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Le 5 Regole di Pescasub meno Rispettate in Assoluto!


Abbiamo spesso parlato di normative della pescasub per analizzarne la complessità e cercare di spiegarne portata e corretta interpretazione. Questa volta vogliamo invece soffermarci su quelle che sono le regole meno rispettate in assoluto, non tanto per ignoranza, quanto per proprio scelta consapevole e da soggetti che sono degli assidui praticanti della disciplina.

1 – Limite di prelievo dei 5 kg

Non poteva che occupare il primo posto nella classifica, d’altronde basta dare una rapida scorsa alle foto che vengono giornalmente pubblicate sui social network per rendersi conto di come stanno le cose. Chiaramente non tutte le foto con carnieri “over” immortalano pescate illecite, spesso sono foto con il pescato collettivo di giornata, ma ci sono anche tanti che fanno un punto d’onore il dover specificare che invece è tutto frutto di impegno personale.

pescata collettiva 2

Le motivazioni a giustificazione dello sforamento sono ormai ben note a tutti: “la pesca professionale fa peggio”, “in un anno ci sono un’infinità di cappotti”, “era una giornata eccezionale”, “ci sono un sacco di spese”, insomma, la scusa per auto-assolversi si trova sempre, anche quando si tratta di un comportamento sistematico, anche se in quest’ultimo caso, la vendita abusiva è il fine principale. Tra coloro che possono e lo fanno, e quelli che non possono ma lo farebbero, è lunga la platea di praticanti che non digerisce per nulla questa limitazione. Ne favoleggia di altre ma, a guardar bene, sono sempre cucite su misura per rendere legali le proprie abitudini. Per la verità questo disinteresse verso il limite dei 5 kg non riguarda solo il pescatore subacqueo, ma tutti i pescatori ricreativi in generale.

2 – Divieto di Prelievo di Crostacei

incontro aragostaL’avversione per questo divieto è direttamente legata al punto di cui prima, ma è inoltre considerato ingiusto e vessatorio (non senza ragione stavolta) perché è una limitazione che, ad eccezione dei periodi di fermo biologico che interessano tutti, è una prescrizione che riguarda solo ed esclusivamente il pescatore in apnea. Capire perché, nella testa del legislatore, sia diverso prelevare un’aragosta o un astice con una nassa o con un fucile subacqueo, non è facile e forse neppure possibile, ma così è.

Il discorso ovviamente cambia quando tra i crostacei finiscono anche le cicale (Scyllarides latus) che invece rappresentano una specie protetta, la cui cattura è proibita tanto ai professionisti quanto ai dilettanti, senza distinzione. Vale la pena ricordare che la cattura di una specie protetta può implicare profili di rilevanza penale, e quindi strascichi che non si esauriscono con il semplice pagamento di una multa, per quanto molto salata.

3 – Distanza dalle scogliere a picco (in genere 100 metri)

scogliera a piccoIl tema delle distanze di rispetto che la normativa ci impone è sempre piuttosto spinoso. Se però quello dai litorali solitamente frequentati da bagnanti viene rispettato (obtorto collo) e fatto rispettare , quello dalle pareti di roccia a picco (imposto dalle ordinanze locali e per nulla omogeneo) proprio non scende giù al pescatore in apnea. Si tratta di porzioni di costa spesso raggiungibili solo a nuoto o con l’imbarcazione, quindi chi dobbiamo proteggere stando a 100 metri dalla falesia?!

La risposta può essere molteplice. Alcune CP locali, se l’obiettivo è la tutela del bagnante, si premurano di specificare che in assenza di bagnanti la prescrizione non è valida ed è quindi possibile pescare a ridosso della roccia. Altre volte però la ratio della norma è quella di tutelare tutti, anche il pescatore subacqueo, tenendo lontane le persone dalla zona di naturale caduta nel caso in cui dei sedimenti rocciosi si staccassero dalla parete e finissero in mare. In questo caso però l’intero tratto di costa è interdetto a tutte le attività umane.

4 – Distanza massima di 50 metri dalla boa segnasub

La boa di segnalazione è spesso una gran seccatura, specie quando si pesca nel bassofondo, con mare mosso, magari in zone di scogli affioranti e calette, soprattutto fuori stagione. La tentazione di lasciarla nel cofano della macchina o sul gommone ancorato è spesso tanta, se non si cede a questa tentazione è però facile che la si pedagni e che dopo i primi 2 o 3 spostamenti si trascuri il fatto riposizionarla con cura in modo da essere sempre operanti entro il raggio previsto dalla normativa (50 metri).

boa segna sub 5 miti

Capita così che ci si allarghi, anche molto, sottovalutando il duplice rischio di farsi investire da un natante (evento tutt’altro che raro già con tutte le segnalazioni al loro posto) e di rimediare un pesante verbale (1000 euro) in caso di controllo.

5 – Divieto di tenere il fucile carico se non in immersione

fucile caricoSui fucili subacquei il primo componente ad essere rimosso è proprio la sicura, che oltretutto, agendo solo sul grilletto e non sui leveraggi dello sgancio, “sicura” non lo è affatto. Ma nonostante questo, è costume molto diffuso quello di mantenere i fucili carichi sia se agganciati al pallone o sulla plancetta, che in gommone durante gli spostamenti.

Nel primo caso vince spesso la convinzione che i pochi secondi risparmiati nel caricare il fucile possano realmente fare la differenza tra un pesce preso e uno malamente strappato e perso. Nel secondo invece è più la pigrizia di dover scaricare e ricaricare, specie quando si fanno tanti spostamenti e si usano fucili plurigomma e comunque impegnativi da armare. Inutile dire che si cambia idea solo quando succede qualcosa, sperando che si risolva tutto solo con un grande spavento.

Conclusioni

Queste, come tante altre infrazioni nella pesca e nella vita di tutti i giorni, hanno una spiegazione molto semplice: la totale mancanza di controlli. Nel caso della pescasub sarebbe facile pensare che l’importo delle multe previste (minimo 1000 euro), faccia si che il pescatore si muova con cognizione di causa; in realtà il fatto che tanti di noi possano contare i controlli subiti, in tanti anni di pratica, sulle dita di una mano e spesso senza nemmeno usarle tutte, chiarisce bene perché le prescrizioni normative siano percepite spesso come “facoltative”.

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Category: Approfondimenti, Articoli, Normativa, Pesca in Apnea

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