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Le stagioni del mare: l’estate

| 14 agosto 2008 | 0 Comments

Diversi anni fa, quando frequentavo il liceo, sognavo l’arrivo della bella stagione perché, con la fine della scuola, avrei potuto finalmente trascorrere tre mesi ininterrotti alla scoperta del mondo sommerso di casa mia, ma era soprattutto nel periodo a cavallo tra maggio e giugno che riuscivo a fare un censimento dei pesci (cernie e corvine) che poi avrei rivisto durante tutta l’estate nei soliti posti.

Oggi l’arrivo dell’estate per me segna l’inizio di un incubo, che si rinnova ad ogni inizio di giugno: l’arrivo di ordinanze balneari, riserve, motoscafi, mega gommoni ma soprattutto decine e decine di bagnanti, pseudo ecologisti e non.
Spalmati di creme e oli solari, più o meno nauseabondi, si affollano al momento della mia fuoriuscita dall’acqua per chiedere le cose più assurde e accusarmi, come al solito, di essere un assassino del mare, un distruttore, solo perché a costo di enormi sacrifici e tentativi andati a vuoto sono riuscito a catturare una cernia di peso o una ricciola.
Nessuno invece sembra accorgersi di quel peschereccio, che passa poco più a largo e si ritira in porto, che con un’unica pescata ha sterminato tutto un enorme branco di ricciole che si aggiravano poco più a largo nell’intento di riprodursi.

La stagione estiva coincide con il periodo riproduttivo delle ricciole (foto A. Balbi)

Tralasciamo queste tristi realtà e, a grandi linee, cerchiamo di farci un’idea su cosa si verifica nel mare di casa nostra con l’arrivo dell’estate.
Se si è verificata una normale primavera, cosa sempre più rara di questi tempi, l’arrivo del mese di giugno segna un drastico cambiamento per alcuni fattori che hanno regolato l’andamento della vita delle creature del mare nei mesi primaverili.

Si verifica infatti un notevole aumento delle temperature superficiali, dovuto all’ aumento delle ore di esposizione di luce giornaliera nelle ventiquattro ore, e iniziano enormi flussi di corrente generati dal gradiente dovuto alla differente temperatura e salinità degli strati d’acqua superficiali che lambiscono le nostre coste, fenomeno questo che può determinare, almeno tra giugno e luglio, fenomeni di acqua molto torbida e fredda.

I venti soffiano costantemente da quadranti specifici, si alzano con il raggiungimento dello zenit da parte del sole per poi calare prima del tramonto.
L’acqua dolce, che nei mesi passati si è riversata in mare con le piogge, adesso si diluisce grazie anche all’arrivo di forti correnti che cominciano a spazzare i litorali, queste correnti dalle mie parti (Catania n.d.r.) diventano molto forti nei mesi che vanno da luglio a settembre, lasciandoci solo pochi giorni di tranquillità in corrispondenza delle fasi lunari comprese tra il primo al secondo quarto di luna crescente e tra il secondo e terzo quarto di luna calante.
Nasce così il termoclino, o taglio freddo, quella netta separazione tra acque calde e fredde tipico dell’estate.
Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate si verificano anche dei movimenti verticali di enormi masse d’acqua (fenomeno detto UP WELLING) che apportano le sostanze nutrienti (carbonati di calcio) depositate sui fondali profondi nel corso dell’inverno.
Tali sostanze sono utilissime per favorire il completamento dello sviluppo di alghe, batteri e altri microrganismi che, in questo modo, vengono reimmesse nella catena alimentare e saranno utilizzate da organismi più grandi.

Via via che l’estate avanza la visibilità aumenta così come le nostre capacità atletiche che, in questi mesi, ci permettono di raggiungere profondità più elevate, grazie anche alle mute meno spesse e a zavorre più leggere.

Il corteggiamento delle cernie è uno spettacolo emozionante (foto A. Balbi)

Questa è la stagione riproduttiva della cernia, della ricciola e di tanti altri piccoli e grandi organismi del mare, anche il comportamento di tutti questi animali cambia.
E’ questo il momento in cui i grandi predatori cercano cibo per accumulare le riserve energetiche che serviranno per trascorrere l’inverno e cercano anche i propri simili per assolvere alle funzioni riproduttive.

I grandi maschi di cernia infatti colonizzano un tratto di mare costiero e minacciano gli intrusi, pesci e sub compresi posizionandosi nella classica posizione a candela o addirittura puntandoci decisi di muso, così in questi periodi ci può capitare di catturare qualche esemplare con la tecnica che sembrerebbe dell’aspetto.
Non so se vi è capitato mai di vedere una cernia in accoppiamento, ciò può avvenire tra due o più individui contemporaneamente e comunque si tratta di pesci di peso notevolmente diverso considerato che, in genere, la femmina è più piccola del maschio.

Voglio aprire una piccola parentesi su questo pesce, sicuramente preda ambitissima da tutti i pescatori, in apnea e non, sul quale si potrebbero dire moltissime cose che richiederebbero troppo spazio e ben più di un articolo; quello che voglio sicuramente sfatare è tema del cambio del sesso programmato.

La presenza insistente dell’uomo nell’ambiente, sia terrestre che marino, ha creato degli enormi sconvolgimenti nei comportamenti delle specie, modificandoli secondo la nuova legge; quella che era la selezione naturale si è trasformata in una selezione umana basata sul principio “Se non ti adatti velocemente ai cambiamenti che io impongo all’ambiente non sopravvivi”.
In questo caso la taglia riproduttiva di questo pesce si è ridotta notevolmente, per sopperire al prelievo selvaggio da parte dell’uomo; esemplari di 1,5 kg possono essere già fertili e carichi di uova.

Nelle calde giornate di giugno, in certi posti particolari delle isole minori della Sicilia, le cernie si radunano per accoppiarsi; mi è capitato di incontrare, su alcuni sommi non profondi delle Isole Eolie, le cernie in atteggiamento riproduttivo.
Vi garantisco che vedere più esemplari che si corteggiano è uno spettacolo davvero emozionante.

Condizioni meterologiche stabili favoriscono la pratica della pesca in apnea (foto A. Balbi)

Dal punto di vista meteorologico, l’estate è il periodo dove l’instaurarsi dell’alta pressione determina periodi abbastanza lunghi di tempo mite e di condizioni meteo marine stabili; questo significa che anche sott’acqua potremmo trovare una certa costanza dei fenomeni sottomarini.
Queste condizioni però non si verificano sempre e a volte provocano lo stabilizzarsi di fenomeni negativi, con situazioni davvero impossibili.

Nella scorsa stagione estiva, ad esempio, nelle acque di Catania la temperatura dello strato di mare che va dai 7/8 metri fino ai 25 è rimasto costantemente più freddo del normale.
In genere l’aumento della temperatura accelera il metabolismo delle creature del mare che sono spinte a cercare più cibo e quindi si muovono di più.

In questo periodo le alghe hanno raggiunto il loro massimo sviluppo, sia quelle pluricellulari, che tappezzano gli scogli, sia quelle unicellulari, che invece colonizzano gli strati d’acqua superficiali, ed è proprio in questa stagione che grandi branchi di cefali e salpe, come pure boghe e menole, invadono il sottocosta per consumare questa enorme risorsa.

Nella fase riproduttiva le castagnole difendono tenacemente il loro territorio (foto A. Balbi)

Tutto questo richiamo di vita negli strati marini superficiali attrae sicuramente anche i predatori ed ecco che tunnidi, ricciole, cernie di fondo, aguglie e anche dentici, se non sono troppo disturbati, possono essere pescati in orari adeguati anche a basse profondità.

In questa stagione si può assistere a tre particolari eventi: l’accoppiamento delle castagnole(Chromis chromis), quello delle mennole (Maena maena) e quello delle aquile di mare e dei trigoni.
Nel caso delle castagnole si tratta di un evento molto divertente, può infatti capitare di vedere qualche grosso sarago che, avendo invaso il territorio delle castagnole raggruppate nello strato d’acqua appena sopra il termoclino, viene scacciato a morsi dalla piccola castagnola.
Per le mennole invece l’evento è più drammatico, infatti dopo l’accoppiamento le mennole muoiono e a volte interi branchi di questi pesci morti tappezzano inermi il fondo, ma in mare nulla si spreca e laddove la morte arriva per posare le sue mani sulla vita agonizzante, ecco che essa si rigenera e non smette mai di pulsare.
Attratte da tutto questo facile cibo, infatti, arrivano le rare cernie dorate che risalgono da profondità più elevate per cibarsi delle mennole morte; in questo caso anche l’uomo può sfruttare l’occasione per catturare questi magnifici, quanto rari, pesci che rimangono per giorni vicino ai pesci morti.

A quanti eventi meravigliosi ho avuto modo di assistere durante la mia vita passata quasi esclusivamente sott’acqua (almeno prima del matrimonio) ed è proprio di uno di questi, che si verifica quasi ogni anno nel periodo compreso tra giugno a luglio nelle acque di casa mia, che vi voglio raccontare.
Dalle mie parti esiste una dorsale di roccia, che risale da una profondità di circa 25 metri fino a fermarsi su un fondo di 10 metri, che forma una sorta di piccola parete lunga circa 50 metri e larga 4 disposta in modo perpendicolare rispetto alla linea costiera; in questo posto che noi chiamiamo ‘la Praga Longa ‘, proprio per la sua forma a mezza luna, vengono ad accoppiarsi molti esemplari di aquile di mare (Myliobatis aquila) e in mezzo a loro anche pastinache (Dasyatis pastinaca), si tratta di pesci cartilaginei parenti stretti degli squali.

Ebbene nei pomeriggi che vanno tra gli ultimi giorni di giugno e i primi di luglio, se mi nascondo sul sommo di questa dorsale, posso vedere decine di questi stupendi pesci volteggiarmi intorno tranquilli, così vicini quasi a toccarmi, come in un carosello di vita, storditi dalla frega amorosa.
Il movimento di questi magnifici pesci è più simile al volo che al nuoto e a volte ricalca lo schieramento di uno stormo di anatre in migrazione, infatti si formano branchi di aquile di mare disposte a V rovesciata, come se fossero uno stormo di aerei da parata, pronti a volteggiare in sincrono in uno spettacolo acrobatico del cielo e non in mare.

Anche le stelle marine scelgono l’estate per riprodursi (foto A. Balbi)

Sempre su questa secca ho avuto la possibilità di capire perché a volte sotto il ventre di questi splendidi volatori del mare si nascondessero begli esemplari di sarago maggiore che seguono l’aquila nei suoi movimenti come se fossero dei pesci pilota.
Ebbene, cari amici, il sarago (il cui comportamento non smette mai di stupirmi) aspetta gli escrementi dell’aquila di mare che, cibandosi di qualche mollusco o crostaceo che vive nascosto nella sabbia, emette con le feci dei saporiti (almeno per i saraghi) avanzi di cibo.
Il sarago attende paziente il momento in cui l’aquila di mare si decide a fare i suoi bisogni, per banchettare finalmente dei resti copiosi che precipitano verso il fondo, fino a quando non si becca una mia fucilata, visto che io me ne rimango ben nascosto sul fondo pronto a coglierlo in fallo ormai consapevole del suo comportamento.

Tanti altri meravigliosi eventi si verificano in estate, sicuramente degni di nota sono la riproduzione della stella di mare (Astropecten) e dell’oloturia (Stichopus regalis); in particolari giornate d’estate infatti, con mare grosso e corrente sostenuta, questi echinodermi si riproducono emettendo piccole sferule nel caso della stella di mare o filamenti biancastri nel caso dell’oloturia; si tratta dei gameti (cellule germinali) che si uniranno tra loro grazie anche alla complicità di tutto quel cataclisma che si verifica durante una mareggiata, in questo modo questi organismi compensano la loro scarsa mobilità utilizzando le risorse che il mare gli offre.

Potrei raccontare di tante altre creature che aspettano l’estate per assolvere il loro dovere nei confronti della propria specie, ma i miei figli mi richiamano all’attività di papà e quindi per ora vi lascio.

Cari amici, il mare è un mondo meraviglioso e a voi, che seguendo la vostra passione per la pesca in apnea lo visitate spesso, offre spettacoli sempre nuovi e imprevedibili, anche nel periodo estivo.
Potranno essere esperienze solo e tutte per voi ma sarebbe meglio condividerle con un compagno di pesca, arricchiranno il vostro bagaglio culturale e la vostra passione.
Se avrete l’accortezza di immergervi in orari non troppo affollati e, come al solito, sarete mossi da spirito d’osservazione e interesse per quello che vi accade attorno, non solo potrete mettere nel cavetto qualche meravigliosa preda per la cena ma potrete anche raccontare ad amici e parenti di aver assistito e scoperto qualche grande o piccolo segreto del mare.

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Category: Articoli, Medicina e biologia, Pesca in Apnea

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