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Kedada, Eudi Show, DeepEx: il commento degli addetti ai lavori

| 15 aprile 2015 | 0 Comments

Negli scorsi mesi si sono svolte tra Spagna, Italia e Grecia tre importanti manifestazioni fieristiche dedicate alla subacquea. Se in Spagna e Grecia la protagonista esclusiva è stata la pesca in apnea, Eudi Show, il salone europeo della subacquea, ha invece dedicato la maggior parte della sua area espositiva al mondo dell’immersione con autorespiratore, probabilmente anche per una scarsa adesione alla manifestazione italiana da parte delle aziende di settore. A conclusione di queste manifestazioni abbiamo voluto chiedere ai rappresentati di alcune delle aziende italiane che, a vario titolo, hanno partecipato alle tre rassegne di raccontarci le loro impressioni generali soffermandosi sugli aspetti che maggiormente avevano suscitato maggiormente il loro personale interesse. Ecco, in rigoroso ordine alfabetico, le loro risposte.

Lorenzo Borri (Direttore generale Omer)
Rispetto agli scorsi anni la Kedada è stata deludente, sia come espositori che come pubblico, e la sensazione è di un interesse generale più scarso che in passato; sicuramente si è fatta sentire l’assenza di Cressi che in Spagna ha un peso molto importante.
Probabilmente la scelta di organizzare la manifestazione sempre nello stesso luogo e nelle stesse date ha un po’ stancato e credo che se ne siano resi conto anche gli stessi organizzatori che per il prossimo anno stanno già valutando possibili alternative.
In caso contrario il rischio concreto è che, il prossimo anno, molte altre aziende disertino la manifestazione.

Borri, a destra, con Kollias, organizzatore della fiera, e la moglie al DeepEX (foto V. Prokic)

Borri, a destra, con Kollias, organizzatore della fiera, e la moglie al DeepEX (foto V. Prokic)

L’edizione 2015 di Eudi Show, sulla quale mi esprimo solo per la parte dedicata alla pesca in apnea, è stata al di sotto delle aspettative e la sensazione è che i fasti del passato rimangono al momento irraggiungibili.
Pochi gli stand delle aziende che producono attrezzature per la pesca subacquea e ancor meno le novità presentate ad un pubblico che mi è sembrato tutto sommato deluso.
Gli unici momenti che hanno vivacizzato le giornate di sabato e domenica sono stati la conclusione della consueta riunione annuale degli istruttori Apnea Academy, che si sono riversati in massa lungo i corridoi del padiglione fieristico, e la conferenza di Herbert Nitsche che ha riscosso sicuramente un grande successo.

DeepEx è stata sicuramente la più interessante delle tre con una considerevole partecipazione di aziende locali tipicamente artigianali che hanno proposto attrezzature molto particolari.
L’offerta era concentrata principalmente sulle pinne in carbonio e sui fucili, soprattutto in legno e carbonio, molto lunghi e con soluzioni spesso esasperate.
Nel campo delle mute si sono visti mimetismi insoliti realizzati manualmente ed in alcuni casi decorazioni che costituivano delle vere opere d’arte.
Anche il pubblico è stato all’altezza della tipologia di attrezzature proposte: pescatori molto esperti e appassionati in cerca di attrezzature inconsuete o con prestazioni particolari.
Ed infatti i pochi stand delle grandi aziende, comprese quelle greche, sono stati quelli che hanno fatto registrare una quantità di pubblico inferiore.

Tony Canaro (General Manager Carbonio GFT)
Non siamo stati alla Kedada di Valencia ma stiamo già valutando la possibilità di essere presenti alla prossima edizione, ma siamo stati a Roma (Big Blu n.d.r.), Bologna e Atene.
L’impressione generale è che con il tempo in Italia le fiere perdano di anno in anno terreno, con poca iniziativa nel voler fare le cose fatte bene per il nostro settore, sembrano costruite più perché devono essere fatte e non con la voglia di migliorarsi.
Eudi Show 2015 per il nostro marchio era una meta ambita dopo alcuni anni di lavoro.

Lo stand di CarbonioGFT all'ultimo Eudi Show (foto S. Rubera - Apnea Magazine)

Lo stand di CarbonioGFT all’ultimo Eudi Show (foto S. Rubera – Apnea Magazine)

Ha sempre rappresentato per noi la fiera italiana di riferimento ma, sinceramente, mi ha davvero deluso, pensavo fosse un occasione per accrescere la conoscenza del nostro brand in Italia ed estero, mi sono invece accorto che il pubblico dell’Eudi Show praticamente ci conosceva in toto, quindi la gente che ha affollato lo stand era composta da persone che erano già nostri clienti o da nuovi clienti che comunque ci seguivano da tempo, l’estero non esisteva, solo contatti con alcuni turchi.

Per quanto riguarda DeepEx ad Atene, sono molto contento, per come è stato organizzato e per i contatti avuti, distributori dalla Russia, Arabia Saudita, Kuwait, Israele, Lituania, Lettonia ed altri paesi.
Insomma tutto quello che mi aspettavo dall’Eudi Show è arrivato dalla Grecia, la mia felicità è stata vedere l’interesse di questi distributori verso CarbonioGFT, con alcuni di essi esisteva già una collaborazione ma stringersi la mano di persona è stato fondamentale; con altri è nata una collaborazione nell’occasione.
In Grecia ci sono molti produttori di pinne in composito e concludere nuovi contratti in terra straniera è stato un orgoglio per la nostra azienda.
Ma come mai in Grecia?
Il made in Italy di sicuro è ancora apprezzato, ma solo il MADE?

Giacomo De Mola (Pathos)
La Kedada è una fiera interamente dedicata alla pesca sub, il pubblico è quindi un pubblico selezionato per il nostro settore; tuttavia la location, la sala conferenze di un hotel, è abbastanza riduttivo.
Anche la scelta di organizzarla sempre nella stessa città, secondo me, penalizza molto la manifestazione, di anno in anno infatti vedo sempre meno interesse sia della gente sia da parte delle aziende.
Una possibilità di sviluppo sarebbe estenderla anche ai mezzi nautici e strumentazioni elettroniche.

All’Eudi Show non eravamo presenti come espositori ma abbiamo comunque partecipato in veste di semplici visitatori.
Abbiamo riscontrato una offerta significativa per quanto riguarda le immersioni con autorespiratore con molti diving center, vacanze e attrezzature dedicate ma poco per quanto riguarda la pesca in apnea.
Tra il pubblico ho visto molti istruttori di Apnea, qualche appassionato, ma pochi degli ipotetici clienti che poi andranno a comprare I prodotti nei negozi.
In definitiva direi che non mi sono pentito di non essere stati presenti con uno stand.

De Mola, a destra, con lo spagnolo Lopez Martin, al centro, e Gospic, a sinistra (foto V. Prokic)

De Mola, a destra, con lo spagnolo Lopez Martin, al centro, e Gospic, a sinistra (foto V. Prokic)

Anche il Deepex di Atene è una fiera di interamente dedicata alla pesca in apnea, come la Kedada spagnola ma organizzata molto meglio, sia per quanto riguarda gli spazi espositivi in se, sia del lavoro svolto di per coinvolgere clienti esteri e personaggi famosi.

Quindi anche se di per se il pubblico e la clientela greca sono costituiti da una cerchia ristretta, ci sono buone possibilità di fare affari con altre nazioni.

Anche in questa fiera io consiglierei di coinvolgere produttori di scafi da piccolo diporto e elettronica dedicata alla pesca.
Rispetto alle altre edizioni, in generale direi che c’è qualche espositore che ci crede ed è sempre presente.
Altri, vuoi per motivi economici vuoi per il poco ritorno avuto non erano presenti. D’altro canto ho anche visto alcuni espositori che non avevo mai visto in precedenza presenziare con uno stand.
In definitiva credo che la più riuscita delle tre manifestazioni sia stata quella di Atene che mi ha colpito particolarmente per la presenza di visitatori da molte nazioni diverse: Italia, Spagna, Kuwait, Turchia, Croazia, Russia. Moldavia, etc.

Simone Gallini (Titolare Sigalsub)
Partecipo alla Kedada dalla prima edizione.
I primi due anni sono stati un grande successo, poi piano piano è andata calando.
Quest’anno l’affluenza non è stata elevata, credo soprattutto a causa del fatto che è sempre stata organizzata a Valencia.

Simone Gallini in una foto di repertorio (foto S. Rubera - Apnea Magazine)

Simone Gallini in una foto di repertorio (foto S. Rubera – Apnea Magazine)

Il prossimo anno dovrebbero cambiare località e spero che questo ravvivi la manifestazione.
In ogni caso c’è stata una buona presenza di rivenditori e distributori esteri ma soprattutto erano presenti quasi tutte le grandi aziende e molte piccole/medie imprese e artigiani, sicuramente delle tra fiere a cui ho partecipato la più completa e interessante anche come offerta di prodotti da visionare.
Dati anche i costi molto accessibili, è la considero sicuramente una manifestazione a cui partecipare come espositore e da andare a vedere come visitatore.

Per quanto riguarda l’Eudi Show di Bologna, che fino a pochi anni fa era un punto di riferimento indiscusso, mi è sembrata in costante declino.
Quest’anno ero presente come visitatore; c’era davvero poco da vedere e l’afflusso di pubblico mi è sembrato molto basso.
Anche i rivenditori e distributori esteri sono quasi del tutto assenti.

Per me ormai si è trasformata in un’occasione per rivedere qualche amico e incontrare qualche fornitore.
I costi sono esageratamente elevati per il momento attuale, essere presenti con uno stand presuppone un grosso sforzo organizzativo, anche in termini di tempo, e il ritorno che si ha, sia di immagine che a livello economico è veramente minimo.
Negli ultimi hanno abbiamo deciso di non parteciparvi e se non cambia qualcosa nell’organizzazione, soprattutto a livello di risorse economiche da impegnare, credo che continueremo su questa strada.

Al DeepEx di Atene abbiamo partecipato per il secondo anno come espositori insieme al nostro distributore locale.
Mi è sembrata un’ottima manifestazione, bene organizzata e con costi accessibili; quest’anno hanno cambiato location scegliendone una a pochi passi dal mare.
Mi ha stupito molto la presenza di rivenditori e distributori esteri, soprattutto dei paesi nordafricani che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche Turchia e Europa dell’est.

Per noi è stata un’ottima occasione per prendere contatti e aprirci dei mercati dove non eravamo molto organizzati a livello di distribuzione.
Buona l’affluenza di pubblico.
L’unico appunto è che per adesso è una fiera solo a carattere nazionale, nel senso che a parte le due o tre grandi aziende internazionali per il resto erano tutti rivenditori e piccole/medie imprese greche, la maggior parte sconosciute al di fuori del loro paese.
Comunque interessante sotto vari punti di vista e per quanto ci riguarda, da ripetere.

Lorenzo La Manna (rivenditore e organizzatore di Medishow)
La cosa che mi ha colpito maggiormente, partecipando da visitatore alle tre fiere, è l’immane passione che accomuna gli appassionato questo sport: il pescatore in apnea è sempre presente agli eventi a lui dedicati e partecipa con viscerale trasporto.
Le tre manifestazioni sono state seguite da moltissimi appassionati presentando un gran numero di novità ed interessanti eventi collegati. Se dovessi comunque stilare una classifica direi che DeepEx è riuscita a coinvolgere maggiormente sia aziende greche affermate che piccoli artigiani con un tasso tecnico dei nuovi prodotti presentati davvero elevato.

La Manna ha organizzato nel 2013 e 2014 Medishow, una fiera interamente dedicata alla pesca in apnea (foto S. Rubera - Apnea Magazine)

La Manna ha organizzato nel 2013 e 2014 Medishow, una fiera interamente dedicata alla pesca in apnea (foto S. Rubera – Apnea Magazine)

La manifestazione è stata inoltre arricchita da un concorso video dedicato alla pesca in apnea “Deep Spearfishing Video Award” che ha visto in gara filmati magnifici, distanti anni luce dalla tipologia di video a cui siamo stati abituati.

La Kedada di Valencia sembra invece aver pagato negativamente la scelta di mantenere la stessa location degli anni passati che ha provocato una relativa riduzione nell’affluenza del pubblico nella partecipazione delle aziende.

Eudi Show, nonostante la scelta di ospiti di rilievo e seminari molto interessanti, resta una manifestazione legata al mondo della subacquea con ARA, in cui la pesca in apnea rappresenta davvero una piccolissima nicchia.

In termini generali la crisi economica ha colpito in parte anche il nostro settore.
Le fiere, tuttavia, resistono e continuano ad attirare visitatori.
Non ho numeri ufficiali ma l’impressione è che, rispetto agli scorsi anni, probabilmente la Kedada sembra aver perso un po’ di terreno. Sono sicuro però che gli organizzatori faranno tesoro dell’esperienza maturata ripartendo al meglio.

Giuliano Tagliacozzo (Titolare Polosub)
La Kedada e DeepEx sono state sicuramente più vivaci e interessanti, soprattutto il DeepEx è frequentato da espositori che proponevano attrezzature molto speciali: produttori artigianali di fucili in legno e carbonio, pinne in carbonio e mute su misura.

Tagliacozzo con le sue mute in una foto di repertorio (foto S. Rubera - Apnea Magazine)

Tagliacozzo con le sue mute in una foto di repertorio (foto S. Rubera – Apnea Magazine)

Insomma una fiera interessantissima e originale che rispecchia il mercato greco che, pur essendo piccolo, è costituito da appassionatissimi del nostro sport.
Sempre ad Atene ho avuto l’opportunità di incontrare distributori provenienti dall’estero, soprattutto dall’est sia vicino che estremo.
Queste opportunità non si sono manifestate all’Eudi Show che per molti motivi mi è sembrata una fiera priva di contenuti, priva di significato per gli appassionati e anche scarsamente visitata.

La Kedada si colloca a metà tra queste due.
Come il DeepEx è una fiera piccola e accogliente per i piccoli produttori ma le curiosità, le particolarità ed anche le esagerazioni del mercato greco non erano rappresentate allo stesso modo.

In definitiva sono molto deluso dall’Eudi Show, al quale non partecipavo da 6 anni e che ho ritrovato anni luce più in basso rispetto a quanto ricordavo.
Seppur non sono mancati gli acquirenti, con un risultato commerciale comunque positivo, ho avuto l’impressione di parlare, misurare e vendere a persone addette ai lavori o comunque strettissimamente legate alle aziende presenti.
La sensazione di promuovere i prodotti o di veicolare immagini e notizie non c’è stata. Un Eudi Show che sembra ormai troppo autoreferenziale ma che vale poco sia a livello di espositori che di pubblico.

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