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Intervista a Renzo Mazzarri: “Un Incredibile Spiedino” (2/5)


Quello che vi vado a raccontare è successo durante una prova di Coppa Europa in Turchia, più precisamente ad Avcilar nel 1988. A quel tempo nell’arco della stagione agonistica si disputavano 4/5 prove in differenti paesi iscritti alla Coppa Europa e c’erano due classifiche: quella individuale e quella a squadre. Chi vinceva prendeva 100 punti e a fine anno chi accumulava più punti veniva decretato vincitore della Coppa. Erano gare bellissime, poi inspiegabilmente soppresse.

mazzei1 RIDComunque, quella prova nel Mar di Marmara ci vedeva impegnati in una preparazione dura perché la zona era molto ampia, con acqua piuttosto torbida ma ricca di saraghi, corvine e labridi. Io avevo come secondo Marco Bardi, al tempo una delle giovani leve e promesse per il futuro. Durante la preparazione mi trovò una tana difficile ma stracolma di corvine e, nei pressi, una zonetta insignificante dove di tanto in tanto arrivava qualche bel sarago all’aspetto.  Trovammo poi tanti altri pesci in altre zone, ma quello era uno dei nostri punti “jolly” dove, certamente, avremmo dovuto fare la partenza.

Detto fatto, il giorno della gara mi metto d’accordo con Marco e decido di fare il primo tuffo cercando di catturare qualche sarago all’aspetto e poi, con calma, dedicarmi alle corvine. Partiamo a bordo dei gozzi messi a disposizione dall’organizzazione, mezzi lenti, pesanti e con un motore che scaricava un fumo nero come la pece. Ci volle un po’ per arrivare sul punto, ma nessuno ci poteva anticipare perché avevamo tutti il solito mezzo e poi perché il posto lo conoscevamo solo noi. Ci sono meno di dieci metri d’acqua e mi ventilo impugnando l’Apache 90, pronto ad eseguire un aspetto. Arrivato sul fondo mi accosto ad un tetto di roccia che mi tiene in ombra e punto la zona dove, solitamente, si presenta il pesce. Passeranno circa 30 secondi quando vedo una macchia nera a mezz’acqua. Sono una quantità impressionante di grossi saraghi (almeno una cinquantina) che, appena percepita la mia presenza, si abbassano e mi puntano decisi. Mi arrivano vicinissimo al punto che di alcune vedo pure i grossi denti. Miro al più grosso con calma aspettando che se ne sovrapponga un altro per cercare la coppiola.

Premo il grilletto e l’asta colpisce il pesce (sento l’impatto) facendo una gran nuvola di grosse squame. Esco dal nascondiglio e cerco di recuperare alla svelta la preda e con grande sorpresa mi accorgo di averne infilati ben quattro!! Due rimangono sull’asta e due finiscono nel nylon. Riemergo stringendo i pugni (una bella iniezione di fiducia) ma ancora non mi rendo conto che, forse, ho stabilito un record. Infatti i quattro pinnuti segneranno alla bilancia: 2050 – 1650 – 1620 – 1470 grammi. Mica male per un tiro solo, eh?! Quasi sette chili!! Terminerò la gara vincendo con 48 pesci validi (29 corvine, 8 saraghi e 11 labridi) accompagnato, al rientro in porto, da lampi, tuoni e scrosci di pioggia. Stanco e zuppo… ma vincente.

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Category: Interviste, Pesca in Apnea

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