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Nuoto Pinnato: Campionati Italiani di societa’

| 28 febbraio 2007 | 0 Comments
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Il difficile momento della partenza effuettuata dai blocchi traballanti

I Campionati di Società sono una gara assai rilevante e sentita, dove ciò che conta non è la vittoria del singolo ma il successo del team, tant’è che non sono previste cerimonie di premiazioni per gli atleti, ma solo per la classifica finale a squadre. Mai come quest’anno la lotta per la vittoria finale sembrava aperta e lasciava presagire uno spettacolo particolarmente interessante.
Poche le società al via, soltanto 17 contro le 30 dei Campionati Invernali di Categoria. Negli ultimi anni il titolo era stato ‘facile’ preda dell’EURO TEAM TORINO, forte di una squadra femminile eccezionale e di un settore maschile sempre all’altezza. Quest’anno i torinesi hanno però dovuto fare i conti con l’addio di tutte le loro campionesse più esperte: Veronica Pinzuti, Selvaggia Caputo, Cira Punzo, Sara Barbero e Martina Ferraresi. Grandi atlete capaci di vincere medaglie europee e conquistare finali ai Mondiali. Alle loro spalle, da tempo scalpitavano ragazze giovani che si erano già distinte nelle categorie inferiori con ottime prestazioni. La compagine torinese si è così presentata con il proprio capitano Paolo Varetto (classe ’87) come atleta più vecchio del gruppo, mentre la più grande tra le ragazze era Francesca Ferraresi del 1990! Ancora più giovani gli altri componenti: Francesco Fuga (’91), Diego Siviero (’91), Emanuele Gennusa (’92), Silvia Bucelli (’91), Alexia Tosco (’91), Jaele Bechis (’92) e Federica Longo Vaschetti (’93).

Avversari più accreditati le FIAMME ORO ROMA e la SCUOLA NUOTO PINNATO PADOVA. I poliziotti romani si sono presentati anch’essi al via con una squadre molto rinnovata, specie tra le ragazze. Oltre alla veterana Lisa Foa e a Giorgia De Bernardini presenti a Firenze, i nuovi acquisti sono Veronica Arrighi (dal Sub Bologna) e Benedetta Landi (dal Belle Arti Roma). In campo maschile, dopo l’addio del campione mondiale Lorenzo Minisola i portacolori erano Andrea Nava, Gianluca Mancini, Fabio Picchi e Francesco Landi. Squadra giovane anche per Padova con Nicola Negrello, Andrea Rampazzo, Francesco Traversaro, Nicola Fassetta, Linda Biscazzo, Giorgia Viero, Marta Callegari e Elena Zordan, che all’ultimo minuto è stata chiamata a sostituire la compagna titolare Viola Donadello, influenzata.

Andrea Rampazzo, autore del nuovo record italiano nei 50 pinne

Fin dal mattino, nonostante i pronostici sembrassero più aperti, gli atleti dell’Euro Team hanno dimostrato tutto il loro valore. Pur senza exploit particolari i Torinesi hanno piazzato tutti i loro atleti nei primi posti delle classifiche. Una continuità che ha loro permesso di tenere da subito abbastanza saldamente il comando. La lotta per il podio è stata invece accesissima, come dimostrano tutte le classifiche, parziali e finali. Le Fiamme Oro possono contare su un settore maschile di prim’ordine, mentre difettano soprattutto nello stile bipinne, che ai Campionati di Società conta due distanze, 50 e 100. Bipinne che sono invece sono il punto di forza dell’SNP Padova, che con Andrea Rampazzo e Francesco Traversaro punta a mettersi in mostra, dato che la prova è valida per la convocazione in nazionale.

Prima gara della mattinata sono stati i 50 np: a sorpresa, tra le donne la spunta Silvia Baroncini (Record Team Bologna) davanti a Claudia Mazzolai (Gao Brinella Orbetello) e a Federica Longo Vaschetti. Tra i maschi il più veloce è Rosario Aiello (Bruno Loschi Modena) seguito da Francesco Fuga e Gianluca Mancini.
I 50 pinne vanno invece ad Alexia Tosco su Marta Callegari e Angelica Gemignani (Massarosa Nuoto) per il settore femminile mentre in quello maschile si registra l’ennesima vittoria di Andrea Rampazzo. Il campione padovano si afferma davanti a Riccardo Vagnoni (Gao Brinella Orbetello) e Francesco Landi, stabilendo il nuovo record italiano con il fenomenale tempo di 19’98, primo atleta a scendere sotto il muro dei 20′, battendo il primato che già gli apparteneva di tre centesimi.

Il programma prevedeva poi gli 800 np, segnati dalla vittoria di Serena Murabito (NPS Varedo) davanti a Lisa Foa e Jaele Bechis; tra gli uomini Fabio Picchi precede Simone Mallegni (Belle Arti Roma) e Nicola Negrello. Chiudono la mattinata i 200 np con Giorgia Viero che ha facilmente ragione di Silvia Bucelli e Marta Gianola, mentre Andrea Nava si impone nel settore maschile con un ottimo 1’24’71 davanti a Paolo Varetto e Stefano Figini (NPS Varedo). Al termine delle gare del mattino la classifica vede al comando l’Euro Team Torino inseguita da SNP Padova e Fiamme Oro Roma.

La lotta per il podio si accende ancora di più il pomeriggio, quando dopo le prime gare Padova e Fiamme Oro sono addirittura appaiate al secondo posto con il Belle Arti Roma, a pochi punti di distacco.
Nei 50 apnea vittorie per Roberta D’Angelo (New Line Amendola Roma) e Cesare Fumarola (Bruno Loschi Modena) rispettivamente davanti a Silvia Baroncini e Gaia Carosi (Belle Arti Roma), e a Francesco Fuga e Gianluca Mancini.
Claudia Mazzolai si ripete nei 100 np superando di pochi centesimi Giorgia Viero, terza Francesca Ferraresi. La imita subito dopo Andrea Nava, protagonista davanti a Rosario Aiello e Paolo Varetto.
Giovani vittorie nei 100 pinne per Alexia Tosco su Marta Callegari e Alessandra Donato (NPS Varedo) e Francesco Traversaro su Simone Branchini (Record Team Bologna) e Riccardo Vagnoni.
Ultima gara individuale sono i 400 np che vedono le affermazioni di Silvia Bucelli davanti a Lisa Foa e Linda Biscazzo tra le donne e Fabio Picchi su Alex Battista (Record Team Bologna) e Simone Mallegni tra gli uomini.

La partenza dei 50 apnea maschili

Le staffette sono fondamentali perché il punteggio che assegnano è doppio rispetto alla gara individuale. Nonostante la squadra giovanissima, le campionesse dell’Euro Team dominano la prova con quasi dieci secondi sulle inseguitrici del Belle Arti Roma e NPS Varedo, mentre Fiamme Oro e Padova si devono accontentare di un sesto e settimo posto. In particolare, Padova paga l’assenza della sua seconda migliore staffettista, malata e rimasta a casa.
Risultato importante anche quello della gara maschile, dove per la prima volta dopo molti anni di incontrastato dominio, non una, ma addirittura due squadre hanno preceduto le Fiamme Oro nella staffetta veloce. Trascinata da Cesare Fumarola la Bruno Loschi Modena è stata in testa fin dalla prima frazione di gara, con l’Euro Team Torino secondo a recuperare nelle ultime fasi, ma non abbastanza per impensierire i modenesi. Nel finale non basta Andrea Nava in ultima frazione alle Fiamme Oro, che si devono accontentare del terzo posto.

Il testa a testa tra Padova e Fiamme Oro Roma si conclude a favore dei primi, che agguantano per il secondo anno consecutivo la seconda piazza nella classifica generale dei Campionati Italiani di Società dietro all’Euro Team che si conferma miglior team italiano per la quarta volta di seguito. Un risultato già di per sé importante ma che è ancora più gratificante per i piemontesi, dato che giunge in una stagione di difficile transizione. Netto il distacco inflitto ai rivali: 868 punti per Torino, 757 per Padova, 746 per il C.N. Fiamme Oro Roma. Gli 11 punti di differenza tra secondo e terzo posto, ma anche nei confronti del quarto dell’A.S.D. Belle Arti Roma fermatasi a 735, dimostrano invece il livellamento delle squadre competitrici.

Quello delle gare fiorentine non è stato un livello medio qualitativo altissimo; fatto comprensibile in un momento della stagione in cui i carichi di allenamento sono ancora molto elevati in vista degli appuntamenti primaverili. Sicuramente questi CI per Società non sono stati una manifestazione memorabile come era lecito attendersi, il nostro augurio è che tutti gli atleti possano rifarsi -magari con gli interessi- nei prossimi appuntamenti, approfittando di un impianto come il magnifico villaggio sportivo Ge.Tur di Lignano Sabbiadoro, che certamente non offrirà sgradevoli sorprese.

UN PASSO INDIETRO PER IL NUOTO PINNATO
Tragicomica domenica dei Campionati Italiani di Società di Firenze – a cura della redazione di Apnea Magazine

Ci è sembrato necessario affrontare un argomento purtroppo triste, ma che è stato indiscutibilmente protagonista dei Campionati Italiani Assoluti di Società di Firenze.

L’abbassamento del livello dell’acqua

Ci sarebbe piaciuto poter affermare che lo spettacolo visto in piscina è stato degno delle ambizioni di questo sport, ma con nostro grande rammarico non è stato così. Quindi abbiamo deciso di non celare nulla e, senza fare sterili polemiche, parlare dei Società per quello che sono effettivamente stati: un passo indietro per il nuoto pinnato! Nella speranza che episodi analoghi non si ripetano e le nostre parole possano essere uno stimolo per tutto il settore a fare meglio.

Una premessa doverosa per introdurre la vera protagonista della manifestazione: la piscina Nannini – Bellariva di Firenze. Già da anni l’impianto fiorentino ospita i Campionati Italiani di Società, importante appuntamento della stagione dove ciascuna società può iscrivere un solo atleta per distanza. Così facendo il risultato della manifestazione premia la squadra più completa, il cui livello medio è più alto rispetto alle altre, e in cui non conta necessariamente il numero degli atleti come può avvenire ai Campionati di Categoria. Due le società organizzatrici: Fiorentina Nuoto e A.S.D. Blue Team.

Eccoci quindi alla mattina di domenica. Dopo la sveglia alle 4-5 della notte e viaggi più o meno lunghi per raggiungere il capoluogo toscano la sorpresa, tutt’altro che gradita, attende le squadre in piscina. Il bordo rialzato sul lato virata (e arrivo dei 50 mt) della vasca non è installato rendendo impossibile agli atleti svolgere qualsiasi tipo di gara. Anche nel nuoto puro è necessario che la parete sui lati corti della vasca si alzi di circa 30 cm rispetto al livello dell’acqua, e il problema è ancora maggiore con pinne e monopinne che hanno bisogno di una superficie d’appoggio per la virata.

Il blocco incriminato

Non solo il bord non è installato, ma sarà anche impossibile che venga montato poiché, causa un incidente occorso ad un ragazzo nella giornata di venerdì, è stato sequestrato e non è utilizzabile.

Con rispetto per l’incidente avvenuto, l’episodio rasenta il ridicolo: il fatto è avvenuto venerdì e nessuna delle società organizzatrici ha comunicato il problema alla Federazione. Sabato sera, quando è avvenuto il sopralluogo del direttore di gara, era troppo tardi per risolvere la questione, con le squadre provenienti da più lontano già presenti in loco e le altre praticamente impossibili da contattare. Alle 8.30 di domenica tutte le società sono presenti all’appello ma la vasca è inutilizzabile. Si crea così una tragicomica situazione d’incertezza per tecnici e atleti, arrivati inconsapevoli e concentrati per l’importante manifestazione, in attesa di sapere se si gareggerà o meno. Diverse le opzioni vagliate dagli organizzatori, dai responsabili della Federazione e dagli stessi allenatori, anch’essi parte in causa dato che la decisione finale deve essere presa col consenso di tutti. Subito scartata la possibilità di usufruire della vasca da 25 metri: indegna di un Campionato Italiano oltre che logisticamente assai scomoda. Altrettanto improbabile un rinvio della manifestazione, data la disponibilità sempre limitata degli impianti e soprattutto il costo per la trasferta già sostenuto da tutte le società. La soluzione scelta è quindi quella di abbassare il livello dell’acqua, sicuramente la migliore in una situazione imprevista e da cui era impossibile uscire diversamente. Dopo circa due ore, tra riunioni tecniche e attesa perché l’acqua scendesse dei 30 cm necessari per lo svolgimento della manifestazione, il via libera e l’inizio del riscaldamento. Ma non si può dire che le condizioni fossero ottimali. L’abbassamento del livello ha determinato difficoltà nel tuffo, spazio ridotto nella virata, il sollevamento delle corsie all’approssimarsi del muro e soprattutto aumentato a dismisura l’altezza delle onde provocate dagli atleti. Nelle corsie laterali, la 1 e la 8, il fatto che l’acqua non potesse tracimare come di consueto essendo in genere il bordo a filo, ha causato in particolare nelle gare veloci (in tutte nella staffetta) delle onde di ritorno assai penalizzanti per chi ha avuto la sfortuna di gareggiarvi.

Pretensionamento delle corsie dopo abbassamento del livello

Tuttavia questo comunque grave inconveniente non è ciò che più ha causato malumore tra gli atleti e i tecnici. Già da anni l’impianto di Firenze non è ritenuto all’altezza, in particolare per i trampolini. Blocchi di partenza molto ballerini, assolutamente inadeguati per chi utilizza le monopinne rialzate, che ormai hanno avuto il sopravvento su quelle tradizionali piatte. Con tale attrezzo i piedi degli atleti restano particolarmente inclinati, rendendo l’equilibrio più difficile su una base stabile. Con blocchi assai inclinati e traballanti le partenze di molti non sono state impeccabili, pregiudicando le performance specie nelle distanze brevi, dove pochi centesimi possono fare la differenza. Va sottolineato inoltre il fatto che non tutte le corsie avessero lo stesso problema o che l’entità fosse uguale tra i vari trampolini. Conseguenza evidente è che le condizioni al via non erano identiche per tutti come sarebbe dovuto accadere. Paradossale il caso della corsia 5, tradizionalmente deputata all’atleta col secondo miglior tempo d’iscrizione. Il blocco in questo caso, oltre al già citato problema, è stato riparato con nastro adesivo dato che la plastica che lo ricopriva si staccava causando non pochi fastidi. Se già il tuffo (parte integrante di una gara e fondamentale nello sprint) era difficile per l’abbassamento dell’acqua, lo stato dei blocchi ha ulteriormente complicato il compito anche per nuotatori già esperti.

La situazione ha inoltre un risvolto che molti possono tendere a sottovalutare ma che è sicuramente determinante: la concentrazione degli atleti. Arrivati in vasca pronti a tuffarsi e a gareggiare, tutti hanno dovuto aspettare circa due ore nell’incertezza. Ad un certo punto la possibilità di un annullamento o rinvio della competizione era sembrata plausibile, ed inevitabilmente la concentrazione degli atleti è calata drasticamente influendo negativamente sul risultato. Il malumore degli atleti era palpabile nei confronti di una situazione ridicola che li rendeva impotenti e prime vittime dell’accaduto. Quando si arriva ad una manifestazione con tanta fatica alle spalle e motivazioni per fare bene ci si aspetta di poter nuotare in condizioni ottimali o almeno uguali per tutti, e che i propri sacrifici non vengano vanificati dall’incompetenza altrui. Non è possibile valutare in ordine di secondi quanto questi aspetti influiscano sui risultati, ma il dato certo è che un Campionato Italiano meriterebbe un altro spettacolo.

Raramente il nuoto pinnato ha un pubblico esterno agli addetti ai lavori, ma proprio questo è uno degli aspetti su cui si sta lavorando. Purtroppo bisogna essere felici che a Firenze non fossero presenti ‘estranei’ e che la questione si sia chiusa con il via delle gare. Per questo ci siamo domandati se fosse giusto o meno parlarne, ma pensiamo che per migliorare e portare il pinnato al posto che gli compete sia necessario partire umilmente dalla base, analizzando gli errori per evitare di ripeterli. Il problema del muretto crediamo sia isolato e unico, ma Firenze ha sollevato una serie di problematiche non indifferenti che vanno oltre il caso particolare. La vetustà dell’impianto è questione seria che andrebbe prontamente affrontata. Inoltre va sottolineato come negli ultimi anni le piscine disposte ad ospitare il pinnato siano poche e concentrate in alcune zone d’Italia. Ravenna ha una lunga tradizione, Torino ha dato gran prova di sé, specie ai Mondiali, e Lignano Sabbiadoro (UD) è dallo scorso anno la meta preferita per gare e collegiali. Ma per il resto, altri importanti impianti sono un po’ in declino. Livorno presenta l’inconveniente di essere vicino allo Stadio con spiacevoli conseguenze in caso di concomitanza con le partite, Bologna è da anni in ristrutturazione così come l’Acqua Acetosa di Roma. Ciò che più risalta agli occhi è la mancanza di competizioni al Sud Italia. Ultime esperienze sono state quelle di Catania ’99 e Bari ’00; negli anni seguenti il nuoto pinnato è sceso al sud di Roma solo per la Coppa Italia di Fondo a Telese (BN) e per la Traversata dello Stretto di Messina, che peraltro non è stata effettuata nel 2006. La propaganda dovrebbe essere quanto più possibile capillare, anche se la questione è assai spinosa. E’ innegabile, infatti, che le squadre siano concentrate soprattutto nel Nord e che le trasferte a loro carico sarebbero assai ingenti, ma è lo stesso problema che devono affrontare le poche realtà del Sud per potersi ritagliare un po’ di spazio. In proposito, è speranza comune che i Giochi CMAS di Bari del 2007 possano migliorare la situazione.

Non è facile, questo è certo, venire incontro alle esigenze di tutti, ma sicuramente è possibile fare meglio di domenica, dove lo spettacolo è stato indecoroso per chi ambisce alla notorietà e ai giochi olimpici.

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Category: Articoli, Nuoto Pinnato

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