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L’Universita’ dell’apnea – Un seminario di apnea in Lubiana

| 13 febbraio 2008 | 0 Comments
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Lo scorso mese di gennaio, durante il mio circuito di Stage di Apnea, ho fatto tappa a Lubiana, capitale della Slovenia posta ai piedi delle Alpi, dove il freddo è pungente e il mare lontano. Lì ho tenuto un seminario presso l’Università dello Sport e ho scoperto una realtà veramente molto particolare.
In questa Università, infatti, l’apnea è materia d’esame e tutti gli studenti devono sostenere l’accertamento di fine corso, con tanto di standard minimi da raggiungere, sia per le prove in acque delimitate che per quelle in acque libere.

Gianluca Genoni con i docenti dell’università

Il professore Borut Pistotnik è il responsabile della cattedra di apnea a Lubiana e a lui ho rivolto una serie di domande per capire meglio come sono organizzati.

Siete l’unica università in Europa ad insegnare apnea? Come mai avete deciso di insegnare questa disciplina?

Per quanto ne sappiamo non siamo l’unica Facoltà ad insegnare apnea. L’apnea si pratica sicuramente anche nelle Università di Praga e di Bratislava, ma pensiamo anche in altri atenei (comunque non molti) con programmi simili al nostro. Abbiamo deciso di insegnare questa disciplina pura, perchè necessita di preparazione fisica, coordinazione e autocontrollo.

Da quanti anni insegnate apnea? Quanti allievi avete ogni anno?

L’Apnea si insenga nella nostra Facolta dal 1955 quindi da più di 50 anni. Negli ultimi tempi abbiamo circa 200 allievi ogni anno.

Quanti professori avete abilitati ad insegnare apnea? Devono aver seguito corsi particolari?

In totale i professori che insegnano apnea sono 12. Tutti, prima di insegnare, devono aver fatto corsi con autorespiratore e di primo soccorso, oltre ad essere stati allievi, durante gli studi universitari, al corso di apnea.
Alcuni di loro sono anche istruttori di apnea, ma la specifica non è richiesta per l’insegnamento.

Le prove d’esame

Quali sono gli standard che devono raggiungere gli allievi durante i corsi, nelle diverse specialità?

La profondità minima che gli allievi devono raggiungere è di 7 metri. Il limite massimo è di 24 metri.
Oltre alla profondità devono eseguire correttamente la procedura di preparazione all’immersione, che prevede controllo dell’assetto, tecnica di capovolta e adeguata ventilazione.
La seconda prova – sempre da eseguire in mare – consiste in un percorso orizzontale di 25 metri a 3 di profondità. Gli allievi devono nuotare questi 25 metri nel seguente modo: primi 5m supini, quindi con il volto rivolto verso il fondo, i successivi 10 sul dorso guardando la superfice, e concludere con altri 10 supini.

Agli allievi piace questa disciplina? Alla fine del corso continuano nella pratica dell’apnea o della pesca in apnea?

In generale è una disciplina che piace e affascina gli studenti. Gli allievi che apprezzano meno la disciplina sono quelli che hanno difficoltà a compensare o che hanno un po’ di timore quando non vedono il fondo.
Alcuni, per la verità non molti vista anche la distanza che ci separa dal mare, continuano con la pratica dell’apnea e della pesca.
Negli ultimi anni, alcuni nostri ex allievi, ora professori di educazione fisica nelle scuole inferiori, insegnano la disciplina in quelli che chiamiamo “Scuola Natura”, una specie di Campus di 5 giorni al mare con alunni di 10 anni.

Si sono mai verificati incidenti durante le uscite? Se si di che tipo?

Incidenti durante le prove in profondità praticamente non se ne sono mai verificati. Qualche problema c’è stato con gli allievi che hanno eseguito la manovra di compensazione della maschera in maniera non proprio impeccabile e si è rotto qualche capillare.
Per quanto riguarda l’apnea lineare, fino a non molto tempo fa quando lo standard minimo era il raggiungimento dei 50 metri abbiamo avuto qualche sincope, una media di circa il 2% degli apneisti, ed è proprio per questo motivo che il collegio dei docenti ha deciso di ridurre la distanza.

Avete a disposizione delle attrezzature per fare delle ricerche e dei test sugli allievi?

Di apparecchiature per fare test e ricerche ne abbiamo molte, attualmente il problema è che poche di queste attrezzature possono essere scafandrate, e quindi la maggior parte dei test li facciamo con prove a secco.
Ovviamente come facoltà universitaria siamo molto interessati agli esperimenti e alla ricerca scientifica sugli allievi e magari, se disponibile, anche su di te.
Le prossime prove saranno con dei cardio-frequenzimetri per vedere cosa succede alla frequenza cardiaca durante l’apnea, in piscina e in profondità.
Confronteremo i dati dei vari allievi per vedere quanto lo stato ansioso e lo stress possono incidere sulla frequenza.

Foto di gruppo

In futuro pensate di continuare nell’insegnamento della disciplina o di apportare qualche cambiamento?

Con il cambiamento dell’ordinamento universitario, il corso di apnea dopo più di 50 anni non sarà più obbligatorio per tutti gli studenti.
Resterà obbligatorio solo uno stage di tre giorni dove tutti dovranno raggiungere la profondità minima di 7 metri.
Gli studenti che però sceglieranno liberamente il corso di apnea, dovranno apprendere nozioni più approfondite e raggiungere degli standard minimi più elevati.

Che tu sappia in Slovenia l’apnea o la pesca in apnea sono diffuse come discipline?

In Slovenia la pesca in apnea è abbastanza diffusa, ovviamente non come disciplina universitaria ma come attività ricreativa. Abbiamo anche degli atleti molto forti che partecipano ai campionati mondiali sia di pesca che di apnea pura.
La disciplina dell’apnea poco alla volta sta crescendo sempre più.

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