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IL FASCINO DEL LEGNO

| 23 febbraio 2005 | 0 Comments
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Il nuovo fucile in legno era a tacca minima perchè era stato armato precedentemente per i saraghi. L’istinto mi portava a continuare l’azione, non c’era tempo per ragionarci sopra.

NON SI PUO’ SFUGGIRE AL FASCINO, AL CALORE E ALLA BELLEZZA CHE EMANA IL LEGNO.

VITA VISSUTA:
“Ho sempre avuto la passione del legno che considero un materiale caldo, vivo, naturale. Ho iniziato a fare queste opere fin da ragazzino, più per necessità che altro.
Ho cominciato usando lo scalpello a mano, sgorbie, raspe della carpenteria navale dove lavoravo nel pomeriggio, malgrado studiassi. Con ottantamilalire al mese di stipendio non potevo permettermi di comprare uno dei bellissimi arbalete esposti nel negozio di Zio Gino Piro…

Una vecchia impugnatura acquistata di seconda mano ed una pseudo-testata recuperata da un vecchio fucile, erano tutto quello che possedevo.
Ma la fortuna in quel periodo volle baciarmi: un giorno mentre pescavo nei pressi di Baja Sardinia ,trovai sott’acqua un lungo arbalete in legno abbandonato in una franata…era un Undersee originale australiano…

LA RICCIOLA DELLA FOTO:
…L’ultimo fiato e giù verso il fondo : dopo avere passato i primi otto metri, appena negativo, ho iniziato a volare verso il fondo. La discesa in diagonale in avanti mi ha portato ad avvistare i pesci, erano i residui del grosso branco di saraghi del tuffo precedente ed erano rimasti solo esemplari di pochi etti.

Mentre mi tenevo alto su di loro, il branco si è aperto al centro dirigendosi verso la parte costiera, in direzione del mio compagno di pesca Francesco . Per un attimo ho seguito il piccolo branco ma…mentre li osservavo, sono arrivate tre grosse Ricciole radenti il fondo… erano sotto di me e non troppo distanti…in planata le ho puntate direttamente….

Il nuovo fucile in legno era a tacca minima perchè armato precedentemente per i saraghi. L’istinto mi portava a continuare l’azione, non avevo tempo per ragionare ulteriormente.

La scelta è stata vincente, le Ricciole, per fortuna non troppo diffidenti, si sono affiancate tra loro.
Sebbene in acqua libera, ho puntato la più grossa a poco più di un metro dalla punta dell’asta. Se avessi avuto il fucile a tacca massima avrei tentato la “coppiola” perchè vicinissime.

Ho puntato la più grande e sicura, ed ho scoccato il tiro traffiggendola tra linea laterale e il testone.

La Ricciola, fulminata, ha iniziato a girare su se stessa avvolgendosi numerose spire del sagolino attorno al corpo. Filando sagolino dal mulinello ho riguadagnato la superficie. Mentre la Ricciola andava ad adagiarsi sul fondo ho visto le altre due sparire nel blu…

Una volta recuperata ho osservato stupito l’arma in legno che mi aveva permesso la cattura così facilmente….

3> EPOXI + MICROSFERE:Servono per ottenere dell’eventuale stucco. Chi pecca in manualità oppure non dispone di attrezzature idonee per la fresatura del legno può ottenere un perfetto guid’asta con questo semplice procedimento.

IL FASCINO DEL LEGNO:
Dopo aver provato vari sistemi per lavorare il legno, ho scelto quello della molettina con dischi abrasivi che, grazie ad una personale buona manualità e padronanza dell’attrezzo, mi permettono di arrivare a ottimi livelli di finitura.
In alcune mie creazioni del passato, ho voluto inserire anche dei colori di base in modo da rendere il legno ancora più caldo e affascinante..

IL LEGNO OGGI:
Non a torto, il legno è oggi uno dei materiali più richiesti.
Infatti crea un grande fascino evocando tempi passati e inoltre offre garanzie di qualità. Congiuntamente si presta a dare forme originali fuori dal consueto,
liberando l’estro e dalla fantasia di chi lo costruisce.
Questi motivi e il crescente numero di appassionati, hanno contribuito notevolmente alla riscoperta del legno quale materia prima naturale, nell’ambiente della pescasub e del fai da te.
Quindi chi parla del legno come “innovazione ” sbaglia di grosso : i primi arbalete erano in legno e il legno è sempre stato presente dai tempi che furono, fino al nostro quotidiano.

CARATTERISTICHE:
Il legno è un materiale organico e possiede quindi particolari proprietà strutturali. Il legno vive ed ha un suo proprio ‘carattere’, perciò deve essere scelto, lavorato e trattato a regola d’arte.

L’arbalete in legno è ancora indubbiamente legno e di questo mantiene tutti i pregi, ma è anche un prodotto nuovo, un prodotto che attraverso il procedimento costruttivo “listellare” supera i difetti propri del legno massello usato da tanti appassionati e da qualche artigiano costruttore.
Il processo di costruzione degli arbalete “listellari” richiede, rispetto al massello, una impegno maggiore.
Si parte dalle operazioni che consistono essenzialmente nella riduzione del tronco in listelli e nella loro ricomposizione tramite incollaggio, fino a dare origine a elementi di forma e dimensione prestabilita.

2> Resina epoxi bicomponente. 9> Vernice trasparente per la finitura.

SCELTA DEL LEGNAME:

Le caratteristiche tecniche del prodotto finito dipendono dal materiale di base. E’ ovvio che per ottenere risultati affidabili, occorre partire da una materia prima che deve avere delle caratteristiche il più omogenee e uniformi possibili.
Detto questo, qualsiasi tipo di legname può essere potenzialmente utilizzato per costruire un arbalete.

Ai fini della costruzione di un arbalete in legno subentrano delle scelte tecnico-economiche che indirizzano l’appassionato all’uso di legnami comunemente reperibili, facilmente incollabili, poco costosi, ma con caratteristiche meccaniche ben definite .

Per le nostre armi mediterranee si utilizzano quasi esclusivamente il mogano e l’Iroko, per lavorazioni speciali ha debuttato recentemente il douglas ma esistono altre essenze pregiate come il prezioso e costoso Teak.
Le essenze legnose vengono suddivise in listelli che, ad incollaggio fatto, ne esaltano le caratteristiche fisico-meccaniche.

Una volta ottenuta l’essicazione dell’epoxi e microsfere si deve rimuovere l’asta e procede alla rifinitura dello stucco/epoxi.

DIFFICOLTA’ A REPERIRE LEGNI STAGIONATI:
Il problema di base è la difficile reperibilità di legname stagionato. Ma oggi, grazie a nuovi sistemi di stagionatura, è più facile trovare del legname adatto alla realizzazione, in confronto al passato.

L’ESSICAZIONE:
L’essicazione è l’operazione tesa a ottenere quel grado di umidità del legno compatibile col tipo di colla scelta per effettuare l’incollaggio dei listelli.

I listelli , prima delle operazioni d’incollaggio, devono essere riposti in ambiente asciutto e privo di umidità. Un ambiente chiuso e riscaldato è quanto di meglio si presta a prepararli affinchè ci sia la perdità dell’umidità, fattore richiesto per ottenere la resistenza richiesta ad opera compiuta.

DOPO L’ ESICCAZIONE:
Poiché il tasso di umidità non è regolare all’interno di uno stesso legno, è bene lasciare riposare per un paio di giorni sempre nello stesso ambiente secco prima di procedere alla fase d’icollaggio.

INCOLLAGGIO DEI LISTELLI:
La composizione delle colle bicomponenti e l’incollaggio stesso, costituiscono una delle operazioni più importanti e delicate.
I collanti devono instaurare legami intermolecolari fra le componenti chimiche dell’adesivo e le fibre del legno, in modo da garantire lo stesso legame solidale proprio delle essenze legnose.

Le resistenze fisico-meccaniche del collante, devono essere pari a quelle del legno e per questo è importante la scelta giusta del tipo di adesivo in base alle sue caratteristiche.

Una volta ottenuto l’innesto e lavorato il grezzo dell’intero fusto bisogna innestare nella sede apposita il castello completo di sistema di sgancio.

PRESSATURA:
Per realizzare l’incollaggio fra i listelli bisogna sottoporre gli elementi ad una pressione il più possibile uniforme.

Tale operazione andrebbe fatta in apposite presse. Queste sono costituite da una struttura fissa, sulla quale agisce un meccanismo di pressatura costituito solitamente da martinetti idraulici o pneumatici.

L’appassionato dovrà risolvere il problema della pressatura avvalendosi di barre in quadrello scatolato di ferro, della lunghezza e larghezza pari a quelle dei listelli e dotarsi di alcuni morsetti da falegnameria.

L’operazione di posizionamento dei listelli e di chiusura della pressa/artigianale, deve essere fatta il più rapidamente possibile, onde evitare che la colla cominci a catalizzare.

Per il serraggio della nostra pressa artigianale, è buona norma procedere per gradi, dal centro verso le estremità.

Il listellare, così realizzato, deve rimanere sotto pressione per un periodo di 24 ore o più, a seconda del tipo di colla utilizzata.
E’ molto importante che la temperatura ambiente dove avviene il procedimento, non sia mai inferiore ai 18° gradi C.

Dalla descrizione delle fasi di produzione fin qui operata, si intuisce l’importanza dell’ambiente in cui si decide di realizzare l’arbalete.

REALIZZAZIONE DI UN ARBALETE CON FUSTO LISTELLARE IN PIU’ SEZIONI: (la guida è valida anche per realizzare arbalete monopezzo)

Prima di avventurarsi nella costruzione è bene avere le idee molto chiare.

RICETTA

INGREDIENTI:
1> Listelli essenza marina.
(Nota personale :
A> per l’arbalete “rifinito” delle foto ho usato n° 3 listelli ) di cui
n°° 2 listelli da 4x2cm in essenza marina “mogano” (lati esterni fusto) e 1 listello in essenza “marina” Iroko per l’asse centrale/guid’asta.
B>Per l’arbalete che documenta le fasi di costruzione del guid’asta con microsfere e la foratura per gli elastici ho usato un massello stagionato naturalmente.

DOVE REPERIRE I LISTELLI:
Dei listelli stagionati in procedimento “autoclave”, validi e poco costosi, sono reperibili presso i brico-center, oppure dei legni stagionati rivolgendosi presso una falegnameria, che provvederà al taglio e alla realizzazione degli stessi in base alle misure indicate.

2> Resina epoxi bicomponente:
Per l’incollaggio e protezione del fusto ho usato la resina “epossidica”. Esistono delle validissime colle marine bicomponenti o monocomponeti che si prestano perfettamente all’incollaggio richiesto. La Cecchi ha in catalogo prodotti specifici quali colle o epoxi stessa.

(Nota personale : per il fucile delle foto è stato usata la “Resina 2000 della Veneziani nella quale ho riscontrato un ottimo rapporto qualità/prezzo. 24,50 ‘uro)

3> EPOXI + MICROSFERE:
Servono per ottenere dell’eventuale stucco. Chi pecca in manualità oppure non dispone di attrezzature idonee per la fresatura della guida, può ottenere un perfetto guid’asta integrale avvalendosi di uno specifico prodotto da mischiare all’epoxi detto “microsfere”. Costo circa 10,oo ‘uro. Anche la segatura di legno finissima si adatta ugualmente allo stesso scopo.

COME OTTENERE IL GUID’ASTA:
Una volta ottenuto l’innesto e lavorato e modellato il grezzo dell’intero fusto,
bisogna innestare nella sede apposita il castello completo di sistema di sgancio (nei monopezzo senza castello bisogna montare la scatola di sgancio sempre in apposita sede).
Fatta questa operazione bisogna inserire un’asta da 6,5mm. nel congegno di scatto e farla poggiare interamente sul piano piallato del fusto fino alla zona di testata, verificando perfettamente la linea di mira e puntamento.

Bloccata l’asta con del nastro maschera, si procede a stuccare un lato con l’epoxi e le microsfere. A catalizzazione avvenuta si ripete uguale operazione sull’altro lato. Le foto esplicative aiutano a capire come è meglio procedere e cosa si deve ottenere.

Una volta ottenuta l’essicazione dell’epoxi e microsfere si deve rimuovere l’asta e procedere alla rifinitura dello stucco/epoxi.

3>Raspe: tonda, a mezza luna e piatta.
Acquistate presso i Brico Center in Kit per 5,oo’uro.

4>Spatole: senza manico larghezza 2/4cm costo 1,oo ‘uro.

5> Morsetti: acquistati presso i Brico Center per 2,oo cad.

6> n° 2 Barre di scatolato in ferro 2x5cm lunghe 1,oo metri ognuna. Spezzoni regalati da un fabbro.

7> Smerigliatrice angolare 120:
acquistata presso Auchan a 10,oo ‘uro.

8> Dischi abrasivi e carta vetro tot. 12,oo ‘uro.

9> Vernice trasparente per la finitura:
Acrilico bicomponente usato per carrozzeria.
Marca Ivat Coating, Tom’s 3000 hs. 0,500 KG.
Costo vernice 10,20 ‘uro + catalizzatore 4,80 ‘uro.

Per un totale di circa 70,oo ‘uro

Il castello non è stato volutamente conteggiato ma i prezzi variano dai circa 30 ,oo ‘uro ai 60,oo ‘uro…

CONSIGLIO: per le prime realizzazioni sfruttate qualcosa che avete in casa o reperito nell’usato.

In primo piano un fusto grezzo appena forato per ottenere la sede per l’elastico cisrcolare.

PROCEDIMENTO:

1>Raspate e carteggiate a grosso sulle parti dei listelli che devono essere incollate.

2>Catalizzate della colla marina bicomponete oppure della resina epossidica e passatela in ambo i lati dei leistelli da incollare.

3>Fate combaciare e aderire i listelli e poggiate sopra i quadrelli di ferro, quindi morsettate dal centro verso gli esterni come una una pressa/morsa.

4>A catalizzazione avvenuta, meglio se passano le 48 ore, liberate dai morsetti. Tramite raspa piatta e in base alla vostra manualita`, iniziate da subito l’innesto fusto/castello.

5>Inserite la bussola in allumino o carbonio e montate il castello scelto.
E’ bene proteggerlo con del nastro maschera dalla resina.

6>Chi ha buona manualità può “sgrezzare e modellare ” il listello direttamente con la moletta dotata di disco abrasivo. L’inserimento di un’asta da 6,5 ci permetterà di verificare continuamente la forma relativa sopratutto al puntamento. Anche un pialletto manuale di piccole dimensioni si presta ad alcune fasi della lavorazione di modellamento. Altri utensili utili sono “le raspe”, ‘i pialletti elettrici” o quant’altro si riesce a reperire nell’ utensileria da falegnameria.

Come documentano le foto in quest’articolo, chi ha poca dimestichezza col fai-da-Te può sopperire alle lacune correggendo eventuali errori sul fusto utilizzando il composto epoxi e microsfere. Questo vale sopratutto per coloro che, non disponendo di adeguate attrezzature, vogliano comunque ottenere un “perfetto guid’asta integrale’.

5> Catalizzate la vernice trasparente acrilica oppure potete utilizzare del Flatting Poliuretanico antigraffio. La scelta è libera e tutti i sistemi sono validi.

VEDIAMO COME FARE:
1>Realizzato l’innesto castello e mantenuta la quota d’appoggio asta, è bene dotare il nostro “ibrido” di un’asta dritta inox.

2> Mirando verso una parete bianca dovete trovare il giusto puntamento allineando e posizionando perfettamente l’asta tra dente di sgancio/fine fusto.

3>Una volta trovato il punto, bisogna bloccare l’asta con dei chiodini puntaspillo o simili. L’asta non dovrà più muoversi nell’innesto castello e neanche in punta.

4> Utilizzando il nastro maschera bloccate l’asta al centro affinchè rimanga ben fissa alla base.

5>Avvalendovi delle “microsfere” componete l`epoxi e mischiate il tutto ottenendo uno stucco in pasta.

6>Poggiate su un fianco il fusto e , utilizzando una spatola stretta, stuccate tra fusto ed asta per la lunghezza totale.

Aspettate 12 ore e ripetete l’operazione sull’altro fianco fusto/asta. Ad essicazione completa otterrete la guida ottenuta in stampaggio come foto documentative articolo.

Senza idee precise sulla forma è inutile mettersi al lavoro. Bisogna avere da subito le idee molto chiare…

CONTINUARE LA RIFINITURA E FORMA DEL FUSTO FINALE:

Lavorando con grande attenzione continuate la rifinitura dell’intero fusto evitando spigoli vivi, la forma oltreche` snella, deve essere molto slanciata. Per dimensione/diametro centrale del fusto è bene non scendere sotto le misure indicative largh.40mm x h 35 mm.

Comunque la ricerca di una forma ellittica oppure cilindrica, sono dettate esclusivamente dai gusti e dalle proprie esigenze.

L’ANIMA DEL LISTELLO:
La vostra abilità manuale deve essere elevata, infatti dovete riuscire a ‘cogliere e costruire’ il fucile che potenzialmente esiste dentro al listello. Senza idee precise sulla forma è inutile mettersi al lavoro. Bisogna avere da subito le idee molto chiare e prima di mettersi all’opera è bene prepararsi dei disegni che guideranno tutte le fasi della lavorazione.

PROTEZIONE FUSTO:se avete usato delle essenze chiare potete oscurare il fusto con dei colori/mordenti per legno.

OTTENUTO IL FUSTO:
si tratta di forare lateralmente il fusto per ottenere la sede del circolare. Il diametro del foro varia in funzione del tipo di arma e configurazione che desideriamo ottenere.
Ad esempio chi pensa di utilizzare gomme di serie dotate di ogive, dovra` prendere come riferimento il diametro di queste.
Chi invece decidera` di avere un foro capace di permettere la sostituzione del circolare, dovra` creare una feritoia larga pochi mm sotto il fusto.
Chi infine vorra` ottenere un arbalete a doppia gomma, potra` ovalizzare un singolo foro o farne due separati e ravvicinati.

UN CONSIGLIO:
Se avete le idee poco chiare sulla forma del fusto la soluzione migliore è semplicissima: copiate i modelli presenti sul mercato…chi copia bene ottiene un 80 % dell’opera e poi può sbizzarrirsi ad apportare le personalizzazioni nel restante 20 %.

PROTEZIONE FUSTO:
se avete usato delle essenze chiare potete oscurare il fusto con dei colori/mordenti per legno a base sintetica o alcolica.

1> Prima di qualunque verniciatura dovete sempre carteggiare finemente il tutto…armatevi di pazienza oppure utilizzate una smerigliatrice orbitale con passaggi di carta vetro sempre più fine. ( es: grana 100> 120> 180> 240 finale).

Se date del mordente dovrete aspettare l’essicazione completa e poi una nuova carteggiatura leggerissima di carta vetro grana 240.

2>Catalizzate un pochino di resina epoxi e, utilizzando un pennello che non rilasci peli, “applicatela e stiratela” su tutto il fusto come se fosse della normale vernice.

3> A verniciatura dell’epoxi finita, è meglio appendere il fusto a testa in giù per evitare che si formino delle antipatiche gocce.

4> A epoxi catalizzata: rifinite carteggiando nuovamente il fusto con grana fine perche` inizia la fase finale della verniciatura.

5> Catalizzate la vernice trasparente acrilica oppure potete utilizzare del Flatting Poliuretanico antigraffio. La scelta è libera e tutti i sistemi sono validi, l’importante che siano vernici trasparenti di elevata qualità antigraffio e anti raggi UV.

Verniciate e poi abrasivate per almeno due volte, affinchè il trasparente garantisca uno spessore di alcuni micron. Dare più mani di vernice aiuterà a preservare il fusto da futuri graffi e abrasioni.

L’ opera compiuta….

VALUTAZIONE DEI COSTI:
Chi sogna un arbalete in legno ma non dispone di spazi idonei alla costruzione è bene che valuti per bene il costo totale.
Un buon arbalete autocosruito da zero incide nelle nostre tasche per 80 ‘uro per l’acquisto degli “ingredienti” descritti sopra. A questo costo si deve aggiungere l’acquisto dell’impugnatura completa oppure il costo della scatola di sgancio. Ad opera compita bisogna accessoriare l’arbalete dotandolo di asta> elastico circolare> archetto> sagola ed eventuale mulinello.
Se valutate complessivamente i costi di una realizzazione artigianale si equivalgono all’acquisto di un’arma valida e completa del nostro panorama artigianale e industriale.

Chi decide di avventurarsi in una costruzione artigianale deve essere ben consapevole che, ai fini balistici, l’arma al 90% peccherà di assetto e precisione. Questo fattore ci porterà ad un ulteriore sviluppo che andrà fatto in numerose volte saggiando l’acqua salata e numerose prove su prove con continue verifiche e correzioni.

COSTI ARMI PRESENTI SUL MERCATO:
E’ bene consigliare che nel nostro mercato esistono armi valide, perfette,
curatissime con costi che si aggirano intorno ai 250,oo ‘uro(+ O -) . Valutate bene e se ritenete che la costruzione di un arbalete è un’avventura da vivere …allora non mi resta che augurarvi “buon lavoro” sperando che questo articolo vi sia stato utile…

UNA SPECIALE CLASSIFICA

1> Gli arbalete Totemsub si piazzano al vertice dei monopezzo. Sono armi validissime in qualunque tipo di mare e curatissime nelle rifinitura.

2>I Master America “Omersub” sono armi prodotte industrialmente con macchinari tecnologicamente avanzati. Sei sezioni, una “non testata”, rifiniture curatissime lo portano nell’olimpo dei fucili.

3> I GimanSub sono la massima espressione di cosa vul dire arma funzionale, grande fascino e bellissima estetica…La serie GimanSub non teme rivali.

4> La linea Jedi del Maestro Dapiran propone arbalete in legno massello con soluzioni molto valide.

5> Parisi col suo “professional” offre un’arma insolita per colorazione ma veramente valida.

6> I fusti proposti da Top Sub permettono a chiunque di ottenere un’arma personalizzata…è sufficiente innestare un castello al fusto.

7> La linea Devoto rispecchia un concetto costruttivo valido, semplice e funzionale.

9> Il mercato internazionale offre armi mediterranee facilmente reperibili tramite gli shop on-line del web.

10> Esistono altre soluzioni come gli Albatros della Seatec che garantiscono un perfetto assetto, grande precisione nel tiro e rifiniture curatissime.

Nel mercato nazionale …si trovano altre armi in legno come gli arbalete della Merou etc. che offono valide caratteristiche ma per ragioni di spazio è impossibile menzionarle tutte…

CONCLUSIONE:

Tutti coloro che volessero avventurarsi nella costruzione di un proprio fucile in legno devono essere consapevoli fin dal principio di una cosa foondamentale. Un arbalete in legno non farà prendere più pesci di qualunque altro arbalete esistente sul mercato…è solo una questione di “passione e fascino”.

Alè

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