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Il Mediano tuttofare: l’arbalete da 80!

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In questa rubrica, divisa in tre puntate, chiediamo a Nicola Riolo di parlarci di alcuni tipi di armi cosiddette “desuete”.
Nicola infatti, da grande campione ed attento stratega, è solito non lasciare mai nulla al caso ed è un grande utilizzatore di armi estreme, spesso sottovalutate o poco utilizzate dai più, ma altrettanto risolutive.
In questa seconda parte gli abbiamo chiesto di parlarci del “mediano” un arma di 80 cm con la quale si può fare di tutto.
Scopriremo interessanti risvolti sull’utilizzo e l’efficacia di questa misura alternativa la cui forza sta nella polivalenza e nella manegevolezza.
Ma entriamo nel vivo di questa esclusiva intervista per Apnea Magazine e seguiamo attentamente le parole all’atleta.

Riolo utilizza un 80 autocostruito con fusto in carbonio e testata chiusa (foto S. Rubera)


Allora Nicola, dopo averci parlato delle armi molto corte, cominciamo a scoprire questo Ottantino (come lo chiami tu). Una misura ancora poco conosciuta ma un’arma decisamente efficace, giusto?

La pesca in apnea è in continua evoluzione ed i pesci, di conseguenza, sono sempre più evoluti. Una delle caratteristiche principali del mio carattere è sempre stata l’attenzione per le cose, per i particolari e, di conseguenza, lo sviluppo di progetti che mi possano garantire la massima efficacia in qualsiasi situazione. Avevo bisogno (specie durante le competizioni) di un arma eclettica, efficace nelle occasioni di ricerca e d’improvvisazione. Il 90 era troppo ingombrante soprattutto nella pesca nel grotto dove molto di frequente bisogna cacciare il pesce in spazi angusti, ed il 70 pur essendo più manovrabile peccava nella situazione opposta: quando, dopo aver cercato in tana, il pesce curioso t’arriva all’aspetto o viene a girare nei dintorni e serve un tiro medio lungo. Allora dopo varie prove ho scelto di farmi questa misura “mediana” (intemedia) con la quale ho buona manovrabilità in tana ed allo stesso tempo posso catturare anche un pesce che staziona intorno alla zona su cui pesco: il tordo, la salpa, il cefalo etc.
Insomma ormai è diventata l’arma che, salvo specifiche e particolari situazioni, impugno più spesso. Naturalmente è molto efficace anche nella pesca in schiuma.

Che caratteristiche deve avere a tuo parere un’ arma di questo genere?

Leggera, manovrabile e con un grilletto sensibile. Il mio ottantino è un arbalete autoassemblato, semplice ed essenziale. Come impugnatura ho messo quella dei vecchi Viper con la quale mi trovo a meraviglia e che monto su tutti i miei fucili. Il fusto è prodotto dalla mia azienda la Sdive ed è cilindrico, in carbonio, ma di un diametro ridotto a 26mm anziché i canonici 28mm. Infine una classica testata chiusa veloce per il riarmamento (in quella aperta è molto più laborioso) elastici da 16 millimetri morbidi e progressivi lunghi tra i 20/ 22 centimetri a seconda del tipo di pesca che voglio fare. Asta leggera monoaletta da 6mm lunga 120 cm sempre appuntita, il tutto armato con nylon del 160. Ho integrato anche un guidaasta che corre lungo quasi tutto il fusto. Parte dalla testata e si ferma a circa 20 cm dall’impugnatura. Più che sufficiente. Non monto mai il mulinello perché non ne sento la necessità e ne peggiorerebbe l’assetto. Poi lo mimetizzo usando colori sfumati che vanno dal marrone al verde. Pescando in prevalenza pesce bianco sono sicuramente i parametri di settaggio più adatti soprattutto durante le gare. E comunque, voglio ricordare, che un arma che risulta essenziale e pratica in competizione lo è anche per la pesca di tutti i giorni.

L’80 è la misura che Riolo preferisce utilizzare in gara e spesso i risultati gli danno ragione (foto A. Balbi)

Parliamo delle condizioni di pesca più favorevoli con questo tipo d’arma?

Come ti dicevo prima il fatto di essere un arbalete intermedio è fantastico per la pesca la razzolo. Ha la gittata molto vicina a quella di un 90 ma una manovrabilità nettamente superiore. Ci pesco in tana ed al libero senza problemi. E’ chiaro che in certi buchi non entra, ma con esperienza ed attenzione si può pescare in tane di media grandezza senza grossi problemi. Poi, a seconda della profondità dello spacco, regolo il tiro agendo sugli elastici e posizionando sulle tacche dell’asta nella maniera più conveniente. Nelle zone molto varie con presenza di posidonia, occhi di sabbia, grottto e roccette è decisamente risolutivo: scendi, fai un piccolo aspetto, scorri, ispezioni un buco e prima di risalire ti guardi attorno. Questo è il tipo di pesca che ne esaltà le qualità. Ci puoi fare un po’ di tutto insomma. Anche quando il mare è mosso e l’onda frange creando la schiuma, questo gioiello è capace di essere letale sui pesci più disparati. La sua Leggerezza ti permette di muoverlo velocemente specie nei cambi di direzione e di essere sempre sull’obbiettivo. Io ormai ci sparo ad occhi chiusi e vi assicuro che sbaglio pochissimo.

Quali sono i pesci che più di frequente soccombono a questo tipo d’arma?

Decisamente tutti i pesci a contatto col fondo, ma se proprio devo fare un paio di nomi dico saraghi e labridi. I primi perché sono quelli che s’incontrano più spesso ed i secondi perché nella tecnica del razzolo sono tra i più ricercati. Come spiegavo precedentemente un fucile di buona gittata è fondamentale per la cattura di tutti quei pesci curiosi. Il sub a contatto col terreno mentre ispeziona una tana o pratica un agguato, crea molta curiosità nei dintorni, facendo piccoli rumori e smuovendo il fondo, e spesso richiama pesci che transitano nei paraggi. Prima di risalire io mi fermo sempre un attimo, mi guardo attorno e con una certa frequenza mi capitata di portare a tiro, salpe, cefali, pizzuti e spigole . Pesci che con un’arma appena più corta sarebbero rimasti fuori tiro quasi certamente. Anche in caduta dà le sue soddisfazioni. Ho preso spesso belle corvine, orate ed in alcune occasioni pure cernie di mole. Per queste ultime, quando vado in zone dove penso di poterle incontrare, monto un monofilo di nylon del 200mm che resiste meglio alle abrasioni ed alle sollecitazioni.

Anche pesci di mole cadono sotto i colpi del Mediano

Ho notato che una misura come l’80 non è che si veda spesso tra le arme preferite degli atleti… anzi?

L’ho notato anch’io e francamente la cosa mi lascia un po’ perplesso. E’ sacrosanto che ognuno ha il suo modo di interpretare le cose e nella pesca in apnea come nella vita la medicina migliore non è quella più efficace ma quella che pensi ti faccia meglio, ma il fatto che questa misura ormai comincia ad apparire sui cataloghi di molte ditte specializzate nel settore significa che il suo valore è riconosciuto,. Per quanto mi riguarda ci sono due armi che non mancano mai dalla mia sacca: un sessanta con fiocinella ed appunto l’ottantino. Alle ultime selettive che ho disputato e vinto guadagnandomi la qualificazione alla Seconda categoria, quest’ultima è l’arma che ho utilizzato più di tutte. Direi che nel corso delle prove l’80% del tempo lo passavo a razzolare col Mediano in pugno. Ho preso corvine, saraghi, tordi, cefali e perfino murene. Inviterei i giovani che si vogliono cimentare nell’agonismo a farsi un arbalete di questa misura, settarlo e provarlo. Sono sicuro che troverebbero un amico insostituibile.

Hai mai pensato di montare asta da 6mm e fiocinella su questa arma?

A dire la verità ho iniziato pescando con questo settaggio: asta K extreme da 6mm lunga 120 con fiocinella da avvitare svitare all’occorrenza e devo dire che tale configurazione aveva anche il suoi vantaggi. Ma io sono un fissato del brandeggio e della leggerezza ed alla fine ho optato per la tahitiana classica che, comunque, era meno eclettica ma più equilibrata specie intorno ai 25/30 metri. Però, ripeto, per chi lo volesse provare anche con la fiocinella non ritengo sia una scelta fuorviante, anzi, ho amici che lo usano e ne sono entusiasti. La possibilità di montare un fiocina a 4 punte leggera semplifica la mira, il tiro e l’azione di pesca spesso in quelle zone che si conoscono poco, ma io che ormai sono decenni che pratico la pesca in apnea ho pochi problemi di mira e le zone le conosco bene preferendo, all’occorrenza, al limite cambiare arma al volo.

Concludendo ci puoi dire quali sono le prede più grosse che hai preso con questa arma?

Riccola di 5 kg.
Cefalo 2.5 kg
Sarago 1.4 kg
Corvina 2.2 kg.
Spigola 4 kg.
Orata 3.5 kg
Salpa 1.1 kg
Tordo 1.9 kg
Occhiata 9 hg
Lampuga 1.8 kg
Leccia 18 kg
Cernia Bianca 7 kg
Cernia 12 kg.

Il Mediano tuttofare: l’arbalete da 80! scritto da Simone Belloni Pasquinelli media voto 3.8/5 - 8 voti utenti

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Category: Articoli, Pesca in Apnea, Pesca in apnea: Tecniche e attrezzature

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