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La normativa per la pesca in apnea in Corsica

| 11 luglio 2005 | 0 Comments
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*** AGGIORNAMENTO: Nel giugno 2009 l’obbligo di effettuare la comunicazione è stato abrogato. E’ quindi possibile immergersi senza formalità, sebbene permanga l’obbligo di assicurazione RC. Il possesso di una tessera della FIPSAS è requisito sufficiente, altrimenti è possibile tesserarsi con un circolo francese o sottoscrivere una polizza assicurativa per i danni derivanti dalla pratica della pesca in apnea ***

Con l’arrivo della bella stagione, cresce in maniera considerevole il numero di appassionati che progettano una vacanza di pesca in paesi del Mediterraneo divenuti famosi per la possibilità di dare ancora belle soddisfazioni al pescatore in apnea.
La conoscenza delle norme che regolamentano la pesca in apnea in questi paesi diventa pertanto un’esigenza per poter soddisfare la nostra passione nel rispetto di chi ci ospita e, soprattutto, con la certezza di non incorrere in spiacevoli inconvenienti di carattere legale.
Tra le mete più conosciute, anche per la facilità con cui è raggiungibile da molti porti della nostra penisola, c’è sicuramente la Corsica.
Proprio nel corso di una vacanza abbiamo avuto modo di raccogliere tutte le informazioni relative all’esercizio della pesca in apnea lungo le coste di questa splendida isola.

IL PERMESSO DI PESCA

Per poter pescare in apnea lungo le coste della Corsica (e più in generale in tutta la Francia) è necessario ottenere il permesso di pesca, per il cui rilascio è richiesta la sottoscrizione di una polizza assicurativa per la responsabilità civile che copra i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività sportiva.
In realtà, più che di un vero e proprio permesso, si tratta di una dichiarazione con la quale il dichiarante si impegna al rispetto delle norme vigenti.

Per coloro che sono in possesso della tessera FIPSAS le formalità da compiere sono decisamente ridotte e il rilascio è assolutamente gratuito.
Basta, infatti, recarsi presso uno qualunque degli uffici degli Affari Marittimi (Affaires Maritimes) ed esibire la tessera assieme ad un valido documento d’identità.
Vi verrà richiesto di compilare e firmare un modulo contenente i vostri dati personali e gli estremi della tessera; il permesso, valido fino alla fine dell’anno solare (31 dicembre), vi sarà rilasciato a vista.
Gli uffici suddetti sono presenti nelle maggiori cittadine costiere (li troverete sicuramente nel porto di sbarco), sono aperti al pubblico tutte le mattine dei giorni feriali e in alcuni giorni anche nel pomeriggio; gli orari di ricevimento possono variare ma generalmente la mattina chiudono alle 11.00.

Coloro che non sono tesserati FIPSAS devono invece recarsi presso la sede di un qualunque circolo affiliato alla federazione nazionale francese di pesca ed effettuare l’iscrizione dietro il pagamento di una quota assicurativa che, a seconda del circolo, varia dai 40 EURO in su.
In questo caso, occorre tenere presente che non è sempre facile trovare un circolo disposto ad effettuare il tesseramento. Spesso è possibile rivolgersi ai negozi di attrezzature subacquee, ma a volte la ricerca può essere lunga.

In via teorica, esiste una terza possibilità: stipulare una polizza privata presso un’agenzia assicurativa del luogo per poi recarsi presso un ufficio degli Affari Marittimi ed espletare le formalità già descritte per i tesserati FIPSAS; sconsigliamo, tuttavia, questa ultima possibilità, in quanto risulta più costosa e, soprattutto, rischia di fare perdere molto tempo presso i vari uffici.

Più comonda, per chi volesse risparmiare tempo, è la procedura che prevede il rilascio del permesso di pesca tramite internet, utilizzabile dai tesserati FIPSAS.

È infatti possibile inviare una richiesta via email al seguente indirizzo:

DDAM-Haute-Corse@equipement.gouv.fr

L’addetto degli Affari Marittimi invierà un modulo precompilato (che troverete in allegato) che andrà completato e rispedito unitamente alla copia della tessera federale.
Naturalmente tale documentazione (permesso, documento e tessera) dovrà accompagnarci per tutto il soggiorno.

LE NORME DA OSSERVARE

Come in Italia anche in Corsica la pesca in apnea è regolata da diverse norme che sono richiamate in maniera chiara e diretta sul permesso di pesca:

Disposizione ministeriale del 1 dicembre 1960 (normativa di carattere nazionale);
Disposizione del 25 giugno 1961 e successivo aggiornamento del 5 aprile 1982 (normativa per la pesca nel Mar Mediterraneo);
Disposizione N° 88/75 del 15 novembre 1988 (normativa di carattere regionale);
Disposizione N° 86/2 del 3 gennaio 1986 (obbligo di assicurazione per la pratica della pesca in apnea).

In aggiunta a queste norme c’è da tenere in considerazione la presenza di ulteriori divieti e restrizioni, generalmente imputabili alla presenza di aree protette e riserve naturali sparse lungo il periplo della Corsica.

In questi casi il permesso metterà in evidenza le restrizioni applicate nel tratto di mare per il quale è competente l’ufficio che rilascia il permesso; presso gli uffici degli Affari Marittimi vi verrà comunque consegnato anche del materiale che indica i confini e le limitazioni di tutte le zone protette in vigore in quel momento.
Purtroppo questo stesso materiale non sempre è disponibile presso i circoli o nei negozi di attrezzature subacquee che, a volte, non sono aggiornati in materia.

Sul permesso di pesca sono inoltre riportate ulteriori prescrizioni, e in particolare è fatto divieto di:

– pescare con un apparecchio di respirazione ausiliaria;
– utilizzare un fucile funzionante con un gas compresso da una forza diversa da quella dell’utilizzatore;
– pescare dal tramonto all’alba;
– caricare e tenere carico un fucile sopra il pelo dell’acqua;
– pescare in prossimità dei bagnanti;
– utilizzare fonti luminose;
– pescare a meno di 150 metri dalle navi o dalle imbarcazioni da pesca;
– pescare presso le reti segnalate, a meno di 100 metri dalle opere portuali e degli stabilimenti di pesca;
– prelevare il pesce catturato con altre strutture professionali;
– vendere il pescato;
– pescare cernie e crostacei;
– raccogliere i ricci dal 1° aprile al 30 novembre.

Ulteriori limitazioni riguardano le taglie minime dei pesci.
Al momento, per quanto riguarda le quantità ammesse, non sono previsti limiti tranne che nelle zone autorizzate dell’area protetta di Bonifacio.

Come in Italia il subacqueo è tenuto a segnalare la propria presenza con un galleggiante dotato di bandiera rossa e diagonale bianca.

LA NAVIGAZIONE IN CORSICA

Chi volesse recarsi in Corsica con la propria imbarcazione dovrà portare con sé una documentazione utile a dimostrarne la legittima proprietà; allo scopo è possibile utilizzare la fattura di vendita, il certificato di proprietà o il contrassegno dell’assicurazione del motore.
In mancanza del proprietario dell’imbarcazione occorrerà un attestato di quest’ultimo in favore di chi utilizza il natante.

Ne abbiamo parlato qui

Ricordiamo inoltre che chi esercita la pesca in apnea con l’utilizzo di un imbarcazione dovrà issare la bandiera ‘alfa’ indicante la presenza del subacqueo in immersione.

I PARCHI E LE AREE MARINE PROTETTE

In Corsica le zone protette sono di dimensioni nettamente inferiori rispetto a quelle italiane, in compenso sono ben controllate, meglio gestite e soprattutto all’interno di alcune di esse è consentita la pesca in apnea.
Ad esempio nell’area marina delle Bocche di Bonifacio esistono zone nelle quali si può pescare ma vigono alcune limitazioni:

– si possono catturare al massimo otto prede a testa, a prescindere dalla dimensione;
– non si può utilizzare nessun tipo di fiocina;
– non si può pescare con l’ausilio di mezzi motorizzati, quindi e’ vietato pescare al traino dell’imbarcazione o di qualunque altro mezzo di locomozione subacquea o di superficie.

Riguardo alla presunta rotazione annuale (o periodica) delle aree protette abbiamo riscontrato che quelle esistenti oggi persistono da diversi anni e, almeno per il momento, non sembra che le autorità competenti abbiano intenzione di modificare tale stato di cose.

SUGGERIMENTI E RACCOMANDAZIONI

In conclusione ci preme sottolineare che, essendo ospiti in un paese straniero, dobbiamo sempre dimostrare massimo rispetto per l’ambiente, gli animali e soprattutto per gli abitanti.
I corsi sono un popolo fiero ed orgoglioso, ma sotto l’apparente scorza di diffidenza si cela una gentilezza che verrà mostrata solo a chi saprà meritarla.
È quindi appena il caso di dire che dovremo attenerci alle norme scritte e a quelle del buon senso, senza scordare che in Corsica i controlli sono severi: ogni infrazione viene punita, oltre che con una pesante ammenda pecuniaria – che per le cernie può arrivare a 12.000 euro – anche col sequestro di qualunque mezzo utilizzato per realizzare l’illecito, subacqueo o terrestre che sia (esempio: possono sequestrare anche il gommone e l’autovettura).

Nel corposo allegato che potete scaricare in formato .zip cliccando qui, troverete:

– le cartine delle aree protette in vigore al momento di redigere il presente testo
– copia del permesso di pesca
– modulo da inviare per ottenere il permesso via email
– il disegno della bandiera ‘alfa’ da esporre nell’imbarcazione
– la dichiarazione del proprietario dell’imbarcazione in favore dell’utilizzatore

Naturalmente questa trattazione non è da ritenersi esaustiva e non tiene conto delle eventuali modifiche ed integrazioni che le autorità corse dovessero mettere in atto.

La normativa per la pesca in apnea in Corsica scritto da Angelo Cardella media voto 2.8/5 - 16 voti utenti

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