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Mondiale pescasub 2016: Intervista a Dario Maccioni

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Le cernie in questo campionato sono state determinanti, e le tue hanno entrambe una storia particolare, ce la racconti?

La cernia della prima giornata era un pesce che a quanto pare avevamo trovato in tanti, compreso lo stesso Sideris e Roccaforte. Proprio Salvatore aveva deciso di farci la partenza ma, nei racconti che faceva su come era fatta la pietra dove viveva il serranide (a circa 46 metri) c’era qualcosa che non mi tornava. Infatti due giorni prima della gara sono andato a controllarla e mentre arrivavo sul fondo ho visto il pesce che si infilava nello spacco, così ho l’ho seguito il pesce ma ad un certo punto si è fermato facendomi vedere tutto il corpo. L’ho spaventata per vedere cosa facesse e li ho capito che si infilava ancora più in fondo, sparendo in un angolino nascosto. A quel punto ho pensato che quel pesce non era così facile come si pensava e che, secondo me, chi avrebbe fatto la partenza li non sarebbe riuscito a prenderla facilmente.

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Così il giorno della gara, dopo circa 2 ore, chiesi a Gianfranco se qualcuno avesse preso quella famosa cernia e alla risposta negativa decisi che era arrivato il momento di provarci.  Preparai il tuffo e con il mio 110 scesi puntando direttamente dove il pesce si nascondeva, certo che dopo tutta la ressa della partenza sarebbe stata sicuramente spaventata. Appena arrivato sullo spacco ho intravisto una sagoma che si spostava, ho fatto un breve aspetto e alla fine il pesce, per una frazione di secondo, mi ha mostrato il muso e sono riuscito a colpirla in mezzo agli occhi anche se non fulminandola. Ci sono voluti altri 3 tuffi per estrarla ma fu una gioia immensa per un pesce di oltre 11 kg. Al rientro in porto Sideris, sorridendo, mi disse: “tu hai preso la mia cernia!” e io risposi “si, ma era anche quella di almeno altri 4 team!”

maccioni2Quella della seconda giornata si trovava su una pietra isolata sulla sabbia a 50 metri. Quando feci il tuffo mi trovai un pesce di 18/20 kg di fronte, quindi sparai senza nessuna esitazione mirandola dritto in mezzo agli occhi, ma il pesce riusci a girarsi e la presi lateralmente, sempre in testa, ma passandola. Inizialmente sono riuscito a trascinarla sulla sabbia staccandola dal fondo, ma il poi con due colpi di coda è riuscita a riguadagnare la sua tana. Tornato in superficie l’ho messa subito in trazione ma dopo qualche minuto il pesce è riuscito, non so come, a togliersi l’asta di dosso. A quel punto ho fatto una serie di tuffi nel tentativo di scorgere il pesce che però aveva alzato un grosso polverone che mi impediva di vedere nonostante stesse li a pochi centimetri dall’imboccatura.

Allora ho provato a fare un tuffo dalla parte opposta della lastra, per capire se magari riuscivo a vederla da un’altra angolazione e li ho visto un’altra cernia piu piccola infilalarsi. Senza nessuna esitazione ho pensato a prendermi il sicuro, cosi al tuffo successivo l’ho sparata ed estratta, ha pesato 7,2 kg e mi ha veramete salvato la giornata. A circa 50 mt da me c’era il gommone degli spagnoli che cercavano una grossa cernia vista in preparazione, un pesce di circa 18 kg, che sicuramente era il pesce a cui avevo sparato io e che si spostava in caccia dove loro l’avevano vista giorni prima. Dopo che mi sono spostato verso un altro punto, gli stessi spagnoli (così si dice) sono arrivati fino al punto della pietra e hanno trovato il pesce ferito adagiato sul fondo ma ancora estremamnete vigoroso tanto da sollevare nuovamente un polverone assurdo. In ogni caso anche loro non avrebbero potuto prenderla perche avevano gia la bruna e cosi quel pesce è rimasto la.

Due giornate molto diverse, qual era il programma e come sono invece poi andate realmente le cose?

La mia strategia è stata quella di partire, al contrario della maggior parte degli avversari, sul pesce bianco, perché ho pensato che tutti sarebbero partiti sulle cernie e considerando che la maggior parte dei punti erano in comune con gli altri avversari, catturare la cernia a inizio gara con più avversari intorno, sarebbe stato piu difficile. Invece il pesce bianco a inizio gara sarebbe stato meno nervoso e la scelta mi ha dato ragione, peccato che solo fosse veramente poco.

La seconda giornata ho adottato la stessa strategia, ma purtroppo non sempre le cose vanno nel modo in cui speri e infatti, non riuscivo a vedere una coda, quindi alla fine ho cercato di prendere il sicuro andando sulle cernie. Perdere il primo cernione è stato un duro colpo, ma finalmente dopo tanto tempo di sconforto sono riuscito a prendere un bel pesce.

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3) Miglior piazzamento nonostante non fossi il favorito degli azzurri e abbia pescato fondo ma mai oltre i 50 metri, come ci si sente? Possiamo dire che hai trovato pesce dove molti altri non hanno visto una coda?

Come sono abituato, ho fatto la mia gara e adottato la mia strategia, il fatto che fossi o no il favorito non mi ha condizionato in nessun modo mentalmente, mi è bastato il supporto di Gianfranco e di Marco Bardi sempre pronti a darmi conforto e sicurezza. Ho preaparato dove secondo me il pesce era piu sicuro, non basandomi sulla batimetrica ma a su ciò che vedevo e su quello che la mia forma mi avrebbe permesso di fare in sicurezza. Il punto più profondo che avevo era a 53 metri ma in gara non ci sono andato, vista la scarsità di pesce della seconda giornata, non avrebbe avuto senso.

Aldilà del risultato, cosa pensi della scelta di Syros per organizzare un campionato mondiale?

Penso che questo campionato rimarrà nella storia per la profondità e per la scarsità del pesce, mi aspettavo un posto impegnativo ma con almeno tanto pesce e così non è stato. Non credo che si ripeterà più un mondiale del genere, la nostra fortuna è stata la serietà del gruppo e Marco Bardi alla nostra guida che non ci ha fatto mancare nulla, che in ogni momento era li pronto a darci conforto sicurezza e la carica giusta per affrontare una competizione così difficile. Noi tutti ci siamo impegnati, oltre che per il risultato, che mi sembra piu che positivo, per rientrare a casa senza nessun incidente; e penso che abbiamo centrato entrambi gli obiettivi.

Mondiale pescasub 2016: Intervista a Dario Maccioni scritto da Redazione Apnea Magazine media voto 3.2/5 - 17 voti utenti

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Category: Agonismo, Pesca in Apnea

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