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Interviste Assoluto: Settimi, Calvino e Claut

| 12 novembre 2010 | 0 Comments
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Andrea Settimi – S.P.S. Foce del Mignone Civitavecchia

Allora Andrea, ci racconti la tua gara ed eventuali aneddoti?

Questo campionato assoluto è stato veramente duro, a partire dalla preparazione dove abbiamo trovato sempre onda e condizioni di mare e corrente diverse ogni giorno. Ma questo non è bastato perché la determinazione e la voglia di portare a casa un risultato hanno prevalso su tutto il resto, ottenendo così un terzo posto finale che mi ha lasciato veramente soddisfatto visto che comunque sono pochissimi anni che faccio le gare. Salire sul podio è stata una grande emozione.

Settimi è uno dei giovani più promettenti - Foto: A. Balbi

Ma andiamo per gradi. La prima giornata di gara, sul campo più lontano, per me è stata una vera e propria gara di pesca dove ho messo in gioco direttamente sul campo tutte le mie conoscenze per portare a cavetto qualche bel pesce. Questo perchè, come credo la maggior parte dei concorrenti, non avevo segnato neanche una tana su cui poter fare affidamento in gara, cioè che riuscisse a tenere pesce per almeno mezza giornata. La costante era trovare qualche bel sarago in spacchi interessanti, segnare il punto, tornare dopo 3 ore e trovarlo desolatamente vuoto. Ho preferito quindi segnare delle zone dove avevo visto movimento e che reputavo più interessanti per crearmi dunque un percorso valido per tutte le 5 ore di gara. Al via sono partito a centro campo gara sui 20 metri di fondo insieme ad altri concorrenti come Barteloni, Riolo, e De Silvestri, su un punto, nei giorni precedenti, ricco di sparidi in giro. Purtroppo mi aspettava il nulla. Seguendo il percorso stabilito, dopo un lungo agguato con aspetto finale, ho visto un grosso sarago da chilo infilarsi a gran velocità in una tana. Chiamare il barcaiolo, cambiare il fucile con uno più corto, respirare scendere e sparare è stato un tutt’uno. La concentrazione era talmente alta che appena ho visto un pezzo di coda scomparire nel buio dello spacco ho sparato sulla traiettoria di fuga colpendo il pesce sulla schiena. Un’ottima cattura per iniziare. La scelta di pescare con un arbalete da 90 si è rivelata vincente perché mi ha dato la possibilità di catturare un altro sarago e un tordo con tiri veramente al limite della gittata. Questa scelta è stata dettata dal fatto che era più facile tentare un tiro prima che entrassero in tana. Sicuramente il fondale caratterizzato da numerosissimi spacchi avvantaggiava notevolmente i pesci perché una volta entrati in tana percorrevano diversi metri senza fermarsi sull’imboccatura. Dopo le due ore e mezzo ho deciso di spostarmi più fuori sui 23 metri dove, in preparazione, avevo trovato qualche sarago, due cernie e un gruppo di corvine non in peso ma sintomo che la zona era viva. Arrivato sul fondo l’acqua era più sporca, solo 4-5 metri di visibilità e quindi, dopo aver arpionato un bel sarago, decido di tornare nuovamente verso il centro campo gara che garantiva una migliore visibilità. Poco distante ho trovato un bellissimo ciglio che apparentemente sembrava non abitato da sparidi, ma scorrendolo al confine con la sabbia ho travato una zonetta ricca di vita. Purtroppo i pochi minuti rimasti mi hanno consentito di catturare solo 2 saraghi in rapida successione, lasciandone diversi nelle tane vicine. Alla fine ho concluso la prima giornata catturando 5 saraghi e un tordo finendo all’ottavo posto.

Due ottime pescate e un meritato terzo posto - Foto: A. Balbi

Nella seconda manche sono entrato in acqua con una carica incredibile. Sapevo di non poter sprecare questa occasione. Sono partito su una lastra a terra in 10 metri d’acqua dove in preparazione avevo trovato per più giorni diversi saraghi intanati. Al primo tuffo mi affaccio ma niente sparidi. Solo un astice bellissimo popolava la tana. Decido di fare un altro tuffo di ricognizione ed ecco la prima cattura, un bel labride che si aggirava davanti alla tana al confine tra posidonia e sabbia. Risalgo di corsa in gommone e via su una zona di corvine trovata in preparazione. Purtroppo mi accorgo subito che non solo c’erano passati 2-3 concorrenti ma che sulla tana ci avevano fatto la partenza ben 3 atleti. Decido comunque di perlustrare prima la zona per poi affacciarmi allo spacco. Dopo un lungo inseguimento un sarago si infila in una tana, mi affaccio ma niente, quindi decido di fare un piccolo aspetto all’imboccatura e lo sparide torna indietro dandomi la possibilità di sparare. Mi dirigo successivamente sulle corvine, una bella tana a sabbia, che ospitava diversi esemplari in peso. Imbraccio il 60 con 4 punte, che è stato protagonista di tutta la gara, e scendo . Dopo sei tuffi ancora non le trovavo. Al settimo finalmente dopo una planata intravedo una coda gialla tra il grotto. Mi dirigo verso la preda che passa sotto un tettuccio di roccia, punto subito il fucile in attesa di vederla nuovamente sbucare ed ecco la più bella sorpresa della giornata: una grossissima corvina che stava riposando nello spacco buio, forse spaventata da quella più piccola, schizza verso l’entrata della tana. Sparo a brevissima distanza e raccolgo subito il bellissimo pesce fulminato e poggiato ormai sulla sabbia. Alla pesatura risulterà di 2 chili. Fantastica cattura. E’ passata appena mezz’ora. In superficie lascio il pesce sul paiolo e chiedo un secondo fucile. Qui è successa una cosa divertente, il barcaiolo Eduardo, preso nel sistemare la sagola di un pallone, non si accorge della cattura finchè non ci ha messo sopra il piede ed entusiasta mi ha caricato incitandomi a prenderne un’altra. Purtroppo i pesci erano scomparsi. Dentro di me sapevo che stavano ancora nascoste nei meandri del bellissimo panettone che poggiava a 24 metri, ma non riuscivo a trovarle. Successivamente per sparare ad altri pesci sono dovuto entrate dentro ad un taglio che formava all’interno una grotta, girare l’angolo, sparare, indietreggiare ed uscire. Insomma ormai erano pesci veramente difficili da sparare perché lontani. Prendo il 90 e tento un tiro lungo e difficile su un pesce di circa 1300 grammi che passava da una camera e all’altra. Sparo… presa! Al momento di tirare l’asta un’orribile sorpresa: il pesce troppo attaccato alla parete non ha permesso all’aletta di aprirsi e, anche se colpita a centro corpo, riesce facilmente a dileguarsi nel buio. Sotto lo stesso panettone ho perso altre due grossissime occasioni per sparare a pesci che oscillavano tra il chilo e chilo e mezzo, catture che mi avrebbero sicuramente assicurato un posto più in alto sul podio. Infatti per due volte di seguito una bella cernia di circa 5 chili mi ha fatto prima scappare un sarago enorme e fermo e poi una bellissima corvina che mi guardava di muso ma che spaventata dall’arrivo velocissimo della cernia curiosa, non mi ha lasciato il tempo di premere il grilletto. Dopo aver catturato una corvina in peso decido di spostarmi su un ciglio in medio fondo, trovato in preparazione con qualche piccolissima corvina ma sempre abitato da qualche spaventato sarago. Arrivato sullo spacco in due tuffi faccio due catture. Finite le due ore e mezza sfrutto lo spostamento per tornare sulla tana della partenza, nella speranza che qualche pesce spaventato dagli altri atleti in gara si fosse intanato. Nuovamente vuota. Torno a pinne sulle corvine ma anche qui nessuna traccia, quindi nuovamente sul ciglio. La scelta si rivela azzeccata: un altro bel sarago era entrato nello spacco. Questa volta mi faccio passare un 75 riuscendo a fulminare il pesce con un tiro molto lungo. Ho concluso la seconda giornata con 7 pesci: 2 corvine, 1 tordo, e 4 saraghi. Secondo di giornata. Il podio mi aspettava!

Dopo questa bella prova hai avuto contatti da parte di qualche prestigioso team?
Sì, sono stato contattato da qualche marchio importante però ancora non c’è nulla di concreto.

C’è qualcuno a cui vuoi dedicare questo risultato?
Questo risultato lo voglio dedicare a tutte le persone che hanno creduto in me, al mio sponsor LEROI DESIGN e soprattutto a coloro che “sopportano” e appoggiano questa mia immensa passione.

Le catture e la premiazione di Settimi

 

Andrea Calvino – A. S. Mojoli Sub

Cominciamo raccontando le due giornate: come hai pescato, su che fondale, con quali fucili?

La prima giornata sono partito su un ciglio tutto spaccato a 16 metri per poi spostarmi, dopo poco, sui 22/25 metri, sempre pescando su cigli appoggiati su sabbia e posidonia, e ho continuato per tutta la gara insistendo con grande attenzione su questo tipo di fondale.
Ho iniziato pescando con un fucile ad elastico ONE da 80 cm per sostituirlo poi con un Airbalete da 70 con fiocinetta a 4 punte, quando ho capito che il pesce era troppo mobile e nervoso per poterlo pescare con la tahitiana tra gli stretti spacchi del ciglio.
Ho catturato poco prima della pausa di metà gara tre corvine, di cui due di buona taglia in rapida successione, per poi concludere con altri 2 saraghi fiocinati durante l’ultima ora di gara.

Due giornate regolari e un buonissimo 4° posto per Calvino - Foto: A. Balbi

Il secondo giorno sono partito diretto su un bel ciglio sui 26/28 metri dove in preparazione avevo visto un discreto movimento di pesce, riuscendo nei primi 4 tuffi a catturare una corvina, un tordo e un sarago scorrendo gli spacchi che poggiavano sulla sabbia con l’80 ad elastico.
A quel punto ho cambiato arma a favore di un 105 ONE per proseguire la gara pescando all’aspetto nella speranza di catturare un bel dentice o un barracuda che mi avrebbe permesso di fare la differenza.
Sono riuscito a catturare solo un sarago grosso dopodiché non ho più visto una coda.
Allo spostamento di metà gara ho scelto di andare in medio fondale a razzolare, con il fucile corto, qualche altro pesce spaventato dai gommoni: così è stato, infatti sono riuscito ad aggiungere al mio carniere altri due saraghi di buona taglia, sorpresi all’interno di spacchetti molto nascosti e difficili da individuare dove probabilmente erano già passati altri atleti visto che in zona c’era molta confusione.

Il podio a portata di mano: se si potesse rifare la gara cosa non faresti o faresti in maniera diversa?

Sinceramente rifarei tutto allo stesso modo: mi è mancato il pesce grosso il secondo giorno, quando ho pescato all’aspetto in profondità. Quel ciglio era proprio da denticione e c’era pure la mangianza…

Avevi esordito ad alto livello nel 2005 con un secondo posto al Campionato di II Categoria, alle spalle di De Silvestri che giocava in casa. Dopo però non sei riuscito a dare continuità ai tuoi risultati alternando ottimi risultati a clamorose disfatte. Cosa pensi ti sia mancato nelle altre occasioni per riuscire ad emergere?

Nelle occasioni andate male ho sempre commesso lo stesso errore, cioè non ho avuto la giusta concentrazione che ti porta ad affrontare la gara con grande “cattiveria agonistica” ma allo stesso tempo estrema lucidità nelle scelte da fare. In quelle occasioni i miei barcaioli si sono sempre accorti subito che giravo a vuoto senza essere incisivo.

E adesso?

Adesso ho più fiducia in me stesso, affronto le gare con più tranquillità e di conseguenza mi concentro meglio sull’obbiettivo che voglio raggiungere.

I carnieri di Calvino

 

Stefano Claut – Società Nautica Grignano

Allora Stefano, un Assoluto soddisfacente: ci racconti la tua gara cominciando con la prima giornata?

Il campo gara della prima giornata era quello che mi dava più fiducia. Avevo una zona di corvine e saraghi all’inizio del campo gara a nord che, in preparazione, trovavo sempre ben frequentata a differenza di tutte le altre tane dove il pesce spariva. Sapevo che avrei dovuto dividerla con altri atleti e quindi ho pianificato nei dettagli la partenza: arrivare sul punto pronto per il primo il tuffo. Così è stato. Ho fatto la prima immersione in 18 metri con il tempest 50, andando a controllare dei buchetti dove vedevo sempre le corvine lasciando perdere il lato opposto dove invece avevo visto i saraghi. In realtà il grotto era tutto comunicante e la sfortuna ha voluto che il lato da me esplorato fosse disabitato. Il tempo di riemergere e vedo partire Bisulli che ovviamente dall’altro lato cattura subito una bella corvina. Nel frattempo arrivano Deiana e Loprete. Io sono pronto e riparto subito andando a controllare l’altro lato: c’è sospensione così scorro dall’alto e vedo una corvina che spaventata sbuca dal grotto e di gran lena scappa dalla zona. La inseguo e con un tiro al limite la prendo in coda. Purtroppo il cinquantino non era il fucile più adatto per un tiro simile e così si strappa.
Insomma un inizio deprimente. Cambio arma ed impugno l’airbalete 70 con fiocina e insisto in zona catturando due saraghi sotto peso, quindi decido di spostarmi su un taglio nelle vicinanze dove in preparazione avevo visto due saraghi poi scomparsi l’ultimo giorno prima della gara.
Per fortuna i pesci ci sono: uno grande e uno piccolo. Miro il saragone e con un tiro lungo lo prendo ma, sfortunatamente, lo sparide s’incastra nel taglio e così sono obbligato a doppiarlo. La cosa si rivelerà decisiva per non perderlo ma, purtroppo, durante il lavoro d’estrazione un’asta s’incastra nel lungo taglio e sono costretto ad usare il raffio per riuscire a tirare fuori tutto… neanche fosse una cernia!

Stagione difficile ma ricca di soddisfazioni per Claut - Foto: A. Balbi

Il pesce di circa un chilo mi galvanizza anche se i segnali in quella zona sono finiti e da ora in poi sarò costretto ad inventare. Mi sposto così a pinne su una zona di grotto e di roccia bianca dai 17 ai 21 metri dove in preparazione avevo visto un po’di pesce al libero.
Cambio strategia e impugno un hf2 100 con cui eseguo lunghi aspetti nella speranza di individuare una zona di grotto popolata. La strategia sembra funzionare ed infatti individuo un gruppetto di saraghi che però non si avvicinano. Decido così di eseguire un agguato e appena giunto a tiro utile, sfruttando l’indecisione di uno sparide che temporeggia nervosamente, lascio partire un tiro lungo che lo trafigge. Il sarago rimane fulminato e l’asta termina la corsa piantandosi nel grotto. Con la coda dell’occhio ne vedo un altro infilarsi in un taglio. Lascio l’asta sul fondo come riferimento e mi faccio passare il 70 con fiocina. In buona progressione ne catturo altri due frugando in prossimità dell’asta riuscendo ad ottimizzare l’occasione.
Ho ancora un’opportunità con un marvizzo al limite di peso sbagliato con un tiro dall’alto sulla schiena e con un sarago nervosissimo che tento di sparare in coda con un tiro quasi impossibile.
Non ho usufruito dello spostamento anche se avevo altre zone, però visto il posizionamente degli altri concorrenti ho preferito rimanere su questo spot dove tra l’altro ero solo.
Concludo la giornata con sei saraghi di cui solo quattro validi ma tutti di buone dimensioni. Col 33% di punteggio percentuale mi rendo conto che dovrò fare una gara all’attacco per rimontare. Il problema è che non ho niente di concreto in mano a parte tane dove il pesce è sparito durante la preparazione.

Quindi nella seconda frazione ti sei giocato il tutto per tutto?

Le premesse come accennavo non sono buone, in più si aggiunge una forte stanchezza accumulata anche a causa della lunga preparazione del mondiale. Sono incerto fino all’ultimo su dove buttarmi ma alla fine opto per andare su una tana dove avevo visto un giorno una bella corvina con dei bei saraghi. Il buco è molto bello e spero che ci sia rientrato qualche pesce. Impugno il solito airbalete 70 con fiocina a 5 punte. Non c’è niente e così decido di sfruttare la parte rimanente dello spostamento per raggiungere una zona all’estremità sud dove avevo un’altra tana potenzialmente valida.
Mi ritrovo vicino a De Silvestri. Mi affaccio alla tana e intravedo un sarago in peso che scoda. Lascio partire il tiro ma inspiegabilmente sbaglio. Esploro tutto intorno ma senza successo. La zona però è bella e c’è un po’ di movimento così insisto. I pochi saraghi avvistati sono però nervosissimi e mobili, così decido di ritornare sulla tana della partenza. La scelta si rivela azzeccata e catturo infatti un bel sarago. Cambio strategia impugnando il 100 come la giornata precedente ma senza successo a parte un sarago sottopeso catturato e una coppiola di salpe strappate che però, vista la loro leggerezza durante le pesature, sarebbero state sicuramente sotto peso. Avvisto anche delle lampughe in superficie, però impugno il 70 con fiocina che non risulta sufficiente per un tiro utile. Peccato perché fino al tuffo prima impugnavo il 100.

Alla pesatura con il proprio barcaiolo - Foto: A. Balbi

Allo spostamento vado a terra su un lastrone bellissimo dove mi ritrovo in compagnia di Settimi. Lui ci ha fatto la partenza ed è ritornato a vedere se è rientrato qualcosa. Il tempo di fare un tuffo a testa e di constatare che non c’è niente e mi sposto su un altro segnale. Anche su questo spot il deserto e comincio a perdere le speranze: le cose non stanno andando molto bene. La stanchezza si fa sentire ancora di più, il mare monta e per un attimo nella mia mente si crea un pensiero negativo quasi a sperare che la gara finisca al più presto. A quel punto però mi tornano alla mente le parole lette su un articolo di Bardi nel quale scriveva che chi durante la gara ha queste divagazioni ha già perso in partenza. Mi rendo conto che questo pensiero non fa parte del mio carattere e ripresomi dal torpore ingrano il turbo e mi metto a razzolare spinto anche dal mio barcaiolo Max Ferletti che mi incoraggia e che sembra che sia in acqua a soffrire con me. Catturo subito un sarago da pesare che sparo però dall’alto rovinandolo un pò. Successivamente trovo una bella zona (che alla fine si rivelerà decisiva per le sorti del mio campionato) dove avvisto una bella corvina e un marvizzo. Mi immobilizzo e la corvina mi viene all’aspetto. Impugno l’airbalete 70 e quindi devo aspettare che si avvicini il più possibile. Il pesce si ferma e io tento di guadagnare qualche metro di tiro utile. A questo punto la corvina si gira e con un tiro in coda riesco a catturarla. L’afferro e mentre la porto in superficie tengo d’occhio il labride. Il mio barcaiolo esulta e senza perdere tempo mi faccio passare l’altro fucile e riparto. Sono sulla spacca e la scorro. Vedo il tordo muoversi nell’ombra e sparo colpendolo. Il recupero non ha storia e risalgo con il pesce di quasi un chilo tra i denti della fiocina. Continuo con ritmo e nelle vicinanze trovo un sarago che s’intana in una crepa stretta e difficile. Devo infilarmi dentro con parte del corpo, togliermi il boccaglio e far passare prima il fucile. Dopo un po’ di peripezie alla fine riesco a catturarlo. Concludo con la cattura di una salpa sotto peso.
Ho pescato sempre dai 17 ai 22 metri tenendo un buon ritmo. Non penso di avercela fatta ma mentre rientro in porto mi accorgo che per tanti non è stata una buona giornata. Sopratutto per coloro che avevano fatto una bella prima manche.
Durante la pesatura purtroppo il sarago rovinato mi viene scartato per soli 15 grammi… peccato! s
Sicuramente il tiro ravvicinato ha contribuito a fargli perdere peso. Concludo comunque con 4 pesci validi e 3 specie (2 saraghi, 1 marvizzo e la corvina) e con 50% di punteggio che mi consentono di piazzarmi all’8° posto finale con mia grande gioia.

La permanenza in 1a cat giunge a coronamento di un'ottima stagione - Foto: A. Balbi

Quale è stata la chiave di volta del tuo Assoluto?

Sicuramente il momento della cattura dei 3 bei pesci nella seconda giornata dopo un periodo di smarrimento. Il fatto mi ha dimostrato per l’ennesima volta che bisogna lottare fino all’ultimo.
Non credo di aver commesso grossi errori tattici. Se dovessi tornare indietro l’unica cosa che cambierei è legato al primo tuffo della prima giornata. Impugnerei un 70 invece che il cinquantino e guarderei dall’altro lato. Però le corvine le ho viste due volte da quel lato quindi ho agito di conseguenza.
In preparazione avrei dovuto usare di più il paperino e meno le pinne: forse potevo trovare qualcosa di più magari cercando anche più fondo anche se ho preferito, visto il poco tempo, puntare su una gara al razzolo entro venti metri dove potevo tenere un buon ritmo di tuffi. Ma col senno di poi…
Sono comunque sono molto contento del risultato, di come sono riuscito ad ottimizzare le catture nel momento in cui trovavo pesce e di come ho saputo inventare i pesci. Infatti su otto pesci validi solo due li ho presi a segnale.

A chi dedichi questo risultato?

Beh, su questo non ho dubbi: a mia moglie Raffa. Ho avuto un periodo molto brutto a seguito di un’operazione all’intestino. In teoria avrei dovuto saltare l’anno agonistico, in pratica ho deciso di provare a qualificarmi in Toscana (a Trieste le prime selettive erano troppo vicine all’operazione). Questo, unito alle semifinali, agli assoluti e al mondiale, ha richiesto enormi sacrifici sia economici che di tempo, ma lei è stata sempre al mio fianco incoraggiandomi e tifando per me nonostante mia figlia Chiara che giustamente reclamava il papà. Appena avuta la notizia ufficiale dell’8° posto è stata la prima persona che ho chiamato. Sentirla profondamente emozionata del mio risultato è stato bellissimo.
Mi sembra doveroso ringraziare anche il mio fido barcaiolo Max Ferletti detto “Duracell”, che ho sentito molto coinvolto e che mi ha dato la giusta carica nei momenti necessari. Spesso il buon risultato di un atleta dipende molto dal suo barcaiolo.
Ringrazio anche tutta la grande famiglia della Omer per la fiducia datami e Marco Bardi che ci incoraggia e supporta soprattutto nei momenti negativi.
Infine volevo ringraziare l’intero direttivo della mia società Nautica Grignano e in particolar modo il presidente Giovanni Svara che sta veramente dando un notevole contributo alla pesca in apnea triestina e italiana, unito al ringraziamento alla Federazione senza la quale le competizioni non esisterebbero.

Apnea Magazine era al vostro fianco anche in questa occasione: che ne pensi?

Sono entusiasta del vostro lavoro, leggo sempre l’e-zine ma purtroppo per impegni di tempo non riesco più a frequentare il forum come una volta.
Ho avuto anche modo di conoscere lo staff in occasione dei Mondiali e di un raduno a Grossetto e devo dire che sono persone in gamba e molto professionali, poi la possibilità di seguire in diretta da casa una competizione di pesca in apnea lo trovo impagabile. Un saluto a tutti gli utenti!

Stefano in azione

Interviste Assoluto: Settimi, Calvino e Claut scritto da Simone Belloni Pasquinelli media voto 4.3/5 - 3 voti utenti

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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