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Manuale di Tiro III° parte

| 15 marzo 2002 | 0 Comments
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Questa pubblicazione fa parte del Manuale di Tiro al Bersaglio di Graziano Napolitano, Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di Tiro al Bersaglio Subacqueo. I testi e le illustrazioni di questa pagina costituiscono proprietà intellettuale di Graziano Napolitano, e la loro riproduzione è espressamente proibita senza il consenso scritto dell’autore.

SEZ III°: ALZO E MIRINO

Figura 5

I due componenti in esame sono intimamente legati fra di loro e strettamente correlati alla disciplina e categoria d’appartenenza del tiratore , esaminiamo le caratteristiche principali

comuni a tutte le categorie.

Chi usa fucili da pesca subacquea ben sa che il tiro alla distanza di 4 Mt. non è certamente un tiro teso ma una linea curva con la curvatura accentuata nella parte finale (v. fig. 5).

Analizzando il disegno si pensare quindi che più il tiro è teso e maggiore è la precisione ottenendo una rosa di tiro stretta semplificando la costruzione al massimo dell’alzo e del mirino; balisticamente parlando questo è vero, ma non possiamo estremizzare il ragionamento aumentando a dismisura la forza di spinta, nel nostro caso esistono una serie di variabili dove a mio parere la più importante (per ciò che in questa parte analizziamo) è la flessibilità dell’asta che, non appena scoccato il tiro, subisce un carico di punta che la fa flettere più o meno in funzione della rigidità (diametro lunghezza e materiale di costruzione) modificando la traiettoria. Infatti, man mano che l’asta viene liberata dalla spinta degli elastici la prima flessione si esaurisce e l’asta tenderebbe a ritornare alla forma iniziale in stato di quiete (rettilinea) ma non trovando più la superficie di scorrimento del fucile (guide varie di testata o altre che analizzeremo in seguito) prosegue nel suo moto vibrando. Questa vibrazione (impressa dalla forza degli elastici) diminuisce d’ampiezza durante la gittata grazie alla densità del fluido ed al tempo di percorrenza dello spazio compreso fra la testata del fucile e il bersaglio ma non si elimina e perciò per aumentare la precisione la strada del compromesso è l’unica da percorrere.

Nonostante non siano argomento di questa sezione le precedenti considerazioni sono una base di partenza e, soffermandoci solo sui componenti oggetto d’esame cioè alzo e mirino, cerchiamo di definire una serie di consigli che mettano insieme quanto detto e le caratteristiche dell’occhio. Anche quest’ultimo ha dei limiti, non è in grado di mettere a fuoco contemporaneamente tre oggetti allineati su tre piani diversi, due dei quali molto vicini tra loro (tacca di mira o alzo e mirino) e il terzo a distanza superiore (bersaglio) e quindi gli elementi alzo e mirino dovranno tenere in considerazione anche questo particolare.

DISTANZA OCCHIO-ALZO

Figura 6

L’occhio umano (a parte i difetti di vista da correggere con maschere ottiche quando possibile) è in grado di riconoscere mettendo a fuoco due line in prossimità diversamente da soggetto a soggetto, per questo non esiste una distanza fissa alla quale posizionare il particolare meccanico dell’alzo rispetto all’occhio; in generale però si può affermare che in soggetti normali più è distante la tacca di mira dall’occhio e migliore sarà la messa a fuoco dello stesso.Un grosso vincolo però è rappresentato dalla possibilità tecnica di fissaggio sul fucile della tacca di mira consiglio quindi di sistemare sempre il tutto su di una base il più lunga possibile sul fucile a disposizione in modo da poter avvicinare o allontanare dall’occhio a piacere l’elemento dell’alzo.

L’alzo scelto (spesso agli inizi derivato da elementi di carabine o anche frutto di un piccolo bricolage) deve permettere di modificare gli spostamenti di valori prossimi al centimetro sul piano orizzontale e di più centimetri su quello verticale valori necessari nel tiro a segno subacqueo).

Infatti, valori così ampi di regolazione sono richiesti dalle variabili momentanee della prova quali snervamento degli elastici (parleremo anche di questo e quali accorgimenti attuare) temperatura dell’acqua, lasso di tempo fra tiro e tiro o serie e serie e numero delle ripetizioni, aste, sagole archetti e chi più ne ha più ne metta.

Molto spesso i tiri di regolazione non sono molti e nemmeno tante sono le occasioni di allenamento in condizioni di piscina tranquilla perciò il complesso alzo e tacca di mira deve essere facilmente regolabile sia nelle macroregolazioni che quelle fine di assetto finale .

Per rendere questo elemento indipendente e consentire lo spostamento anzidetto e anche l’allontanamento o avvicinamento all’occhio è opportuno costruire un base ad elementi modulari che agganciata (avvitata o incollata) al fucile consente di operare macroregolazioni a secco e lasciare solo le ultime al momento delle prove in acqua come da schizzo seguente, non è raro infatti dover compensare con alzi da 40 a 70 mm. rispetto alla linea originale di mira.

Lo stesso ragionamento vale sul piano orizzontale poiché la rosa di tiro di un fucile subacqueo nel tiro a segno deve essere considerata anche nelle sue variazioni laterali e perciò l’alzo sarà fissato in modo che lo stesso si possa spostare di circa un centimetro per ogni lato del supporto.

Figura 7

TIPI DI ALZO

L’alzo tradizionale copre alla vista metà del bersaglio (v. figura 7) e considerando la difficoltà di messa a fuoco determinata dalla maschera, dall’acqua più o meno trasparente e dalla vista del tiratore questo non si può considerare certo un elemento che faciliti l’operazione di messa a fuoco del mirino e del bersaglio.

Nel tempo diversi tipi di alzi e reticoli si sono avvicendati sui fucili dei garisti più o meno definiti nel tratto dell’incrocio e più o meno trasparenti nei materiali di costruzione ( plexiglass vedi figura 8) e si sono dimostrati tutti validi poiché la precisione nello sport del tiro a segno subacqueo non dipende solo dalla mira ma dal perfetto equilibrio di tutti i fattori che stiamo analizzando.

Figura 8

L’importante è che la linea di mira non sia impedita da alzi troppo ingombranti o al contrario troppo esili e di difficile messa a fuoco perché l’azione di mira nella quasi totalità dei casi si effettua un due tempi:

Allineamento mirino bersaglio con alzo fuori messa a fuoco;

Allineamento alzo mirino con bersaglio fuori fuoco;

Cosi facendo ogni abbinamento deve soddisfare le esigenze del momento e non è detto che a dimensione più piccola dell’elemento corrisponda maggior precisione.

DISTANZA ALZO-MIRINO

Posizionato il primo elemento, verrebbe naturale posizionare il mirino semplicemente sulla testata dove normalmente è posizionato quello di serie; se possibile, però, è più conveniente spostarlo più avanti, sfruttando la presenza delle appendici stabilizzatrici o facendo la scelta alternativa di fucili già lunghi in partenza (100-120 cm.).

Il motivo risiede nel fatto che più il rapporto della distanza tra punta asta/bersaglio e alzo/ mirino tende al valore uno e più il movimento di correzione del puntamento è simile a quello che si vede in fase di mira sul bersaglio.

Per comprendere quanto detto, immaginiamo un fucile di 4 Mt. con un bersaglio posto a 4 Mt.: se in fase di tiro si colpisce un punto un cm. ai lati o in basso o alto del centro, per correggerlo sarebbe sufficiente uno spostamento della medesima entità nella medesima direzione della mano che impugna l’arma.

MIRINI – VARI TIPI

Il mirino serve per mirare! Niente di nuovo ma non tutti mirano alla stessa modo . C’è chi preferisce vedere il centro e ” appoggiare ” il mirino in basso nelle immediate vicinanze del centro cercando contrasti ottici più definiti, e invece chi sovrappone il mirino al centro coprendolo più o meno completamente . In entrambe i casi il contrasto tra mirino e bersaglio deve essere netto, per ottenere questo risultato si possono imboccare diverse strade:

IL COLORE: Adottare colori molto evidenti quali possono essere rosso e arancio fluorescenti (ottimi alcuni particolari dei galleggianti da pesca) che rendendo molto visibile il mirino consentono di ridurne le dimensioni scoprendo cosi il centro del bersaglio;

LA DIMENSIONE: Adottare sferette di qualche millimetro di diametro e/o i classici mirini a barretta molto evidenti nella mira istintiva.

Ognuno dei sistemi sopra elencati ha dei limiti, per esempio nel caso di fucili lunghi il colore può essere d’aiuto e rendere evidente un elemento seppur piccolo ma a volte la troppa luminosità del mirino non facilita la messa in contrasto delle righe del bersaglio; per contro la dimensione più evidente del mirino nei fucili corti (pneumatici , dove il mirino è più vicino all’occhio) agevola il puntamento avendo contorni più netti ma i rapporti di dimensione con il bersaglio piccolo del centro sono certamente più sfavorevoli.

ALZO E MIRINO NELLE SPECIALITÀ DEL TIRO A SEGNO SUB

Fino a questo punto non ho mai fatto cenno alle varie specialità, che sono principalmente due: una basata sulla precisione – ed è proprio cosi che si chiama – ed un’altra, il ” biathlon”, basata sulla capacità dell’atleta di percorrere sott’acqua più volte ed in un tempo ridotto il percorso fino alla linea di tiro, sparare e tornare al punto di partenza, centrando ovviamente il bersaglio in entrambe i casi.

Nella specialità del precisione contano i punti realizzati e avendo a disposizione un tempo adeguato da destinare alla mira sono consigliabili gli abbinamenti alzo-mirino che consentono di inquadrare bene il centro del bersaglio lasciando al tiratore la possibilità di valutare le correzioni di mira (reticolo e mirino colorato).

Nella specialità del biathlon, essendo il tempo importantissimo, il bersaglio valido quando colpito indipendentemente dal punteggio realizzato e quasi esclusivamente utilizzato un fucile pneumatico per queste gare, è da preferire il sistema che permette un allineamento immediato su tutto il bersaglio e senza incertezze date dal tempo di messa a fuoco dell’occhio . Questo è senz’altro il gruppo tradizionale con tacca di mira centrale a V o ad U con un mirino di riscontro visibile e di generose dimensioni.

GRAZIANO NAPOLITANO

Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di Tiro al Bersaglio Subacqueo

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