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Mondiale 2014: Branko Ikic parla della Croazia

| 15 novembre 2014 | 0 Comments
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Tra i commenti del dopo Mondiale 2014 non poteva mancare quello del capitano della Nazionale croata, Branko Ikic, molto critico nei confronti di una organizzazione assolutamente lacunosa.

Un’ora di attesa per strada prima della sfilata inaugurale, un’ora e mezza di autobus per i trasferimenti da Lima, sede di rappresentanza del Campionato, a Santa Maria del Mar, base logistica, oltre due di ritardo nella partenza della prima frazione.
E poi una pesatura pessima: nessuno poteva vedere i pesci, nessuno sapeva quali pesci erano validi e quali non lo erano, nessuno sapeva il punteggio. Solo i capitani ed i tre atleti potevano assistere e sapere il peso ma non i punti totali. Tutto il resto dei presenti sono rimasti all’oscuro.

La squadra al completo con Antonio Cruz, Presidente della Commissione pesca in apnea CMAS (foto V. Prokic)

La squadra al completo con Antonio Cruz, Presidente della Commissione pesca in apnea CMAS (foto V. Prokic)

Ma soprattutto l’organizzazione non è stata in grado di garantire a tutti i partecipanti imbarcazioni adeguate all’importanza della competizione ed al livello degli atleti impegnati.
Nel sorteggio la Croazia è stata per altro una delle squadre a cui è toccata una delle pesanti imbarcazioni in legno equipaggiata con un irrisorio motore da 15 cavalli, assegnata per altro a Daniel Gospic.
C’è voluto l’impegno di tutta la delegazione per riuscire a trovare in poche ore un’altra imbarcazione da noleggiare e che fosse adatta alle esigenze di un campione come Gospic.

Forti critiche anche per il fatto che ai capitani, escluso quello di casa, non è stato concesso di andare in mare durante le due giornate di gara proprio a causa della mancanza di imbarcazioni, impedendo di fatto una adeguata gestione della gara che normalmente viene fatta da chi, non impegnato nell’azione di pesca, può valutare meglio il mutare delle condizioni.

Un loro negro (Oplegnathus insignis) appena catturato da Gospic (foto V. Prokic)

Un loro negro (Oplegnathus insignis) appena catturato da Gospic (foto V. Prokic)

Con queste premesse, essere riusciti a piazzare tutti e tre gli atleti tra i primi dieci in classifica e la squadra sul podio alle spalle di Spagna e Portogallo, viene considerato un ottimo risultato.
Il periodo di preparazione era stato sufficiente per puntare ad un buon risultato ma a causa del cambiamento delle condizioni durante la gara, con la visibilità che in alcuni punti era davvero di pochi centimetri, è stato necessario cambiare strategia.

Tutti hanno fatto del loro meglio, dando il massimo in gara; purtroppo sarebbe bastato un solo pesce in più per poter conquistare il secondo posto nella classifica a squadre.

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