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L’incontro con il delfino Pinna Bianca

| 10 aprile 2002 | 0 Comments
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Pinna Bianca

Durante le mie uscite invernali nei pressi di Olbia ho fatto più volte l’incontro con diversi branchi di Delfini, in particolare con un gruppo incontrato circa tre anni fa.

Il branco non sempre si univa, ma più volte sono arrivato a contarne ventuno. Gli esemplari più belli erano due piccoli che più volte ho tentato di affiancare col gommone, ma loro sparivano nel blu accompagnati da due più grossi, penso i genitori. I continui avvistamenti mi permettevano di avvicinarli sempre più, ma sempre senza avere la possibilità di vederli in acqua.

Il branco è diventato stanziale nelle zone di C. Figari, in particolare nel canale di Mortorio; poi, quando si divide, staziona sopratutto da C. Figari fino alla golfata di Olbia e C. Ceraso.

Nell’autunno scorso, mentre pescavo intorno all’isolotto di Figarolo, ho sentito un forte fischio. Sulle prime ho pensato al solito problema della sinusite, ma quando ho tolto la testa fuori dall’acqua il forte sibilo è sparito. Con più attenzione ho rimesso la testa in acqua ed il sibilo si è ripresentato ancora più forte: era Pinna Bianca.

L’incontro tanto sognato col più grosso dei Delfini avvistati in anni: circa tre metri e mezzo di muscoli erano improvvisamente lì al mio fianco.

Si è messo in posizione verticale ed ha battuto le pinne come noi battiamo le mani. Sono rimasto scioccato, non scappava e rimaneva di fianco a me. Le sue intenzioni mi sono parse amichevoli, così – non senza difficoltà – ho preso coraggio e mi sono staccato dal sottocosta, mentre il delfino andava verso il fondo e poi risaliva verso di me e mi passava di fianco a non più di un metro. Il nome Pinna Bianca gli è stato dato da una equipe di Biologi che osservano il branco. La caratteristica di quest’esemplare era un segno proprio sotto la pinna dorsale e ciò aveva permesso di dargli quel simpatico nome.

L’incontro con i delfini è un momento magico

Era il più grande e maestoso di quelli che avvistavo di frequente. Il corpo mostrava la sua muscolatura possente e tante cicatrici e graffi testimoniavano la sua non giovane età.

Dopo quell’incontro l’ho avvistato in varie occasioni e, sorpassandolo più volte col gommone, sono anche entrato in acqua nel blu per avere un contatto.

Mi ha dato tante volte la possibilità di affiancarlo ed una volta in particolare siamo scesi insieme verso il fondo: io pinneggiavo e lui mi guardava senza muovere le pinne di fianco. Lui padrone del mare ed io nel suo elemento: non vi nego che gli sorridevo anche se una tachicardia da emozione mi impediva di stare giù a lungo.

Un giorno mi sono recato nella golfata di Marina Maria per provare un nuovo arbalete. Prima di entrare in acqua ho avvistato tre delfini ed ho pensato a Pinna Bianca. Una volta in acqua ho avvistato delle spigole, stavano quasi ferme nel sottocosta e sopratutto sulla posidonia.

Mentre ne puntavo una, di fianco ho scorto una grossa sagoma; inizialmente ho pensato ad una grossa Leccia, preda che ho catturato più volte in quella zona. Ho brandeggiato il fucile come per istinto ed invece…. era un delfino, più piccolo di Pinna Bianca.

Mi è passato di fianco ed io non ho più pensato ai pesci. Essendo in poca acqua l’ho seguito e lui ha fatto di tutto tranne che scappare.

Pinna Bianca

Ho passato due ore in acqua con lui sempre uno di fianco all’altro, osservandoci e nuotando lentamente. Lui osservava me ed io lui e mi è apparso chiaro che fosse un maschio. Di colpo s’è allontanato ed ho visto che si è riunito al suo gruppo. Contentissimo, sono uscito dall’acqua ed osservando il mare dove avevo visto i delfini riunirsi ho rivisto Pinna Bianca.

Tra me e me ho accarezzato l’idea di un nuovo incontro a breve termine. Senza togliermi la muta mi sono messo in macchina e dopo circa un quarto d’ora mi sono trovato a casa a raccontare a mia moglie ed ai miei figli l’esperienza appena vissuta.

A distanza di due giorni, mia cognata Vanna, fotografo del quotidiano locale La Nuova Sardegna, mi ha avvisato dello spiaggiamento di un delfino nella spiaggia di Bunte, nella golfata di Marina Maria: la spiaggia dov’ ero stato in acqua col delfino qualche giorno prima. Ho pensato che si trattasse di quel delfino, ma dalle foto dello spiaggiamento ho capito che invece era Pinna Bianca.

Ho pianto lacrime amare, speravo di incontrarlo di nuovo nel blu e non su quel maledetto arenile. In quei giorni un grande malumore la fece da padrone; ricordo che parlarne non mi dava sollievo, così confidai la triste notizia solo ad un amico.

A distanza di tempo ho preso coraggio di raccontare questi momenti di vita indimenticabili.

Più volte sono rientrato in acqua in quelle zone di incontri ed ogni volta ho pensato alla scomparsa di Pinna Bianca come alla scomparsa di un caro amico….del mare. Ciao Pinna Bianca.

 

Category: Articoli, Pesca in Apnea, The Box

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