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Intervista a Davide Petrini

| 14 febbraio 2005 | 0 Comments
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Come avete impostato la preparazione con Ramacciotti?

Partiamo da una premessa: la trasferta è stata positiva anche grazie al grosso sforzo economico sostenuto dalla Federazione. Inoltre, a parte la preparazione di dodici giorni prima della gara, sono stati fondamentali i due sopralluoghi precedenti fatti dai titolari. Grazie a questi presupposti, ma soprattutto grazie al fatto che Bellani, De Silvestri e Ramacciotti sono a mio avviso i tre migliori pescatori al mondo – e lo hanno ampiamente dimostrato al Mondiale – la trasferta è riuscita nel migliore dei modi.
I primi giorni di preparazione hanno riservato a me e Maurizio tempo pessimo, acqua torbidissima e mare mosso. Anche in questo frangente abbiamo potuto apprezzare la perfezione dell’organizzazione logistica, che ci ha permesso di avere in loco ben sei gommoni, a differenza degli altri, a parte i Cileni che avevano un gommoncino. Grazie a ciò siamo arrivati alla gara con una conoscenza della zona direi millimetrica.
Con il passare dei giorni la situazione meteorologica è migliorata e di conseguenza anche il nostro rendimento. L’unico inconveniente è stato il verificarsi un fenomeno che comporta un’entrata di acqua torbida, che, mentre da noi in Liguria richiama il pesce, in quelle zone lo allontana e lo rende molto nervoso.

Come sono state le due frazioni di Maurizio?

La prima manche ha preso undici pezzi e la seconda otto pezzi.
La prima frazione, sulla quale puntavamo molto visto che avevamo segnato almeno dodici grosse mulatte in una frana di 100m, si è rivelata sfortunatissima. Abbiamo rimediato solo due pesci di circa 1,8 kg, veramente una miseria. Addirittura sul primo segnale, dove c’erano due belle mulatte, abbiamo trovato un grosso perro, che è un pesce non valido e che ha intorbidato tutto compromettendo la cattura. In questo frangente è venuto fuori il campione che è in Ramacciotti, che ha capito che cacciando a segnale non avrebbe preso nulla e così ha optato per una tecnica di pesca a scorrere. Ha rimediato altri nove bei pesci e ha terminato con 26.000 punti ed un distacco di solo 5.000 punti da Vigna, classificatosi terzo, e quindi ancora pienamente in gara e in zona podio.
La seconda frazione è stata difficilissima. Si è iniziato infatti con 2m di visibilità, ma dopo due ore è entrata la famosa acqua torbida che ha ridotto a zero la visibilità tanto che, per un lasso di tempo di almeno un paio d’ore nessuno è riuscito a catturare nulla, a parte i cileni che, conoscendo alla perfezione la zona, hanno trovato tre o quattro baie dove l’acqua era una po’ più chiara e hanno recuperato lo svantaggio.
Maurizio in quelle due ore ha addirittura pescato all’aspetto col 50 e la fiocina! Tuffo dopo tuffo nel nulla. Questa è stata anche la ragione per cui parecchi pesci catturati in quelle due ore sono risultati sottopeso; si sparava infatti senza la possibilità di valutare la differenza tra un pesce di mezzo kilo o di 1 kg. Noi avevamo deciso di pescare le prime due ore a segnale ed le restanti al libero alle cabrille, pesci simili al branzino ma difficili. Avevamo deciso dopo alcune prove effettuate con Maurizio che si potevano prendere almeno sei esemplari.

Cosa ti ha regalato questa esperienza?

In primo luogo questa è stata la mia prima esperienza nell’oceano Pacifico, anche se già in Atlantico avevo pescato spesso. Oltre alla soddisfazione della convocazione, ho avuto il piacere di collaborare con atleti come Maurizio, Stefano e Bruno, che oltre ad essere dei campioni sono davvero delle persone fantastiche. Conoscevo marginalmente Maurizio e durante questa esperienza abbiamo avuto la possibilità di consolidare una bella amicizia: abbiamo infatti avuto l’occasione di frequentarci anche al di fuori delle ore di mare.
Veramente una grande persona, che ho visto commuoversi quando il suo amico Bellani è stato premiato.

Per quale arma avete optato?

Arbalete da 60 con fiocina, in certi momenti anche un 50 con fiocina vicinissima alla testata. Per le Cabrille avevamo pensato anche al 75 con tahitiana. Abbiamo usato soprattutto i primi due.

Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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