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Intervista al Presidente della CMAS Achille Ferrero

| 27 aprile 2003 | 0 Comments
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La CMAS è la Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee che al momento riunisce più di 100 Federazioni Nazionali. Fondata alla fine degli anni cinquanta da 15 federazioni -tra le quali figurava la FIPS, oggi FIPSAS-, la CMAS è un’organizzazione senza scopo di lucro il cui obiettivo è quello di “sviluppare ed incoraggiare attraverso ogni mezzo idoneo la comprensione e la conservazione del mondo subacqueo così come la pratica di sport e attività acquatiche e subacquee”. In generale, le attività della Confederazione riguardano 3 settori principali: sportivo, tecnico e scientifico. Per quanto interessa apneisti e pescatori in apnea, la CMAS riveste un ruolo di massima importanza con riferimento all’agonismo internazionale: oltre a stabilire i regolamenti internazionali, la CMAS conferisce il diritto di organizzarle, ne pubblica i calendari e conferma i risultati. Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistare il Presidente della CMAS Achille Ferrero, che ringraziamo per l’estrema disponibilità, per sapere un po’ di più su due discipline di nostro interesse, l’apnea e la pesca in apnea.

AM – Presidente, la CMAS ha introdotto la nuova disciplina sportiva dell’apnea in un momento in cui ormai da diversi anni varie associazioni sorte spontaneamente e non inquadrate come organismi sportivi traducono la voglia di fare apnea di molti appassionati di tutto il mondo in manifestazioni agonistiche. L’AIDA in particolare è stata capace di organizzare eventi che continuano a riscuotere un buon successo tra gli apneisti: per dare un’idea, il prossimo Freediver Open in programma a Cipro per la fine di Maggio vedrà la partecipazione di 168 apneisti proveniente da un totale di 28 paesi. In sostanza, in assenza di una vera dimensione sportiva la voglia di fare apnea ha dato luogo ad un fenomeno sicuramente rilevante in termini numerici. La CMAS presterà attenzione a questa realtà? Questo stato di cose condizionerà in qualche la promozione dell’apnea da parte della CMAS?

ACHILLE FERRERO – La CMAS presterà senz’altro attenzione al fenomeno, ma non si farà condizionare nel modo più assoluto. Quando abbiamo cominciato a pensare all’introduzione delle competizioni di Apnea sapevamo benissimo dell’esistenza di queste organizzazioni e delle loro manifestazioni, ma si tenga presente che la nostra confederazione si rivolge alle federazioni nazionali, ossia ad organizzazioni ben diverse da quelle che porteranno i 168 apneisti a Cipro, semplici individui che intervengono a titolo esclusivamente personale. La CMAS, invece, gestisce ed organizza un’attività sportiva cui si accede unicamente attraverso le federazioni nazionali riconosciute, e per questo le sue manifestazioni sportive hanno il crisma dell’ufficialità. Ma credo che sia indispensabile chiarire che la CMAS non è certamente l’ultima arrivata nel campo dell’apnea, in quanto da anni la CMAS ha addirittura i brevetti di apnea, che alcune federazioni rilasciavano. Il problema evidenziato dai nostri contatti con le federazioni nazionali era un altro: questi brevetti di apnea non portavano allo sbocco naturale per l’apneista, ossia il confronto con altri apneisti. Ed è proprio a questa situazione che abbiamo posto rimedio con l’introduzione delle competizioni di apnea. Con riferimento ai molti apneisti che attualmente prendono parte alle manifestazioni di queste associazioni/organizzazioni, occorre chiarire che per prendere parte alle competizioni CMAS -quand’anche lo volessero- dovranno necessariamente passare attraverso le federazioni nazionali.

Qual’è stato l’approccio della CMAS all’apnea sportiva?

Il nostro primo obiettivo era quello di trovare una formula che potesse soddisfare quello che nella confederazione è sempre il stato il punto attorno al quale doveva ruotare questa disciplina, ossia la sicurezza di atleti ed assistenti. Tempo addietro i rappresentanti della federazione russa mi chiedevano chiarimenti sull’aspetto sicurezza delle gare di apnea, ed io dico a lei quello che ho detto a loro: a 15 metri di profondità, la sicurezza la garantiamo in qualsiasi situazione. Una volta risolto il problema della sicurezza, abbiamo costruito il regolamento vero e proprio, che possiamo considerare la punta di un iceberg, costituito dalla didattica e dalla ricerca, settori in cui la CMAS è attiva da sempre. A tal proposito, mi permetta di ricordarle che a Bizerta, in occasione del primo Campionato Mondiale di Apnea del prossimo settembre, è previsto un convegno medico scientifico indirizzato esclusivamente all’apnea: insomma, la CMAS si sta muovendo, per così dire, a 360°.

Il passo successivo sarà la sensibilizzazione delle federazioni nazionali, che saranno invitate ad organizzare un’attività agonistica relativa all’apnea che possa favorire una sempre maggiore partecipazione da parte degli atleti, ma che soprattutto sia improntata alla massima sicurezza. Quindi l’obiettivo che stiamo perseguendo proprio in questo momento è quello di stimolare e fornire informazioni alle Federazioni, che dovranno poi compiere un’analoga operazione, ciascuna nel proprio ambito d’azione nazionale. La prima risposta delle Federazioni a questi stimoli e al primo campionato del mondo è positiva e ci soddisfa. Considerando che quello di settembre sarà il primo mondiale, siamo consapevoli del fatto che difficilmente la qualità delle prestazioni sarà di altissimo livello, ma ciò che conta in questa fase è che il progetto sia accettato dalle Federazioni e che la dimensione agonistica proceda di pari passo con la scienza e la medicina: dato che l’agonismo di per sé è superamento dei limiti propri ed altrui, per la CMAS è fondamentale che la disciplina dell’apnea cresca sotto il costante controllo ed il supporto dei medici e degli specialisti dell’apnea.

Eppure questa formula CMAS viene accusata dall’AIDA di non essere sicura, con toni anche molto forti.

Ho difficoltà a parlare di queste persone, che ho anche avuto modo di incontrare. Devo rilevare che mentre molte federazioni nazionali si mostrano aperte ad instaurare un dialogo con questi personaggi, dall’altra parte si oppone un atteggiamento di totale chiusura. Il problema generato dall’atteggiamento di alcuni non è dato dal loro giudizio negativo sulla metodologia CMAS, che non ritengono -legittimanente- in grado di soddisfare le loro esigenze, ma dal modo in cui manifestano questa opinione, che mi pare il più ruvido che si possa immaginare. Il fatto che le loro considerazioni finiscano per tradursi in giudizi pesanti quando non addirittura in insulti sulle persone, certamente non ci predispone al dialogo. La CMAS è disposta a discutere con chiunque, ma non accetta – ovviamente- insulti da nessuno e non è disposta ad un dialogo di un così scarso livello.

Nell’AIDA si sostiene che questa nuova disciplina per la CMAS rappresenterebbe unicamente una via per disfarsi della pesca in apnea, divenuta ormai troppo “scomoda”, e che la CMAS non saprebbe nulla di apnea.

Questa è un’affermazione assolutamente falsa e priva di ogni fondamento. La CMAS ha recentemente approvato un nuovo regolamento per le competizioni internazionali di pesca in apnea con cui ha addirittura istituito una nuova competizione, il Campionato Mondiale a Squadre. Riguardo il fatto che la CMAS non sappia nulla di apnea, mi pare un’affermazione che stride con la storia della subacquea. Faccio solo un esempio: da più parti oggi si sente parlare di monopinna e di corsi/stage per il suo utilizzo nell’apnea, che consente di migliorare le prestazioni. Quando Rossana Maiorca si accingeva a stabilire il suo ultimo record mondiale di assetto costante, seguì un corso di tre mesi con l’allora tecnico della nazionale di nuoto pinnato Bizzotto, perché proprio noi della CMAS sostenevamo già allora che con la monopinna, a parità di impegno, si ha una resa migliore del 25% – sempre che, ovviamente, il gesto tecnico sia corretto.

Adesso si vedono personaggi appartenenti a diverse associazioni che organizzano, anche in Italia, corsi di monopinna. Conosco bene le problematiche della monopinna, in quanto mi sono a lungo occupato del nuoto pinnato. Ricordo che dopo la nascita del settore, il problema era costituito da una vera epidemia di tendiniti, un fenomeno generalizzato che sembrava risparmiare solo gli atleti di Russia e Cina. Con uno studio attento, si capì che questo problema era figlio di un’errata preparazione. Dopo studi in collaborazione con la Scuola dello Sport e con l’Università della Sapienza di Roma abbiamo potuto affermare in un Convegno internazionale che la preparazione del nuoto pinnato doveva assolutamente differenziarsi da quella del nuoto. In seguito a questa acquisizione, gli allenamenti furono adattati alle nuove conoscenze e la tendinite sparì – fermo restando che nelle prestazioni al limite, come in qualsiasi sport, qualche problema si presenta comunque. Insomma, noi della CMAS abbiamo conoscenza e storia. Se chi si avvicinasse adesso alla monopinna commettesse lo stesso errore che abbiamo commesso noi a suo tempo, a farne le spese sarebbero gli allievi.

In Italia l’apnea sta vivendo una fase piuttosto concitata, il rapporto tra FIPSAS e Apnea Academy appare sofferto. Quali sono le sue impressioni su questa vicenda?

Guardi, come Presidente della confederazione non entro nel merito delle vicende della Federazione italiana. Si potrebbe pensare che in vista dei campionati vi sia un riavvicinamento con Apnea Academy, ma è bene ricordare che le federazioni hanno la più completa autonomia. E’ evidente che fino a che non esistevano le competizioni CMAS era anche possibile partecipare a gare internazionali di altre associazioni come la World Cup di Ibiza [ndr come ha fatto la FIPSAS], ma oggi le cose stanno molto diversamente. Dal momento in cui esiste un campionato del mondo riconosciuto e patrocinato dalla CMAS, se le federazioni nazionali affiliate dovessero andare a nobilitare le manifestazioni organizzate da altri, allora si porrebbe certamente un problema. Al momento, non è prevista un’ ipotesi del genere, ma visto che questo preciso problema è già stato sollevato in consiglio, credo che presto la CMAS si doterà di regole chiare anche su questa materia.

Parliamo di pesca. In Francia si è recentemente costituita una nuova federazione per la pesca in apnea. Uno dei suoi membri fondatori, Olivier Bardoux, ha dichiarato che la Federazione della pesca sportiva francese, affiliata alla CIPS (Confederazione Internazionale Pesca Sportiva) era d’accordo con la scissione dalla FFESSM e che si era detta “pronta ad accoglierli”. Questa vicenda sembra ricollegarsi ad un presunto “progetto” di passaggio della pesca in apnea dalla CMAS alla CIPS, che però non sembrerebbe conciliarsi con il fatto che la CMAS ha appena prodotto un nuovo regolamento per le competizioni internazionali di pesca in apnea. Potrebbe chiarirci le idee, spiegandoci qual’è la posizione della CMAS riguardo questo passaggio di consegne di cui si sente parlare?

Per chiarire il quadro della situazione è necessario ricostruire la genesi di questa “querelle”. Il passaggio della pesca in apnea alla CIPS è un’aspirazione che nasce in Francia; i pescatori in apnea francesi, non sentendosi tutelati a sufficienza dalla FFESSM, la federazione nazionale, hanno deciso di attuare una scissione e costituire una propria federazione nazionale, la FNPSA. E’ probabile che queste persone abbiano preso contatto con qualche personaggio vicino alla CIPS prima della scissione e che nessuno si sia apertamente opposto a questa operazione. Se ai fondatori della nuova federazione sia stato fatto qualche tipo di assicurazione non saprei dirlo, ma onestamente mi appare improbabile. Come siano andati i fatti è cosa ormai nota, il resoconto che ho seguito attraverso le news di Apnea Magazine li ricostruisce in modo fedele; si tratta adesso di spiegare quale sia la posizione della CMAS verso l’intera vicenda.
Inizierei col dire che la CMAS, dopo aver seguito l’intera vicenda, non ha ravvisato elementi idonei a giustificare un ordine del giorno in cui discutere la questione: nessuno ha effettuato richieste alla CMAS, che non ha alcun motivo di attivarsi motu proprio per discutere di un passaggio di competenze relativo ad una delle sue discipline. Per questo motivo, il passaggio della pesca in apnea alla CIPS è al momento un’aspirazione di soggetti che, molto semplicemente, non l’hanno esternata nei modi dovuti.

A prescindere da questo aspetto, bisogna chiarire quale sarebbe la dinamica di questo passaggio di consegne, chiarendone passaggi e tempistica. In primis, occorre una richiesta ufficiale da parte di un soggetto titolato a farla. In seguito alla richiesta, la CMAS dovrebbe valutare la possibilità di sottoporre la questione all’assemblea straordinaria, unico organismo collegiale in grado di decidere sulla modifica statuaria necessaria all’accoglimento della richiesta. La prossima Assemblea Generale si terrà in Cina dal 24 al 29 Novembre 2003, quella successiva si terrà nel 2005. A quel punto, occorrerebbe disciplinare con norme ad hoc il lungo periodo di transizione: non dimentichiamo che tutti gli impegni organizzativi già assunti con i comitati organizzatori (campionati europei, mondiali etc..) andrebbero rispettati. Inoltre, si porrebbero complessi problemi di coordinamento tanto con la CIPS, che dovrebbe a sua volta operare una revisione statutaria, quanto con le federazioni nazionali. Teniamo presente che solo in pochi paesi la pesca sportiva e le attività subacquee sono gestite da una federazione con doppia affiliazione CIPS/CMAS. Insomma, se in Italia il passaggio di consegne non creerebbe alcun problema, in altri paesi le federazioni nazionali dovrebbero fare i conti con problemi burocratici non indifferenti.

Dato che la FEESSM non ha affatto abbandonato la pesca in apnea, ma anzi si è dotata di un nuovo regolamento, la FNPSA è rimasta tagliata fuori dalle competizioni internazionali. Inoltre, si è anche vista negare il riconoscimento del Governo francese. Si trattava di un progetto mal concepito?

Avendo una certa esperienza in questa materia, posso affermare che certe operazioni si possono compiere solo se vi è un accordo generale di tutte le parti interessate, altrimenti si rischia di fare il classico buco nell’acqua.

Qual’è la situazione della pesca in apnea agonistica internazionale? Possiamo stare tranquilli o esistono motivi di preoccupazione? Le chiedo questo perché con una ciclicità piuttosto regolare si sentono prospettare vere catastrofi, e si insinua che la pesca in apnea, unico sport venatorio ancora praticabile, sia uno scomodo fardello per la CMAS.

Nessun disastro all’orizzonte, anche se siamo recentemente usciti da una situazione non bella. La CMAS è una confederazione mondiale composta da più di 100 federazioni di altrettanti paesi. Tra questi, quelli che praticano la pesca in apnea sportiva sono un numero decisamente ridotto e non mancano quelli che non la gradiscono affatto e che sarebbero favorevoli ad una moratoria delle gare. Ebbene, nel 1999 l’assemblea ha votato la moratoria delle gare. Contro quella decisione, alcune federazioni eccepirono un vizio di forma, nella convinzione che una decisione del genere potesse essere presa solo nell’ambito di un’assemblea straordinaria. Rispetto all’assemblea ordinaria, quella straordinaria prevede un diverso “quorum” per poter deliberare validamente. Il ricorso fu presentato al Tribunale Arbitrale del CIO che, esaminata la documentazione, lo accolse, inficiando la decisione. Da allora, nessuno ha riproposto la questione.

Grazie Presidente Ferrero, e buon lavoro.

Curriculum Vitae di Achille Ferrero, Presidente della CMAS
1968 Presidente del primo Club affiliato alla Sezione Provinciale FIPS di Pavia.
1969 Cooptato nel Consiglio Provinciale FIPS, come responsabile per il Settore Subacqueo.
1972 In qualità di Direttore dei Corsi per SMZ, ottiene, per la Sezione Provinciale, il riconoscimento di “Scuola Federale” (5^ in Italia).
1975 Cooptato nella Commissione Subacquea Nazionale.
1980 Collabora alla stesura del nuovo Statuto della FIPS che prevede il riconoscimento dei settori sportivi.
1981 Eletto Presidente del Settore Nuoto Pinnato ed Orientamento della FIPSAS
1985 Miami (USA) – Assemblea Generale della C.M.A.S.
Eletto membro della Commissione Internazionale Nuoto Pinnato
1986 Roma (ITA) Insignito della Stella d’Argento al Merito Sportivo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano “Per i servizi resi allo Sport Italiano”.
1987 Malta (MLT) – Assemblea Generale della C.M.A.S.
Eletto Presidente della Commissione Internazionale Nuoto Pinnato
1991 Roma (ITA)
Insignito della Stella d’Oro al Merito Sportivo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano “Per i servizi resi allo Sport italiano”.
Sharm El Sheihk (EGY) – Assemblea Generale della C.M.A.S.
Eletto Presidente del Comitato Sportivo
1992 Insignito del riconoscimento “écusson d’or du Comité Sportif de la C.M.A.S.”
1993 Nicosia (CYP) – Assemblea Generale della C.M.A.S.
Eletto Presidente della Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques
1994 Ilo (PER) Insignito della Cittadinanza Onoraria della “Città Ilo – Perù”
1995 Mauritius (MRI) – Assemblea Generale della C.M.A.S.
Eletto Presidente della Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques
1997 Losanna (SUI) – Assemblea Generale della C.M.A.S.
Eletto Presidente della Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques
1998 Parigi (FRA) Insignito della Medaglia d’Oro del Ministro per la Gioventù e lo Sport della Repubblica Francese per “Il riconoscimento degli eccellenti servigi resi alla causa dello Sport nel quadro delle attività subacquee e del suo impegno per la sensibilizzazione per la protezione dell’ambiente marino a livello internazionale”.

Santiago de Cali (COL) Insignito della Cittadinanza Onoraria della Città Santiago de Cali”

1999 Insignito della “Plaque d’Honneur” del Comité Territorial Olympique della Nuova Caledonia
2001 Monaco (MON) – Assemblea Generale della C.M.A.S.
Eletto Presidente della Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques
Singapore (SIN) – Assemblea Generale della Association of the International Olympic Committee Recognized International Sports Federations (ARISF)
Eletto membro del Collegio dei Revisori dei Conti
2002 Attualmente è Presidente della Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques

Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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