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La scomparsa di Jaques Mayol

| 10 gennaio 2002 | 0 Comments
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La foto di copertina del libro di Mayol dal titolo

Dalle News: 22 Dicembre 2001: scompare Jacques Mayol – Il grande recordman Jacques Mayol ci ha lasciato. Il settantaquattrenne storico rivale di Majorca ha deciso di farla finita e si è impiccato nella sua casa dell’Isola d’Elba. Tale gesto appare motivato dalla depressione di cui il campione soffriva da tempo.

Nell’esprimere il nostro cordoglio per la scomparsa di questo grande personaggio dell’apnea moderna, rinviamo all’articolo pubblicato da Repubblica per ulteriori dettagli.

Jacques Mayol, secondogenito di un architetto francese, nacque a Shangai nel 1927. La sua famiglia era solita trascorrere le vacanze estive nella pineta di Karatsu, nella regione Kyushu, localizzata nel Giappone sud occidentale. A soli sei anni imparò a nuotare e fu nelle acque del sol Levante che incontrò il “suo” primo delfino. Poi, nella seconda metà degli anni trenta il militarismo giapponese si liberò di tutto quello che era occidentale e così la famiglia di Jacques abbandonò il paese.

Divenuto famoso come l’ “uomo delfino”, si avvicinò all’apnea oltre 40 fa proprio grazie all’amicizia con una femmina di delfino di nome Crown. A quel tempo Jacques lavorava presso l’acquario che ospitava il delfino, in Florida, e pare che cominciò ad immergersi nel delfinario e ad apprendere i primi rudimenti dell’apnea proprio per stabilire un contatto con Crown. Dal suo primo record mondiale del 1966 (- 63 mt) all’ultima impresa dei 105 metri compiuta all’età di 56 anni all’Isola d’Elba, Jacques Mayol ha segnato il mondo dell’apnea in modo unico.

Fu lui il primo ad applicare le tecniche di rilassamento all’apnea, lui il primo uomo a superare il muro dei 100 metri, lui l’innovatore più eclettico della disciplina.

La sua visione del mare come liquido amniotico del pianeta da cui l’uomo proviene e a cui si ricongiunge attraverso l’immersione in apnea, sono parte della cultura dell’apneista moderno.

I suoi viaggi, la sua sfida leggendaria con Enzo Maiorca narrata dal film “Il grande blu” di Luc Besson, i suoi record, le sue intuizioni e la sua filosofia hanno ispirato generazioni di subacquei, compreso il grande Umberto Pelizzari, amico ed allievo di Jacques.

Nessuno si aspettava che la depressione avrebbe potuto intaccare lo spirito di un uomo come lui portandolo ad un gesto estremo.

A noi piace ricordarlo fra i suoi delfini, mentre volteggia nel blu, e pensare che adesso che le sue ceneri sono state sparse nelle acque di Montecristo l’uomo delfino abbia finalmente trovato la pace.Per ricordare questo mito dell’apnea, vi presentiamo il ricordo di Umberto Pelizzari, Gianluca Genoni e Nicola Brischigiaro ed una raccolta di link ordinati per tipologia dove potrete trovare immagini, video e informazioni varie su Jacques Mayol.

UMBERTO PELIZZARI

Umberto Pelizzari

Ho conosciuto Jacques a Parigi nel 1990, dieci giorni dopo aver stabilito il mio primo record mondiale, e siamo subito diventati amici. Questa amicizia ha inizialmente sorpreso un po’ tutti nell’ambiente subacqueo, perché il carattere schivo di Jacques era ben noto, ma a dir la verità…sin dal nostro primo incontro mi è stato sempre vicino, tanto che un po’ tutti mi considerano a ragione suo allievo.

Per anni mi sono allenato all’Elba, dove Jacques aveva una casa, ed è stato così che ha avuto modo di seguirmi e di darmi molti preziosi consigli. L’ultima volta l’ho visto due settimane prima della scomparsa, abbiamo passato una serata insieme….

Lui e Maiorca rappresentano un modello per tutti gli apneisti moderni: il primo è il simbolo dell’apnea di “testa”, che trae impulso dal rilassamento; il secondo è il simbolo dell’apnea che si fonda sulla fisicità e la preparazione atletica.

Oggi nessun apneista si immerge rivolgendosi ad solo uno di questi orientamenti, in quanto per prestazioni di alto livello è necessario saper sfruttare al meglio tanto la preparazione mentale quanto quella fisica, però c’è la prevalenza, in ogni atleta, dell’uno o dell’altro aspetto. Nella sfida tra me e Pipin, che in qualche modo ha rievocato quella leggendaria tra Mayol e Maiorca, io sono stato quello più vicino a Mayol, non solo perché mi ha seguito e consigliato, ma anche perché fisicamente non potevo certamente competere con Pipin.

Jacques è stato un grande innovatore di questa disciplina. Oltre ad essere stato il primo ad introdurre il rilassamento nell’apnea, infatti, ha avuto altre formidabili intuizioni. Quando oggi si propone di risolvere il problema della compensazione nella rincorsa ai 200 metri ricorrendo all’ingresso d’acqua nelle narici ad una certa profondità, non si fa altro che riproporre una tecnica ideata e descritta per la prima volta proprio da Mayol.

Ancora, al giorno d’oggi tutti gli atleti che tentano il record nel variabile scendono con la testa in alto: è stato Mayol il primo ad affermare che nella discesa a testa in alto la compensazione risultava più agevole, così come è stato il primo ad utilizzare le lenti a contatto.

Per quanto grandi sono state e saranno le imprese di altri campioni dell’apnea, i personaggi davvero leggendari ed indimenticabili della nostra disciplina resteranno Jacques Mayol ed Enzo Maiorca.

GIANLUCA GENONI

Gianluca Genoni

Ho appreso la terribile notizia della scomparsa di Jacques Mayol per telefono.

Sulle prime ho faticato a realizzare quanto era accaduto, non riuscivo a credere ad una cosa del genere. Lo conoscevo, ed è stata una notizia talmente triste e incredibile che mi ha portato a concludere che non si può mai sapere cosa passa per la mente di una persona.

Ho contattato subito degli amici che vivono all’Isola d’Elba e che gli stavano più vicino e così ho saputo che già da tempo Jacques stava attraversando un periodo negativo caratterizzato da uno stato di depressione.

Ma nessuno poteva immaginare che sarebbe giunto ad un gesto così estremo.

Jacques Mayol è stato il precursore dell’apnea, lui ed Enzo Maiorca hanno fatto conoscere questa disciplina al grande pubblico con le loro gesta. Quando vado in alcuni posti per allenarmi o tentare un record, spesso mi capita di essere messo a confronto con le imprese dei grandi Mayol e Maiorca e di sentirmi chiedere se abbia intenzione di battere i loro record. Anche alla casalinga è noto il nome di Mayol, al cui confronto i nomi dei primatisti odierni sono invece sconosciuti.

E’ chiaro quanto sia difficile lasciare lo stesso segno.

A lui va il merito di tantissime innovazioni nell’apnea: è stato il primo a parlare di tecniche yoga nelle immersioni, a sperimentare delle lenti a contatto nelle discese profonde in apnea….. un vero artefice della disciplina.

E’ triste il modo in cui si è conclusa la sua vita. Credo che in lui ci fosse un rifiuto di invecchiare, probabilmente non accettava il passare degli anni o il fatto di dover cedere lo scettro di campione ad atleti delle nuove generazioni.

Ma mai mi sarei aspettato un tale gesto da una persona del suo stampo.

NICOLA BRISCHIGIARO

Nicola Brischigiaro

Ogni gesto, anche il più estremo e doloroso, fa parte di un mondo, a volte incomprensibile, dove l’anima si ribella cercando nuovi lidi e nuove immersioni in mondi a noi sconosciuti. Mi piace ricordarlo ed immaginarlo con i suoi capelli bianchi mentre racconta come un guru i segreti per entrare in simbiosi con il mare e l’elemento acqua.

Era una leggenda vivente, un mito, un atleta straordinario.

Le sue imprese sportive e scientifiche sono state e saranno un punto di riferimento per gli appassionati. Mayol è stato il precursore nell’introduzione delle tecniche di rilassamento,yoga e respirazione pranajama. Amava il mare e tutti noi gli dobbiamo qualcosa perché i suoi insegnamenti hanno permesso gli attuali sviluppi del mondo apneistico.

Personalmente, è grazie a Jacques Mayol che ho intrapreso la vita dell’apneista: da una scena del film “Le Grand Bleu” ho preso lo spunto per le mie apnee sotto il ghiaccio e con i delfini.

Seguendo la strada da lui iniziata, poichè durante i suoi esaltanti primati veniva spesso studiato e monitorato dalle equipes del Prof.Pier Giorgio Data che effettuavano importantissimi esperimenti scientifici, anch’io ho voluto unire sport e scienza.

Ho conosciuto Jacques Mayol in Sardegna e non dimenticherò mai l’emozione di quell’incontro, che mi porterò sempre nel cuore.

Mayol mi ha trasmesso la passione di vivere l’apnea,cercando nello stesso tempo di rendersi utili per la sperimentazione scientifica. Avrei dovuto incontrarlo per lavoro tra poche settimane e la mia tristezza va al di là di ogni immaginazione.

Ciao Jacques.

COLLEGAMENTI

Sito Ufficiale

Video commemorativi (Real Player) dal sito RAI SPORT:

Il ricordo

Servizio di Giulio Guazzini

Articoli sulla scomparsa:

Elba Oggi (italiano)

BBC (inglese)

Repubblica (italiano)

Le Monde (francese)

Japan today (inglese)

Varie:

Le Grand Blue

Recensione Le Grand Blue (inglese)

Recensione Le Grand Blue (francese)

Recensione DVD (inglese)

Recensione Le Grand Blue (francese)

Jaques Mayol su IAFDUSA (inglese)

http://www.apneaworld.com/mayol.html” TARGET=”_blank”>Jaques Mayol su APNEAWORLD

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La scomparsa di Jaques Mayol scritto da Giorgio Volpe media voto 3.4/5 - 7 voti utenti

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Category: Altre discipline, Apnea

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