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Il marvizzo: una cattura tutt’altro che scontata

| 30 novembre 2006 | 0 Comments

 

A fine gara Daniele mostra un cavetto con diversi marvizzi. (foto D. Petrollini)

Daniele, qual’è il fondale più indicato per incontrare il marvizzo?

Il fondale preferito dal marvizzo è costituito da praterie di posidonia con al suo interno roccia di qualsiasi tipo: grotto, lastre, granito eccetera. L’elemento fondamentale è la posidonia, di roccia ne basta anche un accenno, è sufficiente che permetta al tordo un minimo riparo: una piccola spaccatura, una lastrina anche passante, una picola crepa in un pezzettino di grotto isolato, un catinetto nell’alga, un ciglietto che compare in mezzo ad una distesa d’alga.
Esistono due tipi di marvizzo o ciliegia: uno di colore verde marezzato di pallini rossi ed uno di colore chiaro puntinato di rosso.
Non so in cosa consista realmente la differenza, ma negli anni mi è parso di notare che i primi si incontrano più frequentemente su fondali prevalentemente composti da posidonia, mentre gli altri frequentano di solito fondali prevalentemente rocciosi. Non è affatto una regola, ma una personalissima statistica basata sulle mie osservazioni.

Come si riconosce, pur non vedendo il pesce, il punto ideale?

Il punto ideale si riconosce proprio trovandosi di fronte ad un isoletta di roccia isolata nella posidonia. Non che in zone ampie di roccia non ci siano, ma più la zona è vasta, e quindi dispersiva, più risulta difficile inividuare i tordi al suo interno e, conseguentemente, realizzare catture. Di contro, invece, nelle zonette limitate andremo quasi a colpo sicuro:
se il pinnuto farà la sua comparsa in breve tempo, con un po’ di attenzione ed esperienza saremo in grado di trovarlo e di catturarlo con relativa facilità.

Qual è il comportamento generale del marvizzo e in cosa differice dagli altri tordi?

Il comportamento del Marvizzo non si discosta molto da quello dei suoi familiari. Diciamo che il punto debole del Ciliegia rispetto agli altri tordi è che probabilmente è molto più curioso e quindi più sensibile all’aspetto. Questo atteggimento, come per gli altri, è la sua debolezza, che ovviamente dovremo cercare di sfruttare a nostro vantaggio. Questa sua grande curiosità, probabilmente spinta dall’istinto alimentare e dalla sua aggressività (è l’unico tordo carnivoro), porta il marvizzo ad uscire allo scoperto se stimolato da variazioni sul suo territorio, per controllare da vicino cosa succede.

Un carniere con due grossi marvizzi dalla livrea differente.

Ed il comportamento nei confronti del sub?

Nei confronti del sub, dopo la prima già menzionata curiosità, diventa schivo e sospettoso e una volta intuito il pericolo tende a dileguarsi velocemente.

Ci sveli qualche trucco per farlo uscire o individuarlo?

I trucchi per farlo uscire ve li trovate da soli! (scherzo). Usiamo un po’ di immaginazione e proviamo a tirare delle conclusioni. C’è un pesce nascosto, un pesce molto curioso; voi, facendo leva sulla sua indole, dovrete riuscire a farlo venire allo scoperto. I miei stratagemmi preferiti sono: un aspetto con qualche richiamino, qualche piccola bollicina, strappare un ciuffetto d’alghe e lanciarle in alto, dare un paio di colpi di pinne sul fondo prima di risalire e poi, dopo poco, riscendere sullo stesso punto.
Spesso il tordo, incuriosito dalla sospensione della pinneggiata, esce a vedere cosa succede.
A volte succede che spari a un pesce e non riesci a portarlo in superficie nello stesso tuffo; in tal caso, consiglio sempre di scendere con un’altro fucile, perché se c’è un marvizzo nelle vicinanze è probabile che venga a curiosare.
Questi sono i miei stratagmmi, ma ognuno ha i propri.

La tecnica più adatta per insidiarlo con successo?

Ogni tecnica può andare bene a seconda della situazione, ma le due più redditizie sono l’aspetto e la caduta.
L’efficacia dell’aspetto è facilmente intuibile, ma anche la caduta ha una grande importanza con questo pesce. Capiterà spesso, infatti, di individuare il tordo dalla superficie o di scorgerlo durante una planata a mezz’acqua.
In questi casi non bisogna tergiversare troppo e bisogna effettuare una caduta sulla sua verticale, spararando non appena lo si ha bene a tiro.
Il marvizzo difficilmente offre una seconda chance e, se infastidito o spaventato, si nasconde nelle alghe e vi si muove sinuoso e mimetico rendendo vano ogni tentativo di ricerca.

 

Il più grosso Marvizzo di Petrollini: 1.650kg.

Le armi più adatte alla sua cattura?

Fucili medio corti muniti rigorosamente di fiocina. Non che con la taithiana non si prendano, ma sicuramente se ne sbagliano molti, soprattutto in gara. Capita molto spesso infatti che il tordo si metta di taglio oppure che si effettuino tiri da dietro mentre cerca di svignarsela alla chetichella o, addirittura, tiri in mezzo a ciuffi di alghe tra le quale si è riparato o si sta infilando. In questi casi cosa c’è di meglio di una fiocina?

E’un pesce facile, medio o difficile?

Come quasi tutti i pesci il marvizzo può sembrare facilissimo da catturare se si è fatto tutto bene, ed impossibile se si sono commessi errori. Personalmente, dopo anni di esperienza difficilmente perdo un tordo. C’è anche da dire che lo insidio praticamente solo in gara.
Durante le mie pescate per diletto o allenamento lo insidio saltuariamente e comunque la mia attenzione è rivolta solo ad esemplari di mole (da chilo per capirci) con lo scopo di prepararmi un ottimo carpaccio quando ne ho desiderio.
In generale, penso che si possa considerare una preda di media difficoltà.

I marvizzi amano particolari condizioni atmosferiche?

Il sole è da tenere in grande considerazione nella ricerca dei marvizzi, in particolar modo nella tattica di gara. I tordi, infatti, amano molto la luce del sole e tendono ad uscire dai loro nascondigli durante le ore di maggiore irradiazion solare. Durante una gara sarà più saggio partire alla ricerca di altre prede, per dedicare alla ricerca di tordi e marvizzi la seconda parte della competizione, quando il sole è più alto.

Curiosità?

Il mio marvizzo più grande l’ho catturato ad Alghero lo scorso anno, pesava 1.650g ed era lungo più di mezzo metro.

I nomi più comuni con cui lo sento chiamare sono: marvizzo, tordo ciliegia e pittero.

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