro il campo gara a sorteggio, dopo averne evidenziato 5 con coordinate GPS (Opzione B);

– rendere la preparazione campo gara poco influente;

– calcolo dei punteggi col Coefficiente 100

Queste sono alcune delle innovazioni che dovrebbero riequilibrare il sistema in base alle nuove esigenze.

Stefano Bellani

Cos’altro si può fare per promuovere le gare internazionali?

Diverse soluzioni sono allo studio. Adesso c’è da vedere se altre Nazioni organizzeranno gare importanti con le altre 5 formule approvate, riguardo Il Mondiale “do Brasil ” già si assiste ad una risposta soddisfacente da parte delle varie nazioni.

Abbiamo le candidature di Croazia e Portogallo per l’Euroafricano del 2003: direi che si va avanti. Purtroppo la CMAS per la Coppa Europa non riconosce il titolo individuale, ma solo il titolo a squadre e questo frena la partecipazione di compagini che sanno in partenza di non poter aspirare alla vittoria. Noi come commissione abbiamo richiesto l’introduzione del titolo individuale per la Coppa Europa (Eurafrica) e del titolo a squadre per I Campionati del Mondo e Continentali, ma la CMAS in tutte le sue discipline contempla solamente o l’individuale o il titolo a squadre…

Il panorama nazionale

Quest’anno il regolamento gare nazionali presenta diverse novità.

Innanzitutto, devo dire che le novità originano da un questionario di circa 30 domande presentato agli atleti, inviato alle sedi competenti oltre un anno fa.

Quindi, si è cercato di sentire la voce di tutti con un’indagine ad ampio respiro e questa è stata un’ importante iniziativa, che ha messo in luce alcuni aspetti.

Ritengo che chiedere l’opinione di tutti sia stata una cosa importante che ha evidenziato come gli atleti debbano essere più partecipi ed interessati al loro sport: nella realtà, invece, troppo spesso ci si ricorda delle gare solo nell’imminenza della prima selettiva.

Voglio chiarire che un Questionario non è un “Referendum”, ma uno strumento di valutazione che da voce alla base degli agonisti: in base al questionario ed a una certa situazione si è impostato un programma triennale.

Le gare di selezione si svolgono tutte con FAN (formula a nuoto). Il rapporto 1:5 tra imbarcazioni e atleti è sufficiente a risolvere il problema sicurezza? Si prevede di estendere questa soluzione a tutti i livelli?

La FAN si caratterizza anche per non consentire spostamenti con l’imbarcazione, molti pensano che la formula a nuoto sia solo quella dove si parte da terra e si nuota: niente di più errato, essenzialmente si tratta di interdire gli spostamenti con la barca.

Attualmente, vi è un’analisi procedurale di valutazione delle gare sotto i punto di vista:

– medico

– tecnico

– ambientale.

Abbiamo dati di gare francesi, portoghesi e italiane che si svolgono a nuoto (con varie tipologie).

Le tesi sul “Taravana” ma non solo, e dei medici che studiano il problema sono all’attenzione Federale e faranno parte di un Dossier.

Avremo un quadro maggiormente esaustivo di come si dovranno svolgere le gare, salvaguardando: i fattori di sicurezza innanzitutto, numero di partecipanti e fattori economici.

Senz’ altro, è molto più pericolosa una gara con 15/20 gg. di preparazione e subito due o tre giornate di gara – che si disputano, tra l’altro, in zone quasi sempre profondissime grazie alla preparazione campo gara – rispetto ad una gara preparata per spostamenti a nuoto.

Comunque, il Progetto di adeguamento alle condizioni di massima sicurezza possibile delle gare di pesca in apnea con formula a nuoto è quasi pronto e sarà presentato in Commissione sportiva per la valutazione.

Circa tutti i livelli di gara mi permetto di ricordare che solo nelle selettive vi è attualmente il rapporto di 1:5. Per il resto:

– Il Campionato Italiano per società 2002 di farà con una barca personale che assiste la squadra che si sposta a nuoto, per tutta la durata della gara.

– Il Campionato di seconda 2002 avrà una sola delle due giornate con spostamenti a nuoto e barca e assistente che seguono l’atleta.

Personalmente, penso che nel circuito individuale si dovrà avere questa formula: spostamenti a nuoto ma con barca e assistente al seguito. Anche se la stragrande maggioranza degli atleti (92%) ha affermato che le spese pro capite per la partecipazione a un Campionato Italiano con barca e assistente sono insostenibili. Il 75% invece afferma come le società non riescano a coprire i rimborsi, mentre il 68% dichiara che la gara senza l’obbligo di avere barca e assistente è meno stressante tanto a livello organizzativo che per l’atleta. Il 70 % si augura che anche i campionati Italiani si svolgano a nuoto senza l’obbligo di barca e assistente personale.

Gli atleti dimostrano essere anche consapevoli dell’importanza delle AMP [n.d.r. Aree Marine Protette], difatti il 94% riconosce la validità del parco come zona di ripopolamento.

Ritengo che la gara a nuoto senza barca personale di assistenza dovrà essere prerogativa della formula a coppie, ma con assistenza del compagno in superficie resa obbligatoria da impostazioni di regolamento appropriate, anche qui si sta vedendo di realizzare qualcosa.

Ma la mentalità è difficile da cambiare, soprattutto per uno sport come il nostro, che rappresenta “una grande scuola d’introversione”.

Riguardo all’analisi del fattore sicurezza, quali sono le risultanze emerse?

La valutazione della sicurezza ha due aspetti fondamentali:

1. Una valutazione sulla sicurezza intrinseca propria delle modalità che caratterizzano la gara. Questo è un’ aspetto che finora molti non hanno preso in considerazione nella misura che meriterebbe; non si può pensare solo al momento in cui l’atleta ha l’incidente e alle modalità che favorirebbero il suo recupero (sicurezza estrinseca), ma devono essere analizzate le condizioni attuali proprie (intrinseche) della conduzione della gara che predispongono ad eventi accidentali anche gravi.

Adesso riteniamo che vi siano delle modalità di conduzione della gara ad altissimo rischio: gli incidenti in gara di questi ultimi due anni ne darebbero una parziale conferma.

Queste modalità evidenziate sono:

– la sommatoria d’impegno psico fisico della preparazione campo gara con le giornate di gara; dieci giorni che si sommano alle tre giornate di gara, anche se con una giornata di riposo fra le tre giornate (questo in Italia), mentre per le gare internazionali si hanno anche venti e più giorni di preparazione che si sommano alle dodici ore di gara in due giornate.

– La condizione psicologica negativa che origina dalle aspettative e dalla struttura della formula attuale, che sembrerebbe predisporre ad eventi accidentali.

– Lo svolgimento della gara, preparata a tavolino con le zone (mire) trovate in preparazione, che in gara vengono battute a ripetizione quasi con angoscia dall’atleta; si riducono pericolosamente i tempi di recupero tra un’immersione e l’altra per fare in fretta, anche per cercare di spostarsi su un’altra zona (mira) il più rapidamente possibile.

– Solo la preparazione prolungata del campo gara permette la ricerca e il ritrovamento di zone particolari, quasi sempre profonde: difatti, le batimetriche di pesca hanno ormai raggiunto limiti estremi.

– La ricerca della cernia in preparazione, sposta troppo il limite di profondità.

2. Valutazione della sicurezza estrinseca: riguarda le modalità da osservare in caso di incidente, ossia le barche di assistenza, l’autoambulanza a terra, le autorizzazioni delle autorità marittime competenti circa l’attenzione alla navigazione delle imbarcazioni in transito.

– Il punto focale è rappresentato dall’assistenza all’atleta durante la gara; nelle gare a nuoto con partenza da terra o da un punto al largo del campo gara, attualmente è stabilito in un rapporto di 1:5 sia in campo Nazionale (attualmente solo nelle selettive), sia in campo Internazionale.

Questo sistema d’ assistenza può funzionare solo se il Direttore di gara predispone un Piano di sicurezza che preveda un’adeguata distribuzione in settori delle barche nel campo gara e l’assegnazione di numeri visibili sulle plancette personali. Se le barche di assistenza girano in lungo e in largo senza un’indicazione precisa il risultato è inferiore, in alcuni casi nullo.

La condizione ottimale è rappresentata senz’altro da una barca per atleta, ma questo sembra non essere più possibile, almeno per le selettive e anche per le gare internazionali (vedi la richiesta del Brasile).

Comunque, lo svolgimento della gara a nuoto riduce induttivamente e drasticamente il limite di profondità; induce appunto l’atleta a rischiare meno e, in ogni caso, durante la gara ogni atleta può sempre richiamare l’assistenza se sta estraendo un pesce difficoltoso o recuperando un’asta incastrata o comunque si trova ad operare in profondità….

Leggi la seconda parte

Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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