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Intervista a Stefano Tovaglieri – Rassegna Ustica

| 1 settembre 2003 | 0 Comments
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© Alberto Balbi – Apnea Magazine

Intervista a Stefano Tovaglieri, Segretario di Apnea Academy e capo progetto della Prima Rassegna Internazionale di Apnea a Ustica.

AM – Ciao Stefano, prima di tutto grazie per la tua disponibilità, qui ad Ustica i tempi sono così ristretti che trovare un angolo per questa intervista è stato di per sé un evento. La prima domanda è questa: perché avete scelto proprio Ustica per organizzare la rassegna?

Stefano Tovaglieri: Abbiamo scelto Ustica per diverse ragioni. Per prima cosa ad Ustica si svolge la rassegna internazionale delle attività subacquee, da 44 anni la più importante manifestazione di settore, durante la quale vengono assegnati gli ambitissimi tridenti d’oro a coronamento di una settimana all’insegna dell’ambiente acquatico. In secondo luogo, non dimentichiamo che Ustica è stata la prima area marina protetta in Italia, e poi -questo è forse il motivo principale- è stata l’isola in cui Enzo Maiorca nel 1961 ha realizzato un record storico, staccando il cartellino a -51 metri. Questa performance è rimasta nella storia come la sfida dell’uomo Maiorca alla scienza medica, che lo aveva messo in guardia ipotizzando l’implosione del suo corpo al superamento dei 45 metri di profondità. È facile immaginare cosa un grande amante del mare come Maiorca potesse avere in mente durante quel tuffo, nel momento in cui decideva di infischiarsene della scienza medica. Quello che noi abbiamo proposto con la Prima Rassegna Internazionale dell’Apnea Subacquea era proprio il ricordo di quell’evento, e la testimonianza di come sia cambiato il rapporto tra medicina e apnea: un’evoluzione di quarantadue anni, dove la scienza non si oppone più all’apnea mettendo veti per mancanza di conoscenza, ma collabora con lei. I ricercatori di questi giorni ed i test svolti ad Ustica sono una chiara testimonianza di questo cambiamento.

Che accoglienza ha avuto il vostro progetto dalle istituzioni?

Ci siamo presentati quasi timidamente con la nostra proposta. Apnea Academy, tutto sommato, è un’associazione giovane, che vive fondamentalmente sulle risorse messe a disposizione dai propri associati, (circa 200 istruttori che pagano una quota associativa) non abbiamo sponsor fissi, c’era quindi la necessità di creare terreno fertile per favorire l’ingresso degli sponsor. Il fatto di aver avuto da subito il patrocinio di alcune istituzioni come la regione siciliana, la AAPT di Palermo, il comune di Ustica, la riserva di Ustica, è stato importantissimo per noi, ed ha favorito l’adesione di altri sponsor come Vodafone Live, Bat Gommoni, Sapio, Helly Hansen, Sector, C4, Dive System e l’insostituibile Perla Nera Diving Club.

Ci puoi descrivere nel dettaglio questo progetto?

© Alberto Balbi – Apnea Magazine

Volevamo cercare di coinvolgere tutte le istituzioni e le associazioni che si occupano di apnea subacquea e che condividono con noi l’obiettivo della divulgazione dell’apnea in senso assoluto. Così abbiamo ritenuto necessario un evento importante come questa prima rassegna dell’apnea subacquea per far compiere all’apnea un ulteriore balzo in avanti e farla conoscere come disciplina sportiva per tutti. Il grosso cambiamento rispetto all’apnea di quindici o vent’anni fa, infatti, è proprio questo: prima l’apnea era riservata pochi, al pluriprimatista alla conquista di un record e a pochi appassionati quasi esclusivamente pescatori. Noi abbiamo voluto lanciare questo messaggio: l’apnea subacquea è una disciplina per tutti. Questa è la conseguenza del lavoro che è stato fatto in questi ultimi sei/sette anni da Apnea Academy in termini di evoluzione della didattica e approfondimento di tutti gli argomenti, un lavoro che ci ha permesso di mettere in condizione chiunque -uomini, donne, giovani e meno giovani- di praticare questo sport.

Il Guinnes World Record vuol essere proprio questo, una grande festa dell’apnea con oltre 100 apneisti che si immergono tutti insieme in un clima di assoluta sicurezza.

Messaggio chiaro quindi….

Sì: apnea per tutti e, soprattutto, di tutti. Non più una disciplina individuale, ma al contrario un’attività sportiva fortemente socializzante, basata sul sistema di coppia o forse ancora di più sul lavoro di gruppo. Lo stesso Umberto Pelizzari ha sempre sostenuto che non avrebbe mai potuto effettuare un record se fosse mancato un solo uomo della sua squadra. Noi abbiamo sempre un compagno che ci segue costantemente durante tutte le fasi del tuffo. Il G.W.R. nasce quindi come testimonianza di questa idea, ma è anche un pretesto per portare sull’isola un alto numero di apneisti che si sono dedicati anche alla ricerca medica in occasione della 44ª Rassegna dell’Attività Subacquee.

Hai praticamente anticipato la mia prossima domanda, ci parleresti di questa ricerca medica?

Cinque medici ricercatori hanno lavorato e raccolto in questi giorni una quantità di dati importanti e impensabile fino ad oggi, dal punto di vista statistico questo materiale sarà molto più attendibile degli studi fatti prima d’ora. E’ la prima volta che viene fatta una cosa del genere, in passato si sono fatti test quasi esclusivamente sui campioni, quindi su singolo atleta con prestazioni eccezionali, mentre ad Ustica si sono presi in esame molti soggetti dalle performance notevolmente diverse, ma tutti provenienti da una stessa scuola, quindi con metodologie di immersione praticamente identiche.

Abbiamo assistito anche al convegno medico-scientifico ce ne vuoi parlare?

Un’altra cosa di particolare importanza è stato il convegno medico-scientifico svolto in tre pomeriggi. Sicuramente il merito di questo convegno va al dottor Nicola Sponsiello, che da due anni spingeva per organizzarlo e che finalmente ci è riuscito proprio qui a Ustica. Per l’occasione sono intervenuti quindici relatori, che nel proprio ambito professionale hanno maturato un’esperienza specifica riferita alla scienza applicata all’apnea. Hanno parlato di fisiologia, biomeccanica, ingegneria. Tanti interventi, tante relazioni, che hanno permesso di arricchirci e di guardare al futuro con rinnovato entusiasmo, ma soprattutto con la prospettiva di andare ad approfondire all’interno dei nostri corsi argomenti importanti per migliorare, evolvere e rendere ancora più sicura la didattica.

Si pensa ad un convegno medico scientifico come qualche cosa di incomprensibile per la maggioranza di tutti noi…

Ci tengo a sottolineare che si è trattato di un convegno piuttosto atipico, nel senso che non è stato un incontro per soli addetti ai lavori. Di ciò bisogna rendere merito ai relatori: ogni intervento era indirizzato agli apneisti, il linguaggio utilizzato era semplice e comprensibile da chiunque.

© Alberto Balbi – Apnea Magazine

Abbiamo visto che Apnea Academy ha istituito un premio da affiancare all’ormai celebre Tridente D’oro: il Delfino d’oro. Ci puoi spiegare di cosa si tratta?

Il delfino d’oro è un premio che il direttivo di Apnea Academy ha voluto istituire come riconoscimento a tre categorie (giornalista, atleta, medico) che hanno contribuito significativamente con il loro lavoro alla divulgazione dell’apnea subacquea in questi ultimi anni.

Ci sarà un’edizione numero due?

Sì, l’idea è quella di proseguire su questa strada e magari arrivare anche noi alla 44ª edizione. Da quest’esperienza portiamo a casa tantissime informazioni su cui lavorare nell’arco dell’anno, sia per evolvere al meglio la nostra didattica, sia per migliorare la prossima edizione.

Ti ringrazio Stefano per la tua disponibilità, rinnoviamo quindi l’appuntamento con tutti gli amici per il 2004 dove gli apneisti potrebbero essere 150…………. noi ci saremo…….. e voi??

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Category: Altre discipline, Apnea

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