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L’agonismo che vorrei: Luigi Puretti

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Puretti350-2Sono del parere che abbiate descritto abbastanza fedelmente quella che è la situazione dell’attuale agonismo italiano degli ultimi anni. Riduzione dei giorni della preparazione, eliminazione della cernia, formula con spostamenti a nuoto hanno portato ad un unico risultato: un livellamento molto marcato tra tutti gli atleti, anzi, sarebbe meglio dire ad un livellamento dei risultati! Non dimentichiamoci che il fine primario di ogni gara è quello di stilare una classifica in cui le prime posizioni saranno occupate dai più bravi. Se prendiamo come esempio qualsiasi altro sport, le posizioni di vertice sono sempre appannaggio delle stesse persone o squadre. La sopresa ci sta ed è anche piacevole, ma spesso si tratta di singoli casi isolati. Soprattutto negli anni della formula a nuoto si è assistito ad una grande confusione di risultati, con classifiche completamente sconvolte di anno in anno, soprattutto su campi gara poveri di pesce. È letteralmente venuta meno la possibilità di esprimersi. Non è un caso se la maggior parte degli atleti che hanno fatto storia, sia in campo nazionale che internazionale, decise di ritirarsi e non credo solo per una questione anagrafica.

Quest’anno ho appreso che la preparazione del prossimo Campionato Assoluto di Castelsardo è stata ridotta a soli 4 giorni. Le motivazioni probabilmente sono da ricercare nell’ultimo incidente avvenuto a Taranto durante il Campionato di Qualificazione, quando un atleta è stato colpito da taravana. La notizia della riduzione non è certo di stata di mio gradimento e il primo motivo riguarda per assurdo proprio la sicurezza!! Sarò costretto ad una preparazione molto più impegnativa, svegliandomi molto presto la mattina e tornando la sera tardi, esponendomi quindi a rischi piu elevati. Il secondo si ricollega al discorso fatto precedentemente: con soli 2 giorni di preparazione per campo sarà veramente difficile escogitare una strategia all’attacco. Credo che quasi tutti adotteranno una tattica conservatrice con l’obiettivo primario di rimanere tra i primi 20 e assistendo quindi ad un livellamento generale.

Perchè tutto questo? Si parlava di rendere il nostro sport più accessibile a tutti contenendo i costi e avvicinando i giovani, i risultati purtroppo non sono stati quelli sperati, anzi! Di sacrifici se ne fanno già veramente tanti e credo che in molti siano anche disposti a farne un pizzico in più ma in cambio della possibiltà di potersi veramente esprimere. Puntare su un gruppo forse leggermente più ristretto ma sicuramente elitario potrebbe essere la scelta giusta.

Secondo il mio parere le selettive possono tranquillemente rimanere con la formula a nuoto. Non tutti hanno grandi ambizioni agonistiche e credo sia giusto venga data la possibilità a tutti di partecipare ad una gara con spirito molto “amichevole”. Chi ha stoffa riesce ad emergere, permetterei invece ai già qualificati di partecipare come fuori classifica per svariati motivi.

Per quanto riguarda i campionati maggiori invece mi sembrerebbe logico avvicinare quanto più possibile il regolamento nazionale a quello internazionale. Preparazione da un minimo di 10 giorni a…infinito! Si eviterebbero inutili e presunte polemiche sui locali che preparano prima. Chi dispone di più mezzi e risorse è avvantaggiato, ma è cosi nel calcio, nell’automobilismo, etc. Spostamenti naturalmente liberi e possibilità di catturare una cernia al giorno. Ho eserdito citando il livellamento del risultato più che quello degli atleti perchè sono convinto che in Italia ci siano agonisti che possono dire la loro anche in campo internazionale. Naturalmente i campi gara sono profondamente diversi dai nostri ma sapendo scegliere di volta in volta ci sarebbero le possibilità di fare risultato ovunque. Basta citare il quarto posto di Concetto Felice all’ultimo Mondiale, che secondo me sta anche stretto. Con un minimo di mezzi ed organizzazione in più il podio sarebbe stato una certezza. Ignoro quali siano le risorse della Federazione ma reputo di fondamentale importanza eseguire un piccolo sopraluogo per capire su che tipo di pesca sarà impostata la gara ed effettuare le convocazioni di conseguenza.

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L’agonismo che vorrei: Luigi Puretti scritto da Redazione Apnea Magazine media voto 4.7/5 - 3 voti utenti

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Category: Pesca in Apnea

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