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Il report IAFD sulla morte di Audrey Mestre:

| 6 febbraio 2003 | 0 Comments
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A distanza di circa 16 settimane dalla tragica scomparsa di Audrey Mestre, morta il 12 Ottobre 2002 mentre tentava di stabilire il record mondiale no-limits con 171 metri di profondità, l’ IAFD ha pubblicato le risultanze dell’inchiesta. Per stilare il report, l’IAFD si è avvalsa di varie fonti: Kim McCoy, il fisico oceanografo che ha analizzato i dati del computer OS500 D della OCean Sensor indossato da Audrey durante il tentativo (confrontandoli con quelli di altri 2 computer che Audrey portava al polso e alla caviglia); i dati dell’autopsia ufficiale “condotta secondo le leggi della Repubblica Dominicana”; l’intervista di molte persone presenti e l’analisi della strumentazione (cavo, slitta, pallone etc..).

Queste le risultanze:

– Audrey Mestre sarebbe morta per cause accidentali;
– Non c’è stata una singola causa, ma diversi fattori tecnologici e meteorologici:

a) il cavo utilizzato, più sottile del solito, insieme al diverso tipo di zavorra utilizzata sul sul fondo (di cemento e non di piombo) hanno favorito movimenti laterali del cavo guida. Questi movimenti non sono stati notati in allenamento per via delle condizioni eccellenti del tempo, ma nella giornata del record, le onde – di per sé insufficienti a giustificare la cancellazione del tentativo- hanno apparentemente accentuato il movimento del cavo, con il risultato di produrre varie interruzioni e riprese durante la risalita. Uno di questi stop si è verificato a -164 metri ed è durato 30 secondi.

b) è stato scoperto che una boccola di teflon inserita per ridurre la frizione tra cavo e slitta si era danneggiata durante un tuffo di allenamento. Un impatto sembra averne compromesso l’integrità.

c) sembrano esserci state delle ocillazioni laterali della zavorra sul fondo, che come si accennava poc’anzi era in cemento e non in piombo, materiale usato solitamente in queste circostanze. Inoltre, degli alettoni erano stati adattati su una telecamera attaccata alla slitta per evitare la rotazione di quest’ultima durante la risalita. GLi alettoni hanno apparentemente creato una forza laterale, che è continuata mentre la slitta scendeva. La combinazione tra la forza laterala creata dagli alettoni, la diversa densità della zavorra sul fondo e la minore dimensione del cavo ha fatto sì che né la discesa né la risalita siano state perfettamente verticali e che la slitta abbia proceduto in leggera pendenza. McCoy ha scoperto che questa inclinazione del cavo ha causato “instabilità idrodinamica a basse velocità”, che hanno frenato il pallone di risalita lungo il cavo leggermente allentato. L’effetto “freno” sarebbe stato poi accentuato dai movimenti delle onde in superficie.

d) l’autopsia ha rivelato che sangue e urine di Audrey non contenevano alcohol o droghe. Si è notato che i polmoni risultavano “di dimensioni aumentate” [nel report si legge: “the lungs were found augmented or increased in size (which would not be uncommon for a well-trained free diver)”]. Le conclusioni dell’autopsia sono le seguenti: “La morte della francese Audrey Anne Marie Mestre Ferreras è stato causato da asfissia da immersione. Morte accidentale”

e) pare che il pallone per la risalita non fosse adeguatamente gonfiato o che abbia avuto una perdita. Sembra che la spinta del pallone fosse insufficiente. Uno dei subacquei ha aggiunto con successo del gas al pallone all’inizio della risalita- E’ possibile che la bombola usata per gonfiare il pallone non fosse completamente carica, ma questo fattore da solo non sarebbe responsabile per tutte le difficoltà incontrate. E’ chiaro che la bombola conteneva dell’aria. Il pallone, ispezionato dopo l’incidente, mostrava una sezione logorata che avrebbe potuto causare una perdita. In ogni caso, la quantità d’aria eventualmente persa non sarebbe stata sufficiente ad influire in modo significativo la funzionalità della slitta. La bombola non ha mostrato alcun segno di danno né perdite.

Il report dell’IAFD conclude: “Riassumendo, non è dato individuare un’unica causa dell’incidente di Audrey Mestre. Molti fattori hanno contribuito al suo verificarsi e forse se anche solo uno di questi fosse stato diverso, l’immersione non sarebbe terminata in tragedia come è accaduto. Dal tentativo, l’IAFD e Pipin Ferreras hanno cercato di determinare esattamente cosa è andato storto per imparare in vista di tentativi futuri, per assicurare che la morte di Audrey non resti vana. Nel futuro ci saranno alcuni cambiament. Tra questi, il piombo sul fondo sarà in piombo, si tornerà ad utilizzare un cavo più robusto come in precedenza fino a che ulteriori test non chiariranno come e quanto il cavo più sottile abbia avuto impatto sul tentativo di Ottobre.
Le condizioni del mare idonee ad un tentativo del genere verranno ridefinite sulla base di quanto appreso e saranno adottate misure per assicurare una discesa ed una risalita verticali per quanto possibile. Nuovi protocolli e liste di controllo riguardanti le attrezzature di immersione e le attività verranno implementate al fine di assicurare una preparazione del tuffo adeguata.
La tragica morte di Audrey Mestre ha devastato la sua famiglia, amici e colleghi, specialmente suo marito e i suoi genitori. Ovunque gli appassionati di apnea sono stati rattristati dalla sua scomparsa. Alla luce di questa inchiesta, adesso si può affermare la morte di Audrey è stato un evento tragico ma imprevedibile. Anche nella morte, la lezione appresa dal suo ultimo tuffo, così come il coraggio, la dedizione e la passione di Audrey saranno di ispirazione per tutti gli apneisti e per tutti coloro che sono coinvolti nella ricerca dei limiti della resistenza umana”.

Il report IAFD sulla morte di Audrey Mestre: scritto da Redazione Apnea Magazine media voto 3.6/5 - 5 voti utenti

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