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Interviste Assoluto: Felice, Figlioli e Loprete

| 29 ottobre 2010 | 0 Comments
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Concetto Felice – Nuoto Sub 2000 Siracusa

Brivido fino alla fine ma poi la conferma di essere ancora tra i primi 10: hai avuto paura di non farcela?
A dir la verità dopo la prima giornata speravo in un’ottima seconda frazione per riuscire a fare una gara migliore e, perché no, ambire al secondo titolo!
Invece la seconda giornata è stata una vera e propria sfida nella speranza di riuscire ad ottenere un posto tra i primi 10; alla fine ci sono riuscito e sono molto soddisfatto e fiero di me stesso.

Felice assorto nei suoi pensieri durante la riunione preliminare (foto A. Balbi)

Durante la gara, soprattutto la seconda giornata, sono stati molti a pescare “alla Felice”, con lunghi agguati tra le pietre in poca acqua, ottenendo buoni risultati. Guardando il carniere si direbbe che tu hai pescato in un altro modo.
E’ vero, infatti sia in preparazione che in gara ho voluto impostare tutto sulla pesca in tana e a segnale. L’anno scorso ho vinto la semifinale e la finale pescando all’aspetto e all’agguato così quest’anno volevo dimostrare di sapere pescare non solo a libero, anche se ai fini della vittoria in questa gara sarebbe stato più redditizio pescare all’aspetto.
E’ propio per questo che considero questo settimo posto davvero un ottimo risultato.

Raccontaci le due giornate, come hai pescato, su che fondale, con quali fucili?
La prima giornata sono partito su un segnale a 22 metri dove stavano un paio di saraghi; per fortuna sono riuscito a prenderne uno al primo tuffo e poi sono andato nel secondo punto dove avevo visto un paio di volte un branco di saraghi ma non c’erano.
Così mi sono messo a scorrere in acqua più bassa per un po’ ma non vedendo niente sono ritornato a fare il giro delle mire, pescando dai 18 ai 23 metri; un pesce dietro l’altro ho messo su il carniere della prima giornata per poi chiudere la gara in 10 metri di fondo.
La seconda giornata sono partito su un segnale dove in preparazione avevo trovato un’orata in tana, che stava in compagnia di alcuni saraghi in una zonetta a 23 metri, purtroppo non c’erano quindi ho iniziato il giro delle mire trovandole, una dietro l’altra, tutte desolatamente vuote.
A quel punto mi sono reso conto che stavo sbagliando e ho lasciato perdere il percorso che avevo impostato tentando di improvvisare fino a fine gara.
In entrambe le giornate ho pescato con un arbalete da 75 cm.

E adesso cosa ti aspetti? Hai già avuto indicazioni da parte del Direttore Tecnico Pietro Milano?
Da Milano non ho ancora avuto nessuna indicazione su eventuali futuri impegni in Nazionale, speriamo bene.
Vorrei approfittare di questa occasione per salutare e ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me: tutti i ragazzi di Apnea Magazine, la Mares, il mio circolo Nuoto Sub 2000.
Un Ringraziamento particolare alla FIPSAS che ci consente di riunirci sempre nelle competizioni con lo giusto spirito agonistico.

Felice in bagarre con Mortellaro

Fabio Figlioli – Circolo Nautico La Pietra Pozzuoli

Allora Fabio, lo scorso anno prima giornata da dimenticare e vittoria nella seconda, quest’anno al contrario, con un’ottima prima giornata e una deludente seconda. Riuscirai, prima o poi, a fare due giornate costanti?
Mai come quest’anno posso dire di essere stato poco lucido nello svolgimento delle due giornate. Il giorno che riuscirò a pescare in maniera costante in entrambe le giornate sarà forse la volta che riuscirò a vincere un Assoluto.

Solo il gioco dei bonus ha impedito a Figlioli di aggiudicarsi, con questo carniere, la prima frazione (foto A. Balbi)

Hai qualcosa da rimproverarti? Hai commesso qualche errore senza il quale il risultato avrebbe potuto essere migliore?
Che dire, la prima frazione è stata quasi perfetta, a parte due pesci strappati, nella seconda giornata ho pensato che la gara sarebbe stata sospesa dopo due ore a causa delle condizioni meteo marine e ho cominciato a pescare a segnale. Invece, essendo un buon agguatista, con il mare formato avrei dovuto risolvere la gara pescando nella risacca malgrado il limite dei 100 metri.

Raccontaci le due giornate, come hai pescato, su che fondale, con quali fucili?
La prima giornata ho cominciato su un fondale di 10/15 metri dove avevo diverse tane; a metà gara mi sono spostato su una zona molto bella, intorno ai 22 metri che però non ho potuto esplorare completamente per mancanza di tempo.
Nella seconda giornata, come ho già detto, pensavo ad una fine anticipata e sono partito su una tana che ritenevo sicura e dove invece, sfortunatamente, non ho trovato i pesci sperati.
Ho continuato a pescare controllando 20 segnali, sulla batimetrica dei 18/24 metri prendendo solo 1 saragone; a fine giornata un solo pesce in 5 ore con 140 tuffi.
Durante la gara ho utilizzato solo fucili ad elastico da 100, 80 e 40.

Malgrado l’altalena ti sei confermato per il secondo anno consecutivo in prima categoria. Cosa ti aspetti da questo risultato?
Dopo tanti anni di gare e con l’esperienza acquisita entrare a far parte del giro della Nazionale mi farebbe proprio piacere.

Figlioli in azione

Raffaele Loprete – A.S.D. Alta Marea Sub Catanzaro

Raffale, dopo una semifinale dominata, un campionato sul filo del rasoio fin quasi all’ultimo tuffo.
Intanto diciamo subito che l’intervista e la collaborazione con Apnea Magazine potrebbe finire qui
vista la mancata consegna della maglietta da parte del Direttore “Artistico”. << E mo’ te la do’… e mo’ l’ho scordata in macchina…>> insomma io me ne sono andato senza maglietta e se l’incantesimo si sarà spezzato sappiate tutti che è solo colpa vostra e vi cancello dalla mia lista.
Io resto comunque un professionista che porta avanti e conclude il lavoro e finirò questa intervista con la professionalità che mi contraddistingue ma datimi a maglietta ca sinnò fazzu na guerra!

Per quanto riguarda la gara invece le condizioni non facili ed il pesce molto mobile visto durante la preparazione, complice anche una forte risacca avvertibile anche sotto i 20 metri, mi hanno fatto sbagliare la tattica il primo giorno, sul campo gara dove avevo visto più pesce proprio in tana.
Poi la vista e la quasi cattura di un grosso dentice ad inizio gara ha compromesso la mia capacità decisionale. Ho salvato la faccia con quasi 30 punti percentuali chiudendo a metà classifica.
La seconda giornata è andata meglio considerando anche il fatto che è uscito comunque poco pesce.

Il barracuda che ha dato il via alla riscossa di Loprete nella seconda giornata (foto A. Balbi)

Raccontaci le due giornate, come hai pescato, su che fondale, con quali fucili.
Il primo giorno avevo una tana con delle corvine e dei saraghi che ho condiviso con altri atleti. Non ho approfittato della confusione e dopo diversi tuffi non ero riuscito a prendere neanche un pesce.
Allora mi sono spostato su un’altra zona poco distante dove avevo visto parecchi saraghi in preparazione e con stupore ho notato che ero da solo. Mi sono concentrato ed ho cercato i pinnuti con calma ma senza esito.
A quel punto ho provato ad effettuare tutte le tecniche nella speranza di capire e scovare quella giusta. L’unica che mi ha dato qualche risultato è stata l’aspetto che mi ha permesso di inanellare in pochi minuti cinque catture di cui solo tre risultate valide.
La vista di un grosso dentice ha poi complicato le cose facendomi insistere senza però riuscire ad incrementare le catture.
Ho pescato prevalentemente su quote medie tra i 15 ed i 20 metri su un fondale di grotto alto molto fesurato, con fucili lunghi Sporasub One 105 cm.

Il secondo giorno avevo delle zone dove la tecnica dell’aspetto mi avrebbe sicuramente dato dei buoni risultati ma, visto come era andata la prima giornata, insistere con questa tattica non era facile ma avevo chiare le idee e non ho voluto modificare in corso d’opera le scelte ed i percorsi fatti a tavolino.
Sono partito su un ciglio molto bello tra i 20 ed i 23 metri popolato da molte cernie anche grosse che solo in queste occasioni fanno da spettatrici ma c’era poco altro pesce in giro, qualche branco di barracuda nervosi che si mantenevano lontani.
Ho perseverato visto anche che giravano notizie di pochissime catture. Dopo un po’ ho catturato un bel barracuda di 1 kg, preso all’aspetto su un fondale di 16 metri circa con un tiro in diagonale lunghissimo tanto che si è aperta solo un’aletta.
E’ stata un’iniezione di fiducia, non ero lontano dalla salvezza anche se in quelle difficilissime condizioni un pesce ha un valore incredibile.
Poi è arrivato il tordo risultato fuori peso per pochissimi grammi e dopo diversi aspetti a vuoto, che avrebbero scoraggiato chiunque, senza mai perdere lucidità e concentrazione, si è materializzata l’orata che percorreva un canalone in senso opposto al mio: il tiro è stato freddo e calcolato, appena è entrata nel raggio d’azione del mio fucile ho premuti il grilletto prendendola di muso, un tiro azzardato ma molto cinico e determinato.
Sapevo che ci voleva almeno un’altro pesce ed un’altra specie e proprio alla fine, quando mancavano pochi minuti, mi sono spinto lontano da tutti i gommoni verso il largo su alcune lastrine piene di occhiate e, mentre osservavo sul fondo il loro movimento in attesa di qualche predatore, da uno di questi lastroni è apparso un grosso sarago portato fuori dal moto ondoso e prima che questo lo riportasse dentro ho sparato centrando lui e la permanenza in prima categoria.

Se si potesse rifare la gara cosa non faresti o faresti in maniera diversa?
Non farei l’errore della prima giornata di allontanarmi dalla zona dove avevo visto le corvine ed i saraghi e pescherei di più in tana, mentre nella seconda giornata proverei a pescare un po’ più profondo, sul filo dei 30 metri, dove pare abbiano visto più pesce.
Comunque con quelle condizioni di mare grosso, vento e pochissima visibilità anche pescare e prendere pesci a 20 metri era un’impresa non da poco.

Se non sbaglio è la prima volta che riesci a confermarti in prima categoria: cosa ti aspetti da questo importante risultato?
Quattro anni fa volevo ritirarmi dalle competizioni.
Avevo già fatto sei campionati di seconda categoria senza mai riuscire a fare il passo importante in prima; invece in questi ultimi quattro anni ho partecipato per ben tre volte all’Assoluto ma solo in due occasioni ho avuto la maglietta di Apnea Magazine che ho faticosamente meritato….
Cosa mi aspetto da questo risultato? sicuramente di poter confermare le mie capacità con un’altra permanenza nei top ten e poi che lo staff di AM mi consegni la maglietta!!!!!

Malgrado la tensione della gara Loprete non perde mai il buonumore

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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