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Manuale di Tiro al Bersaglio Subacqueo

| 11 gennaio 2002 | 0 Comments
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Tiro Sub

E’ con soddisfazione che inauguriamo la pubblicazione del Manuale di tiro al Bersaglio subacqueo a cura di Graziano Napolitano, Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di specialità.

Speriamo di poter arricchire sempre più la sezione dedicata a questa disciplina meritevole di attenzione e promozione a tutti i livelli.

Bazzicando da anni il circus del tiro al bersaglio subacqueo, ho avuto modo di notare come per un neofita il periodo di accostamento a questa disciplina sia denso di dubbi e domande che, qualora non possano trovare risposte da amici che già praticano, hanno come unico ed inevitabile risultato finale la rinuncia o nel migliore dei casi la sperimentazione di soluzioni “molto” personali che il più delle volte sono inutili o controproducenti ”’ sempre che l’appassionato abbia superato il timorpanico di metter mano al sacro fucile da pesca che tante soddisfazioni ha già dato e deve continuare a dare.

L’esperienza che ho maturato partendo come tutti dal più basso livello ( ‘. o forse ancora più indietro, se possibile, poi se necessario spiegherò anche il perché ) fino ad arrivare al Club Azzurro di specialità ed oggi all’incarico di Direttore Tecnico, mi spinge per il bene di questa disciplina a proporvi una serie di articoli come un piccolo “angolo tecnico del tiro-sub”.

Ogni capitolo è organizzato in modo che dove necessario si parte dagli eventuali vincoli del Regolamento tecnico per poi scendere nell’esposizione che conterrà anche alcuni cenni e consigli su come realizzare i vari particolari (dove necessario) anche se questa parte può essere sicuramente oggetto di trattazione ed ampliamento sulla base delle esperienze personali che potreste partecipare alla Redazione tramite email o condividere direttamente nel forum di discussione]

Le sezioni componenti il Corso saranno:

  • Impugnatura
  • Congegno di scatto – grilletto
  • Congegno di puntamento (mirino tacca di mira)
  • Punto di spinta dell’asta (codolo e incocco)
  • Aste: tipo e dimensioni
  • Sagole di collegamento e congegni di richiamo
  • Fusto qualità lunghezza ed accessori dello stesso
  • Testata
  • Stabilizzatori assetto zavorre supplementari – assetto generale fucile
  • Analisi dei sistemi di propulsione (elastici e pneumatici)
  • Accessori del garista e assetto in acqua.
  • Allenamento (fisico e psichico)
  • Regolamento tecnico nazionale
  • Angolo delle risposte, eventualmente dopo alcuni numeri

SEZ I°: L’IMPUGNATURA

Questo elemento è l’unico punto di contatto tra arma e tiratore, è quindi necessario che sia in grado di trasmettere le sensazioni prima, durante e dopo lo sparo.

Quanto si trova in commercio, pur rappresentando in genere un buon compromesso per l’attività di pesca subacquea, nel nostro caso deve necessariamente essere modificato poiché vengono a variare le condizioni d’uso; nel tiro il polso e la mano lavorano sempre nella medesima posizione, non esiste il brandeggio dell’arma (inteso nel senso più classico del termine) ed è quindi possibile armonizzare la forma dell’impugnatura con le proprie forme anatomiche.

Alcune impugnature facilitano il compito della personalizzazione essendo composte in un unico materiale sul quale fanno presa stucco metallico vetroresina o materiali termoplastici; questi possono essere modellati secondo le forme della mano interponendo durante la formatura (nel caso di materiali lavorabili a freddo) una pellicola per la conservazione dei cibi (Domopack) tra la mano ed il materiale in lavoro in modo di trasferire la forma anatomica senza aver l’inconveniente di sporcarsi e riducendo notevolmente il lavoro di finitura (con carta abrasiva) che eliminerà le imperfezioni.

Utilizzando parti originali del proprio fucile non bisogna dimenticare la geometria dell’impugnatura (inclinazione), le eventuali sedi per il fissaggio degli accessori e i fori di passaggio di eventuali perni per sganciasagola sicure o altro; ovvio che in questa sede non è possibile affrontare ogni specifico tipo di prodotto in commercio ma, in ogni caso, un miglioramento dell’impugnatura è possibile;

in alternativa si può migliorare anche solo parzialmente l’efficacia dell’elemento applicando esternamente all’impugnatura di serie piccole parti in gomma (attenzione: in gomma compatta !) incollate o più semplicemente rese solidali con abbondanti giri di nastro adesivo, con questa metodica il risultato non è qualitativamente pari al precedente ma può portare qualche beneficio in caso di utilizzo del fucile per la pesca dato che non tutti possono dedicarne uno solo al tiro al bersaglio.

Figura 1

Quanto deve essere grande l’impugnatura e come devono stare le dita ???

Buona norma è evitare che le tre dita mignolo, anulare e medio non appoggino, o peggio si sovrappongano tra loro o con altre parti della mano.

Per avere un’ idea provate a simulare con indice medio e anulare della mano che non regge il fucile una pistola e impugnatela con la Vs. mano dominante distendendo l’indice in avanti e senza stringere le tre dita che impugnano; osservando la posizione che le 5 dita assumono ricaverete indicazioni molto precise sulle forme dell’elemento che state iniziando a costruire.

Già da questo primo piccolo esperimento potrete ricavare sensazioni di agio o disagio che potrete tentare di eliminare o esaltare modificando la forma della “mano pistola”; inoltre non a caso ho detto di non stringere in quanto ogni parte della mano del tiratore ha un differente compito:

  • mignolo anulare medio bloccare l’impugnatura con una presa decisa ma non esagerata ;
  • incavo fra indice e pollice sostenere l’impugnatura e la parte posteriore del fucile per appoggio sulla forma a ” tettuccio ” della parte posteriore (vedi figura 1)
  • indice (prime due falangi) insieme al pollice in appoggio all’impugnatura in modo da non aver nessuna prevalenza di spinte da dx o sx dell’impugnatura ;
  • indice (ultima falange) azionamento del grilletto.
Figura 2

Nello schizzo seguente potete anche notare come l’indice si appoggia ad una parte dell’impugnatura che ne vincola il movimento fino all’ultima falange , questo aumenta notevolmente la sensibilità nel momento dello sgancio.

In questo modo si recupera parte di quanto perso con l’uso dei guanti (che io consiglio sempre) anche se non di spessore eccessivo; esistono dei modelli destinati alla pesca con la canna che tengono scoperto indice e pollice sia di tela che di neoprene, molto pratici.

In alternativa all’inizio vanno benissimo anche quelli vecchi da pesca in 3 mm. dove verranno tagliate le parti che chiudono le dita già menzionate ( abbiamo trovato finalmente il modo di recuperare i guanti usurati da strenue prese a massi durante gli aspetti estivi o estrazione di polpi testardi che non ne vogliono sapere di uscire dalla tana !).Tornando all’impugnatura per finire la si può parzialmente rivestire di nastro di gomma autoamalgamante o di nastro telato al fine di aumentarne il grip diminuendo lo sforzo di presa a tutto vantaggio della sensibilità.

GRAZIANO NAPOLITANO

Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di Tiro al Bersaglio Subacqueo

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