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La riconferma di Gioffrè

| 3 ottobre 2002 | 0 Comments
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Quella tra Antonino Gioffrè e Roberto Palazzo sembra ormai diventata una sfida costante del campionato italiano di pesca in apnea in acque interne: per il secondo anno consecutivo, infatti, i due occupano rispettivamente il primo ed il secondo posto in classifica finale.

Si è gareggiato in parete

Si è gareggiato in parete

In effetti le similitudini tra i due campi di gara, quello di questa edizione e quello del 2001, sono molte e non solo dal punto di vista della classifica: entrambi erano dislocati nella parte settentrionale del Garda, Limone lo scorso anno, Torbole nell’edizione 2002.
In entrambi non vi era una particolare presenza di prede, anche se a Torbole Antonino ha portato al peso un buon carniere.
Stranamente, anche le condizioni atmosferiche erano simili, infatti un cielo cupo e nuvoloso ha fatto da cornice a tutto l’arco della competizione.

L’oscurità atmosferica si ripercuoteva naturalmente anche sui fondali, già di per sé profondi e bui, e così gli atleti che si sono cimentati nella pesca in profondità si sono trovati ad operare in un ambiente oscuro ed ostile.

Una delle poche note positive, sempre da un punto di vista atmosferico, è rappresentata dalla superficie del lago, piatta e calma; una condizione abbastanza rara in questa zona, spesso battuta da forti venti provenienti da nord.

La partenza della gara è decisamente sotto il segno di Palazzo, che inanella subito un paio di anguille.
Roberto ha un libro delle mire estremamente ricco, ed assieme al suo secondo le sta facendo passare minuziosamente; stentano al contrario tutti gli altri atleti e solo pochi hanno pesce in carniere: Lorenzi e Villani si contendono le stesse mire, mentre Donatelli è a proprio agio nelle verticali spaccature dell’alto Garda ed è tra i pochi che parte con il piede giusto.
Non altrettanto si può dire di Migliorati, Albertini e Marenco, che non ritrovano il poco pesce segnato.

Dopo una partenza stentata arrivano le prime catture per Gioffrè sotto forma di anguille e lucci: il portacolori del Quercia di Rovereto, vinta una prevedibile emozione iniziale, mette a segno ottimi colpi, frutto di un’ accuratissima preparazione ed una perfetta conoscenza del campo di gara.

L'anguilla di oltre 2 chilogrammi

L’anguilla di oltre 2 chilogrammi

A questo proposito, bisogna segnalare due catture sicuramente curiose per il loro svolgimento: una la mette a segno lo stesso Gioffrè, il quale si trova a scendere lungo una profonda spaccatura armato di un oleo da 40 con fiocina e torcia, alla ricerca di una anguilla scovata in preparazione.
Lungo la caduta Antonino si vede sfilare sotto un piccolo trenino di tre tinche, riesce a sparare all’esemplare di coda con la piccola arma (certamente non adatta ai tiri al volo) e, dopo una concitata fase, riesce ad afferrare il ciprinide e trattenerlo.

La seconda vede per protagonisti una grossa anguilla (2144 grammi) ed il sottoscritto, tra l’altro si è trattato di un incontro non previsto, visto che il bestione non era stato avvistato in preparazione.

Dunque, per ben tre volte il serpentone si è visto sparare addosso nella sua strettissima tana e per tre volte è riuscito a strapparsi la fiocina di dosso facendo leva in fondo al pertugio con la possente coda. Solo al quarto tentativo il bestione ha “acconsentito”ad essere portato sul piatto della bilancia per risultare l’anguilla più grossa del campionato.

Ma torniamo alla competizione, che vive una fase di stanca al punto che l’intera giuria risulta praticamente inoperosa e si gode una quasi gita in barca nell’alto Garda.

Due lucci per il Campione Italiano Antonino Gioffrè

Due lucci per il Campione Italiano Antonino Gioffrè

Solo Gioffrè e Palazzo sembrano dare continuità alla loro azione, ma improvvisamente entra in scena Villani, che trova la chiave di lettura della gara: in rapida sequenza, scova quattro grosse anguille in meno di due metri di profondità, tra queste spicca un serpentone di un chilo e novecento grammi.
Si avvicina il termine della gara e le catture sono ormai talmente sporadiche che il direttore di gara Mazzari si vede consegnare il sacchetto vuoto di un partecipante, stufo di una gara senza avvistamenti.
Gli ultimi acuti sono di Gioffrè con due lucci, Palazzo con due anguille e Villani con un luccio di poco in peso.
La gara termina, alcuni dei volti degli atleti sono trasfigurati e non si capisce bene se si tratta di fatica o di delusione.

Come al solito, l’esito della bilancia spaventa, mescolando sentimenti e speranze, divertendosi a ribaltare le previsioni dei pessimisti e smorzare gli animi di chi sperava in un buon risultato.

Antonino Gioffrè

Antonino Gioffrè

Ma il suo verdetto è inappellabile: primo Gioffrè, secondo Palazzo e terzo Villani.
Il primo commento tecnico che voglio esprimere è che, aldilà di una indubbia bravura di tutti i partecipanti, il podio è frutto per due terzi anche di una scrupolosa preparazione con l’ultimo gradino ottenuto grazie ad una felice intuizione, indubbiamente tutte qualità che devono far parte del bagaglio tecnico di un buon agonista. In questo senso, si è trattato sicuramente di un campionato completo.

Gioffrè si è presentato a questo appuntamento in piena forma, probabilmente sacrificando una possibile migliore prestazione agli italiani di seconda in Puglia, cui ha partecipato di diritto in qualità di campione italiano acque interne dello scorso anno.
Di sicuro, in questa occasione ha pescato alla grande e, pur con qualche errore, ha portato sulla bilancia un carniere strepitoso, soprattutto se si considera il poco pesce visto in preparazione.

Gli atleti al rientro

Gli atleti al rientro

Di Palazzo non si sa più cosa scrivere, ormai alla soglia dei 56 anni continua a strabiliare tutti con prestazioni difficilmente riscontrabili nel nostro sport a quell’età. Il fatto è che Roberto si dedica completamente alle competizioni e la sua impareggiabile esperienza, unita ad una invidiabile freschezza atletica, gli consente di rimanere ai vertici della pescasub interna.

Villani rappresenta il nuovo che avanza, ha intuito, volontà ed una buona preparazione, se non si brucerà sentiremo ancora parlare di lui.
Ottimo campionato anche per Donatelli, che dopo alcuni anni di appannamento è tornato a buoni livelli.

A Lorenzi non si può rimproverare niente, dopo una fantastica promozione agli assoluti del prossimo anno non si poteva certo chiedere di più. Passo indietro invece per Grosoli, che dopo un secondo e terzo posto in altrettanti campionati è costretto a segnare il passo.

Per concludere, un sincero plauso all’organizzazione del Quercia sub di Rovereto, ho partecipato sicuramente ad uno dei migliori campionati di questi ultimi anni dal punto di vista organizzativo.

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Category: Acqua dolce, Pesca in Apnea

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