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La videoripresa in apnea: Roberto Tiveron

| 14 febbraio 2012 | 0 Comments
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Tiveron con la sua preda preferita (Foto R.Tiveron)

Concludiamo il nostro excursus sulla videoripresa associata alla pesca in apnea intervistando un altro grande pescatore con il pallino della videocamera: Roberto Tiveron. Dopo i primissimi trascorsi come operatore/pescatore in alcuni dei primi dvd realizzati dalla Totemsub, lo ritroviamo già da anni come regista di numerosi documentari resi celebri dalle scene mozzafiato riprese nelle iper sfruttate acque del litorale romano. Cultore, spesso più per necessità che per scelta, della videoripresa in soggettiva, ci racconta nel dettaglio la sua passione, i suoi trucchi e le sue nuove realizzazioni.

Che cosa ti ha spinto ad iniziare la tua attività videografica? Ha avuto da subito obiettivi “professionali”?

L’amicizia con Fabrizio D’Agnano e il fatto di avergli dato una mano in alcune sue riprese è stata la molla che mi ha spinto a tentare questa nuova strada, infatti ho acquistato da lui, di seconda mano, la mia prima videocamera. Quest’attività particolare mi affascinava molto e così ho voluto provare a creare un dvd tutto mio che è stato “ Pesca in apnea con Roberto Tiveron”.

Quando faccio le cose mi piace farle al meglio e così il mio obiettivo iniziale è stato quello di creare qualcosa di nuovo e che lasciasse il segno e infatti questo mio primo dvd è stato un grandissimo successo sia in Italia e anche in molti paesi esteri. Posso dire che con questo video ho contribuito a rilanciare la moda del fucile pneumatico e in particolare con il sottovuoto mostrando dei tiri a volte incredibili;  inoltre è stato un dvd dove si mostrava un tipo di pesca molto selettivo, quasi esclusivamente all’aspetto o all’agguato, rivolto a prede prestigiose come i dentici e altri pelagici con catture effettuate esclusivamente nel Lazio e in alcune zone della Toscana.

Quali sono stati i primi problemi con cui ti sei dovuto misurare e come li hai risolti?

Sinceramente non ho avuto grossi problemi nella gestione della videocamera e mi sono adattato subito. Considerando che spesso la tengo nella mano sinistra e non vincolata al fucile, forse è necessario gestire meglio i tempi di permanenza sul fondo tenendo presente che per quanto piccolo lo scafandro costituisce sempre un freno idrodinamico specialmente quando si riemerge da profondità elevate. Il problema più grande di tutto resta comunque il montaggio delle immagini, specialmente se si vuole ottenere un prodotto professionale, e non c’è nient’altro da fare che attrezzarzi con un ottimo hardware e altrettanto software per video editing e soprattutto studiarne il funzionamento corretto che spesso non è semplicissimo.

Lo scafandro sull’unica mano libera complica molto le cose (foto A. Balbi)

Quali sono i pregi e i difetti della ripresa in soggettiva e di quella con operatore? Tu quale preferisci e perchè?

Non credo si possa dire che un tipo di ripresa sia migliore dell’altro, perché ognuno è utile a mostrare determinati aspetti dell’azione di pesca.

La ripresa con operatore permette di scorgere al meglio come il pescatore ripreso si comporta in relazione all’ambiente e all’eventuale preda; il rovescio della medaglia è che però questo tipo di ripresa non lascia percepire bene ciò che avviene sott’acqua alla vista del pescatore poiché il tutto appare molto lontano e non ben distinguibile, a meno che l’operatore non sia un drago in grado di mettere in risalto l’azione del pescatore per poi passare direttamente al contatto con il fucile dello stesso come se si trattasse di una ripresa in soggettiva, ma affinchè ciò sia possibile è necessario un feeling elevato tra pescatore ed operatore, oltre a dover avere  entrambi grandi doti sia venatorie che apneistiche.

L’operatore è spesso l’ultimo a staccarsi dal fondo (foto A.Balbi)

Ricordo situazioni simili in alcune riprese che effettuai insieme all’amico Fabrizio D’Agnano per il suo dvd “Le stagioni della pesca in apnea” , in cui sia in alcune riprese di catture di corvine e in altre  di dentici, io che lo riprendevo sono riuscito a passare dall’inquadratura larga a quella soggettiva andandomi ad attaccare come una remora addosso a Fabrizio senza però disturbarlo nella mira e nell’azione di avvicinamento. Per fare ciò non esiste un operatore e un pescatore, ma solo due pescatori che cacciano all’unisono e sono in grado di optare istantaneamente per la medesima scelta facendo però attenzione ad essere percepiti dalla preda come un soggetto unico. L’operatore spesso deve essere molto più preparato del pescatore stesso perché rimane soggetto ai tempi e alle decisioni di quest’ultimo, per questo si trova sempre in situazione di svantaggio psicologico, fattore  che spesso taglia l’apnea.

La ripresa in soggettiva invece è senz’altro quella che offre il maggiore dettaglio relativo alle prede in avvicinamento o avvistate dal pescatore, in pratica si ha la stessa visione, o quasi, che ha il pescatore e quindi è più facile scorgere bene le prede, i loro movimenti e come l’eventuale tiro va a colpirle. Naturalmente il giusto compromesso tra queste due riprese è la soluzione migliore ma purtroppo non sempre ciò è possibile. Io ho spesso trovato grosse difficolta ad avere un operatore che mi seguisse durante le mie azioni di pesca, o perché le ottime doti apneistiche non corrispondevano poi ad altrettante doti venatorie o viceversa, mi è capitato spesso di avere operatori non in grado di seguirmi alle profondità più impegnative oppure non in grado di trattenere il fiato fino alla conclusione dell’eventuale cattura, ciò non significa che non ce ne siano, ma trovarne disponibili e bene affiatati non è assolutamente facile.
Va anche tenuto presente che con la telecamera in mano, e specialmente in profondità, cambia molto la gestione della tecnica e dell’apnea.

Raccontaci la più bella scena che sei riuscito ad immortalare con la tua videocamera, e quella che avresti voluto ma non hai potuto.

Sinceramente non saprei dire quale sia la scena più bella che ho mai ripreso, ho fatto così tante riprese e catture che ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. La mia pesca è molto selettiva quindi ho un repertorio molto vasto di catture di prestigio, ho ripreso numerose catture di dentici che sicuramente sono una delle prede più affascinanti per il pescatore, ma le riprese che ricordo con maggior piacere sono certamente quelle riguardanti i branchi di spigole che paradossalmente è la preda che mi affascina maggiormente e mi diverte di più.

Devo dire che nei mie vari filmati ho effettuato spesso riprese di grosse spigole e in particolare di branchi numerosi e questo mi gratifica molto perchè sinceramente non ho mai visto altri dvd o filmati dove è possibile vedere così tante spigole tutte insieme, sempre considerando che le mie riprese sono tutte effettuate in Italia, specialmente nel mare di Roma; quindi se si escludono i filmati girati in atlantico o nella manica come quelli di Esclapez dove vediamo miriadi di spigole, di filmati nostrani con così tante spigole devo ancora vederne.

Due riprese che per me vanno ricordate riguardano le catture di due grosse orate di circa 5 e 7 chili effettuate ad Anzio e Santa Marinella, e che sono presenti in uno dei documentari che ho girato per il canale “Caccia & Pesca” del gruppo Sky. Anche queste catture secondo me rappresentano un record per la videoripresa, ma comunque se dovessi scegliere i ricordi più belli resto affezionato senz’altro ai branchi di spigole.

Riprendere in soggettiva e da più punti di vista è molto difficile (foto A.Balbi)

La videocamera può, e se si, in quale misura e in quali circostanze, compromettere una bella cattura? Qualche aneddoto?

La telecamera può senza dubbio compromettere una bella cattura, anche a me capita alcune volte. Succede specialmente quando si cerca di ritardare la cattura per avere la preda più vicina possibile e riprenderne meglio i particolari e aver maggior durata di girato, può capitare che il ritardo nella cattura faccia perdere l’attimo per scoccare il tiro con la preda che ci lascia con un palmo di naso, cosa che nella normalità non accadrebbe.
Ugualmente mi capita di avere maggiore difficolta di azione quando tengo la telecamera nella mano libera e avrei invece la necessità di dovermi aggrappare al fondo per spostarmi o avanzare all’agguato. Avere una telecamera in mano significa avere ormai automatizzato un perfetto sincronismo dei due arti superiori nel puntamento della preda e questo molto spesso è una difficoltà in più per la cattura, a meno che non si tenga sempre la camera fissa sul fucile ma questo a lungo andare rende monotona l’inquadratura. Direi che pescare con la videocamera nell’arto liberò riduce di un buon 30% le possibilità di cattura di una preda.

Aneddoti particolari non ne ricordo, ma alcune volte ho perso l’attimo giusto per scoccare il tiro ad una preda già morta solo per esigenze cinematografiche, oppure ricordo che alcune volte e in particolare un giorno con una enorme palamita, ho effettuato la cattura ma avevo dimenticato di azionare la videocamera.

Pensi che la videocamera sul fucile possa diventare un pericolo in più per il pescatore?

Non credo che la camera sul fucile possa costituire un pericolo, il pericolo può essere il pescatore stesso che per effettuare una ripresa sceglie di attardarsi altre il lecito sul fondo distratto dalla visione dei pinnuti.

Ormai è esplosa la video mania, tanti sono i pescatori che sono anche videoamatori: quali caratteristiche fondamentali deve avere una videocamera per fare delle belle riprese amatoriali?

Oggi la tecnologià ci offre soluzioni incredibili a costi relativamente contenuti e tutti possono avere dei risultati soddisfacenti finchè si ricerca un prodotto amatoriale, anche se poi con le moderne minicam non si è molto lontani dal poter produrre immagini di ottima qualità. Naturalmente tra una videocamera da pochi soldi e una un po’ più costosa ci sarà sempre una consistente differenza, ma tutto è relativo all’obiettivo che si vuole raggiungere e lo scopo della ripresa. Per delle buone riprese amatoriali è più che sufficiente una delle tante action cam presenti sul mercato, che ripeto svolgono un lavoro egregio.

Prossime produzioni in cantiere?

Nel 2012 è prevista l’uscita di un nuovo dvd marchiato Omer /spora, dal titolo: “Evoluzione tattica della pesca in apnea”. Come dice il titolo si tratterà di come evolve il modo di pescare del pescatore e di piccoli trucchi per essere sempre al passo con i cambiamenti del mondo marino e dei suoi abitanti. In particolare saranno mostrate in azione nuove attrezzature ovviamente della Omer e in particolare nuove armi sottovuoto come il nuovo fucile SporaOne che uscira a fine stagione.

Ci saranno catture di dentici e pelagici in generale,  come di cernie, pesci serra, e le sempre presenti grosse spigole e orate. In alcune scene mostrerò anche la pesca in tana riprendendo andrea Calvino in un paio di catture.

 

Un consiglio, un trucco e il classico errore da non fare.

Considerando la telecamera vincolata al fucile il consiglio è quello di fare finta di non averla, ricordando sempre però di azionare il tasto rec prima di immergersi, non è cosa rara dimenticare di farlo con il rischio spiacevole di non riprendere una cattura memorabile.

 

La videoripresa in apnea: Roberto Tiveron scritto da Davide Serra media voto 5/5 - 1 voti utenti

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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