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Intervista a Sandro Mancia


Intervistare un ragazzo come Sandro Mancia è qualcosa di gratificante e piacevole. Un Campione disponibile, pacato e gentile oltre che simpaticissimo, soprattutto un uomo con le idee chiare e sempre pronto ad ascoltare ed apprendere. Grazie davvero Sandro!

Sandro, ci vuoi parlare del tuo Assoluto? Contento?

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Sandro in Brasile, in occasione del Campionato del Mondo 2002

Un ottavo posto potrebbe anche non soddisfare, ma per come si erano messe le cose mi sta bene. Il nuovo regolamento prevede il sorteggio del campo gara nel giorno della competizione, e tale soluzione comporta la possibilità che alcune delle zone preparate risultino tagliate fuori. Nelle prime due giornate le aree che avevo preparato sono state escluse, e così mi sono ritrovato a dover improvvisare. Nella prima frazione, non conoscendo il posto (avevo una zona con un paio di pesci, ma non potevo rischiare certo di far lì la gara!), ho deciso di incollarmi alle pinne di Aldo Calcagno e di pescare al suo fianco per tutte e quattro le ore. Aldo si è portato subito su un punto in 28 metri d’acqua, dove aveva segnato una tana di saraghi. Eravamo lì assieme a Delbene ed ho fatto un’ottimo avvio, catturando 3 saragoni, mentre Gabriele ne prendeva uno solo e Calcagno neanche uno. In seguito ci siamo spostati, e razzolando qua e là ho catturato un bel tordo e niente più, terminando 12° di giornata. A dire il vero, qualche altro pesce l’ho visto, ma erano tutti piccoli ed ho evitato di sparare. Nella seconda giornata mi sono ritrovato a fronteggiare un’altra estrazione del campo gara sfavorevole. La porzione di mare inclusa nel campo l’avevo visitata, ma non avevo trovato nulla di significativo, e il poco pesce lo avevo marcato altrove. Che fare? Ho deciso di seguire Fabio Antonini (dopo verificherò che anche lui era messo anche peggio di me!!) e con me c’erano anche Sirchia e Cagnolati. Ci siamo ritrovati in una distesa di sabbia e posidonia, così ho deciso di lasciar perdere ogni tipo di marcamento e mi sono messo a pescare a “scorrere”, improvvisando. Alla fine ho rimediato 2 pesci validi, retrocedendo al 15° posto della classifica parziale. Le speranze erano riposte nella terza ed ultima giornata: questa volta sono stato fortunato, perché la zona sorteggiata era Cala Bernardo, un posto che conosco e dove avevo segnato un paio di punti buoni in preparazione. La zona è caratterizzata da posidonia e porzioni di grotto basso e fessurato, ed un punto molto bello e pieno di saraghi era costituito da un orlo bassissimo ma con fessure molto profonde. Avevo trovato il punto in presenza di corrente da Nord ed acqua piuttosto pulita, ma il giorno della gara non c’erano le stesse condizioni. Ho visitato ben nove segnali senza trovare un solo pesce sparabile, solo deserto. Allora mi sono spostato più verso terra, dove avevo segnato un catino in 17 metri con un paio di saraghi, ed una volta sul posto ho avuto la sorpresa di trovarlo zeppo di pesci! Purtroppo era una tana sola, e catturando con attenzione e regolarità pezzo dopo pezzo, ho portato al peso 12 prede di cui solo 8 valide, chiudendo così al settimo posto la giornata ed all’ottavo la Competizione.

Che armi hai utilizzato?

Ho alternato arbalete Viper 55 con oleo Stealth 55, tutti con la fiocina, visto che si pescava in tane strette e si insidiavano sagome sfuggenti. Ho fatto anche un paio di tiri con arbalete da 75 e tahitiana per sorprendere qualche pesce al libero o tentare qualche coppiola. Insomma, è stato un Campionato da fucili corti.

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Campionato Italiano 2003 – Siracusa

Sono molto contento, e devo dire di essermi proprio divertito a pescare a nuoto. Credo che sia la formula giusta, che alla fine premia chi sa pescare ed è ben preparato atleticamente. Insomma, la tattica assume un ruolo secondario rispetto a prima, ed il gap tra i concorrenti si è livellato moltissimo. All’ultimo assoluto, credo che tutti gli atleti abbiano dovuto inventare almeno una delle tre giornate di gara per una ragione o un’altra, ma alla fine si è dovuto pedalare e pescare. Ci sono comunque dei miglioramenti da apportare, e di questo ne abbiamo parlato nella riunione del Club Azzurro, durante la quale abbiamo proposto alla Federazione delle piccole modifiche. La più importante di queste modifiche mira ad evitare il vantaggio dei locali, e consisterebbe nel sorteggiare i 3 campi gara il giorno prima della preparazione. Con questo sistema, inoltre, non si butterebbero via alcuni giorni di preparazione su tratti di mare che alla fine potrebbero non essere sorteggiati. In sostanza, applicando questa modifica, i cinque giorni di preparazione potrebbero essere sfruttati al meglio su aree sicuramente riguardate dalla competizione.

Sei passato di recente alla Sporasub, come ti trovi?

Ho sempre ritenuto la Sporasub tra le migliori, se non la migliore azienda per la pescasub. Non mi sbagliavo! Fucili potenti ed equilibrati, mute perfette, maschere leggere ed accessori utilissimi. Sono stato colpito soprattutto dalle nuove pinne Variant con pale Graphiber. Sono una bomba per velocità e leggerezza. Nel nuoto in superficie, poi, non sono paragonabili nemmeno al carbonio: al campionato assoluto ho fatto tre giornate a nuoto ad alto livello. Addirittura, quando seguivo Calcagno, lui si spostava togliendo la cintura ed aiutandosi con la plancetta, ed io gli rimanevo incollato senza fatica pur con la cintura dei pesi. E pensare che quando Raimondo [Raimondo Grassi- Sporasub ndr] mi aveva invitato a provarle in gara ero un po’ scettico. Insomma, sono molto contento del nuovo sponsor.

Sandro, qual è la tua tecnica di pesca preferita?

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Campionato Assoluto 2002 – Calasetta

Non ho una tecnica preferita e scelgo la tattica appropriata in base alla morfologia del fondale, alle condizioni ed alle prede che mi aspetto di incontrare. Mi piacciono tutte le tecniche di pesca e spesso, nell’arco della giornata, ne applico diverse. Me la cavo con l’aspetto, sono bravo in tana, pesco in caduta con disinvoltura e pratico l’agguato senza problemi. Insomma, non è che sono un fenomeno, ma penso di essere poliedrico e di non avere alcun problema nelle diverse situazioni che si possono verificare in uno sport come il nostro.
E’ chiaro che per ragioni del momento (ad esempio in gara) il razzolo e la tana sono tra quelle che uso più di frequente e che più mi divertono, ma questo non deve assolutamente limitare l’azione di pesca, ed un bravo sub deve saper mettere in pratica ogni tecnica. In estate mi diverte molto anche l’aspetto sulle secche, una tecnica molto selettiva ed efficace per catturare quelle specie di pesci altrimenti imprendibili.

Il tuo rapporto con la Nazionale?

Ottimo direi, non mi posso davvero lamentare. Faccio parte del Club Azzurro 2003, e nell’anno passato ho preso parte come titolare alla Coppa Continentale a Porticello, nella quale ho ottenuto un 5° posto assoluto e vittoria a squadre e, sopratutto, sono stato convocato come riserva per i Mondiali brasiliani dove ho fatto da barcaiolo a Fabio Antonini. Un’esperienza bellissima dellla quale devo ringraziare il C.T. ed i miei compagni. Del futuro non so ancora niente, ed attendo notizie da Roberto Borra. Se vorrà, io sarò sempre pronto a difendere i colori Azzuri.

Torniamo alle origini: come nasce Mancia pescasub?

Come molti altri, vivendo vicino al mare è stato subito feeling. Fin da piccolo infatti, sotto gli occhi vigili di mio padre, mi divertivo ad inseguire polpi, granchi e pesciolini nel bagnoasciuga. Da adolescente venni in possesso del mio primo fuciletto e cominciai a fare sul serio [e qui Sandro si fa una risata]. Ho fatto la gavetta arpionando i polpi, i tordi, le murene fino ad arrivare a prede più ambite. Non ho mai avuto maestri e mi sono “costruito” da solo, imparando a mie spese e percorrendo tutte le tappe del nostro sport fino alla massima Categoria.

Le tue prede più grosse?

Dentice 5,5 kg
Ricciola 11 kg
Cernia 20 kg
Sarago 1,5 kg
Faraone 2,5 kg
Orata 5 kg
Spigola 5kg
Corvina 3kg

Poi ho preso una rana pescatrice tra i pesci più strani.

Quali sono i tuoi limiti di profondità?

Non sono un profondista, e le mie quote operative vanno dai 0 ai 30 metri, nei quali ritengo di esprimermi al massimo. Tuttavia ho preso pesci anche a 35 metri e per 4 ore consecutive, ma questo mi succede di rado e sopratutto in gara [ricordate il carniere di Mancia la seconda giornata dell’Assoluto 2002?]. A me piace pescare dove c’è il pesce, ed io lo trovo spesso tra i 10 ed i 20m. Credo, insomma, che la profondità come i tempi d’apnea non siano importantissimi.

Qual è il pericolo principale per un giovane pescasub?

Quello di bruciare le tappe, senza dubbio. Pur rimanendo uno sport rischioso -ma ce ne sono tanti- l’esperienza ed il buon senso uniti a costanza e prudenza limitano molto i rischi e portano, cosa importantissima, a conoscere i propri limiti. Quindi calma ed ancora calma… le soddifazioni arriveranno.

AM ha fatto un sondaggio sul pescatore del secolo, tu chi avresti votato?

Nel passato sicuramente Renzo Mazzarri. Strepitoso!

E nel presente?

Senza dubbio Nicola Riolo. Eccezionale!

Grazie Sandro, alla prossima!

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Category: Interviste, Pesca in Apnea

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