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Le schede dei Campioni: Concetto Felice ed il Cefalo

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Le schede dei Campioni, raccolte e curate da Simone Belloni, affrontano il tema della cattura delle varie prede da una prospettiva del tutto particolare, quella delle gare. Pur fornendo indicazioni utili anche ai pescatori in apnea amatoriali, le schede sono dirette in particolare verso coloro che si dedicano all’agonismo o che, comunque, vogliono approfondire la loro conoscenza delle gare e delle tecniche vincenti adottate dai protagonisti del nostro sport.
In questa scheda curata dal dinamico Concetto Felice del Team Sdive, si parla del cefalo.

Felice ama pescare i cefali all’aspetto.

Dove cercarlo

Il cefalo (o muggine) è un pesce particolare, molto simile alla spigola sia per aspetto che per abitudini; lo si può incontrare prevalentemente in poca acqua, ma non è raro trovarlo anche in profondità, intento a nutrirsi. Ne esistono almeno 6 specie.

Preferisce stare in acqua libera, specie nelle zone dove ci sono sbocchi d’acqua dolce e lungo le dighe frangiflutti. Ottime le zone miste con fango e roccia sparsa, oppure quelle porzioni di fondale costiero ricche di ciottoli. Più raramente (ma non infrequentemente) capita di trovarlo all’interno di tane ampie, dotate di più aperture e col pavimento di sabbia o fango, che servono al cefalo come luogo di riposo in cui spesso presta compagnìa a pesci più pregiati, come la spigola.

Nel mese di Agosto e Settembre, nelle giornate di bonaccia, di piatta e sole allo zenit, il cefalo ama starsene in superficie a ‘boccheggiare’ per nutrirsi di alghette e dei microrganismi che galleggiano. In questa occasione un lento avvicinamento, magari aiutato da una leggera corrente, faciliterà la cattura.

In pieno autunno i muggini vanno in riproduzione e capita di vedere caroselli di centinaia di questi pesci che si muovono lungo la costa, con esemplari veramente grossi. Seguono sempre una direzione precisa e quindi è piuttosto facile anticiparne le mosse e muoversi di conseguenza.
Essendo un pesce abitudinario e abbastanza stanziale è facile, trovata una zona ricca di questi pinnuti, incontrarli con costanza nel medesimo luogo. Conviene dunque annotarsi bene il punto e tornarci a colpo pressoché sicuro.

Il sottocosta è il regno del muggine

Come insidiarlo / le attrezzature

Generalmente per la pesca al cefalo utilizzo arbalete con circolare da 16 millimetri, asta leggera da 6mm monoaletta e lunghezze comprese tra i 75 ed i 90 cm, a seconda della visibilità.

Trattandosi di un pesce che vive spesso a mezz’acqua, la tecnica di pesca più adatta è sicuramente l’aspetto; in condizioni di mare calmo e di acqua pulita a volte serve un buona apnea per riuscire a portarlo a tiro. Non c’è bisogno di nascondigli particolari durante la posta (talvolta si può fare l’aspetto anche allo scoperto nella sabbia), è importante non muoversi troppo (specie il capo) e capire in anticipo da dove arriveranno i pesci. Anche un buon mimetismo aiuta.

La tecnica dell’agguato, parimenti, dà ottimi risultati; trattandosi di un pesce che pascola nei bassi fondali, capita spesso di vederlo mangiare a distanza o rimanere fermo a mezz’acqua, in branco con altri esemplari. L’avvicinamento deve essere lento e con la copertura di qualche roccia, se possibile. I richiami non sono efficaci, al contrario possono rivelarsi controproducenti.

Il cefalo è un pesce che con il mare mosso s’incontra in poche spanne d’acqua, risultando sicuramente più facile d’avvicinare. L’esemplare più grosso che abbia mai catturato pesava circa 3 chili, ma mi è capitato diverse volte d’incontrare efali molto più grossi senza poterli insidiare, vuoi perché avevo visto le spigole, vuoi perché non mi hanno permesso un tiro sicuro: il cefalo ha una reazione molto violenta quando viene colpito e se non si ha l’accortezza di piazzare un colpo preciso (la zona migliore è la testa o la parte alta della schiena due dita sotto la pinna dorsale) il più delle volte si strappa lacerandosi le carni. Per questa ragione, si deve assolutamente evitare di colpirlo in pancia.
Quando il cefalo si presenta in branco, spesso mirando un esemplare si fanno belle coppiole e altre volte fortunate triplette.

Per catturare il muggine è efficace anche la pesca in caduta, specie nelle zone di pareti a picco o nel caso si avvisti il branco dall’alto. In questi frangenti servono pochi movimenti ed una zavorra molto equilibrata che ci permetta di arrivare sul pesce in perfetto assetto di tiro. Il cefalo, vista la conformità del capo e la particolare posizione degli occhi, non vede praticamente nulla sopra di sé e questo faciliterà ancor di più l’azione di pesca.

Mare mosso ed acqua torbida sono le condizioni ideali per insidiare i cefali con successo

Nel caso di cefali in tana cambio arma ed utilizzo un’arbalete tra i 40 e 60cm di lunghezza con fiocina a 4 punte. Bisogna cercare di sparare da differenti aperture e con calma se si vuole realizzare un buon carniere ai fini di una gara.

Ecco due tiri che bloccano il cefalo senza farlo sbattere:

1) dall’alto, quello indirizzato tra la fine della testa e l’inizio della schiena

2) di fianco, quello in piena testa vicino agli occhi.

Una volta catturato, il muggine va ucciso passando il coltello per le branchie in direzione del centro testa. Raggiunto l’apice del cranio si ruota il coltello due o tre volte ed il pesce muore.
Quando lo si ripone nel cavetto non si deve mai passare il filo tra le fragili branchie, ma al centro della testa, tra gli occhi, dall’alto verso il basso. Fuori dalle competizioni si può anche passare il cavetto fra le cavità orbitali, ma in gara questa soluzione va assolutamente scartata, in quanto potrebbe comportare una sanzione per cattiva conservazione del pescato.

In competizione

In gara i cefali hanno sempre avuto una certa importanza (tanto per citare esempi piuttosto recenti, vedi penultimo Europeo vinto da Carbonell o, in Italia, l’Assoluto del 1997 vinto da Aldo Calcagno e quello del 2003 vinto da Accolla) e quindi sono pesci che vanno marcati, come dicevo prima, una volta trovata la zona giusta.

Privilegiando la pesca all’aspetto anche in gara, mi è capitato spesso di catturare dei muggini.
Ricordo in modo particolare una gara sociale svoltasi al Lido di Noto (SR); ero andato all’appuntamento malgrado avessi un forte raffreddore ed una pesante stanchezza accumulata da 10 giornate di mare consecutive.
Mentre i compagni di circolo iniziavano a cambiarsi non mi sentivo veramente in condizione di scendere in acqua; le battute, le punzecchiature e le prese in giro che rallegrano queste circostanze hanno scatenato la mia carica agonistica e l’istinto del ‘serpente’ (soprannome con cui gli amici chiamano affettuosamente Concetto Felice n.d.r.).

Con l’acqua pulita il cefalo diventa una preda difficile da far avvicinare – Foto A. Balbi

Ho aspettato ancora una trentina di minuti, poi ho iniziato a scaricare l’attrezzatura dalla macchina cominciando a pensare alla strategia migliore che mi avrebbe permesso, una volta entrato in acqua, di fare una pescata efficace e veloce (ossia compatibile con la mia condizione fisica) per cercare di mettere insieme un discreto carniere.

Mi sono ricordato di una grossa spigola catturata proprio in quella zona in mezzo ad un branco di cefali e, appena entrato in acqua, mi sono subito diretto verso quel punto esatto.
Durante uno dei primi aspetti mi sono ritrovato davanti un branco composto da circa quaranta pesci di peso variabile, stimati dai 500 grammi ai 2 chilogrammi, ho fatto una coppiola e ho concluso la pescata con 7/8 cefali ed una spigola’ il tutto in un’ora e mezza.
Sono uscito quando ancora non c’era nessuno ed ho potuto mettere in piedi un scherzo divertente nascondendo i pesci in una pozza.
In queste occasioni, infatti, abbiamo l’abitudine di pesare i singoli pesci catturati. E’ un espediente che ci aiuta tantissimo nel selezionare le prede stimando con una certa precisione il peso del pesce (un aiuto per le competizioni più importanti).
Così al termine di questa pesatura, quando la pescata migliore sembrava essere stata quella del mio amico Salvo Rubera con un bel tordo e qualche pesce più piccolo, ho tirato fuori il mio carniere tra lo stupore e entusiasmo degli amici.

N.B. il cefalo alla brace o cotto al forno è una vera prelibatezza. Ha carni ottime anche per un gustoso carpaccio. Apprezzatissima ne è la bottarga.

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Category: Articoli, Pesca in Apnea, Pesca in apnea: Tecniche e attrezzature

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