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Il Roller gun

| 10 marzo 2003 | 0 Comments
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PERCHE’ UN “ROLLER-GUN”

Vivo al centro della Val Padana e vado a pescare (spesso in Corsica) solo quando riesco a mettere insieme qualche giorno di vacanza.

Durante le mie uscite non mi pongo obiettivi particolari, non faccio battute specifiche, semplicemente pesco e cerco di catturare quei pesci “pregiati” che vedo o che ritengo di poter incontrare in relazione al fondale, alle condizioni meteo-marine o altro.

In situazioni di questo tipo capita di non avere l’arma appropriata alla circostanza, oppure capita di non avere il tempo di procurarsela. Per me, inoltre, disporre dell’arma adatta è un fattore decisivo: non mi piace ferire inutilmente i pesci, soprattutto per colpa di un fucile inadeguato.

Già dai primi anni 90′ avvertivo quindi l’esigenza di disporre di un’arma “polivalente”… del resto, chi non vorrebbe avere un fucile pratico e maneggevole, con grande campo visivo, preciso, potente e dotato di variatore?

Un’arma versatile, buona per tutte le occasioni?

“Beh!! Il mio “roller-gun” 86 è tutto questo!”

Per qualche anno ho pensato di avere inventato il sistema, ma ho scoperto di non essere stato il primo ad usare la carrucola (in Spagna esiste un brevetto vecchio di 15-16 anni).

Analizzando questo brevetto mi sono reso conto di aver notevolmente adattato e ottimizzato il sistema in relazione alle caratteristiche della pesca nel Mediterraneo, e di aver inoltre inventato il variatore di potenza negli arbalete.

Ma entriamo più nel dettaglio.

Il primo passo verso la versatilità consiste nell’allargare il “range” di potenza in entrambi i sensi:

» deve essere possibile sia l’aumento che la riduzione della potenza standard fornita dall’arma!

Dato che maggiore è la lunghezza degli elastici (e di conseguenza la lunghezza del fusto), maggiore è la potenza dell’arma, come si possono utilizzare elastici lunghi su un fusto corto (vogliamo utilizzare un fusto corto per favorire il brandeggio)?

» La soluzione consiste nel farli girare sotto il fusto mediante una carrucola.

Ma a questo punto, come possiamo ridurre la potenza?

» Riducendo la forza di trazione delle gomme, ossia variandone il punto di attacco nella parte inferiore del fusto.

“Ecco fatto!”

L’idea base era questa, realizzarla non è stato altrettanto semplice… anche perché non mi sono accontentato di queste caratteristiche.

Mi piace pescare all’agguato e quindi volevo anche un ottimo brandeggio, un buon campo visivo e che fosse anche preciso. Ci sono voluti anni e tante serate passate in garage a “scancherare” (parola dialettale emiliana), come diceva mia moglie, per ottenere il risultato finale… era un po’ come pescare all’asciutto!

Insomma, chi si accontenta gode!

Nell’ultimo periodo le armi subacquee si sono molto evolute ma spesso questo è avvenuto in modo unidirezionale, verso l’esasperazione di una sola delle loro caratteristiche tipiche (come il brandeggio, la potenza o la precisione).

Esistono quindi ottime armi in commercio e ciascuna di queste è certamente più efficiente del mio “Roller” in merito alla singola caratteristica sviluppata nell’arma dalla casa costruttrice.

Ma nessuna di queste armi dimostra un miglioramento percentuale significativo in merito a tutte le caratteristiche che contraddistinguono un fucile subacqueo!

Premetto che descrivere scientificamente il mio “Roller” è complesso, perché questo fucile funziona mediante principi differenti rispetto alle armi convenzionali… forse penserete che io non sia in grado di darvi un corretto profilo meccanico dell’arma, ma non è vero! Semplicemente non credo che apprezzereste articoli pieni di formule o diagrammi, anche se qualcuno dovrò purtroppo mettercelo.

Vediamo ora di descrivere queste caratteristiche separatamente.

POTENZA

Se sul sistema del “Roller” montassimo elastici che sfruttano il coefficiente di allungamento [c.d.a.] degli elastici Dessault, utilizzato dalla Ditta (1cm si allunga fino a 3,6 cm, relativamente alla parte elastica) avremmo, rispetto ad un’arma normale di pari lunghezza, un incremento di potenza dell’ 83% ( vedi diagramma, in celeste la potenza di un fucile convenzionale, in rosso la maggiorazione del “Roller).

Significa che, a parità di lunghezza e spessore dell’asta, il “Roller” garantirebbe a circa 4,5m la stessa capacità di penetrazione (energia cinetica) che un arbalete convenzionale con fusto della stessa lunghezza ci garantisce a 3 m.

Si parla di 4,5m e non, ad esempio, di circa 6m (come teoricamente dovrebbe essere possibile) perché la resistenza idrodinamica che interagisce in modo esponenziale riduce la gittata (il vero vantaggio che ci da questo aumento di potenza non consiste nel fare tiri più lunghi, che è pure possibile, ma nell’arrivare al bersaglio più velocemente e con maggiore forza di penetrazione).

Personalmente il c.d.a. del mio “Roller” è 3, e ciò diminuisce lo sforzo di caricamento, che faccio sempre alla prima tacca per ridurre l’effetto del rinculo e mantenere elevata la precisione (inoltre, la gomma non finisce tutta in testata, con perdita parziale di potenza, ma ne restano fuori 10 cm, che renderanno convenzionale e semplice caricare l’arma).

Con questa regolazione dispongo, comunque, di un incremento di potenza del 25% (…ne so qualcosa quando colpisco qualche roccia!).

BRANDEGGIO

» Il profilo laterale della testata e del fusto sono minimi.

» Il fusto lavora in compressione e non flette mai anche con diametri ridotti.

» Come potete vedere, la gomma inferiore scompare nel profilo del fusto

Se a tutto ciò aggiungete che potreste utilizzare un’arma leggermente più corta (il mio “Roller” è di 86cm) vi lascio immaginare quale possa essere il vantaggio nel brandeggio rispetto ad un fucile da 90 cm (causa la riduzione della lunghezza dell’arma anche la pesca in tana ne verrà avvantaggiata).

Qualcuno potrebbe obiettare che con il fusto schiacciato a 22mm di spessore, l’arma divenga pesante in testata.

Ma le gomme galleggiano e nel “Roller” sono doppie: contribuiscono quindi al sostentamento.

PRECISIONE

Credo occorra dare una definizione del concetto di “precisione” anche se le variabili che intervengono sono molteplici (le vedremo poi sinteticamente). Un fucile è “preciso” quando un’eventuale “rosa” di dieci o più tiri, sparati su un bersaglio dalla medesima distanza, presenti un diametro molto piccolo. Tradotto in parole povere: il fucile spara sempre nello stesso punto.

I fattori più importanti che intervengono nella precisione come sopra definita sono: la massa dell’arma, la flessione del fusto, il tempo di trazione dell’asta, il rinculo, il rapporto tra la forza degli elastici e il diametro dell’asta, il tipo di impugnatura, la tensione dell’arto che impugna l’arma e il guida-asta (non è un caso che lo abbia messo per ultimo… non credo che sia un fattore fondamentale per migliorare la precisione).

Nel “Roller” il rinculo è ovviamente più forte che in un arbalete convenzionale, ma il rotore sposta il punto di applicazione della forza rinculante più in basso, in corrispondenza della sella pollice-indice dell’impugnatura (diagrammi e dimostrazioni più dettagliate faranno parte dell’articolo relativo alla precisione): questo diminuisce il momento rotatorio che causa l’innalzamento della testata. Senza questo vantaggio la traiettoria dell’asta verrebbe significativamente indirizzata verso il basso (effetto che si riscontra anche negli arbalete convenzionali).

Il variatore di potenza vi consente in tempo reale (cioè in immersione e senza fatica) di scoccare tiri “morbidi”, anche per salvaguardare l’asta, senza perdere tempo nel cambiare il fucile (fattore spesso determinante nella cattura).

Potete sparare a grosse prede con la certezza di possedere la sufficiente penetrazione per passarle anche con aste dal diametro non troppo generoso, oppure tentare tiri “disperati” a lunghissima distanza.

Facendo tiro al bersaglio (posto quest’ultimo a 4m dalla punta dell’asta) mi sono abituato a scoccare tiri di questo tipo: non sempre vanno bene ma qualche volta riuscirete a sorprendere la preda ( il “Roller” ha una gittata superiore alla distanza di sicurezza a cui si sono abituati i pesci).

Io uso solo “Roller-gun”, ne ho tre: un 116 con asta da 7mm ed elastici da 18mm, un 86 di cui ho già parlato ed un 56 da tana.

Con il 116 ho pescato anche in mari diversi dal Mediterraneo (Yucatan e Azzorre) e non ha denunciato carenze di potenza. Il 116 e un’asta da 6,5 mm formano la combinazione ottimale per catturare i dentici (si può tentare il tiro anche da grande distanza, quando non vogliono saperne di avvicinasi di più).

Voglio raccontarvi un episodio capitatomi a Naples in Florida.

Ero in vacanza ed ho avuto l’occasione di uscire per una battuta di “spearfishing”, sulla barca di un americano (dotato di diversi Tuna-gun multi-elastici). Questi ha disquisito a lungo sul mio fucile e solo per educazione non si è messo a ridere… chiaramente non mi ha detto nulla sulle regole della Contea (tanto cosa vuoi che prenda l’italiano con quello “stuzzicadenti”… glielo si leggeva negli occhi).

E’ letteralmente sbiancato quando sono risalito con un cernione di diverse decine di kg fulminato in caduta (si è giustificato poi dicendo che le cernie non si potevano prendere, pena 2000 $ di multa per il proprietario della barca…).

Auguro a tutti voi di provare la stessa soddisfazione (mi si leggeva negli occhi) che ho provato io nel vedere la sua faccia… Vi chiederete, che fine ha fatto il pesce? La Coast-guard non aveva alcuna possibilità di riconoscerlo… a filettoni!

Il 56 cm invece è eclettico in tana (è dotato di una fiocina tridente rigorosamente auto-costruita), entra ovunque e non delude sia nel caso di tane molto profonde (con tiri lunghi), sia nel caso di tiri ravvicinati (quanti pesci avete passato e poi perso perché l’asta è rimbalzata contro la roccia e si è sfilata?).

Da quando pratico il Tiro sub (due anni), durante l’inverno, ho potuto affinare ulteriormente il “Roller”. Mi limito a dirvi che chi pratica Tiro sub scocca 40-60 tiri per allenamento, sperimentando continuamente nuove soluzioni: l’obiettivo primario che viene perseguito è la precisione. Le conoscenze che ho acquisito da questa pratica sportiva mi hanno permesso di eliminare gli ultimi difetti che il “Roller” presentava.

Tra le altre cose sono giunto alla conclusione che i fucili dotati di guida asta ed elastici circolari non sono necessariamente più precisi degli altri modelli… sono in grado di sfatare questo luogo comune (e con dimostrazioni sia teoriche che pratiche!).

Ho preso accordi con Giorgio Volpe: mi consente di approfondire mediante altri tre articoli i concetti di potenza, precisione e brandeggio; necessariamente questi articoli saranno più tecnici e complicati. Ripeto che tutte le armi in commercio sono ottime, non sarò certo io quello che metterà in luce i loro difetti, se ne hanno: le confronterò con il “Roller” solo relativamente ai loro pregi (sempre secondo il mio modesto parere…).

Qualcuno mi ha chiesto perché solo ora mi sono deciso a parlare del mio “Roller”.

Sono diversi anni che godo dei vantaggi di questo arbalete e magari invecchiando sono diventato più “generoso”… ma soprattutto è merito di Maxdeo: mi ha letteralmente stanato! Ho avuto, in passato, contatti con Ditte del settore che mi hanno in parte convinto che “se non sei Mazzarri la tua parola non vale nulla” (unica eccezione Valerio Grassi, che mi fece pubblicare un articolo su Pesca Sub).

» Invece qui su A.M. ho trovato un clima differente…

Il Roller gun scritto da Oreste Vacondio media voto 5/5 - 1 voti utenti

Category: Articoli, Pesca in Apnea, Pesca in apnea: Tecniche e attrezzature

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